Biografia Chicão soffriva di problemi al nervo sciatico, ma giocava comunque con grande impegno e dispendio di energie. Soffriva anche di problemi allo stomaco che una volta lo fecero vomitare in campo — ma anche in quell'occasione continuò a giocare."Eternamente raça", Lance!, 9/10/2008, pag. 6

Chicão morì l'8 ottobre 2008, a 59 anni, vittima di un cancro all'esofago. Il presidente del San Paolo, Juvenal Juvêncio, indisse il lutto ufficiale per il club, la cui squadra scese in campo contro il Náutico, in una partita del Campeonato Brasileiro Série A 2008, con fasce nere al braccio."O adeus do xerifão", Revista Oficial São Paulo FC num. 15, novembre 2008, Panini Magazines, pag. 55

Caratteristiche tecniche Chicão era un centrocampista difensivo che si distingueva più per il suo senso della posizione che per la sua tecnica. Era inoltre considerato un giocatore ruvido e, talvolta, anche violento,Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 380 ma fu anche soprannominato "il miglior esempio di grinta e amore per la maglia che il San Paolo abbia mai avuto in tutta la sua storia."O último valentão", Luís Augusto Símon, Jornal da Tarde, 15/11/2004, Edição de Esportes, pag. 19 Si diceva che, "per lui, chiunque mettesse in pericolo le vittorie del San Paolo era passibile di una punizione"."Três gerações de vitoriosos", Placar num. 1065, novembre 1991, Editora Abril, pag. 33

Carriera Club Da giovane, lavorava in una fabbrica di Piracicaba come apprendista meccanico, attività che però non gli piaceva."Ídolos", Placar, serie "As Maiores Torcidas do Brasil": São Paulo, Editora Abril, 1985, pag. 28 Preferiva giocare a calcio insieme ai Filhos de Funcionários,"Um doce bárbaro", José Maria de Aquino, Placar num. 381, 12/8/1977, Editora Abril, pag. 21 club dilettantistico della sua città, ed entrò nelle giovanili del XV de Piracicaba, nel quale vinse il titolo giovanile. Grazie al tecnico Cilinho, allenatore della prima squadra, entrò a far parte nel 1968 della squadra titolare.

Proprio nel 1968, fu mandato in prestito all'União Agrícola Barbarense (l'attuale União Barbarense Futebol Clube) di Santa Bárbara d'Oeste, e diventò il miglior giocatore della squadra.Conrado Giacomini, São Paulo — Dentre os Grandes, És o Primeiro, Ediouro, 2005, pag. 155 Trasferitosi al São Bento di Sorocaba, e successivamente alla Ponte Preta, dove giocò nuovamente con Cilinho allenatore, si distinse per la sua abilità. Nel 1973, fu acquistato dal San Paolo, che avrebbe poi difeso per sette anni, diventando uno dei più grandi idoli della storia del club.

L'anno seguente del suo arrivo al San Paolo, Chicão giocò la Copa Libertadores, terminando al sesto posto. La sconfitta in finale per 1 a 0 con l'Independiente, squadra argentina, venne definita dallo stesso giocatore la "più grande delusione" della sua vita. Il suo stile di gioco, sempre proteso verso la vittoria lo fece diventare un idolo dei tifosi. Nel 1976, prima di una partita contro il Palmeiras, fu ammonito prima ancora che la partita cominciasse.

Nel Campeonato Paulista 1975 vinse il suo primo titolo con la maglia del San Paolo — e anche della sua carriera — vincendo il titolo statale. L'anno seguente, fu convocato per la prima volta con la Nazionale di calcio del Brasile per alcune amichevoli. Si distinse particolarmente nella vittoria per 2 a 1 sull', e mantenne il posto da titolare per le quattro partite successive, prima di rompersi i legamenti del ginocchio al minuto 23 del secondo tempo della partita contro l' il 19 maggio.Ivan Soter, André Fontenelle, Mario Levi Schwartz, Dennis Woods e Valmir Storti, Todos os Jogos do Brasil, Editora Abril, 2006, pag. 303 Tornò sui campi il 13 giugno, in San Paolo - América de São José do Rio Preto.Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 183

Il suo maggior successo fu la conquista del III Copa Brasil, nella finale contro l'Atlético Mineiro. In quella partita Chicão fu eletto migliore in campo."No fim do abecedário", Veja num. 497, 15/3/1978, Editora Abril, pag. 80 Fu anche accusato di aver deliberatamente infortunato Ângelo. A partire da quell'episodio, fu inviso alla tifoseria dell'Atlético Mineiro."A revolta de Minas contra o São Paulo", Jornal da Tarde, 8/3/1978, pag. 20

