Hydrobates è l'unico genere della famiglia degli Idrobatidi (Hydrobatidae ), un gruppo di uccelli marini noti comunemente come uccelli delle tempeste (o procellarie) boreali. In passato in questa famiglia venivano inseriti anche gli uccelli delle tempeste australi, molto simili ad essi nell'aspetto ma non strettamente imparentati con loro, tanto che recentemente sono stati classificati in una famiglia a sé, gli Oceanitidi (Oceanitidae). Sono i più piccoli tra gli uccelli marini e si nutrono di crostacei planctonici e piccoli pesci che prelevano dalla superficie, generalmente mentre rimangono immobili a mezz'aria. Il loro volo è sfarfallante e talvolta ricorda quello di un pipistrello.

Come si intuisce dal nome, gli uccelli delle tempeste boreali vivono nell'emisfero boreale, anche se alcune specie che vivono intorno all'equatore possono spingersi un po' più a sud. Sono uccelli rigorosamente pelagici e raggiungono la terraferma solo all'epoca della nidificazione. Della maggior parte delle specie conosciamo poco del comportamento e della distribuzione in mare, dove possono essere difficili da avvistare e ancor più da identificare correttamente. Nidificano in colonie e mostrano una forte filopatria nei confronti delle colonie e dei siti di nidificazione in cui sono nati. Quasi tutte le specie nidificano in fessure del terreno o in tane sotterranee e tutte tranne una frequentano le colonie riproduttive durante la notte. Le coppie stringono legami monogami a lungo termine e si spartiscono i compiti di incubazione e alimentazione dei pulcini. Come quella di molti uccelli marini, la loro nidificazione è molto prolungata: la sola incubazione richiede fino a 50 giorni e l'involo sopraggiunge altri 70 giorni dopo.

Diverse specie di uccelli delle tempeste sono minacciate dalle attività umane e si teme che una di esse, l'uccello delle tempeste di Guadalupe, sia già estinta. La principale minaccia per gli uccelli delle tempeste sono le specie introdotte nelle loro colonie riproduttive, in particolare i mammiferi: molte popolazioni infatti erano solite nidificare su isole remote prive di mammiferi e non sono in grado di far fronte a predatori come ratti e gatti inselvatichiti.

Tassonomia La famiglia Hydrobatidae venne introdotta, con Hydrobates come genere tipo, dall'ornitologo australiano Gregory Mathews nel 1912. Tale posizione però venne complicata dal fatto che la famiglia Hydrobatidae era già stata introdotta nel 1849, con Hydrobata come genere tipo, dallo zoologo francese Côme-Damien Degland. Il genere Hydrobata era stato istituito nel 1816 per classificare le specie della famiglia dei merli acquaioli, i Cinclidi, dall'ornitologo francese Louis Pierre Vieillot. Nel 1992 il Codice internazionale di nomenclatura zoologica (ICZN) soppresse il genere Hydrobata e pertanto, secondo le regole dell'ICZN, la validità della famiglia Hydrobatidae venne meno, dal momento che il genere tipo era stato soppresso. Ciò spianò quindi la strada alla famiglia Hydrobatidae introdotta nel 1912 da Mathews.

Il genere Hydrobates venne istituito nel 1822 dallo zoologo tedesco Friedrich Boie. In esso inserì due specie, senza però specificare una specie tipo. Nel 1884 Spencer Baird, Thomas Brewer e Robert Ridgway designarono come specie tipo l'uccello delle tempeste europeo. Il nome del genere combina il greco antico hudro-, «acqua», con batēs, «camminatore».

