Il Secolo d'oro (Gouden eeuw; /'xʌʊ̯dən e:w/ in olandese) è un periodo nella storia dei Paesi Bassi che corrisponde più o meno al XVII secolo, durante il quale il commercio, le scienze e le arti olandesi furono tra le più acclamate in Europa e nel mondo occidentale.
Origini Nel 1568 le Sette Province che avevano firmato il trattato dell'Unione di Utrecht diedero inizio a una ribellione contro Filippo II di Spagna che portò alla Guerra degli ottant'anni. Prima che i Paesi Bassi potessero essere riconquistati completamente, scoppiò la guerra tra Inghilterra e Spagna, che costrinse le truppe spagnole di Filippo II a interrompere la loro avanzata. Nel frattempo l'esercito di Filippo aveva però riconquistato le importanti città commerciali di Bruges e Gand. Anversa, a quell'epoca uno dei porti più importanti del mondo, cadde il 17 agosto 1585 e ciò significò la fine della Guerra degli Ottant'anni per quelli che da quel momento in poi furono i Paesi Bassi meridionali (che corrispondono più o meno al Belgio moderno). La Repubblica delle Sette Province Unite (gli attuali Paesi Bassi) continuò invece a combattere fino al 1648, quando la Pace di Vestfalia pose fine a decenni di combattimenti dopo che diverse sconfitte spagnole più recenti, come quella nella battaglia di Rocroi (1643), avevano decisamente ridimensionato le prospettive militari e strategiche del regno iberico. A conti fatti, al momento della pace del 1648 e del riconoscimento dell'indipendenza le Province Unite erano già diventate una grande potenza commerciale e coloniale e lo sarebbero rimasti per tutto il XVII secolo.Giuseppe Gagliano, L’età dell’oro della potenza olandese, Osservatorio Globalizzazione, 13 gennaio 2021
La perdita definitiva dei Paesi Bassi meridionali provocò la fuga dei ricchi mercanti calvinisti verso il nord. Molti fuggirono ad Amsterdam, che a quel tempo era un piccolo porto, ma nel XVII secolo si trasformò rapidamente in uno dei più importanti porti del mondo. L'esodo può essere descritto come la "creazione di una nuova Anversa". Questa immigrazione di massa dalle Fiandre e dal Brabante fu un'importante forza propulsiva del Secolo d'oro olandese.
Oltre all'immigrazione di massa dai Paesi Bassi meridionali, si verificò anche un altro massiccio flusso migratorio di perseguitati religiosi, in particolare gli ebrei sefarditi dal Portogallo e dalla Spagna e poi gli Ugonotti dalla Francia.
Anche altri fattori contribuirono a far fiorire il commercio, l'industria, le arti e le scienze in questo periodo. Una condizione necessaria di questo sviluppo fu la presenza di energia a basso costo, prodotta dai mulini a vento e con la torba, che poteva essere trasportata facilmente sui canali fino alle città. L'invenzione delle segherie permise la costruzione di una grande flotta di navi, necessaria per commerciare in tutto il mondo e per difendere con mezzi militari gli interessi commerciali della repubblica olandese.
Ricchezza
Per gran parte del XVII secolo gli olandesi, tradizionalmente abili marinai e cartografi, dominarono il commercio mondiale. Tale posizione prima era stata occupata dai portoghesi e dagli spagnoli e in seguito sarebbe stata occupata dall'Inghilterra (poi Regno Unito), dopo una lunga competizione culminata in varie Guerre anglo-olandesi (combattute principalmente sul mare). Tali guerre comunque non furono l'unica causa del declino olandese.
Nel 1602 fu fondata la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (in olandese: Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC), la prima multinazionale mai creata. Questa compagnia ottenne il monopolio olandese sul commercio asiatico e lo mantenne per due secoli. Diventò la più grande impresa commerciale del XVII secolo. Le spezie erano importate in gran quantità e portavano grandi profitti, a causa degli impegni e dei rischi assunti e di una domanda che sembrava insaziabile. Nel 1609 fu fondata la Borsa di Amsterdam, un secolo prima della sua omologa inglese.
A partire più o meno dal 1640, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) deteneva il monopolio del commercio con il Giappone, con il suo porto commerciale sull'isola di Dejima. Quest'isola si trova vicino a Nagasaki e misura solo metri quadrati. Fino al 1854, gli olandesi furono l'unica finestra del Giappone sul mondo occidentale. Le scienze e i prodotti occidentali furono introdotti nel Giappone e i contatti così stabiliti portarono al cosiddetto Rangaku o "Studi Olandesi". Gli olandesi furono strumentali alla trasmissione del sapere della rivoluzione industriale e scientifica che era in corso in Occidente. I giapponesi compravano e traducevano dall'olandese testi scientifici da cui ricavavano curiosità e prodotti occidentali (come gli orologi) e scoprirono varie innovazioni occidentali (come le dimostrazioni dei fenomeni elettrici e il volo di un pallone ad aria calda all'inizio del XIX secolo). Nei secoli XVII e XVIII gli olandesi erano la nazione europea più ricca economicamente e più avanzata scientificamente, il che la poneva in una posizione privilegiata nella trasmissione delle conoscenze occidentali al Giappone.
Gli olandesi dominavano anche il commercio tra i paesi europei. I Paesi Bassi erano situati in una posizione favorevole, all'incrocio delle rotte commerciali in direzione est-ovest e nord-sud e, attraverso il fiume Reno, erano collegati a un grande hinterland tedesco. I mercanti olandesi inviavano navi cariche di vino dalla Francia e dal Portogallo alla regione baltica e tornavano con grano destinato ai Paesi del Mediterraneo. Verso il 1680 una media di quasi mille navi olandesi entravano nel Mar Baltico ogni anno. I fratelli Trip, mercanti di armi, costruirono la Trippenhuis ad Amsterdam, oggi sede della Reale Accademia Olandese delle Arti e delle Scienze, un tipico esempio di architettura del XVII secolo.
