Biografia Dopo aver frequentato il Liceo Militare «General San Martín», dove fu compagno di classe di Leopoldo Galtieri, Jorge Isaac Anaya e Raúl Alfonsín, entrò al Collegio Militare della Nazione come cadetto il 1° febbraio 1943. Alla fine del 1945, si diplomò come sottotenente del corpo di cavalleria. Nel 1954, all'età di capitano, completò il corso per ufficiali di Stato Maggiore presso la Scuola Superiore di Guerra e ricoprì l'incarico di capo dello Squadrone di Cavalleria del Collegio Militare. Nel 1958 fu vicecomandante del Reggimento dei Granatieri a Cavallo.
Nel giugno del 1972, con il grado di generale di brigata, fu nominato comandante ad interim della I Brigata di Cavalleria Corazzata e, due anni dopo, fu confermato al comando della stessa unità. Nell'agosto del 1974 fu nominato vicecomandante e capo di Stato Maggiore del I Corpo d'Armata.
Fu nominato capo della Polizia Federale Argentina il 30 gennaio 1975 dalla presidente María Estela Martínez de Perón. Un anno e quasi due mesi dopo, partecipò al rovesciamento della presidente. Il dittatore Jorge Rafael Videla lo nominò ministro dell'Interno. Dopo aver assunto la carica di ministro dell'Interno, Harguindeguy lasciò l'incarico di capo della Polizia Federale, che fu assunto dall'allora generale di brigata Cesáreo Cardozo il 31 marzo 1976.
Fu nel suo ruolo di ministro degli Interni uno dei massimi dirigenti del processo di repressione di ogni opposizione portato avanti sistematicamente con metodi brutali dal regime militare argentino. Sotto l'egida del Ministero dell’Interno operava la Polizia Federale, che gestiva i centri di detenzione clandestini noti come «El Club Atlético», il Garaje Azopardo, «El Olimpo» (presso la Divisione Automotori) e la Superintendenza di Sicurezza Federale. Inoltre, erano attive le delegazioni della forza di polizia in diverse città del Paese.
Assunse ad interim la guida del Ministero della Pianificazione a partire dal 6 novembre 1978, in seguito alle dimissioni di Laidlaw. Tale ministero sarebbe stato sciolto e sostituito da un segretariato il 14 dicembre dello stesso anno.
Quando Videla era in procinto di lasciare il potere, Harguindeguy aspirò a rimpiazzarlo condando sul sostegno della Marina argentina. Tuttavia, la scelta ricadde sul tenente generale Roberto Eduardo Viola.
Harguindeguy poté beneficiare, insieme ad altri militari legati alla dittatura, dell'amnistia del presidente Carlos Menem nel 1989.
Nel 2004 si rifiutò di testimoniare ad un processo su detenzioni illegali e omicidi legati all'Operazione Condor, venendo per questo posto agli arresti domiciliariLa Nación - Albano Harguindeguy: murió el ministro del Interiordel gobierno de Jorge Videla.
Morì il 29 ottobre 2012 all'età di 85 anni mentre era agli arresti domiciliari nella sua villa.
Note
Bibliografia
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Categoria:Guerra sporca Categoria:Anticomunisti argentini