In passato, all'interno di un'unica grande famiglia Hydrobatidae venivano riconosciute due sottofamiglie, gli Idrobatini (Hydrobatinae) e gli Oceanitini (Oceanitinae), ma l'analisi della sequenza del DNA del citocromo b ha dimostrato che la famiglia è parafiletica e che sia più corretto trattare i due gruppi come famiglie distinte. Gli Oceanitidi (Oceanitidae), o uccelli delle tempeste australi, si trovano principalmente nell'emisfero australe (anche se l'uccello delle tempeste di Wilson migra regolarmente nell'emisfero boreale). Gli Idrobatidi, o uccelli delle tempeste boreali, sono limitati in gran parte all'emisfero boreale, anche se alcuni visitano o nidificano in regioni poco a sud dell'equatore. Sono state rinvenute alcune specie fossili ascrivibili a questa famiglia, le più antiche delle quali risalgono al Miocene superiore. Originariamente gli Idrobatidi venivano ripartiti in due generi, Hydrobates e Oceanodroma, ma nel 2021 l'Unione ornitologica internazionale (IOU) ha riunito tutte le specie nell'unico genere Hydrobates, poiché la famiglia è risultata essere parafiletica, come precedentemente stabilito.

Il cladogramma seguente si basa sugli studi filogenetici di Wallace et al. (2017):

Specie Nome comuneNome scientificoStato di conservazioneUccello delle tempeste europeoHydrobates pelagicusUccello delle tempeste codaforcuta del PacificoHydrobates furcatusUccello delle tempeste di HornbyHydrobates hornbyiUccello delle tempeste di SwinhoeHydrobates monorhisUccello delle tempeste di MatsudairaHydrobates matsudairaeUccello delle tempeste codaforcutaHydrobates leucorhousUccello delle tempeste di TownsendHydrobates socorroensisUccello delle tempeste di AinleyHydrobates cheimomnestesUccello delle tempeste cenerinoHydrobates homochroaUccello delle tempeste di CastroHydrobates castroUccello delle tempeste di MonteiroHydrobates monteiroiUccello delle tempeste di Capo VerdeHydrobates jabejabeUccello delle tempeste delle GalápagosHydrobates tethysUccello delle tempeste neroHydrobates melaniaUccello delle tempeste di GuadalupeHydrobates macrodactylusUccello delle tempeste di MarkhamHydrobates markhamiUccello delle tempeste di TristramHydrobates tristramiUccello delle tempeste minoreHydrobates microsoma

È probabile che una di queste specie, l'uccello delle tempeste di Guadalupe (H. macrodactylus), sia già estinta.

Nel 2010, il Congresso ornitologico internazionale (IOC) ha aggiunto l'uccello delle tempeste di Capo Verde (H. jabejabe), che in passato era considerato una forma dall'uccello delle tempeste di Castro (H. castro), alla lista delle specie valide, seguendo gli studi di Bolton et al., 2007. Nel 2016, lo IOC ha aggiunto all'elenco due altre specie, l'uccello delle tempeste di Townsend (H. socorroensis) e l'uccello delle tempeste di Ainley (H. cheimomnestes), scindendole dall'uccello delle tempeste codaforcuta (H. leucorhous), seguendo Howell, 2012.

Descrizione

Gli uccelli delle tempeste boreali sono i più piccoli tra tutti gli uccelli marini, avendo dimensioni oscillanti tra quelle di una rondine e quelle di uno storno: lunghezza totale 14-25,4 cm per 20-50 g di peso. Il becco è piccolo, ricurvo a uncino nella parte terminale; le due narici sono contenute in un unico e sottile tubo. Le remiganti primarie più esterne sono piuttosto corte, mentre le secondarie e le terziarie appaiono ben sviluppate, il che imprime al volo di questi uccelli un andamento simile a quello delle rondini; gli Idrobatidi, inoltre, possono mantenersi sospesi nell'aria, battendo rapidamente le ali. Rispetto agli uccelli delle tempeste australi hanno ali più lunghe, coda biforcuta o a forma di cuneo e zampe più corte. Le zampe di tutti gli uccelli delle tempeste, sia boreali che australi, sono proporzionalmente più lunghe di quelle degli altri Procellariformi, ma sono molto deboli e incapaci di sostenere il peso dell'uccello per più di pochi passi.

