La battaglia di Lero (Battle of Leros in inglese) fu l'evento centrale della campagna del Dodecaneso verificatosi nell'ambito della seconda guerra mondiale. Dopo un lungo bombardamento aereo iniziato il 26 settembre 1943, gli uomini della Wehrmacht sbarcarono sull'isola di Lero il 12 novembre ed iniziarono i combattimenti per prenderne possesso, contrastati dal Regio Esercito e da un contingente di soldati britannici. La battaglia finì il 16 novembre 1943 con la vittoria delle truppe tedesche.

Nozioni geografiche

Con una superficie totale di 53 km², l'isola di Lero ha una forma decisamente irregolare, e presenta due espansioni che si uniscono al centro dell'isola in un istmo largo minimo 1,2 km. Seguendo la costa, frastagliata e con rocce a picco sul mare, si incontrano nove baie, che sonoI dati che seguono sono tratti da: .: Baia di Parteni e Baia di Blefuti, al nord; Baia di Gurna, a ovest dell'istmo centrale con la sottostante Baia di Drimona; Baia di Portolago, a sud-ovest, dove erano presenti la base navale e il Comando Marina italiani; Baia di Xerocampo, a sud-est; Baia di Alinda e Baia di Pandeli, a est dell'istmo, con l'ultima situata più a sud della prima; Baia della Palma, immediatamente a est della Baia di Blefuti.

La quasi totalità dell'isola è di natura montagnosa, e i più importanti rilievi sono.: Monte Scumbarda (334 m), tra Portolago e Xerocampo; Monte Clidi (320 m), tra Blefuti e Alinda; Monte Tortora (288 m), che domina dall'alto la zona di Xerocampo; Monte Patella (248 m), situato tra Portolago e Gurna, sede del "Comando delle batterie navali e contraeree" italiano; Monte Maraviglia (204 m); a est della Baia di Pandeli e a sud-ovest della città di Lero, sede del "Comando generale tattico inglese ed italiano"; Monte Appetici (180 m), a est della città di Lero; Monte Rachi (109 m), proprio in mezzo alle Baie di Alinda e Gurna.

Le premesse All'8 settembre 1943, data dell'armistizio italiano, era governatore del Dodecaneso, delle Cicladi e delle Sporadi settentrionali l'ammiraglio di squadra Inigo Campioni, con sede a Rodi. Una volta caduta quest'isola a seguito della battaglia di Rodi, il comando delle truppe italiane presenti in Egeo passò al generale Soldarelli (già comandante della 6ª Divisione fanteria "Cuneo") a Samo in quanto ufficiale di grado più alto, mentre a Lero prendeva il comando il contrammiraglio Luigi Mascherpa. Così come avevano fatto i soldati di Rodi, anche quelli di Lero optarono per una resistenza contro i tedeschi, restando così fedeli al re Vittorio Emanuele III d'Italia.

Forze in campo Italia A Lero era stanziata una forza complessiva di militari italiani, dei quali circa il 75% appartenevano alla Regia Marina.. Va tenuto conto che solo poco più di un migliaio erano soldati di prima linea, mentre il resto faceva parte dei vari servizi e della difesa costiera e contraerea.

Esercito Il tenente colonnello Li Volsi ricopriva il ruolo di comandante della difesa terrestre italiana. Le truppe del Regio Esercito consistevano di circa uomini ordinati nel 1º Battaglione fucilieri del 10º Reggimento fanteria "Regina" appartenente alla 50ª Divisione fanteria "Regina", il cui grosso delle truppe aveva combattuto ed era stato catturato a Rodi. A questi si univa la 402ª Compagnia mitraglieri della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) ridotta all'organico di un plotone..

Erano inoltre presenti circa venti membri della Guardia di Finanza per servizi d'istituto e circa quaranta carabinieri che svolgevano compiti di polizia.

Marina Il capitano di fregata Luigi Re era stato designato da Mascherpa comandante della difesa marittima italiana e della base navale. La Regia Marina partecipava alla difesa dell'isola con circa uomini addetti ai vari pezzi di artiglieria al cui comando erano posti ufficiali dell'Esercito, diretti dal Comando Fronte a Mare (FAM) congiunto al Comando Difesa Contraerea Territoriale (DICAT) con sede nel Monte Patella e retto dal capitano di fregata Virgilio Spigai, da cui dipendevano i vari gruppi di batterie antinave e antiaereo dell'isola..

