Il Jesus Seminar, attivo negli anni Ottanta e Novanta, era formato da un gruppo di 150-200 studiosiPaul Mattei, Il Cristianesimo antico. Da Gesù a Costantino, p.71. Il Mulino, Bologna, 2012. ISBN 978-88-15-23762-0. e laici con differenti titoli di studio esperti nell'ambito degli studi biblici, della scienza delle religioni o in campi collegati e altri autori di pubblicazioni di rilievo nell'ambito della religione.Il seminario fu fondato nel 1985 da Robert Funk e John Dominic Crossan, con la collaborazione del Westar InstituteCraig Blomberg, Making Sense of the New Testament, p.19, 2004. ISBN 0-8010-2747-0..

Tra i gruppi maggiormente attivi nell'ambito della critica biblica, il Jesus Seminar adotta votazioni con palline colorate per decidere la visione collettiva sulla storicità di Gesù, in particolare riguardo a ciò che può o non può aver detto e fatto in quanto figura storica.The Jesus Seminar: Select Your Own Jesus;Paige Patterson, 21st Century Alchemy? Il seminario ha anche lo scopo di rendere popolare la ricerca del Gesù storico; il pubblico è invitato a partecipare ai due incontri annuali. Il Jesus Seminar ha prodotto nuove traduzioni del Nuovo Testamento e dei Vangeli apocrifi da utilizzare come fonti testuali.Robert J. Miller (ed.), The Complete Gospels: Annotated Scholars Version, Sonoma (CA), Polebridge Press, 1991. I risultati del seminario sono stati pubblicati in tre rapporti, The Five Gospels (1993),The Five Gospels: The Search for the Authentic Words of Jesus (1993) Polebridge Press (Macmillan). ISBN 0-02-541949-8. The Acts of Jesus (1998),The Acts of Jesus: The Search for the Authentic Deeds of Jesus (1998), Harper SanFrancisco, ISBN 0-06-062979-7 and The Gospel of Jesus (1999).The Gospel of Jesus: According to the Jesus Seminar (1999), Polebridge Press (Macmillan), ISBN 0-944344-74-7 Il gruppo tiene anche diverse lezioni in varie città statunitensi.

La ricostruzione del Gesù storico fatta dal Jesus Seminar, lo presenta come un saggio ebreo ellenistico itinerante che non morì in remissione dei peccati né risorse dai morti, ma predicò un "vangelo sociale" per parabole e aforismi. Da iconoclasta, Gesù ruppe con i dogmi teologici consolidati e con le convenzioni sociali della società giudaica sia attraverso i suoi insegnamenti che attraverso le sue azioni, spesso rovesciando il senso comune e confondendo le attese dei suoi ascoltatori: predicò di un "regno imperiale dei Cieli" (tradizionalmente tradotto come "Regno dei Cieli") affermando che fosse già venuto ma non fosse stato visto; raffigurò Dio come un padre amoroso; fraternizzò con i perdenti della società, criticando i ricchi e i potenti.

Il seminario considera i vangeli come artefatti storici, rappresentanti non solo le vere parole e azioni di Gesù, ma anche le elaborazioni e invenzioni delle prime comunità cristiane e degli autori dei vangeli, richiedendo l'onere della prova a chi sostiene la storicità di un certo brano. Non tenendo in considerazione vincoli di canonicità, i membri del seminario sostengono che il Vangelo di Tommaso potrebbe contenere più materiale originale del Vangelo secondo Giovanni.Wright, Nicholas Thomas, Five Gospels but no Gospel , 1999, p.5

Sebbene l'analisi dei vangeli come creazioni umane e quindi fallibili sia un normale standard storico-criticoIl metodo storico-critico «studia il testo biblico nello stesso modo in cui studierebbe qualunque altro testo antico e lo commenta come una espressione del ragionamento umano». Interpretation of the Bible, la premessa del seminario che Gesù non sostenne alcuna visione del mondo apocalittica è controversa. Invece di fargli rivelare una escatologia apocalittica che insegnasse ai suoi discepoli a prepararsi per l'arrivo del "Regno dei Cieli", i membri del seminario sostengono che le parole di Gesù autentiche indicano che egli predicò una escatologia sapienziale, che incoraggiava tutti i figli di Dio a fare tikkun olam, a "riparare il mondo".Paula Fredriksen. Brano da From Jesus to Christ: The Origins of the New Testament Images of Jesus, Yale University Press, 1988. In particolare si veda la seconda nota per una breve panoramica degli studiosi che sostengono il punto di vista apocalittico, tra cui Bart Ehrman e John Meier.