Anche le industrie nazionali si espandevano. Cantieri navali e raffinerie di zucchero furono i primi esempi. Visto che veniva usata sempre più terra, in parte ottenuta trasformando i laghi in polder, crebbe moltissimo la produzione locale di grano, insieme al numero di fattorie-caseifici.
Solo una minima parte della ricchezza olandese derivava direttamente dal commercio degli schiavi, ciononostante esiste una stretta connessione tra tale commercio e il Secolo d'oro.P. C. Emmer, Chris Emery, The Dutch Slave Trade, 1500-1850, p. 3 (Google book) Nel 1619 gli olandesi cominciarono la tratta atlantica tra l'Africa e l'America, diventando verso il 1650 il principale stato europeo in questo commercio, una posizione poi assunta dalla Gran Bretagna intorno al 1700. Il porto della città di Amsterdam era la capitale europea della schiavitù, il che aiutava anche gli stati vicini a gestire il commercio degli schiavi (fino a navi negriere furono associate al porto).
Il fiorente commercio olandese produsse un'ampia, ricca classe mercantile. La nuova prosperità portò maggiore attenzione alla promozione delle arti visive, della letteratura e della scienza.
Coscienza nazionale L'esito della rivolta contro la Spagna, meglio conosciuta come la Guerra degli ottant'anni, combattuta per la libertà religiosa e l'indipendenza economica e politica, conclusasi con la totale indipendenza delle province settentrionali riformate (vedi anche Repubblica delle Sette Province Unite), quasi certamente diede una spinta alla formazione della coscienza nazionale. Questo processo era già in gran parte completato quando nel 1609 fu firmata una tregua provvisoria con la Spagna, che sarebbe durata dodici anni.
Struttura sociale
Nei Paesi Bassi nel XVII secolo lo stato sociale di una persona era determinato soprattutto dal suo reddito. Le classi sociali esistevano ma in un modo nuovo. L'aristocrazia, o nobiltà, aveva venduto la maggior parte dei suoi privilegi alle città, dove dominavano i mercanti e il loro denaro. Neanche il clero aveva grande influenza: la Chiesa cattolica era stata più o meno soppressa durante la Guerra degli ottant'anni con la Spagna. Il nuovo movimento protestante era diviso. La situazione era diversa nei paesi vicini, dove lo status sociale era ancora largamente determinato dalla nascita e sarebbe stato così fino alla Rivoluzione francese del 1789.
Ciò non significa che gli aristocratici non avessero uno stato sociale. Al contrario, significava piuttosto che i ricchi mercanti entrarono a far parte della nobiltà acquisendo proprietà immobiliari e comprando un blasone e un sigillo. Gli aristocratici si mescolavano con i membri delle altre classi per mantenersi come meglio potevano. Spesso sposavano le figlie dei ricchi mercanti, diventavano mercanti essi stessi o intraprendevano una carriera pubblica o militare per guadagnarsi da vivere. Anche i mercanti cominciarono a considerare le cariche pubbliche come uno strumento per ottenere maggiore potere economico e prestigio. Le università diventarono la porta per iniziare una carriera di funzionario pubblico. I ricchi mercanti e gli aristocratici mandavano i loro figli a fare il cosiddetto Grand Tour ("lungo viaggio") in Europa. Spesso accompagnati da un precettore privato, preferibilmente uno scienziato, questi giovani frequentavano le università di vari Paesi europei. Questo mescolarsi di patrizi e aristocratici fu un fenomeno particolarmente accentuato nella seconda parte del secolo.
Vicino agli aristocratici e ai patrizi c'era la ricca classe media, formata da ministri protestanti, avvocati, medici, piccoli commercianti e industriali e funzionari di grandi istituzioni statali. Uno status minore avevano piccoli negozianti, operai specializzati e artigiani, amministratori e agricoltori; in basso, infine, stavano operai, camerieri e servitori e altro personale di servizio.
Alla base della piramide c'erano i "poveri", quelli che Karl Marx in seguito avrebbe chiamato proletariato: contadini impoveriti, molti dei quali cercavano fortuna in città come mendicanti o come operai giornalieri. Va sottolineato che la gente che nei Paesi Bassi si ribellò contro Filippo II si dette il nome di "De Geuzen", che corrisponde alla parola francese "gueux" (pezzenti, mendicanti).
Poiché la ricchezza era importante per determinare lo status sociale, le divisioni tra le classi erano meno nette e la mobilità sociale era maggiore che altrove. Anche il calvinismo, che predica l'umiltà come virtù importante, tendeva a diminuire l'importanza delle differenze sociali. Queste tendenze si sono dimostrate particolarmente resistenti: la società olandese moderna, anche se più secolarizzata, è ancora considerata da molti molto egalitaria.
Religione
Il Calvinismo era il credo predominante nei Paesi Bassi. Ciò non significa che ci fosse l'unità, anzi è vero il contrario. All'inizio del secolo il paese fu spaccato da aspre controversie tra i rigidi calvinisti e i più permissivi protestanti, noti come Rimostranti. I Rimostranti negavano la predestinazione e sostenevano la libertà di coscienza, mentre i loro più dogmatici avversari (noti come Contro-rimostranti) ottennero un'importante vittoria al Sinodo di Dordrecht (1618-1619). In definitiva, i riformisti, anche se pochi, possono essere stati un antidoto all'intolleranza.
L'Umanesimo, di matrice cristiana, di Erasmo da Rotterdam (ca. 1466-1536) fu un importante sostenitore, aveva preso piede e determinò in parte quel clima di tolleranza.