Dal 1912 tenne la cattedra di pedagogia all'Università di Torino. Fu membro del Consiglio superiore della pubblica istruzione.
Conoscitore e divulgatore del pensiero pedagogico di Kant (di cui tradusse molte opere), cercò di conciliare i princìpi della propria formazione di stampo positivistico con le nuove idee dell'idealismo pedagogico. Fu sindaco di Pavia dal 1906 al 1908.
Opere Elementi di pedagogia, 3 voll., Milano 1916-1920; Il pensiero pedagogico italiano nel suo sviluppo storico, Torino 1924; L'educazione in Italia. Dall'Umanesimo al Risorgimento, Roma 1930.
Bibliografia Lelio Cappiello, Il pensiero pedagogico di G. Vidari, in Rivista Pedagogica, 1929-1930; Il V fascicolo del 1934 della Rivista Pedagogica fu interamente dedicato a Vidari; Giovanni Calò, Il pensiero e l'opera filosofico-pedagogica di G. Vidari, in Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei, classe II, sez. VI, vol. X, fasc. 11-12; Antonio Carrannante, Un capitolo di storia della scuola italiana: Giovanni Vidari (1871-1934), in Cultura e Scuola, giugno-dicembre 1996, pp. 282–297.
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