Nel 1883 venne nominato ammiraglio generale. Diede un significativo contributo all'equipaggiamento della Marina russa con nuove navi e modernizzando i porti navali. Nel 1905, dopo la sconfitta nella battaglia di Tsushima, venne sollevato dall'incarico. Morì a Parigi nel 1908.
Gioventù Il granduca Aleksej Aleksandrovič Romanov di Russia nacque a San Pietroburgo il 14 gennaio 1850, figlio dello zar Alessandro II e della zarina Maria Aleksandrovna; suoi fratelli e sorelle maggiori furono la granduchessa Aleksandra Aleksandrovna, lo zarevic Nikolaj Aleksandrovič, l'imperatore Alessandro III di Russia, il granduca Vladimir Aleksandrovič e la granduchessa Marija Aleksandrovna. Suoi fratelli minori furono i granduchi Sergej Aleksandrovič e Pavel Aleksandrovič.
Il granduca Aleksej venne destinato ad una carriera nella Marina fin dalla sua fanciullezza: all'età di sette anni egli ricevette il grado di mishipman, paragonabile al grado italiano di aspirante guardiamarina. L'anno successivo Konstantin Nikolaevič Pos'et venne nominato suo tutore. Mentre gli inverni erano dedicati allo studio teorico, durante le estati egli si allenò sulle navi da guerra russa della flotta del Baltico, di stanza nel porto di San Pietroburgo. L'allenamento era duro, ma gli diede la possibilità di far pratica su numerose imbarcazioni:
nel 1860 sul panfilo Štandart, in un viaggio da Peterhof a Livada; nel 1861 – 1863 sul panfilo Zabava sotto la bandiera del contro-ammiraglio Posyet nel golfo di Finlandia e nel golfo di Botnia; nel 1864 sulla fregata Svetlana nel golfo di Finlandia e nel mar Baltico; nel 1866 sulla fregata Osljabja durante un viaggio di addestramento estensivo fino alle Azzorre.
Il 18 settembre 1866 Aleksej venne promosso luogotenente; continuò la sua carriera servendo come ufficiale a bordo della fregata Aleksander Nevskij in un viaggio attraverso il Mediterraneo fino al Pireo, dove partecipò al matrimonio della cugina Ol'ga Konstantinovna Romanova con Giorgio I di Grecia.
Nel 1868 fece un viaggio nella Russia meridionale viaggiando in treno da San Pietroburgo fino a Nikolaevsk, proseguendo in nave lungo il Volga fino ad Astrachan'; si imbarcò quindi su una nave militare per un viaggio nel mar Caspio fino a Baku, Petrovsk (ora Machačkala) ed infine in Iran. Attraversò quindi il Caucaso e raggiunse Poti dove la Aleksander Nevski era ormeggiata. Da qui proseguì per Costantinopoli, Atene e le isole Azzorre. Nel viaggio di ritorno la nave fece naufragio al largo delle coste dello Jutland durante una tempesta nel mare del Nord; nonostante la nave venne persa, l'equipaggio, compreso Aleksej Aleksandrovič, rimase illeso e poté raggiungere la costa.
Nel gennaio del 1870 il Granduca raggiunse la maggiore età per la legislazione russa. L'evento fu ricordato con due giuramenti: il primo quello militare ed il secondo di obbedienza dei granduchi alla famiglia imperiale russa. Nel giugno 1870 Aleksej iniziò l'ultima parte del suo addestramento: questo incluse la navigazione su acque interne a bordo di un cutter dotato di motore a vapore, sulla rotta da San Pietroburgo fino a Arcangelo, lungo il sistema di canali di Mariinsk ed il fiume Dvina Settentrionale. Dopo aver visitato le strutture scolastiche ed industriali di Arkhangel'sk, egli iniziò il suo allenamento in condizioni artiche, sulla corvetta Variag. Il viaggio lo portò fino alle isole Soloveckie, continuando attraverso il mar Bianco ed il mare di Barents fino alle Novaja Zemlja; di qui proseguì fino a Kola Bay ed alla città di Murmansk, i porti della Norvegia e dell'Islanda. Ritornò a Kronštadt alla fine di settembre.
