Lemicrania è una patologia neurologica cronica caratterizzata da ricorrenti cefalee, da moderate a gravi, spesso in associazione con una serie di sintomi del sistema nervoso autonomo. La parola deriva
In genere il mal di testa è monolaterale (colpisce cioè solo una metà della testa) e a natura pulsante, con una durata che può variare da 2 a 72 ore. I sintomi associati possono includere nausea, vomito, fotofobia (aumento della sensibilità alla luce), fonofobia (aumento della sensibilità al suono) e il dolore generalmente si aggrava a seguito dell'attività fisica. come PDF Fino a un terzo delle persone con emicrania sperimentano l'aura: un disturbo transitorio visivo, sensoriale, motorio o del linguaggio che precede di poco il verificarsi di un episodio di mal di testa. Di tanto in tanto un'aura può verificarsi senza che venga seguita dall'emicrania.
Le emicranie si ritiene siano causate da un mix di fattori ambientali e genetici. Circa due terzi dei pazienti appartengono a nuclei familiari in cui si erano manifestati altri casi della stessa patologia. Le fluttuazioni dei livelli ormonali possono svolgere un ruolo e infatti l'emicrania colpisce più ragazzi che ragazze prima della pubertà, ma negli adulti le donne con emicrania sono più frequenti, da due a tre volte di più, rispetto agli uomini. La predisposizione alle emicranie in genere diminuisce durante la gravidanza. L'esatta eziologia e fisiopatologia dell'emicrania non è nota; tuttavia viene ritenuta spesso un disturbo di natura neurovascolare. La teoria più accettata è correlata alla maggior eccitabilità della corteccia cerebrale e a un controllo anormale dei neuroni del dolore nel nucleo trigeminale del tronco cerebrale.
Il trattamento iniziale raccomandato è spesso un analgesico (come l'ibuprofene e il paracetamolo) per il mal di testa, associato a un antiemetico per la nausea e si cerca di prevenire le situazioni ambientali scatenanti. Agenti specifici come i triptani o l'ergotamina possono essere utilizzati da persone che risultano resistenti agli analgesici. Circa il 15% della popolazione mondiale soffre, a un certo punto della sua vita, di emicrania.
Storia
Già nei documenti risalenti all'antico Egitto sono presenti riferimenti all'emicrania e alla nevralgia, pensando che fossero causati da demoni ed entità maligne. Una prima descrizione coerente dell'emicrania è contenuta nel papiro Ebers, scritto intorno al 1500 a.C.
Le prime descrizioni dell'emicrania si devono a Ippocrate (460 – 380 a.C.), che descrisse la forma con aura.
Nel II secolo, Areteo di Cappadocia la chiamò heterocrania, ed egli stesso fu poi autore di una classificazione che fu importante per moltissimi anni. In seguito il termine divenne ufficialmente «hemicrania» grazie a Galeno (129 – 216) che lo introdusse; egli attribuì le cause dell'emicrania agli umori (vapori) che si elevano dal fegato alla testa. Galeno riteneva anche che il dolore provenisse dalle meningi e dai vasi sanguigni della testa. Le emicranie sono stati divise nei due tipi ora utilizzati, emicrania con aura (emicrania ophthalmique) ed emicrania senza aura (emicrania vulgaire), nel 1887 da Louis Hyacinthe Thomas, un bibliotecario francese.
Nel Medioevo Avicenna analizzò i sintomi e le origini del male attribuendoli allo stile di vita e ad alcuni eventi tipicamente femminili, come la menopausa e l'aborto.
In seguito furono investigate le cause, dalle più spiritualistiche come quella proposta da Ildegarda di Bingen (1098-1179), a quelle di Bright, che pensava fosse causata dall'umore melanconico.
La trapanazione del cranio, ovvero la perforazione del cranio, veniva praticata già nel 7000 a.C. Alcuni sopravvissero a tale pratica, molti probabilmente morirono a causa delle infezioni. Si riteneva che tale pratica favorisse la fuga degli spiriti maligni. William Harvey, nel XVII secolo, consigliava la trapanazione come trattamento per l'emicrania.
