L'elenco di abbreviazioni e segni convenzionali e la bibliografia si trovano in Toponimi celtici d'Italia.
Gli idronimi
Ambiesta (Cavazzo Carnico, UD). Friulano Ambiéste. Da C. C. Desinan viene associato [assieme al toponimo Ambis (Forni Avoltri, Ud)] alla voce tardo-gallica ambe ʿrivoʾ del Glossario di Vienna. Cfr. Ambria. Da non escludersi una derivazione dal gallico ambi- ʿintorno, sui due latiʾ (o ambio- ʿrecintoʾ).
Cormôr (UD). Per G. Frau si tratta di un idronimo di probabile origine preromana, forse dalla base *kar- ʿpietra, sassoʾ, con un ampliamento di difficile individuazione (*mar- ʿfosso, paludeʾ?). Se di origine celtica, potrebbe essere un composto *coro-moro-: gallico coro- ʿchiusoʾ (cfr. Corgeno) + -moro-, -mora- (forse da māro- ʿgrandeʾ); cfr., tra gli altri, i nomi di persona Cuno-morus, Mora-vesus, Coro-mara, Coro-genus. Oppure, date le forme friulane Cormò, Carmò, Cormón, riportate ne Il Nuovo Pirona, andrebbe accostato ai nomi di persona gallici Carmo, Carmanos, e al toponimo Cormòns, che deriva forse dal gallico *carmon- ʿdonnola, ermellinoʾ. Attestato: Cormor (1286).
Gleminéit, Rio (Gemona, UD). → Gemona.
Maròn. Friulano Marón. Torrente affluente del Livenza. Per C. C. Desinan l'idronimo potrebbe voler dire ʿrio paludosoʾ, perché costituito forse di un secondo elemento gallico onno ʿruscello, torrenteʾ e, presumibilmente, di un primo elemento non indicato dal significato di ʿpaludeʾ, per il quale si veda alla voce Maròn [cfr. anche l'idronimo piemontese Marone (Bagnolo Piemonte, Cn)]. «Onno flumen» è una voce del Glossario di Vienna della cui celticità si dubita (P.-Y. Lambert). Può darsi che derivi dalla base *-unna ʿacquaʾ o sia tratto dal suffisso idronimico -on(n)a che si riconosce in alcuni nomi gallici di fiume (X. Delamarre); cfr., tra gli altri, Olona e Matrona > Marne.
Meduna (PN). Di origine prelatina. Si è proposta una derivazione dal celtico latinizzato *Maidunum < *Magodunum ʿgrande roccaʾ (cfr. Duno) oppure dall'indoeuropeo (celtico?) *medhu- ʿmedianoʾ, cfr. Meduana flumen > Mayenne (G. B. Pellegrini). C. C. Desinan assegna a dunum il valore di ʿalturaʾ e interpreta Meduna come medioduna ʿin mezzo ai montiʾ. È preferibile ipotizzare un *Magi(o)-dunum ʿgrande fortezzaʾ oppure un *Mago-dunum ʿmercato fortificatoʾ, riferiti piuttosto al poleonimo Meduno. X. Delamarre invece collega ʺMedunaʺ al gallico ʺmeduʺ ʿidromeleʾ, ʿebbrezzaʾ, da cui deriverebbero anche il teonimo gallico ʺMedunaʺ e l'idronimo ʺMeduanaʺ (forse non si può escludere del tutto la possibilità che tali nomi risalgano all'indoeuropeo ʺ*med-ʺ ʿmoderare, misurareʾ, cfr. antico irlandese ʺmid-ʺ ʿgiudicare, stimareʾ). Attestazione: aqua Meduna (996). [II]
Natisone. È stato in genere collegato al latino natare ʿscorrere, navigareʾ. A. Falileyev ritiene possibile una derivazione da *ĝnō-to- ʿconosciutoʾ; cfr. antico irlandese gnáth ʿabituale, usuale, familiareʾ, antico bretone gnot ʿabitualeʾ. Non risultano però casi simili di formazione idronimica. Per A. L. Prosdocimi il suffisso -is- farebbe pensare a un'origine venetica. Attestazioni: Natiso (Plinio, III, 126), Νατίσωνα ποταμόν (Natísōna potamón) (Strabone, V, 1, 8), Νατίσωνος ποταμοῦ (Natísōnos potamoû) (Tolomeo, III, 1, 22), Natissa amnis (Giordane, Get., 42), Natissam (900). [I]
Serón (Palazzolo, UD). Nome di canale. Forse dal gallico *sīros ʿlungoʾ (C. C. Desinan), cfr. però Sirón.
Sirón (Mortegliano, UD). C. C. Desinan ritiene possa derivare dal gallico *sīros ʿlungoʾ + il suffisso gallico -on- o la base onno (→ Maròn). Cfr. l'antico irlandese sir ʿlungo, durevoleʾ, bretone hir ʿlungoʾ, latino sērus ʿtardoʾ e i nomi di persona gallici Sirus, Sira, Siro. Potrebbe però risalire alla radice indoeuropea (forse dell'“europeo antico”) *ser- ʿscorrereʾ, alla base di altri idronimi quali Serio e Sirón (Vi), forse attraverso una forma non attestata *Serion(e), da cui proverrebbe *Siron(e).
