Biografia Pietro Bisio nasce a Casei Gerola, nell'Oltrepò Pavese, il 28 marzo 1932. A Voghera, nello studio di Giansisto Gasparini, suo primo maestro, viene a contatto con la pittura “sociale”, e ha scambi di esperienze con i pittori Alberto Nobile e Augusto Garau. Frequenta, a Milano, l'Accademia di belle arti di Brera dal 1954 al 1958 e segue i corsi di pittura di Aldo Carpi e nel '58 di Domenico Cantatore. Nel marzo 1957 si rivela al premio Diomira e riceve dalla giuria, presieduta da Guido Ballo, la medaglia d'oro del Senato della Repubblica. L'opera premiata viene destinata alla Raccolta dei disegni del Castello Sforzesco ed è pubblicata da Franco Russoli su “Le vie d'Italia”. Nello stesso anno, alla Galleria Spotorno, presenta la sua prima personale di disegni, introdotta da Aldo Carpi e positivamente recensita da Marco Valsecchi sul “Giorno” e da Raffaele De Grada alla RAI. Seguono numerose esposizioni personali e collettive, con giovani artisti per lo più provenienti dall'Aula Carpi (a Roma, nel 1960, a Cremona, Palazzo dell'Arte, nel 1962, a Milano, Palazzo Reale, nel 1964, a Pavia, nel 1965, ecc.), accompagnate da premi e riconoscimenti. Dalla critica viene sottolineato come il pittore Bisio sia interprete per eccellenza, dopo Pellizza da Volpedo, della “cultura contadina” nell'Oltrepò Pavese, con linguaggio moderno. Determinanti, per il passaggio e gli sviluppi successivi, risultano, dal 1968 al 1972, i viaggi di studio a Parigi, Vienna, Amsterdam, Stoccolma, Copenaghen, Helsinki, Oslo e la conoscenza diretta di Permeke, Munch, Kokoschka, Nolde, oltre naturalmente a Picasso e all'espressionismo astratto statunitense, e, più recentemente, Marcel Duchamp. Nel 1984 rende omaggio, insieme a Gigi Valsecchi e Giulio Scapaticci, al maestro Carpi, che seppe donare "entusiasmo e amore", con una mostra alla Fondazione Corrente.
Realismo “esistenziale” Sono questi gli anni in cui la linea figurativa milanese che va sotto il nome di “realismo esistenziale” – definizione formulata dal critico Marco Valsecchi per il gruppo dell'Aula Carpi: Banchieri, Ceretti, Guerreschi, Romagnoni, Vaglieri, Martinelli e per Ferroni, ed estesa poi ad altri pittori “milanesi” operanti nel periodo che va dal 1955 al 1965 – guarda, oltre il neorealismo e “Corrente”, ad esperienze moderne europee ed americane. Al di fuori di programmi e di volontarismi ideologici, è il confronto con la realtà che interessa, una realtà esistenziale, fenomenica, dove “la condizione umiliata dell'esistenza” appare in termini drammatici o lirici e i temi sono affrontati con tonalità cupe in cui predominano il bianco e nero. Congruenti cronologicamente per tematiche, per scabrosità, per piglio con questa visione di immagini “avare di colore cariche di dolore”, con la rappresentazione di figure “disseccate e spettrali”, sono le opere di Bisio (i bianchi e neri in particolare, gli esiti disegnati), anzi in certa misura ne costituiscono un'ala, o un allargamento, comunque un aspetto, indubbiamente interessante.
Sviluppi successivi Dagli anni settanta ad oggi, la grafica di Bisio dal segno personale e una pittura di inquieta e tormentosa immaginazione che fa uso delle tecniche meno convenzionali – il dripping, il polimaterismo, la parola, il colore puro, con l'accantonamento di ogni perbenismo compositivo e lo sconvolgimento dei piani di lettura – rivelano (nelle esposizioni in Italia: a Vicenza, Ferrara, Acqui Terme, Genova, ecc., e all'estero: Manosque, New York, Heusden-Zolder, Parigi, Bruxelles, ecc.), un interesse crescente per problematiche ecologiche e forniscono una drammatica testimonianza delle distruzioni operate in campagna. La complessa attività è stata esaminata negli aspetti artistici, espositivi e critici, da Virginio Giacomo Bono nella monografia Pietro Bisio: espressività del segno e sperimentazione.
Opere in collezioni pubbliche Alessandria, Museo Civico Milano, Castello Sforzesco Pavia, Amministrazione Provinciale Pinerolo, Collezione Civica d'Arte San Donato Milanese, Galleria d'Arte Contemporanea Suzzara, Galleria del Premio Suzzara Voghera, Comune Volpedo, Comune
Principali mostre Milano, Galleria Spotorno, 1957 Roma, Galleria Il Torcoliere, 1960 Cremona, Palazzo dell'Arte, 1962 Milano, Palazzo Reale, 1964 Pavia, Galleria Il Corso, 1965 Alessandria, Galleria San Giorgio, 1967 Monza, Galleria Tremisse, 1972 Vicenza, Galleria L'Incontro, 1974 Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 1975 Milano, Galleria Spazio Sintesi, 1977 Volpedo, Palazzo Comunale, 1980 Tortona, Modularte, 1984 Acqui Terme, Palazzo Robellini, 1985 Manosque, Bibliothèque Municipale, 2000 Pavia, Santa Maria Gualtieri, 2001 New York, Iacob Javits Convention Center, 2003 Heusden-Zolder, De Mijlpaal, 2004 Genova, Palazzo Ducale, 2005 San Donato Milanese, Galleria d'arte contemporanea, 2006 Bruxelles, Espace Moselle, 2007 Rivanazzano, Antica Rus' Galleria d'Arte, 2008 (mostra antologica) Tortona,2022 "Tutto il resto è polvere da sparo" - Ridotto del Teatro Civico
Bibliografia Marco Valsecchi, Pietro Bisio, ne “Il giorno”, 9 novembre 1957 Raffaele De Grada, Arti plastiche e figurative, RAI-TV, 12 novembre 1957 Mario De Micheli, Catalogo mostra personale alla Galleria d'arte La Maggiolina, Alessandria, marzo 1960 Virginio Giacomo Bono, Realismo “critico”, il divenire di una poetica, Voghera 1972 Ernesto Treccani, Catalogo Galleria Tremisse, Monza, 1972 Gianfranco Bruno, Catalogo Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 1975 Luciano Caramel, Catalogo mostra personale a Palazzo Robellini, Acqui Terme, novembre-dicembre 1985 Manuela Bonadeo, Ettore Cau, Aurora Scotti, Catalogo mostra personale alla Società Operaia, Volpedo, settembre-ottobre 2008 Virginio Giacomo Bono, Pietro Bisio: espressività del segno e sperimentazione, Ceo Arte, Voghera 2008
Voci correlate Giuseppe Pellizza da Volpedo Realismo esistenziale (pittura)
Collegamenti esterni
Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Brera