Beccari fu un'eccelsa personalità del '700 bolognese e del mondo scientifico di quel tempo: egli fu un cittadino esemplare e un illustre Lettore dello Studio Bolognese, tanto da essere insignito di onori in Patria e all'estero.
Per le sue osservazioni sui foraminifera è considerato come uno dei precursori della microbiologia.
Biografia Jacopo Bartolomeo Beccari, figlio di Romeo Beccari e Flaminia Vittoria Maccarini, nacque il 25 luglio 1682 a Bologna nella Parrocchia di San Biagio. Il padre era speziale e sua madre, educata da collegiale al Baraccano, modesto ricovero di ragazze non ricche, si occupava delle faccende domestiche e dell'educazione dei figli.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 7. La famiglia Beccari non era di agiate condizioni, ma poté permettere una buona educazione ai quattro figli: Antonio Gaetano, primogenito, si fece monaco benedettino; Anna Caterina, seconda genita, andò in sposa a Giovanni Andrea Zannoni, agiata persona; di Giuseppe Carlo, quartogenito, non si ha nessuna notizia importante.
Nella Biblioteca dell'Università di Bologna si trova un albero genealogico di una famiglia Beccari di nobili origini, ma Jacopo Bartolomeo Beccari non provenne da quel ceppo, poiché è dimostrato che il bisnonno, Francesco Andrea, andò ad abitare a Bologna dalla borgata di Castel San Pietro Terme, a venti chilometri circa dalla città. È probabile quindi che quando Beccari acquistò grande fama a seguito delle sue scoperte, qualche ammiratore abbia voluto nobilitarlo anche nelle origini.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 8.
Jacopo sin da piccolo si distinse per la volontà di apprendere e per la vivacità d'ingegno, tanto da poter accedere giovanissimo alle scuole medie sotto l'insegnamento dei Padri Gesuiti. A quindici anni intraprese lo studio della Filosofia sotto la guida del canonico Giovan Battista Trionfetti e pochi anni dopo si dedicò allo studio della Medicina alla scuola di Jacopo Sandri, uno dei più stimati allievi di Marcello Malpighi.Crespi-Gaudiano, Iacopo Bartolomeo Beccari.
Nel 1704 prese la laurea in Filosofia e Medicina all'Università di Bologna, dimostrando una buona disposizione alla carriera scientifica.
Nel 1718, a 36 anni, ebbe una violenta e grave malattia che interruppe per ben otto mesi il suo insegnamento. Nel 1730 e nel 1743 venne colpito da altre malattie più o meno gravi, ma grazie alla sua forza fisica ed alla sua grande energia psichica ed intellettuale, riuscì a sopravvivere.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 12. Non si sa se per le sue malferme condizioni di salute o per il lavoro intellettuale, Beccari rimase scapolo.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 13.
Il 13 gennaio 1766 ebbe un malore mentre teneva una lezione privata: fu prontamente soccorso, ma ogni cura fu vana e nella notte fra il 18 e il 19 gennaio morì.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 21. Fu poi sepolto nella Chiesa del Baraccano.
L'8 dicembre 2017 a Sansepolcro è stato inaugurato un monumento in onore di Jacopo Beccari nella piazza già intitolata al suo nome, nel quartiere Villaggio Buitonihttp://www.prolocosansepolcro.it/monumento-a-iacopo-bartolomeo-beccari/.
Attività accademiche
Professore "diplomatico"
Laureato, non si diede all'esercizio pratico della medicina, ma si dedicò ad esperimenti e ricerche scientifiche, seguendo le autopsie che Giovanni Battista Morgagni faceva all'Ospedale di Santa Maria della Morte, in Bologna.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 9. Grazie alla sua vasta cultura gli fu affidato l'insegnamento nel 1706 della Medicina e nel 1711 fu nominato Professore di Fisica sperimentale. Nel 1734 dalla Fisica passò all'insegnamento della Chimica.
Beccari non era un abile oratore, era anzi affetto da una lieve balbuzie, che suo cugino Scarselli giustificava come una pausa per perfezionare “il collocamento e la scelta delle parole”.