La difesa costiera consisteva inI dati che seguono sono tratti da .: 3 batterie con pezzi da 152 mm; 2 batterie con pezzi da 120 mm; 4 batterie con cannoni da 102 mm; 1 batteria con cannoni da 90 mm; 14 batterie con pezzi da 76 mm.

La difesa aerea invece era munita di: 14 pezzi da 102 mm; 6 pezzi da 90 mm; 38 pezzi da 76 mm; 3 mitragliatrici da 37 mm; 15 mitragliatrici da 20 mm; 31 mitragliatrici da 13,2 mm.

Le imbarcazioni che all'8 settembre 1943 si trovavano a Lero eranoI dati che seguono sono tratti da .: 4ª squadriglia cacciatorpediniere con l'Euro; III Flottiglia Mas con due motosiluranti e sei Mas; XXXIX Flottiglia Dragaggio con undici imbarcazioni; nove unità minori, sette piroscafi, due posamine e tre motozattere.

Aviazione L'unica forza aerea presente nell'idroscalo Giovanni Rossetti di Portolago era la 147ª squadriglia da ricognizione marittima della Regia Aeronautica con sette CANT Z.501 bellicamente efficienti e circa 400 uomini che provvedevano alla difesa del campo e di alcuni impianti a Xerocampo..

L'uso di questi aerei fu irrilevante ai fini della battaglia, in quanto quelli che non furono distrutti dalle bombe della Luftwaffe furono trasferiti a Lisso per salvaguardarne l'integrità. Il personale fu quindi riposizionato alla difesa dell'isola.

Regno Unito Il numero preciso dei soldati inglesi impiegati nell'isola non è mai stato comunicato dai britannici ed è pertanto sconosciuto. Caotica era la situazione del comando: le decisioni importanti spettavano al Comitato dei comandanti in capo a Il Cairo; le operazioni della marina erano dirette dal comandante in capo del levante insieme al gruppo 201 di cooperazione navale della RAF il cui comandante, sebbene avesse la sede operativa a Cipro, era fisicamente a Il Cairo. La situazione venne risolta assegnando al Comando generale del Medio Oriente e al Comando generale della RAF del Medio Oriente il controllo diretto delle operazioni..

Il primo generale inglese che assunse il comando dell'isola di Lero fu F.G.R. Brittorous, sostituito in seguito da Robert Tilney, subordinato a sua volta dal generale Hall, comandante dell'Egeo dal 1º novembre 1943, con sede a Samo. Ai loro ordini vi erano i soldati che accorsero in aiuto degli italiani, e cioè il 2º battaglione del Royal Irish Fusiliers (detti anche Faughs), il 2º battaglione del Queen’s Own Royal West Kent Regiment, il 4º battaglione del Royal East Kent Regiment (chiamati anche Buffs) e il 1º battaglione del King’s Own Royal Regiment, tutti reggimenti del British Army.

La Royal Navy aveva come suo responsabile nel settore del Dodecaneso il viceammiraglio Algernon Willis, che si preoccupò di rinforzare le sue forze nel settore per agevolare i rifornimenti e ostacolare i movimenti marittimi tedeschi. A questo scopo, venne destinato al teatro delle operazioni il seguente naviglioI dati che seguono sono tratti da .: 8 cacciatorpediniere6 dei quali ritirati il 1º ottobre 1943 e poi, forse, nuovamente rinviati in Egeo; Una flottiglia di sottomarini; 6 Motor Launch, motoscafi di piccola stazza equipaggiati con mitragliatrici e di media velocità; 4 L.C.F., ovvero dei mezzi da sbarco modificati con l'installazione di cannoni antiaerei; 8 motoscafi veloci della RAF; imbarcazioni varie adibite al trasporto merci e persone. A supporto di queste unità erano disponibili gli uomini del Long Range Desert Group (LRDG) e dello Special Boat Service (SBS, composto totalmente da commando e sotto il comando del Maggiore Jellicoe), unità ben addestrate e formate da veterani di altre battaglie. Le azioni della Royal Navy erano limitate dalla lontananza dalle basi di Cipro e Alessandria d'Egitto e dalla scarsa copertura aerea, ma nonostante tutto servirono a ritardare l'invasione dell'isola, dando tempo ai difensori di prepararsi meglio per contrastare l'attacco. Data la costante presenza aerea nemica nei cieli, le navi dovevano muoversi esclusivamente di notte verso obiettivi designati dallLRDG o altri reparti, per poi riparare di giorno a Portolago o con rotta sud-est.