Uso dei metodi storici

I membri del seminario cercano di ricostruire la vita del Gesù storico, chiedendosi chi fosse, cosa avesse fatto, cosa avesse detto e cosa significassero le sue parole. In questo utilizzano una serie di strumenti: la loro ricostruzione è infatti basata sull'antropologia sociale e sull'analisi storica e testuale. La caratteristica centrale del loro approccio è costituita dal rifiuto dell'escatologia apocalittica. Utilizzano studi antropologici multi-culturali per impostare lo sfondo generale, scendono nel dettaglio della storia e della società della Palestina del I secolo, usano l'analisi testuale (oltre ad altra antropologia e storia) per concentrarsi su Gesù stesso. Le loro fonti sono una combinazione di fonti primarie, fonti secondarie e prove archeologiche; la loro metodologia, sviluppata da un gruppo di studiosi e spiegata in The Five Gospels ("I cinque vangeli", i quattro vangeli canonici più il Vangelo di Tommaso), consiste nel collezionare le testimonianze di tradizioni su Gesù dei primi quattro secoli e filtrarle con criteri come quello dell'attestazione multipla, dell'autorevolezza e dell'oralità.

The Five Gospels elenca sette basi per lo studio critico moderno di Gesù; si tratta di "pilastri" che sono stati sviluppati sin dalla fine del Settecento: distinzione tra il Gesù storico e il Cristo della fede (cfr. Hermann Samuel Reimarus, David Strauss); riconoscimento del fatto che i vangeli sinottici sono più accurati storicamente del Vangelo secondo Giovanni (tradizione tedesca dell'Ottocento, cfr. Critica storica); riconoscimento della priorità marciana su Matteo e Luca (prima del Novecento); identificazione della fonte Q (prima del Novecento); rifiuto del Gesù escatologico e/o apocalittico (anni settanta e ottanta); distinzione tra la cultura orale e quella scritta; ribaltamento dell'onere della prova da coloro che considerano il contenuto del vangelo a-storico a coloro che lo considerano storico.

Sebbene alcuni di questi "pilastri" siano condivisi, alcuni studiosi del Gesù storico seguono Albert SchweitzerAlbert Schweitzer, The Quest of the Historical Jesus (1906), Augsburg Fortress Publishers, 2001, ISBN 0-8006-3288-5. nel considerarlo apocalittico; secondo The Five Gospels, la teoria non-apocalittica ha guadagnato terreno negli anni '70 e '80, quando la ricerca su Gesù si è trasferita dagli ambienti religiosi nel mondo secolare delle università. Marcus Borg afferma che «il vecchio consenso sul fatto che Gesù fu un profeta escatologico che proclamò l'imminente fine del mondo è scomparso» e identifica due ragioni per questo: sin dagli anni '60, i riferimenti evangelici sull'arrivo del Figlio dell'uomo sono stati talvolta visti come inserimenti della comunità delle origini del cristianesimo; inoltre, molti studiosi sono giunti a vedere nel Regno dei Cieli di Gesù una realtà presente, una escatologia realizzata, più che una imminente fine del mondo. Gli elementi apocalittici attribuiti a Gesù, secondo The Five Gospels, provengono da Giovanni Battista e dalle prime comunità cristiane.The Five Gospels, p. 4.

Traduzioni Il Jesus Seminar ha iniziato la traduzione dei vangeli in inglese americano moderno, producendo la "Scholar Version", contenuta in The Five Gospels. Questa traduzione fa uso di colloquialismi correnti e formulazioni contemporanee per fornire un senso moderno agli stili degli autori, piuttosto che usare le loro stesse parole; lo scopo è quello di far "sentire" al lettore il messaggio in modo simile a come l'avrebbe sentito un ascoltatore del primo secolo.