Tutti gli Idrobatidi sono per lo più di colore scuro con quantità variabili di bianco sul groppone, ma due specie hanno un piumaggio completamente diverso: l'uccello delle tempeste di Hornby, che ha la parte inferiore del corpo e dei segni facciali bianchi, e l'uccello delle tempeste codaforcuta del Pacifico, che ha un piumaggio grigio chiaro. I diversi membri della famiglia sono notoriamente difficili da identificare in mare. Due esperti di uccelli marini, Onley e Scofield (2007), affermano che molte informazioni che si trovano scritte su di loro non sono corrette e che le fotografie che si trovano sui principali libri e siti web sono spesso attribuite alla specie sbagliata; ritengono inoltre che diversi elenchi nazionali di uccelli includano specie che sono state identificate in modo errato o che sono state identificate sulla base di prove inadeguate.

Durante il volo alcune specie di Idrobatidi presentano un'abitudine singolarissima, tuffano cioè nelle onde uno o entrambi i piedi, tenendo dilatate le membrane interdigitali, così che all'osservatore sembra che l'uccello corra sull'acqua. In realtà un simile comportamento ha lo scopo di produrre un'azione frenante, necessaria affinché l'uccello possa catturare la preda avvistata, e forse anche a mantenerlo aderente alla superficie marina, data l'estrema leggerezza del suo corpo. Un osservatore attento riesce a individuare abbastanza rapidamente le differenze che caratterizzano il volo delle singole specie di Idrobatidi: l'uccello delle tempeste europeo ad esempio ricorda, nel volo, più un pipistrello che una rondine, in quanto si sposta leggermente qua e là, tenendo le ali non del tutto distese. Il volo dell'uccello delle tempeste codaforcuta assomiglia ad una serie di saltelli, a causa dei continui cambiamenti di direzione e di velocità compiuti da questo uccello.

Biologia Alimentazione La dieta di molte specie di uccelli delle tempeste è poco conosciuta, a causa delle difficoltà che si incontrano nello studiarli, ma nel complesso si ritiene che questi volatili si nutrano prevalentemente di crostacei. Molte specie traggono la propria alimentazione anche da piccoli pesci, molluschi e, soprattutto nel passato, residui di grasso che vagano sulla superficie delle acque dopo l'uccisione di cetacei.

Quasi tutte le specie si alimentano nella zona pelagica. Sebbene gli uccelli delle tempeste siano in grado di nuotare bene e spesso si lascino galleggiare sulla superficie, non si alimentano nell'acqua. Al contrario, la cattura del cibo avviene solitamente in volo, volteggiando o «passeggiando» sulla superficie (vedi Descrizione) e strappando piccoli bocconi. Solo in rari casi la preda viene catturata effettuando immersioni poco profonde.

Come molti uccelli marini, gli uccelli delle tempeste si associano ad altre specie di volatili e mammiferi marini quando vanno in cerca di cibo. Possono approfittare dell'operato di predatori subacquei come foche e pinguini, che quando cacciano sono soliti spingere la preda verso la superficie, dove per gli uccelli delle tempeste è facile catturarla.

Migrazioni Gli Idrobatidi sono diffusi per lo più nell'emisfero boreale.

Diverse specie intraprendono migrazioni dopo la stagione riproduttiva, di durata variabile: si va dai migratori sulle lunghe distanze come l'uccello delle tempeste di Swinhoe, che si riproduce nel Pacifico occidentale e migra verso l'Oceano Indiano occidentale, a quelli sulle brevi distanze come l'uccello delle tempeste nero, che nidifica nel sud della California e migra lungo la costa dell'America centrale fino alla Colombia. Si ritiene che alcune specie, come l'uccello delle tempeste di Tristram, siano essenzialmente sedentarie e non intraprendano alcuna migrazione lontano dalle isole su cui nidificano.

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