Il caso dei diavoli di Loudun fu una possessione demoniaca di massa avvenuta a Loudun, in Francia, nel 1634. I fatti rimasero nell'immaginario collettivo e hanno ispirato lungometraggi cinematografici oltre a opere teatrali, musicali e di narrativa. La storia coinvolse padre Urbain Grandier e le suore Orsoline di Loudun. Il prete venne accusato di avere stretto un patto col diavolo per possedere le suore del convento.

Storia

Urbain Grandier è stato parroco a Loudun dal 1617 dove sedusse varie fanciulle del paese. Nel 1630, la sua condotta non canonica non era ancora cessata e contro di lui venne sporta una querela inviata al vescovo di Poitiers, Monsignor de la Rocheposay; Grandier venne arrestato, condannato alla penitenza e espulso per sempre da Loudun; tuttavia riuscì a far annullare questa condanna dall'arcivescovo di Bordeaux, Henri de Soublis.

Durante il regno di Luigi XIII, nel 1631 il cardinale Richelieu, al fine di contrastare e sconfiggere definitivamente le velleità indipendentiste delle città di provincia, ordinò la demolizione delle fortificazioni di alcune di esse. A Loudun però, il barone De Laubardemont, incaricato di eseguire l'ordine del cardinale, trovò l'opposizione di un prete, Urbain Grandier, il quale conduceva però una vita privata libertina. La fama di Grandier aveva anche richiamato l'interesse di Jeanne des Anges, suora superiora delle Orsoline che, col fine di intessere una relazione con lui, arrivò a offrirgli il posto di direttore spirituale nel suo convento di clausura. Il rifiuto da parte di Grandier, causò nella madre superiora uno stato isterico che in breve contagiò anche le altre suore. Il canonico Mignon, venuto a conoscenza degli strani comportamenti delle monache, decise di sfruttare la situazione per colpire Grandier, definendola come originata da una ossessione diabolica causata dal prete e incaricando per alcuni esorcismi un altro prete, padre Barre. La madre superiora stessa accusò il sacerdote di averla posseduta tramite il diavolo. Grandier venne accusato di essere la causa delle possessioni delle suore che, dopo la superiora, lamentavano gli stessi suoi sintomi, indicando tutte Grandier come colpevole insieme a Satana. Dopo alcuni esorcismi si disse che lo spirito che possedeva la madre superiora fosse Astaroth, uno dei demoni più vicini a Satana, entrato in lei il giorno in cui Grandier le offrì delle rose.

Vennero chiamati alcuni esorcisti, ma senza esito. Grandier venne interrogato e processato da un tribunale ecclesiastico, ma le accuse caddero per mancanza di prove e nel 1632, dopo numerosi esorcismi senza fine, il vescovo di Bordeaux intervenne per far cessare le numerose voci che nel tempo si erano diffuse ordinando la sospensione dei rituali esorcistici.

, che a sua volta lo accusò nuovamente di stregoneria mandandolo nuovamente a processo. Grandier venne arrestato nel 1634 mentre nel frattempo le suore si dicevano possedute e continuavano a ripetere il suo nome. Il prete si propose di effettuare egli stesso gli esorcismi e, nella chiesa di Saint-Croiz, gli furono presentate le possedute che, al suo cospetto, iniziarono a urlare in preda alla collera, rotolandosi per terra, gettandosi su di lui, graffiandolo e mordendolo. Questo fu sufficiente a segnare la sorte del prete.

La presunta relazione di Grandier col diavolo emerse nel processo per bocca di una suora, Giovanna, che raccontò nel nome di Satana di aver stretto un patto con lui, che avrebbe ottenuto fama e il potere di schiavizzare sessualmente le donne in cambio della sua anima. Si accettarono come prove di questo patto le "firme" di demoni come Asmodeo e Léviathan, oltre a quelle del prete, che vennero ritrovate in diversi documenti.

Grandier venne torturato e condannato al rogo, dove morì il 18 agosto 1634, senza mai confessare.

Nonostante la morte di Grandier, la possessione di cui Des Anges si diceva vittima non accennò a placarsi; Surin, un gesuita, ritenne che la possessione fosse nata dentro di lei, per proprie colpe, e non fosse quindi causata dall'esterno. Surin la guidò in un percorso che condurrà la religiosa alla "liberazione dalla possessione". La superiora Jeanne Des Anges una volta "liberata" dal demonio scrisse un memoriale degli avvenimenti, Il libro delle mie possessioni.tr. it. Jeanne des Anges, Storia delle mie possessioni, Roma, Castelvecchi, 2017.

Influenza culturale Narrativa

I diavoli di Loudun (The Devils of Loudun), di Aldous Huxley (1952) La possession de Loudun di Michel de Certeau (1970); riedito nel 2005 per le edizioni Gallimard nella collana Folio Histoire Sogni di rose e di fuoco (Drömmar om rosor och eld) di Eyvind Johnson, (1949)edito in Italia in "Le erbe nella Thule-La strada per Klockrike-Nausicaa sola-Sogni di rose e di fuoco-Risalita dal passato", UTET, Scrittori del mondo, I Nobel 1974 (opere di Harry Martinson e di Eyvind Johnson) (ISBN 88-02-02569-X)

Fumetti

Loudun di Paolo Armitano, Davide Furnò e Hervè Rusign (2008, Editore Soleil)

Cinema

Madre Giovanna degli Angeli (Matka Joanna od Aniolów) (1961), di Jerzy Kawalerowicz I diavoli (The Devils) (1971), di Ken Russell Les mystères de Loudun (1976), di Gérard Vergez - Film TV

Teatro

I diavoli (The Devils) di John Whiting (1961)

Musica

I diavoli di Loudun di Krzysztof Penderecki (1970) Grandier’s funeral pyre degli Elvenking The eye King Diamond (1990) Note

Bibliografia de Certeau, Michel, La possessione di Loudun, Bologna, CLUEB, 2012. Huxley, Aldous. . New York: Harper & Brothers, 1952. Sidky, H. Witchcraft, Lycanthropy, Drugs, and Disease: An Anthropological Study of the European Witch-Hunts. New York, Peter Lang. 1997. Bodin, Jean. The Witches and the Law. Witchcraft in Europe 1100-1700: A Documentary History. Ed. Alan C. Kors & Edward Peters. Philadelphia, University of Pennsylvania Press. 1991. Dumas, Alexander. Urbain Grandier, Celebrated Crimes - Available on Wikisource

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