Egli difendeva sempre gli studenti, l'Università e la cultura che essa rappresentava, criticando anche la condotta politica delle Autorità locali:
Beccari si sentiva inattaccabile perché forte dell'affetto degli studenti e benvoluto dal Pontefice Benedetto XIV che aveva anche progettato di averlo come suo Medico a Roma, riconoscendo però che il suo allontanamento da Bologna sarebbe stato una grave perdita per l'Università.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 11.
Naturalista, fisico, chimico
I primi documenti della sua attività scientifica sono rappresentati da un gruppo di autografi donati nel 1857 dal Professor Michele Medici, fisiologo dell'Università di Bologna, all'Accademia delle Scienze. Sono raccolti sotto il titolo di “Dissertazioni” delle quali la prima risale al 1703.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 23. Esse rappresentano lo studio delle cause che possono determinare l'infiammarsi di sostanze racchiuse in recipienti a perfetta tenuta. Egli affermava che nelle sostanze in questione debbano esistere parti sulfuree che reagendo producono calore con il conseguente sviluppo di una fiamma.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 25.
Beccari trattò anche il fenomeno elettrofisico dell'ambra e di altre sostanze affini per effetto dello strofinamento nella sua dissertazione "Phylosophicae meditationes de Succino et de rei ipsius aliorumque similium corporum attractionem". Si occupò di botanica ed in particolare si dedicò allo studio di tessuti vegetali contenenti piccoli orifizi dai quali fuoriuscivano piccole gocce derivanti da ghiandole interne. Nel 1706 scrisse una relazione sulle emanazioni sulfuree che uscendo da crepacci si infiammano.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 26.
Egli si dedicò inoltre allo studio dei minerali e della fosforescenza dei corpi, facendo esperimenti su esseri viventi e non, riportando i suoi risultati nella comunicazione intitolata “De luce dactylorum”: in base a numerose osservazioni, effettuate con l'aiuto di un rudimentale apparecchio da lui costruito, formulò una classificazione dei corpi luminescenti in due grandi categorie, secondo che possano emettere luce spontaneamente o in seguito a eccitazione. Distinse quelli spontanei in corpi che emettono luce innata, come lucciole o datteri di mare, e corpi che emettono luce avventizia, come alcune sostanze organiche putrefatte; e quelli per eccitazione, a seconda che possano essere eccitati dall'attrito, dal calore, dall'aria o dalla luce, come diamanti e molti minerali, eccetto i metalli. Il 19 ottobre 1726 alle ore 18, Beccari descrisse l'aurora boreale apparsa in Italia, alla quale ricollegò anche gli studi sulla fosforescenza.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 31.
Tali studi, documentano la versatilità del suo ingegno e rappresentano un valido contributo al progresso delle scienze ed alla crescita degli Istituti di cui faceva parte. Anche il celebre Professore di Chimica Francesco Selmi nel suo “Compendio storico della Chimica” esaltò il sapere e l'abilità sperimentale di Beccari, dichiarando:
Igienista, fisiologo, medico Fin dal 1706 Beccari dimostrò la sua preparazione nel campo dell'Igiene grazie ad una dissertazione intitolata “De aquis putealibus”. Egli volle rendersi conto degli elementi che facevano parte della composizione dell'acqua inquinata dei pozzi bolognesi.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 37.
Condusse inoltre analisi di altri liquidi, raccogliendo l'invito del celebre Antonio Maria Valsalva sull'analisi dei brodi medicinali: Beccari, grazie alle sperimentazioni condotte, arrivò alla conclusione che il migliore per proprietà curative fosse il brodo di vipera. Altre analisi riguardarono l'acqua di Recoaro, riportate nello scritto “De medicatis Recorbarii aquis”: essa risultò avere una “natura elastica” dovuta ad “uno spirito o fluido che scaturendo dalla terra essa trascina in parte disciolto in parte connesso ad altri elementi ferruginosi”.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 38.