Nel XVII secolo Thomas Willis, seguito da Graham e Wolff, sostenne la teoria, ancora oggi ritenuta valida, dell'ipotesi vascolare che ha sostituito gli umori come causa possibile. Come si legge nei suoi lavori:
Per gran parte del Novecento gli scienziati hanno ritenuto plausibile la spiegazione della dilatazione e della tensione dei vasi sanguigni come causa del dolore e che questo fenomeno fosse preceduto da un calo di flusso e da un breve restringimento dei vasi. Attualmente i ricercatori propendono invece per una origine neurologica, localizzabile nella parte più antica del sistema nervoso, ossia il tronco encefalico.David W. Dodick e J. Jay Gargus, Perché colpisce l'emicrania, su "Le Scienze (Scientific American)", n. 482, ottobre 2008, pp. 76-83.
Epidemiologia
A livello mondiale, le emicranie colpiscono quasi il 15% della popolazione, circa un miliardo di individui. È più comune nelle donne (19%) rispetto agli uomini (11%).
Per quanto riguarda le etnie la caucasica è la più colpita, segue quella africana (4% delle donne e 2,2% degli uomini nel Benin) e poi l'asiatica.
Negli Stati Uniti d'America, circa il 6% degli uomini e il 18% delle donne sperimentano un episodio di emicrania, con una probabilità che succeda, nell'arco della vita, di circa il 18% e il 43% rispettivamente. In Europa, l'emicrania colpisce tra il 12% e il 28% degli individui a un certo punto della loro vita, con circa il 6-15% degli uomini adulti e 14-35% delle donne adulte che la manifestano almeno una volta in un anno.
I tassi di emicrania sono leggermente più bassi in Asia e in Africa rispetto ai paesi occidentali.The Headaches, pp. 246-47 Le emicranie croniche si verificano tra il circa 1,4% e il 2,2% della popolazione.
Queste cifre variano notevolmente con l'età: l'emicrania più comunemente inizia tra i 15 e i 24 anni di età e si verifica più frequentemente nelle donne tra i 35 e i 45 anni. Nei bambini, circa l'1,7% al di sotto dei 7 anni e il 3,9% di quelli tra i 7 e 15 anni sperimentano emicranie, con la caratteristica di essere un po' più comune nei maschi prima della pubertà. Durante l'adolescenza, l'emicrania diventa più comune tra le donne e questo fenomeno persiste per tutta la durata della vita, essendo due volte più frequente tra le donne anziane rispetto ai maschi. Nelle donne, l'emicrania senza aura è più comune dell'emicrania con aura, ma negli uomini le due tipologie si presentano con una frequenza sovrapponibile.
Nel periodo premenopausale spesso peggiorano prima di diminuire in gravità. Anche se i sintomi si risolvono in circa i due terzi delle persone anziane, in circa il 3 e il 10% di essi persistono.
In Europa Uno studio pubblicato nel 2010 che raccoglie la prevalenza delle varie forme di cefalea negli stati europei riporta i seguenti dati per l'emicrania: Nazione AnnoUominiDonneTotale Austria20036,113,810,2 Croazia20011320,216,7 Danimarca200613,924,319,1 Francia20056,315,711,2 Germania20095,315,610,6 Georgia2009////15,6 Regno Unito20037,618,314,3 Norvegia200617,528,423,0 Paesi Bassi199913,33323,2 Portogallo1995////8,8 Spagna19948,017,012,0 Svezia20062,45,54,0 Turchia20059,329,319,9 Ungheria20002,76,99,6
Secondo i dati dell'Oms, l'emicrania è la patologia che causa maggiore disabilità nella fascia dai 20 ai 50 anni. In Italia, al 2023, colpisce 6 milioni di persone.
