Il Principato di Monaco (, in dialetto monegasco Prinçipatu de Mu̍negu) è una città-Stato indipendente dell'Europa occidentale.
Monaco si affaccia sul Mar Ligure e dista circa dal confine italo-francese; per il resto, è interamente circondato dalla Francia. Con una popolazione di abitanti e con una superficie di , il Principato di Monaco è il secondo stato più piccolo del mondo (dietro soltanto alla Città del Vaticano con ) ed è il secondo per densità. La sua capitale, nonché unica suddivisione amministrativa, è il comune di Monaco; nonostante sia privo di suddivisioni amministrative di grado inferiore al Comune di Monaco, la località più nota del Principato è il quartiere storico di Monte Carlo, che sorge nel centro cittadino e ospita il noto omonimo Casinò, spesso utilizzato come set di film celebri (come quelli della serie di James Bond); talora per sineddoche il nome Monte Carlo o Montecarlo è usato in luogo dell'intero Principato.
Si tratta di uno degli Stati più antichi del mondo, in quanto esistente in maniera continuativa dalla fine del XIII secolo; la sua origine si fa risalire generalmente all'iniziativa di Francesco Grimaldi, un nobile guelfo genovese che s'impadronì con destrezza di un castello ivi edificato, di proprietà di un rivale ghibellino, avendo compiuto tale impresa introducendosi nel maniero travestito da monaco.
Dal 1815, a seguito della Restaurazione, Monaco è riconosciuto come Stato sovrano indipendente. La forma di Stato è un principato, ovvero una monarchia costituzionale il cui sovrano ha il titolo di principe: costui ha anche le funzioni di capo di Stato, ma il potere legislativo è esercitato da un parlamento monocamerale chiamato Consiglio nazionale, eletto a suffragio universale. Il potere esecutivo è altresì esercitato dal Consiglio di governo, il cui responsabile è il Ministro di Stato che è il capo del governo del Paese. L'attuale capo di Stato è il principe Alberto II (1958), in carica dal 2005; sovrana consorte è la principessa Charlène, nata Wittstock e di origine sudafricana. Il Ministro di Stato in carica è Christophe Mirmand, in carica dal 21 luglio 2025.
Dal 1911 i poteri dello Stato sono regolati da una costituzione, la più recente delle quali è in vigore dal 1962. L'articolo 8 della costituzione stabilisce che la lingua ufficiale del Principato è il francese; tuttavia anche l'italiano è largamente usato, e il dialetto monegasco, benché diffuso, è soltanto il terzo idioma dopo i due citati. I cittadini del Principato si chiamano monegaschi, benché talora si tenda a conferire tale etnico anche ai semplici residenti; singolarmente, i cittadini del Paese sono circa un quinto dei residenti totali (21%), mentre poco più di un quarto (28%) sono residenti di nazionalità francese, quasi il 19% sono italiani e, a seguire, tra l'1 e il 10% di rappresentatività figurano britannici, tedeschi, svizzeri e statunitensi. In base all'articolo 9 della citata costituzione, la religione di Stato del Principato è il cattolicesimo, anche se l'articolo 23 dello stesso testo garantisce la libertà di culto.
Benché non sia parte dell'Unione europea, Monaco fa parte dell'area doganale francese ed è stato autorizzato dalla stessa Unione europea a battere l'euro monegasco, equivalente alla valuta dell'Unione e coniato dalla zecca francese.
Il Principato di Monaco è il Paese più ricco al mondo per reddito pro-capite (più di ) e, non avendo tasse sul reddito (solo quelle sul valore aggiunto e sulla previdenza sociale), basa la propria economia sull'industria dell'intrattenimento (turismo, gioco d'azzardo) e sulla compravendita immobiliare, in quanto il prezzo medio delle abitazioni ivi presenti è tra i più alti al mondo, stimato al 2012 in più di per metro quadrato.
Sulle strade della città-Stato è ricavato il circuito di Monte Carlo, un percorso automobilistico cittadino non permanente sul quale si corre dal 1929 il Gran Premio di Monaco, che dal 1950 fa parte del campionato mondiale di Formula 1 ed è diventato uno dei simboli più celebri dello Stato.
