I fratelli Marx al college (Horse Feathers), conosciuto anche come Piume di cavallo, è una commedia statunitense del 1932 diretta da Norman Z. McLeod con i fratelli Marx. Nel 2000 l'AFI lo ha inserito al sessantacinquesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.

Trama

Il professor Wagstaff, da poco nominato rettore dell'università di Huxley, si lascia convincere dal figlio ad ingaggiare due giocatori di football professionisti per risollevare le sorti della sfortunata squadra studentesca. A causa di un equivoco il professore assume l'accalappiacani Pinky e il barista Bavarelli, e ora vorrebbe rimediare all'errore convincendoli a rapire i due veri giocatori; nel frattempo suo figlio amoreggia con la vedova del college, la quale però intende passare i segnali di gioco dell'Huxley alla squadra avversaria. Alla fine, il professor Wagstaff, Pinky e Bavarelli prenderanno parte alla partita di football trasformandola in una sarabanda di imbrogli grotteschi.

Produzione Le caricature dei quattro fratelli che appaiono brevemente durante i titoli di coda sono tratte da un poster promozionale del loro film precedente, Monkey Business - Quattro folli in alto mare.

L'infortunio di Chico La produzione del film subì un arresto quando Chico rimase gravemente ferito in un incidente d'auto, riportando una frattura al ginocchio e diverse costole rotte.Marx Brothers Marathon, tcm.com. Ciò ritardò la lavorazione di oltre due mesi e limitò la partecipazione di Chico alle riprese.

Di conseguenza, il film venne girato in modo che Chico fosse seduto nella maggior parte delle scene nelle quali compariva. Si rese necessario utilizzare una controfigura in alcune scene di football americano, in particolare nella scena in cui i quattro fratelli Marx inseguono un carro della spazzatura trainato da cavalli, ci salgono a bordo e si dirigono nella direzione opposta; la controfigura di Chico è più alta degli altri fratelli di diversi centimetri.

Scene mancanti

Diverse sequenze furono tagliate dal film, tra cui un finale esteso della scena dell'appartamento, scene aggiuntive con Pinky nei panni di un accalappiacani e una sequenza nella quale i fratelli Marx giocano a poker mentre il college brucia. Una descrizione di quest'ultima scena esiste ancora in un pressbook dell'anno di uscita del film, insieme a una fotografia. Il 15 agosto 1932 la rivista Time recensendo il film descrisse una scena ambientata nel locale clandestino, dove Harpo viene descritto con la frase: "Lancia pompelmi contro le bottiglie sul bancone". Anche questa sequenza manca nella versione del film disponibile.

Analisi Il film è una satira sul mondo accademico e sportivo. Groucho Marx interpreta il ruolo del professor Quincy Adams Wagstaff, preside dello sfortunato Huxley College, "l'unica università la cui squadra non ha mai vinto un campionato di football dal 1888". Nella prima scena, abbigliato con toga e tocco, si rivolge al corpo insegnanti, dimostrando totale disprezzo per le regole della vita accademica:

Egli canta inoltre una canzone il cui ritornello

significa: "Di qualsiasi cosa si tratti, io sono contro".

Lo spirito anarchicho dei Fratelli Marx, innocuo solo in apparenzaDizionario dei Film 1996, a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi, Milano, 1996., è ben rappresentato anche nella scena della lezione accademica e in quella dove si vede la reazione di Harpo davanti a uno scaffale pieno di libri.

Grazie a I fratelli Marx al college, il 13 agosto 1932 i fratelli Marx conquistarono la copertina di Time, un evento che segnava la misura del loro successo nazionale.

Accoglienza critica

Mordaunt Hall del The New York Times scrisse che il film ""suscitava risate fragorose tra coloro che affollavano il teatro" la sera della prima. "Alcune delle gag sono persino più riprovevoli delle azioni di questi pagliacci nei film precedenti", scrisse Hall, "ma non si può negare che le loro buffonate e le loro battute siano supportate da originalità e arguzia pronta". "Tante risate, un intrattenimento fantastico", scrisse Variety, mentre Film Daily riportò: "Pieno di risate che faranno scatenare chiunque". John Mosher del The New Yorker definì il film "un'opera piuttosto leggera e banale rispetto alle altre opere dei Marx", ma riconobbe comunque che i Marx sono "davvero speciali; non c'è nessun altro come Groucho o Harpo sul palco o sullo schermo, e probabilmente non ci sarà mai. Il senso dell'umorismo che suscitano è ormai così familiare che la sola idea della loro presenza fa scaturire le risate".

Note

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