La Società Sportiva Dilettantistica Liberty Bari 1909, meglio nota come Liberty o Liberty Bari, è una società calcistica italiana della città di Bari. Milita in Terza Categoria, la nona divisione del campionato italiano.

Nata nel 1909, disputò i maggiori campionati calcistici italiani degli anni venti, la Prima Divisione, prima di fondersi nel 1928 con la concittadina Ideale nell'"Unione Sportiva Bari", poi AS Bari. Il club è stato poi rifondato nel 1944, per appena due anni, militando in Serie C nella stagione 1945-1946, e nel 1952, arrivando a disputare il settennio 1961-1968 in Serie D, per poi sciogliersi.

Nel 2007 un sodalizio di Eccellenza pugliese prende il nome "Liberty" per seguirne la tradizione sportiva, cedendo il titolo sportivo due anni dopo ad altri gruppi imprenditoriali ma lasciando a Bari la scuola calcio e il settore giovanile.Liberty Bari.it sito ufficiale. - URL consultato il 7 novembre 2016 -

Storia Dalle origini all'affermazione nelle serie maggiori La nascita e i primi dodici anni di attività (1909-1921) A Bari, nel 1909, i componenti della terza squadra del Foot-Ball Club Bari, adolescenti di età compresa fra i 12 e i 14 anni, stanchi di dover sempre fare da spettatori alle partite giocate dalle due squadre maggiori, organizzarono prima una protesta e poi uno sciopero di massa;. infine fondarono una società completamente autonoma dal FBC Bari che chiamarono Foot-Ball Club Liberty, traendo spunto dall'omonimo stile artistico, allora di voga. I principali fondatori furono Umberto Valletta, Lorenzo Curatolo, Enrico Storelli, i fratelli D'Amico, Tito e Vurro. Valletta, che capeggiava il gruppo di "ribelli" e diede il nome alla nuova società, fu acclamato presidente. Il motto della squadra era "Liberty uguale libertà, la maglia rossoblu la vittoria ci darà" e in attinenza ad esso le prime divise dei libertiani erano composte da magliette a bande orizzontali rosse e blu alternate e braghe bianche.

I "rosso-blu" presero quindi parte a diverse partite e tornei amichevoli, cittadini e regionali. Benché fosse un club indipendente (con proprio consiglio direttivo e propria amministrazione), il Liberty mostrò sempre affinità verso il FBC Bari, la squadra che portava il nome della città e da cui la compagine rosso-blu proveniva (i riscontri pratici di ciò sono per esempio mostrati dal Corriere delle Puglie -attuale Gazzetta del Mezzogiorno-, che raccontando di un torneo organizzato a Bari in occasione della festa di San Nicola, nel maggio 1910, ipotizza un probabile favoritismo dei libertiani nei confronti del Bari, poi vincitore della competizione), diventandone una specie di appendice. Il 2 giugno 1910, in occasione della festa per lo Statuto Albertino, i libertiani giocarono la prima gara contro l'Ideale di Bari, anch'essa fondata da giovani precedentemente distaccati dal FBC Bari; la gara terminò 1-1 con reti di Amico II per il Liberty e del capitano Coccioli per l'Ideale e diede inizio ad una rivalità fra le due compagini.

Con il tempo i rosso-blu crescevano atleticamente e nel 1913, al "campo di Marisabella" (nei pressi dell'attuale Fiera del Levante) sconfissero per la prima volta il Bari FBC per 1-0, con rete di Giuseppe Vacca al 15º minuto del primo tempo..

Nel 1915, alcuni mesi prima della Grande Guerra, i colori delle divise libertiane furono modificati: le maglie divennero a strisce verticali bianche ed azzurre alternate (colori dello stemma della Provincia di Bari), i pantaloncini bianchi e i calzettoni azzurri (divisa con cui il Liberty viene tradizionalmente ricordato). A causa del conflitto bellico l'attività sportiva nel capoluogo fu ridotta al minimo; Liberty e Ideale riuscirono appena a far fronte alle spese per il minimo sostentamento ed il FBC Bari fu sciolto.