Storia
Abitata fin dal Neolitico, la rocca e il porto naturale rappresentarono un rifugio sicuro già per le popolazioni primitive; in seguito fu abitata dalle tribù dei Liguri.
Dopo la presenza dei Fenici, il territorio monegasco subì la conquista dei Greci, che lo chiamarono Mònoikos (Μόνοικος), dando origine al toponimo "Monaco".L. H. Labonde, Histoire de la Principauté de Monaco, Parigi, 1934 In seguito tale nome fu latinizzato in Portus Herculis Monoeci dai Romani, che si insediarono stabilmente in tutta l'area circostante nel 122 a.C., come testimonia anche il Tropaeum Alpium, fatto erigere dall'imperatore Augusto nel vicino comune francese di La Turbie.
Il territorio ha fatto parte della Liguria sotto l'Impero romano, nel Regno longobardo e nel Regno d'Italia di età carolingia (quindi come parte dell'Impero "dei Franchi e dei Romani").
Fra il VII e VIII secolo vi furono numerose fondazioni, l'abbazia di San Martino dell'Isola Gallinara di Albenga, che ebbe possedimenti in Italia, in Catalogna e Barcellona, in Provenza specie nella zona di Fréjus (fra cui la chiesa di San Leonzio)L.T. Belgrano e A. Neri, , Anno X - Fascicolo I, Genova, gennaio 1883, p. 236 e in CorsicaLuciano L. Calzamiglia, L'isola Gallinaria e il suo monastero, Dominici Editore, Imperia 1992, p. 50-51, il monastero di Villaregia di Santo Stefano al Mare, l'abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia, e a Nizza fra il VII e VIII secolo il monastero di Cimiez cui dipendeva la giurisdizione del territorio monegasco, che dopo il danneggiamento da parte dei Saraceni venne ricostruito dai monaci dell'abbazia di Saint-Pons di Nizza fondata dai monaci di Lerino verso la fine dell'VIII secolo e a cui passerà nel 1075 la giurisdizione territoriale, assieme all'antica chiesa di Santa Devota di Les Gaumates (oggi La Condamine).
Nel IX secolo si fecero pressanti e distruttive le incursioni, le razzie e distruzioni da parte dei Saraceni che verso il X secolo occuparono una parte della Provenza stabilendo una base operativa fortificata a Frassineto (oggi la Garde-Freinet, presso Saint-Tropez) da cui muovere incursioni in un'ampia area marittima da Marsiglia a Genova e nell'entroterra provenzale, nizzardo, ligure e piemontese, con ampie distruzioni di intere città, abitazioni, chiese e monasteri. A causa delle incursioni saracene, i resti di Santa Devota furono messi in salvo nel monastero di Cimiez (oggi nel comune di Nizza); scampato il pericolo di profanazione, ritornarono nuovamente nella sua chiesa. Nel 941 la flotta bizantina distrusse quella frassinetana; nel 973 si ebbe la battaglia di Tourtour con la successiva distruzione di Frassineto, combattuta dalle forze congiunte di liguri e provenzali organizzate dal conte Guglielmo I di Provenza con l'aiuto del marchese di Torino Arduino il Glabro, del papa Giovanni XIII e dell'imperatore Ottone I di Sassonia, che pose fine definitivamente alle razzie e all'occupazione saracena in Provenza.
Frammentarie sono le notizie nell'Alto Medioevo; se ne ha cenno in un diploma imperiale di Federico I Barbarossa, che nel 1162 concesse ai mercanti genovesi di servirsi del territorio monegasco per incrementare i loro traffici commerciali. Nel 1215, a guardia dello scalo portuale, i mercanti di fazione ghibellina edificarono il primo nucleo della fortezza sulla rocca, sede dell'attuale Palazzo dei Principi. Presto i contrasti fra le fazioni dei guelfi e ghibellini della vicina Repubblica di Genova aumentarono; pertanto l'indipendenza del territorio si fa risalire alla data convenzionale dell'8 gennaio 1297, quando, il guelfo Francesco Grimaldi, detto Malizia, s'impadronì del castello con uno stratagemma: egli si introdusse nella fortezza travestito da monaco e, al momento opportuno, con l'ausilio del cugino Ranieri I, signore di Cagnes-sur-Mer, ne assunse il controllo con il titolo di Signore.