Relazione con Aleksandra Žukovskaja Nel 1869 – 1870 Aleksej intrattenne una relazione amorosa con Aleksandra Žukovskaja, figlia del poeta Vasilij Andreevič Žukovskij, che aveva otto anni più di lui. Ebbero un figlio, Aleksej, nato il 26 novembre 1871. Lo zar Alessandro II si oppose fortemente a questa relazione.
Alcuni storici ritengono che i due avessero contratto matrimonio morganatico e che in seguito il matrimonio fosse stato annullato dalla Chiesa ortodossa russa.., in quanto, secondo la "Legge Fondamentale della Casa Imperiale", il matrimonio era illegale. In ogni caso gli articoli 183 e 188, che proibivano i matrimoni senza il consenso dell'imperatore, furono inclusi nella legge solamente con la revisione del 1887 ad opera dello zar Alessandro III. Le norme in vigore nel 1870 non proibivano quindi i matrimoni morganatici, ma semplicemente escludevano la discendenza che ne derivava dalle pretese alla successione al trono. Non esiste d'altronde alcuna prova del matrimonio o del divorzio o anche solo del fatto che il Granduca abbia richiesto il permesso di sposarsi. Dal momento che Aleksandra non era aristocratica ed inoltre era figlia di un figlio illegittimo di un possidente terriero russo e di una schiava turca, un matrimonio del genere sarebbe stato impensabile.
Indispettito per la liaison del figlio, Alessandro II rifiutò persino di concedere alla Žukovskaja un titolo nobiliare, cosa che avrebbe ufficialmente riconosciuto la paternità del Granduca, ma non la legittimità; anche le altre corti europee rifiutarono di darle un titolo. Infine, il 25 marzo 1875, Aleksandra fu in grado di assicurarsi il titolo di baronessa di Seggiano dalla Repubblica di San Marino, con il diritto di trasmetterlo al figlio Aleksej ed ai discendenti maschi primogeniti. Fu solo nel 1883 che lo zar Alessandro III, fratello maggiore di Aleksej Aleksandrovič, concesse al barone di Seggiano il titolo di conte Belevsky e nel 1893 approvò il suo stemma.
Tour degli Stati Uniti Viaggio verso gli Stati Uniti
Dopo la visita ufficiale del 1867 a San Pietroburgo di uno squadrone americano al comando dell'ammiraglio David Farragut, il governo russo iniziò a progettare una visita di alto livello della Marina russa. Dopo lunghi negoziati fu deciso che la delegazione russa sarebbe stata presieduta dal granduca Aleksej Aleksandrovič Romanov; l'annuncio ufficiale della visita fu dato il 29 giugno 1871 da Nikolaj Karlovič Krabbe, ministro della Marina Imperiale Russa.
Il contingente russo, sotto il comando dell'ammiraglio Konstantin Nikolaevič Pos'et a bordo della fregata Bogalye, includeva anche le fregate Svetlana (su cui il granduca serviva da luogotenente) e Ammiraglio generale, la corvetta Ignatiev e la lanciamissili Abrek. Prima di raggiungere gli Stati Uniti la flotta russa avrebbe dovuto incontrare la fregata Vsadnik della Flotta del Pacifico Russo. Benché tutte le navi fossero equipaggiate con motori a vapore, la maggior parte del viaggio fu fatta con le vele, in modo tale da evitare di effettuare scali nei porti per le forniture di carbone. Senza contare lo staff personale del Granduca, l'equipaggio contava 200 ufficiali e più di 3.000 marinai. Lo squadrone partì da Kronštadt il 20 agosto 1871.
La flottiglia fece la prima tappa a Copenaghen, dove il Granduca fece visita al re Cristiano IX di Danimarca; mentre attraversavano la Manica i russi incontrarono una flotta della Royal Navy che li scortò fino a Plymouth, dove Aleksej si trattenne con il duca di Edimburgo. Venne quindi programmata una visita a Balmoral Castle, ma questa venne cancellata a causa di una malattia del principe di Galles, cosa che preoccupò notevolmente la regina Vittoria. Lo squadrone russo levò quindi l'ancora da Plymouth il 26 settembre e, in rotta per New York, si fermò un paio di giorni a Funchal, nell'arcipelago di Madera, ripartendo il 9 ottobre.