Tagliamento. Friulano Tajamènt, Tilimènt. → Tagliamento.
Talm (Rigolato, UD). Oronimo che per C. C. Desinan potrebbe forse risalire al gallico talamun, in cui si sarebbe prodotto il dileguamento della -a- atona. → Talmassòns.
Talmàs (Àttimis, UD). Nome di rio forse derivato dal nome di persona latino Talmasus, Talmasius. → Talmassòns.
Talmassòn (Fontanafredda, PN). Rio tra Fontanafredda e Sacile. → Talmassòn.
Timavo. Friulano Timâf. È l'idronimo latino Timāvus (delle fonti) e Temāvus (delle iscrizioni), derivato dalla radice preromana *tim-, *tem-, ʿacquaʾ o ʿmareʾ (G. Frau) oppure ʿstagno, pozzangheraʾ (C. C. Desinan) + suffisso idronimico -āuo-. F. Crevatin lo associa invece all'idronimo dace Timachus (attuale Timok) e alla radice indoeuropea *tem(ə)- ʿoscuritàʾ, che ha prodotto l'antico irlandese tem ʿoscuroʾ, il medio bretone teffal, l'antico gallese timuil ʿoscuroʾ (< brittonico *temēlo-). X. Delamarre cita un teonimo Temavus, che deriverebbe da *tēmo-uo- < *te(p)es-mu- ʿfervoreʾ [base gallica *tem-(-u, -us-)] < indoeuropeo *tep- ʿcaloreʾ; cfr. i nomi propri Temusa, Temusio (nome di dea, che però potrebbe risalire a *tem-es- ʿoscuroʾ). Ma A. L. Prosdocimi [(1988): p. 393] afferma categoricamente: «Confronti e assonanze sono incerti e comunque non spiegano niente». [I]
Torre (UD, GO). Friulano Tôr, sloveno Ter. Secondo A. L. Prosdocimi, probabilmente da *Turris < *Turrios, da una radice *turr- che potrebbe essere celtica. Può trattarsi della base indoeuropea *tur-, *tŭro- ʿforte, gonfioʾ, gallico *turo-; cfr. i nomi di persona gallici Turos, Turus, Turicus, Turonus, gli etnonimi Turi (Turri in Plinio, III, 47), Turones, Nematuri, Cavaturines, l'idronimo Turia, Turium (oggi Turia e Guadalaviar), il poleonimo Turicum > Zürich (ʿZurigoʾ), e forse anche i nomi di persona Turrino (nome di vasaio), Turracia (Lusitania), Turrania (Germania Superiore). Attestazioni: Natiso cum Turro (Plinio, III, 126), Turrim (1275), in roga Turris (1278). [I]
Varma (Barcis, UD). Torrente affluente del Cellina. → Varmo.
Varmo. Latino Varămus (Plinio, III, 126). Potrebbe essere di origine celtica, da varo- ʿacqua, fiumeʾ< indoeuropeo *hueh1r- ʿacquaʾ; cfr. antico irlandese geir, gallese gwêr ʿsegoʾ (A. Falileyev). Oppure di origine prelatina (forse venetica) < indoeuropeo *uer- / *uor- / *ur- [*u̯r̥-] ʿacqua, fiumeʾ + suffisso idronimico -mo- (H. Krahe, G. Frau). Attestazioni: de Vuarm (1139), Varmo (1154). → Versa. [I]
Venzonassa (UD). Torrente che attraversa Venzone. L'idronimo deriva dal nome di tale località; oppure da Venzone, inizialmente idronimo, prese nome anche il centro abitato, quindi il fiume divenne Venzonassa (C. Marcato). Attestazione: in Ripa Aque que dicitur Venzonasse (1278). [II]
Gli oronimi
Alpi Carniche. → Carnia.
Dòbis (Tolmezzo, UD). Monte della Carnia. → Dòbis.
Glemina, Monte (Gemona, UD). Friulano Glemìne. → Gemona.
Moncolano (Contovello, Trieste). Nome di un colle [e castello] a nord di Trieste, citato in un documento del 1070. Da mons Catalanus [analogamente a Monte Taiano (Slavnik, in Slovenia) < monte Catalano], dall'etnonimo Catali, nome di tribù celtica che viveva presso Trieste (F. Crevatin): a Pola ad Tergestis regionem Fecusses, Subocrini, Catali, Menoncaleni (Plinio, III, 133). Alla base di Catali può esserci un gallico *cata-, per catu- ʿbattagliaʾ o canto- ʿcentoʾ, da cui deriverebbero anche i nomi di persona Catal(os) , Catalus, Catacus. Quindi si possono ipotizzare un *cata-lo- variante di *catu-lo- ʿcombattenteʾ (cfr. Camalus, variante di Camulus), oppure un *cātalo- < *cantalo- < canto- (X. Delamarre). Moncolano però richiama piuttosto il nome dei Menoncaleni, che nella variante Menocaleni pare riflettere un composto celtico mēno- ʿdolce, gentileʾ + -cal-enus, cfr. i nomi di persona gallici Calenus, Calenius (dall'indoeuropeo *kal- ʿduroʾ o *kal- ʿbello, sanoʾ?). Attestazioni: castrum Montiscollani (1308), Moncolanum (1318-19) (cfr. ). [I]
Talm (Rigolato, UD). Oronimo che per C. C. Desinan potrebbe forse risalire al gallico talamun, in cui sarebbe avvenuto il dileguamento della -a- atona. → Talmassòns.