Segni e sintomi L'emicrania si presenta tipicamente con mal di testa auto-limitati, ricorrenti e associati con sintomi autonomici. Circa il 15-30% delle persone con emicrania sperimenta l'emicrania associata ad aura e coloro che hanno attacchi di emicrania con aura hanno anche spesso l'emicrania senza aura.The Headaches, Pg 232-233 La gravità del dolore, la durata del mal di testa e la frequenza degli attacchi è variabile. Un'emicrania che dura più di 72 ore viene definita come "stato di male emicranico"., 2006. Vi sono quattro fasi possibili durante un episodio di emicrania, anche se non tutte le fasi si presentano necessariamente:
la fase prodromica, che si verifica nelle ore o nei giorni antecedenti il mal di testa; l'aura, che precede immediatamente il mal di testa; la fase del dolore, nota anche come fase di cefalea; la fase postdromica, gli effetti sperimentati dopo la fine di un attacco di emicrania.
Fase prodromica I sintomi prodromici o premonitori si verificano in circa il 60% dei casi di emicrania, con un esordio che può variare da due ore a due giorni prima dell'inizio del dolore o dell'aura. Questi sintomi possono includere una vasta gamma di fenomeni, tra cui: alterazione dell'umore, irritabilità, depressione o euforia, stanchezza, voglia di certi cibi, rigidità muscolare (soprattutto nel collo), stitichezza o diarrea e ipersensibilità agli odori o ai rumori. Ciò può verificarsi in persone con emicrania con aura o senza aura.
Fase aura
L'aura è un fenomeno neurologico focale transitorio che si verifica prima o durante il mal di testa. Esso appare gradualmente entro alcuni minuti e generalmente in meno di un'ora. I sintomi sperimentati possono essere visivi, sensoriali o motori e molte persone ne provano più di uno.The Headaches, pp.407-19 Gli effetti visivi si verificano più frequentemente e si possono riscontrare in circa il 99% dei casi e in più del 50% dei casi essi non sono accompagnati da effetti sensoriali o motori. I disturbi della visione spesso hanno la forma di uno scotoma scintillante (una zona di alterazione parziale nel campo visivo che sfarfalla e può interferire con la capacità di una persona di leggere o guidare). Ciò spesso inizia nei pressi del centro della visione per poi spostarsi a zig-zag tanto da essere a volte descritte come linee che ricordano le fortificazioni o i muri di un castello. Di solito le linee sono in bianco e nero, ma alcune persone vedono anche linee colorate. Alcuni pazienti perdono parte del loro campo visivo, un fenomeno noto come emianopsia, mentre altri sperimentano semplici sfocature.
Le aure sensoriali sono il secondo tipo più comune e si verificano nel 30-40% delle persone colpite da aurea. Spesso tale condizione si manifesta come una sensazione di puntura di spilli su un braccio e che poi si diffonde nella zona del naso e della bocca sullo stesso lato. Una parestesia solitamente si verifica dopo che il formicolio è passato, accompagnata da una perdita del senso della posizione. Altri sintomi della fase di aura possono includere anche disturbi della parola o del linguaggio e altre manifestazioni meno comuni sempre legate al movimento. I sintomi motori indicano che si tratta di una emicrania emiplegica e la debolezza muscolare spesso dura più di un'ora, a differenza delle altre aure.
Un'aura si manifesta raramente senza essere seguita da un mal di testa ma se si verifica essa prende il nome di "emicrania silente". Tuttavia, è difficile valutare la frequenza di tali casi, poiché i pazienti spesso non presentano sintomi tanto gravi da spingerli a farsi curare.
Fase del dolore Generalmente il mal di testa è monolaterale, pulsante e con una intensità che va da moderata a grave. Spesso viene aggravato dall'attività fisica. In più del 40% dei casi però il dolore può essere bilaterale e spesso vi si associa anche il dolore al collo. Il dolore bilaterale è particolarmente frequente in coloro che presentano emicrania senza aura. Meno comunemente il dolore può verificarsi soprattutto nella parte posteriore o superiore della testa. Il dolore di solito dura dalle 4 alle 72 ore negli adulti, tuttavia nei bambini piccoli dura spesso meno di 1 ora. La frequenza degli attacchi è variabile, da pochi in una vita a molti in una settimana, con una media di circa uno al mese.