Circa sei mesi dopo la fine della guerra (era già iniziato il 1919) fu per primo il Liberty a dare nuovo impulso alle attività sportive nel capoluogo, praticando anche nuoto, atletica leggera e ciclismo.. La società era sempre meglio organizzata, anche grazie all'efficiente lavoro dell'avvocato Franco Galesi. Si può dire, pur non essendoci atti ufficiali che lo attestino, che fino al 1928 il Liberty raccolse l'eredità sportiva del Bari attivo fino 1915 e non rifondato; lo stesso Floriano Ludwig, principale fondatore del Bari originario, entrò a far parte della società bianco-blu diventandone vicepresidente.

L'ascesa nella massima serie (1921-1926)

Il Liberty fu ammesso alla Prima Divisione, il massimo campionato, nel 1921-1922, debuttandovi il 1º dicembre 1921;. nello stesso anno disputò una prestigiosa partita amichevole con il Milan, persa 0-2, al termine della quale rossoneri e baresi cenarono insieme. Nei primi due campionati a cui parteciparono quattro squadre, i libertiani si classificarono terzi; nella stagione 1923-1924 quarti su sei partecipanti. I concittadini rivali dell'Ideale, ammessi alla stessa competizione nel 1922, raggiunsero invece per due volte consecutive il secondo posto del girone e le semifinali (in cui furono eliminati) e si aggiudicarono tutti i derby. L'11 novembre 1923, nella prima giornata del campionato 1923-1924 giocata contro l'Audace Taranto, esordì con la maglia numero otto il sedicenne Raffaele Costantino (ragazzo portato nel club bianco-blu da Enrico Storelli).

La stagione 1924-1925 iniziò con il derby rinviato a Taranto su decisione della Lega per timore di tafferugli, data la rivalità tra le due tifoserie;. la vittoria questa volta andò al Liberty, la prima ufficiale, con un 4-1. Trascinato dalle reti di Costantino, soprannominato "reuccio" dalla tifoseria, e spesso servito dal regista ungherese Tomesko, il Liberty lottò fino alla fine per la vittoria del girone pugliese con la tarantina Pro Italia, condividendone infine la testa della classifica a 15 punti; fu poi sconfitto dai bianco-verdi 2-0 nello spareggio per il primato. I libertiani si qualificarono quindi al girone semifinale, dove si piazzarono terzi dietro Alba Roma e Cavese; pertanto non proseguirono il cammino per le finali.

Con il passare del tempo la formazione bianco-blu era diventata quella prediletta da buona parte dell'aristocrazia barese, contrapponendosi anche in questo all'Ideale, che si accattivava maggiormente le simpatie dei proletari e dei lavoratori. A partire dal 4-1 del 1924 i libertiani non furono mai più sconfitti dai concittadini rivali.

L'8 dicembre del 1925 fu inaugurato nel quartiere barese Carrassi il nuovo stadio "Campo degli Sports", costruito e finanziato dallo stesso F.C. Liberty; all'inaugurazione, in cui furono presenti le maggiori istituzioni cittadine del tempo, i bianco-blu batterono in amichevole l'Anconitana per 1-0 (goal siglato su rigore da Costantino). Arrivati secondi, ancora alle spalle della Pro Italia (con 10 punti, 4 in meno dei tarantini), i libertiani giunsero alle semifinali di Lega Sud, che chiusero in quarta e penultima posizione.

I bianco-bleu avevano di fatto sottratto all'Ideale la leadership del calcio barese e divennero una fra le squadre più accreditate della Prima Divisione meridionale. La federazione fascista barese sovvenzionava la società bianco-blu, la cui squadra tutti iniziavano a chiamare "Bari".