La flotta russa venne incrociata da una squadra americana al comando del vice-ammiraglio Stephen Clegg Rowan, ammiraglio di porto di New York, a bordo della fregata Congress. L'ammiraglio Samuel Phillips Lee, comandante della flotta del Nord Atlantico, attendeva gli ospiti a bordo della sua nava di bandiera, la Severn. Le altre navi della flotta erano la Iroquois e la Kansas, scortate da numerosi rimorchiatori.
Nel frattempo era stato costituito un comitato di benvenuto a New York, presieduto da William Henry Aspinwall; tra i suoi membri erano presenti Moses H. Grinnell, il generale Irvin McDowell, Theodore Roosevelt, il contrammiraglio S. W. Godon, John Taylor Johnston, Albert Bierstadt, Lloyd Aspinwall. Dopo un breve ritardo causato dalle condizioni meteorologiche incontrate, i russi gettarono le ancore nel porto di New York il 21 novembre 1871 e qui il Granduca venne salutato dal generale John Adams Dix; venne organizzata quindi una parata militare per le strade della città ed in seguito Aleksej partecipò ad una messa di ringraziamento in una cappella russa.
Ricevimento del presidente Grant
Il 22 novembre il Granduca lasciò New York per raggiungere Washington su un treno speciale, lasciato a sua disposizione dalla New Jersey Railroad and Transportation Company (Compagnia ferroviaria e di trasporti del New Jersey). Il convoglio era composto di tre vagoni: il Commissariat, dotato di tutte le moderne comodità di un hotel, compresi magazzini e dispense, il Ruby, un vagone ristorante dove potevano essere accolte ventotto persone, con cucina, ghiacciaia e cantina per i vini, e The Kearsarge, usato come salotto e stanza da letto.
Il 23 novembre Aleksej Aleksandrovič venne ricevuto dal presidente Ulysses Simpson Grant, assieme alla moglie Julia ed alla figlia Nellie. La maggior parte dei membri del gabinetto erano presenti all'evento: Hamilton Fish (segretario di Stato), Columbus Delano (ministro degli Interni) con la moglie, Amos Tappan Akerman (procuratore generale) e consorte, George S. Boutwell (ministro del Tesoro), George Maxwell Robeson (ministro della Marina), il generale Frederick Tracy Dent (cognato del presidente e ministro della Guerra), John Creswell (direttore generale delle Poste statunitensi) ed infine i generali Horace Porter e Orville E. Babcock.
Il Granduca arrivò alle 13:00 in compagnia del ministro Katakazi, dell'ammiraglio Posyet e di altri membri del suo seguito. Il presidente degli Stati Uniti e i suoi collaboratori membri del Gabinetto lo ricevettero nella Blue Room dove vennero effettuate le presentazioni. Il presidente scortò quindi Aleksej nella Red Room dove incontrò le signore; il colloquio durò solo quindici minuti e poi il Granduca se ne andò. La visita a Washington fu però adombrata dal dispiacere di Grant causato dal rifiuto del governo russo di richiamare Konstantin Katacazi, ministro plenipotenziario della Russia negli Stati Uniti.
L'intera visita alla capitale durò solo un giorno; nessun intrattenimento formale venne organizzato a Washington in onore del Granduca, benché per tutte le altre visite di membri di famiglie reali alla Casa Bianca furono organizzate delle cene. Cene formali furono infatti date quando John Tyler aveva ricevuto Francesco d'Orléans, principe di Joinville, quando Abraham Lincoln aveva incontrato il principe Napoleone Giuseppe Bonaparte ed anche quando Grant aveva ricevuto Kamehameha V, re delle isole Sandwich. La sera della visita alla Casa Bianca Aleksej ed il suo staff cenarono a casa del ministro Katakazi assieme al generale Porter, unico ufficiale americano partecipante.
Alla sua partenza, venne chiesto al Granduca se avesse intenzione di fare ritorno a Washington ed egli espresse il desiderio di essere presente durante una sessione del Congresso; purtroppo la difficile situazione diplomatica causata dalla presenza del ministro russo impedì che questo potesse essere organizzato. Era stata inoltre prospettata la possibilità che durante la visita si stipulasse un trattato per un'alleanza militare tra Russia e Stati Uniti, ma questo non avvenne.
Il giorno seguente Aleksej Aleksandrovič salì sul suo treno e si diresse ad Annapolis dove visitò l'Accademia navale, per poi tornare a New York.
Costa orientale