Nel 1739 i Reggitori dello Stato di Lucca proposero a Beccari un nuovo argomento di carattere igienico. I quesiti propostigli furono due: i Reggitori si chiedevano se il taglio della Macchia (alberi ed arbusti tipici dell'ambiente mediterraneo) poteva in qualche modo contribuire alla salubrità dell'aria di Viareggio, contaminata da vaste paludi, e se poteva inoltre nuocere all'aria di Lucca.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 39. Relativamente al primo Beccari suggerì l'abbattimento della Macchia di Viareggio:
Per quanto riguarda il secondo quesito, Beccari, considerata la distanza tra Viareggio e Lucca, concluse che le esalazioni provenienti dai terreni paludosi non potevano arrivare fino a Lucca.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 40.
Contrariamente alla volontà del Beccari, espressa nel suo testamento olografo, i suoi consulti medici furono, dopo la sua morte, raccolti da amici e ammiratori e affidati a Galli Bibbiena, principale depositario per la pubblicazione, non solo a titolo di omaggio, ma soprattutto “a profitto e soddisfacimento degli studiosi e dei pratici”.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 43. Fra il 1776 e il 1781 uscì dalla stamperia di San Tommaso d'Aquino in Bologna la raccolta dei Consulti del Medico Dottor Giacomo Bartolomeo Beccari in tre volumi. In essi si rileva l'accuratezza nel conoscere la natura della malattia, che rappresenta una delle analisi più importanti, e di determinarne la sede, altro canone fondamentale della diagnostica clinica.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 45.
Egli dimostrò una grande abilità a proposito della sintomatologia del dolore, nel distinguere quelle manifestazioni che rappresentavano la guida alla determinazione e alla localizzazione della malattia.
L'uomo del glutine Dove però Beccari dimostrò il suo ingegno fu nell'analisi di alcuni alimenti, quali frumento e latte. La celebre scoperta del glutine nella farina del grano fu un'eccezionale trovata raggiunta con mezzi modesti, ma con una perspicacia degna di un grande intelletto.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 41.
Sperimentando, egli lasciò cadere un po' di farina di frumento nell'acqua e constatò che una parte di essa si suddivideva in pulviscoli che la opacizzavano, ed una parte precipitava rimanendo sul fondo. Sottoponendo a prolungato calore le due sostanze, le differenziò in vegetale (amido, che fermentava) e in animale (glutine, che putrefaceva). Per mezzo poi di una distillazione ottenne un liquido alcalino di natura animale, ed un liquido acido dalla polvere vegetale. Fece inoltre una comparazione con un prodotto animale, il latte, scoprendo un prodotto simile al glutine cerealico, dimostrando l'identica natura di glutine e caseina.Pini, Jacopo Bartolomeo Beccari, 1940, p. 42.
Il valore della scoperta del glutine, comunicata all'Accademia bolognese nel 1745 e pubblicata nel 1728 nella relazione "De frumento", e la sua attribuzione a Beccari, furono riconosciuti da eminenti studiosi italiani e stranieri, tra cui Pierre-Joseph Macquer, Antoine Parmentier, Johann Friedrich Gmelin, Thomas Burr Osborne.
Meteorologo Beccari si occupò anche di meteorologia, cominciando una delle più longeve serie meteorologiche al mondo. A partire dal 1715, Beccari prese regolarmente tre volte al giorno misure di pressione e temperatura, facendosi aiutare da Domenico Gusmano Galeazzi e Eustachio Zanotti. Le misure venivano fatte sia all'Accademia delle Scienze che a casa sua. Oltre alle misure strumentali, Beccari annotò giornalmente lo stato del cielo e descrisse particolari fenomeni meteorologici che vedeva o di cui aveva notizia..
Nel corso degli anni Beccari sperimentò ed usò diversi tipi di strumento: due barometri e sei termometri, fra cui due ad aria costruiti da Vittorio Stancari. Seguendo l'invito di James Jurin, Beccari aderì alla rete meteorologica della Royal Society, e nel 1723 cominciò anche a misurare la pioggia..