Il suo pensiero economico, di impostazione radicalmente liberista, costituisce una critica della teoria classica ricardiana e un’anticipazione di tematiche del marginalismo.
Nel 1867 divenne Ministro delle finanze del Regno. Dopo molte legislature passate da Deputato fu nominato Senatore dalla XIV legislatura.
Nel 1868 si trasferì a Venezia, essendo stato nominato direttore della Scuola superiore di Commercio, e vi morì nel 1900. Nel 1906 la salma fu traslata, a spese dello Stato, nella chiesa di San Domenico di Palermo e sepolta accanto a quelle di Emerico Amari, Ruggero Settimo e Francesco Crispi.
Nel 1840 aveva sposato Maria (detta Marietta) Bracco Amari, da cui ebbe due figli e quattro figlie.
Opere
Onorificenze
Note
Bibliografia Riccardo Faucci, «FERRARA, Francesco» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 46, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996. Riccardo Faucci, Un economista scomodo. Vita di Francesco Ferrara, Palermo, Sellerio editore, 1995
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