I poleonimi Poleonimi localizzati
Artegna (UD). Dal latino medievale Artenia: in Artenia castro (Paolo Diacono, IV, 37). A. Falileyev, pur sostenendo che il toponimo presumibilmente non sia celtico (cfr. l'Artenia d'Asia Minore [?]), rinvia ai nomi celticiArtus, Artemia, Artima, Artinus, Αρτεινος (Arteinos) (lingua galata), Artona, Artonacus/Artenacus ed altri ancora. in artos ʿorsoʾ (< indoeuropeo *h2r̥tk̑os; cfr. antico irlandese art, gallese arth). C. C. Desinan propende per una derivazione da un nome di persona celtico art- ʿorsoʾ + suffisso -en- (> ʿuomo forte come un orsoʾ, ʿeroeʾ) + -ea. Vi sono poi altre due interpretazioni: dal nome di persona latino Artenius / Artemius, oppure — non plausibile sul piano geografico — dal latino ar(c) tus ʿstrettoʾ. Poco appropriati gli accostamenti (proposti da C. Marcato) ai toponimi Arta Terme (UD) [presumibilmente dal latino ar(c) tusC. C. Desinan ritiene possano essere derivati dal celtico art ʿpietraʾ i toponimi friulani Artugna (torrente e località; Aviano e Polcenigo, PN), Artena (Cavazzo, UD), Artona (Fresis, Enemonzo, Ud), Artàis (monte; Tramonti di Sopra, PN). In realtà, non risulta alcuna voce celtica art (o *art-), bensì soltanto l'antico irlandese art ʿpietraʾ, probabile prestito da una lingua parlata in Irlanda da una popolazione precedente. L’artuaš della stele di Todi, che spesso viene associato all'antico irlandese art, appare invece un accusativo femminile plurale (*arduans) dell'aggettivo gallico arduo- ʿaltoʾ e significa verosimilmente ʿle parti alteʾ; cfr. antico irlandese ard ʿalto, grandeʾ e latino arduus ʿripido, arduoʾ. Pertanto quei toponimi potrebbero esser derivati 1) dal latino ar(c)tus ʿstrettoʾ, 2) da nomi personali in Art(o)-, dal celtico arto- ʿorsoʾ (specie Artona), oppure 3) da nomi di persona o gentilizi latini come Artenius, Artemius, Artinius.], Artena (Roma) [in area etrusca] e Artèn (Feltre, BL) [in area ad «influsso etruscoide»]. Attestazioni: Arthenea (1000 c.a), Retenia (1015). [II] Si pensa anche ad una derivazione dal latino "Ara Thenae", cioè altare di Diana(tra le ipotesi più convincenti)
Àttimis (UD). Di probabile origine preromana, forse celtica, dalla particella gallica at-, ati- ʿal di là, oltre, sopraʾ + *tim-, *tem- ʿacquaʾ o simili (G. B. Pellegrini, G. Frau; col significato di ʿoltre le pozzeʾ, per l'impaludarsi del torrente Malina, secondo C. C. Desinan). La radice *tim-, *tem- si ritroverebbe anche nell'idronimo Timavo, ma F. Crevatin pensa piuttosto all'indoeuropeo *tem(ə)- ʿoscuroʾ. Esistevano in effetti in gallico i prefissi ate-, at-, con valore di ʿripetizioneʾ (ʿri-ʾ) o ʿintensitàʾ (ʿmoltoʾ), e ad-, ʿversoʾ e, con gli aggettivi, ʿintensitàʾ. Si possono quindi congetturare delle forme di partenza (di possibile ambito celtico) *at-tem-es- o *ad-tem-es- ʿmolto scuroʾ; oppure *ad-tēno-/*ad-tēnes-, dal celtico *tēno- ʿcalore, fervoreʾ e ʿfuocoʾ, o anche *ad-tēmmo-, da *tēmmo- < *tēsmo- <*te(p)esmo- ʿcaldoʾ (tutte dalla radice indoeuropea *tep- ʿcaloreʾ). Cfr. il nome di persona gallico At-tienus (*ad-tēno-). Attestazioni: ad locum qui dicitur Attens (o Attems?) (1106), Wodolricus de Aten (1134), Odoricus de Attemis (1258). [II]
Baracêt. Toponimo comune. → Barazzetto. [IV]