Da allora la loro Signorìa venne osteggiata e contesa dalle maggiori famiglie aristocratiche genovesi, che dovettero però fronteggiare più volte gli eserciti francesi e spagnoli accorsi in sua difesa.
Fu soltanto nel 1489 che il re Carlo VIII di Francia riconobbe l'autonomia del territorio monegasco, garantendone ufficialmente la protezione militare. Tuttavia, nel 1524, con il Trattato di Tordesillas firmato a Burgos con Onorato I di Monaco, l'imperatore Carlo V impose il dominio imperiale su Monaco, ma pochi decenni dopo il Regno di Francia tornò a essere il suo garante.
Nel 1612 i Grimaldi ottennero il titolo di Principi e Monaco divenne legittimamente un Principato.M. Ulino, L'Età Barocca dei Grimaldi di Monaco nel loro Marchesato di Campagna, Giannini editore, Napoli 2008.
Circondato per decenni dalle dispute territoriali tra Regno di Francia, Regno di Spagna e Ducato di Savoia, il territorio monegasco era più esteso di quello attuale. Nel 1794, sull'onda dei moti rivoluzionari, il Principato di Monaco venne annesso alla Francia repubblicana. Fu soltanto nel periodo della Restaurazione che il Principato ottenne nuovamente la propria indipendenza con il sostegno dei Savoia. Fino alla metà dell'Ottocento, il Principato di Monaco comprese anche i vicini comuni di Mentone e Roccabruna, confinando su tre lati con la provincia di Nizza del Regno di Sardegna.
Il 20 marzo 1848 Mentone e Roccabruna si dichiararono "città libere" e si posero sotto la protezione di re Carlo Alberto; il territorio del Principato venne quindi ridimensionato e raggruppato sotto il solo comune di Monaco, assumendo le attuali linee di confine.
Già apprezzata meta turistica dall'inizio dell'Ottocento, il principato fu oggetto di grande sviluppo sotto il regno di Carlo III, che fu il primo a voler fare del Principato un luogo di turismo délite. Egli commissionò nel 1858 la realizzazione del Grand Théâtre e dell'annesso Casinò, nonché della celebre Société des Bains de Mer, creata nel 1863 per valorizzare le belle spiagge mediterranee e il clima particolarmente mite del luogo. Nel 1868, approfittando della realizzazione della linea ferroviaria francese, Carlo III fece costruire anche una prima stazione, che sorgeva nel quartiere La Rousse-Saint Roman. Fondato a seguito dell'apertura di una prima casa da gioco per risanare il bilancio statale, il nuovo Casinò divenne presto una prestigiosa attrazione che realizzò un giro d'affari di tale portata da consentire a Carlo III di optare per l'abolizione di tutte le imposte dirette. Con il Casinò nacque anche il quartiere circostante, che venne intitolato alla sua memoria con il nome di Monte Carlo.
Nel 1860, in seguito agli accordi di Plombières del 1858, la Savoia, i territori circostanti il Principato e la stessa Contea di Nizza furono nuovamente annessi alla Francia con il trattato di Torino, come compenso territoriale per il sostegno militare dato dalla Francia al Risorgimento italiano; da allora il Principato di Monaco confina unicamente con la Francia, con cui mantiene stretti legami, sanciti dal trattato di Versailles del 1919.Art. 436 del Trattato di Versailles.
Nel 1911, a seguito di una serie di proteste di piazza definite come rivoluzione monegasca, il Principato revisionò il suo sistema di governo, istituendo la forma di monarchia costituzionale, e fu suddiviso nei tre comuni di Monaco Vecchia, Monte Carlo e La Condamine. Dopo il 1917 i tre comuni divennero quattro quartieri, con l'aggiunta di Fontvieille, e furono nuovamente accorpati nell'unico comune di Monaco.
Durante la seconda guerra mondiale Luigi II di Monaco fu costretto a gestire la delicata questione dell'occupazione italiana e tedesca dal novembre del 1942, mantenendo tuttavia la neutralità del piccolo Stato.