Germania Le forze tedesche attive nell'Egeo erano parte del Gruppo d'armate E con a capo il generaloberst Alexander Löhr. Il piano per occupare l'isola di Lero era stato denominato inizialmente operazione Leopard (leopardo) e poi Taifun (tifone), la cui direzione spettava al General der Infanterie Friedrich-Wilhelm Müller. Il generale tedesco aveva a disposizione tre reggimenti della 22. Luftlande Infanterie-Division (22ª divisione di fanteria aviotrasportata), un battaglione dell11. Luftwaffen-Felddivision (11ª Divisione campale della Luftwaffe) e alcuni elementi della 2. Fallschirmjäger-Division (2ª divisione Fallschirmjäger). Unità di artiglieria e reparti della divisione Brandenburg erano pronte al Pireo per essere inviate nell'isola dopo che i primi uomini avessero assicurato delle teste di ponte.

La Luftwaffe trasferì nel settore aerei dal fronte francese e sovietico assegnando loro basi diverse a seconda del tipo: i bombardieri partivano da Eleusi, i cacciabombardieri da Megara e dall'Aeroporto di Maritsa (presso Rodi), mentre i caccia decollavano da Kalamaki (Zacinto) e Argo.

Storia Mascherpa ordinò subito di iniziare la revisione della difesa antiaerea e si avviarono contatti con ufficiali inglesi e Supermarina. Tra le clausole dell'armistizio vi era anche quella di far muovere tutte le navi in porti alleati, ma l'ammiraglio italiano convenne che era meglio, anche per gli inglesi, che restassero ai propri posti a Lero per sfruttarle contro un probabile attacco tedesco.

L'arrivo degli inglesi Nella mattinata del 12 settembre giunse nell'isola la prima missione inglese composta da un colonnello, un maggiore e un ufficiale greco, accompagnati dal capo di Stato Maggiore della divisione Cuneo Nicola Gaudioso.. Gli ufficiali inglesi si informarono sullo stato delle difese di Lero e in che modo si sarebbero comportati gli italiani nei confronti delle loro truppe, e Mascherpa cooperò senza sbilanciarsi con risposte troppo azzardate, perché ancora non erano chiarissimi i termini dell'armistizio. Nonostante l'incontro fosse andato piuttosto bene sotto il punto di vista diplomatico, da questo momento in poi i rapporti dell'ammiraglio con gli inglesi non furono mai del tutto cordiali.

Nel frattempo fu stabilito di sparare contro gli aerei tedeschi che avessero sorvolato l'isola e si cercò di risollevare il morale dei soldati, compito affidato a Virgilio Spigai. Il 13 settembre giunsero tre nuovi ufficiali inglesi (tra cui il maggiore Jellicoe, lo stesso che si era paracadutato a Rodi tra il 9 e il 10 settembre) con una lettera del capo della missione Alleata nelle isole italiane dell'Egeo, colonnello Turnbull, in cui veniva assicurato l'invio di rinforzi a breve. Lo stesso colonnello giunse a Lero nel pomeriggio per un sopralluogo delle difese al termine del quale rimase molto deluso, soprattutto per quanto riguardava la difesa antiaerea..

Finalmente, tra il 15 e il 16 settembre, sbarcarono nel possedimento italiano nuclei di soldati britannici.

Il 17 altri 400 inglesi arrivarono nell'isola e nel pomeriggio giunse anche il contingente italiano che si era ritirato da Alimnia a seguito della caduta di Rodi.. Subito iniziarono azioni rivolte contro il naviglio tedesco ad opera di cacciatorpediniere britanniche.