I traduttori hanno evitato le traduzioni arcaiche o letterali di altre edizioni, o loro aggiornamenti superficiali; ad esempio, hanno tradotto con "damn you" quello che normalmente era tradotto con "woe to you", perché la prima formulazione è quella che normalmente una persona direbbe oggi.

Gli autori di The Five Gospels affermano inoltre che altre traduzioni hanno tentato di unificare il linguaggio dei vangeli, mentre i loro sforzi sono andati nella direzione di preservare lo stile peculiare di ciascun autore.

Risultati e pubblicazioni Il Jesus Seminar ha deciso di adottare il sistema delle votazioni per determinare il consenso all'interno del gruppo, come già prima era stato fatto per i gruppi che hanno prodotto la Bibbia di re Giacomo (King James Version, KJV), la Revised Standard Version e il Novum Testamentum Graece.

I membri utilizzano un sistema di voto basato su biglie colorate, per votare sull'autenticità di circa 500 affermazioni ed eventi. Il colore della biglia indica quanto il membro del Seminar sia sicuro che il detto o l'atto siano o non siano autentici: biglia rossa: il votante ritiene che Gesù abbia detto le parole riportate o che la sua formulazione sia stata molto simile (3 punti); biglia rosa: il votante ritiene che Gesù abbia probabilmente detto qualcosa di simile alle parole riportate (2 punti); biglia grigia: il votante ritiene che Gesù non abbia detto le parole riportate, ma che esse rappresentino il suo pensiero (1 punto); biglia nera: il votante ritiene che Gesù non abbia detto le parole riportate e che esse rappresentino una tradizione differente (0 punti).

Il consenso viene determinato come media pesata dei voti, invece che per maggioranza semplice; in questo modo tutte le opinioni sono prese in considerazione per la decisione finale. The Five Gospels riporta il risultato del voto (rosso, rosa, grigio o nero), il numero di votazioni necessarie per raggiungere la decisione (eventualmente nessuna), e le motivazioni di voto dei membri.

I partecipanti, però, non si limitano a votare, ma due volte all'anno si riuniscono per discutere i rapporti presentati; alcuni versi, inoltre, hanno richiesto ampio dibattito e voti ripetuti.

Detti di Gesù

I primi risultati del Jesus Seminar furono pubblicati nel 1993 nel libro The Five Gospels: The Search for the Authentic Words of Jesus ("I cinque vangeli. La ricerca per le parole autentiche di Gesù").

Criteri di autenticità Come altri studiosi del Gesù storico, il Jesus Seminar considera i vangeli come artefatti storici fallibili, contenenti sia materiale autentico che materiale non autentico. I membri utilizzano diversi criteri per determinare l'autenticità di un certo detto o atto, tra cui il criterio dell'attestazione multipla e il criterio dell'imbarazzo. Altri criteri utilizzati sono:

oralità: secondo stime recenti, i vangeli furono scritti decenni dopo la morte di Gesù. Parabole, aforismi e storie furono tramandate oralmente per almeno vent'anni (30-50). I membri del Seminar giudicano quindi se un detto è una pericope breve e accattivante che possa essere sopravvissuta intatta dalla morte di chi l'ha pronunciata fino alla sua scrittura per decenni. In tal caso è più probabile che sia autentica (ad esempio: "Porgi l'altra guancia"); ironia: in base a diverse importanti parabole, come la parabola del buon samaritano, i membri hanno ritenuto che l'ironia, il rovesciamento e la frustrazione delle attese fossero caratteristiche dello stile di Gesù. Se una pericope presenta degli opposti o delle impossibilità, è più probabilmente autentica (ad esempio: "Ama il tuo nemico"); fede in Dio: un lungo discorso attestato nei tre vangeli presenta Gesù che dice ai suoi ascoltatori di non aver paura ma di confidare nel Padre; i membri del Seminar hanno cercato questo tema negli altri detti da loro ritenuti autentici (ad esempio: "Chiedete e vi sarà dato").

Criteri di non autenticità

Il Jesus Seminar ha adottato alcune caratteristiche che, secondo i membri, identificano i detti non autentici, come la presenza di: