Per san Martino la sementa del poverino è un proverbio popolare molto antico a sfondo religioso, ma anche laico, diffuso in molte zone d'Italia, che riguarda una festività e le abitudini del mondo agricolo.Carlo Lapucci & Anna Maria Antoni, I proverbi del mese, ed. Garzanti, 1985, pp. 254-258

San Martino e la semina

Abitualmente, chi non ha soldi, semina tardi, anche perché non può permettersi grandi aiuti e quindi alla fine raccoglierà una ben misera messe.

San Martino e il vino

Considerando le differenze climatiche, una buona potatura può essere fatta da novembre a marzo, ossia dal momento in cui la vite non ha più uva fino a quando le gemme si muovono.

San Martino e le fave

"A San Martino, fave e lino." Questo è il momento ideale per la semina di altri tipi di piante, sempre considerando due fattori importanti, quali la latitudine e le gelate. Per il lino vi sono due periodi indicati: uno è autunnale l'altro è primaverile.

San Martino e le oche

"Oche, castagne e vino, tieni tutto per San Martino." Quando il 12 novembre incominciava il periodo dell'Avvento che presentava usanze e riti simili alla Quaresima, il giorno precedente la festività di San Martino era sfruttato per abbondanti mangiate e bevute tanto che nell'Istria veniva chiamato il giorno degli imbriagoni.

San Martino e gli ubriachi

"Per San Martino s'ubriaca il grande e il piccino." Una vecchia usanza prevedeva che tutti, compresi i bambini, mangiassero le castagne e bevessero vino. Secondo alcuni storici questa festa fu ereditata dai latini che la rinominarono Brumalia, mentre in seguito i cristiani la definirono Martinalia.

Note

Bibliografia

Voci correlate Martino di Tours

Categoria:Proverbi