Biografia Questo sovrano è conosciuto principalmente grazie ad una stele detta Stele di Nastasen, riportante una lunga iscrizione storica. Si tratta di un manufatto in granito alto 163 cm che si rinvenne a Dongola e che si trova oggi nel Museo egizio di Berlinon. inventario 2268; in origine si doveva trovare, con molta probabilità, all'interno del tempio di Amon a Jebel Barkal. La stele celebra una vittoria del re su di un tentativo di invasione da parte dell'Alto Egitto, avvenuto intorno al 330 a.C.. Stando all'iscrizione, il comandante degli invasori si chiamava Kambasuten, spesso interpretato come una variante locale di Khababash, un egizio che qualche anno prima si ribellò alla dominazione persiana, autoproclamandosi faraone. Nastasen afferma di aver sottratto agli invasori sconfitti svariate ottime navi e molto altro bottinoFage, p. 225. Sulla parte sommitale della stele Nastasen appare affiancato dalla madre, Pelkha, e dalla consorte, Sekhmakh. Dalle iscrizioni si intuirebbe inoltre che il padre fosse il re HarsiotefDunham D [e] Laming Macadam LF, Names and Relationships of the Royal Family of Napata, in The Journal of Egyptian Archaeology, v. 35 (dic-1949), pp. 139-149..
Altri reperti riferibili a Nastasen consistono in un manico di specchio in argentoKhartoum 1374 ed un gruppo di figurine ushabti. Tutti questi oggetti vennero recuperati dalla piramide 15 di Nuri, che fu con molta probabilità il luogo di sepoltura del sovrano. Nastasen fu l'ultimo re di Kush ad essere sepolto nel cimitero reale di Napata. Il suo successore fu Aryamani.
Titolatura Sulla falsariga degli antenati della XXV dinastia egizia, molti dei successivi re di Nubia adottarono la titolatura reale egizia. Nastasen non fece eccezioneLászló Török, The kingdom of Kush: handbook of the Napatan-Meroitic Civilization:
Note
Bibliografia
Laszlo Török, Fontes Historiae Nubiorum vol. II, Bergen 1996, 467-501, ISBN 82-91626-01-4
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