La conquista della Divisione Nazionale e la fusione con l'Ideale Bari (1926-1928) Nell'estate del 1926, per effetto della Carta di Viareggio che eliminò la dicotomia tra i campionati settentrionale e meridionale, il Liberty, permanendo assieme ad altre formazioni in Prima Divisione fu incluso nella seconda categoria del calcio italiano, suddivisa in quattro gironi interregionali; i bianco-blu quindi, da questo momento non affrontarono più nel girone preliminare solo squadre pugliesi. Il 3 febbraio 1927, esaudendo il desiderio di Araldo di Crollalanza, allora podestà di Bari e potente esponente del PNF, la società sportiva cambiò denominazione sociale in Bari Football Club,. usandola per la prima volta il 6 febbraio dello stesso anno nell'amichevole con l'Audace Taranto (vinta 2-1). I bianco-bleu disputarono un buon campionato, all'inseguimento della capolista battuta 2-1 nella 14ª giornata, cui rimasero distanziati di 1 punto alla fine della competizione (così rimanendo nella Divisione "cadetta"); i dirigenti del Bari FC recriminarono su alcune decisioni arbitrali sfavorevoli.

Per la stagione 1927-1928 il club bianco-blu ingaggiò alcuni calciatori dalle formazioni settentrionali, più competitive di quelle del Mezzogiorno. Il Bari FC disputò un buon campionato, contendendo la testa della classifica alla (la cui inclusione nel girone meridionale fece scalpore) e conquistando la promozione matematica in Divisione Nazionale il 15 gennaio 1928, in casa, con il 5-3 nello scontro diretto. Costantino aveva realizzato a fine girone 11 reti in 12 gare.

La sera del 27 febbraio 1928, circa un mese dopo la fine del girone, la federazione fascista di Bari dispose l'unificazione di Bari FC ed US Ideale nell'"Unione Sportiva Bari" (che prese poi, nel 1945 il nome di Associazione Sportiva Bari); Oltre che nel nome la nuova società subì un rimescolamento di cariche tecniche e dirigenziali, occupate da persone prima facenti parte dei due diversi sodalizi. La nuova US Bari si accingeva quindi ad affrontare le finali di categoria.

Le rifondazioni Il biennio 1944-1946 Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, il Liberty fu rifondato a Rutigliano (in Provincia di Bari) dai fratelli Padolecchia,. che lo affidarono poi al dottor Resta; Michele Sinesi e Dario Gay, un ex del Bari, si occupavano della gestione della rinata società. Lo stesso Gay trovò un terreno a nord del centro di Bari -nel quartiere Marconi- da adattare a campo di gioco (gli stadi e i campi sportivi di Bari e delle sue frazioni erano occupati dagli eserciti alleati ed erano pertanto inutilizzabili) e ne fu contrattato l'affitto con i proprietari; questo campo fu intitolato al compianto Antonio Lella. Al campo Lella il Liberty disputò il Torneo misto pugliese con una squadra di giovani locali, che a differenza delle formazioni concorrenti non aveva alcun atleta con esperienze di Serie A e B e terminò la competizione all'ultimo posto con 6 punti.

Nel 1945 fu costituito il vivaio del Liberty, chiamato "Lallo Madami" in onore al campione pugliese del Salto in alto,. caduto per la patria durante la guerra.

Per la stagione 1945-1946 i bianco-blu furono ammessi al campionato di Serie C gestito dalla Lega Nazionale Centro-Sud, che conclusero al tredicesimo e ultimo posto nel girone E. Inizialmente retrocessi, furono ripescati ma la società rinunciò a proseguire l'attività sportiva, decidendo di sciogliere il sodalizio, gestito autonomamente da alcuni calciatori-dirigenti e dalla passione di Sinesi, Scipione Ferrante e Ro Vittorio. Tutti gli atleti libertiani passarono al Bari, di cui la Lallo Madami integrò la sezione giovanile.

I sedici anni nelle serie dilettantistiche (1952-1968) Nell'estate del 1952 un gruppo d'imprenditori e professionisti baresi, tra cui l'ex campionecampione inteso come alto rappresentante della squadra, come specificato qui: "campione" enciclopedia Treccani Raffaele Costantino e Giosuè Poli, ridiedero vita al Liberty;. il neo-presidente fu il Commendator Andrea Somma ed il suo vice il Cavalier Umberto Giorgio.