Chicão rimase al San Paolo fino al termine del 1979, con 312 partite e 19 gol all'attivo. Si trasferì quindi Atlético-MG, dove ebbe difficoltà ad essere accettato dai tifosi, a causa del fatto in finale di campionato Brasileiro del 1977, ma successivamente si fece benvolere dalla Torcida del club di Belo Horizonte giocando a fianco di Ângelo."Os bravos também choram", Placar num. 1089, novembre 1993, Editora Abril, pag. 18

Il 10 settembre 1981, il Santos annunciò di avere acquistato Chicão e Palhinha dall'Atlético, per 26,5 milioni di cruzeiros."Os vingadores", Fábio Sormani, Placar num. 592, 18/9/1981, Editora Abril, pag. 24

Negli anni seguenti, giocò anche per il Corinthians di Presidente Prudente, nel Botafogo de Ribeirão Preto e nel Mogi Mirim, club in cui si ritirò nel 1986, a 37 anni"Festa do interior", Ari Borges e Betise Assumpção, Placar número 814, 27/12/1985, Editora Abril, pág. 43

Nazionale Nel 1978 fu convocato per il , tenutosi in Argentina, nel quale in Brasile si piazzò al terzo posto. L'allenatore Cláudio Coutinho aveva bisogno di un giocatore che sapesse contrastare gli avversari durante le partite più dure. Coutinho aveva assistito a San Paolo - Ponte Preta, del 1º febbraio, quando Chicão fu nominato migliore in campo, e disse che il giocatore era "fatto di puro agonismo"."Chicão — Ele já não se preocupa com exibições. Se quiserem garra na Seleção...", Jornal da Tarde, 23/2/1978, pag. 21 "Giocai quindi metà tempo contro il e un'altra mezza frazione di gioco contro l'. Giocai anche contro l' al posto di Toninho Cerezo, perché l'allenatore Coutinho aveva bisogno di maggior vigore", disse il giocatore stesso alla Gazeta Esportiva nel 2003.

Fu in questa occasione che Chicão giocò la sua partita più famosa con la Nazionale — e la sua unica in Coppa del Mondo. Coutinho chiese al centrocampista di imporre il suo gioco senza essere però espulso. Si mise in marcatura su Mario Kempes fin dall'inizio e l'attaccante argentino ne risentì.Enciclopédia do Futebol Brasileiro Lance, Areté Editorial, 2001, pag. 48 All'inizio del secondo tempo, fu ammonito per un fallo sullo stesso Kempes.Ivan Soter, André Fontenelle, Mario Levi Schwartz, Dennis Woods e Valmir Storti, Todos os Jogos do Brasil, Editora Abril, 2006, pag. 327 "L'immagine che rimase fu quella dell'implacabile Chicão che letteralmente camminava sopra Ardiles", scrisse la rivista Placar un anno dopo."Guerra é guerra", Maurício Cardoso, Placar número 496, 26/10/1979, Editora Abril, pág. 20 Si guadagnò così dagli argentini il soprannome di "Matador"."Festa do interior", Ari Borges e Betise Assumpção, Placar num. 814, 27/12/1985, Editora Abril, pag. 44

In tutto, vestì la maglia del Brasile in nove partite ufficiali e in due non ufficiali, con 7 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta, senza reti all'attivo. La sua prima partita ufficiale fu il 25 febbraio 1976, contro l'Uruguay, e l'ultima fu contro il il 24 ottobre 1979, partita valevole per la Copa América (terminata con una sconfitta per 2 a 1)."A história em seus pés", Placar num. 1094, maggio 1994, Editora Abril, pag. 77

Allenatore Una volta ritiratosi, iniziò la carriera da tecnico, allenando prima il XV de Piracicaba e successivamente l'Independente di Limeira. Nel 2001José Jorge Farah Neto e Rodolfo Kussarev Jr., Almanaque do Futebol Paulista 2002, Editora Aboladabola, 2002, pag. 221 allenò il Clube Atlético Montenegro di Paranapanema, conducendolo alla promozione dalla Série B3 alla Série B2 del Campeonato Paulista.

Palmarès Giocatore Competizioni statali

San Paolo: 1975

Atlético-MG: 1980

Competizioni nazionali

San Paolo: 1977

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Calciatori della nazionale brasiliana