Fu uno dei personaggi più significativi della storia medievale lituana. Proseguì l'opera di unificazione del Paese avviata da Mindaugas, fondatore del Ducato di Lituania nel XIII secolo e fautore del completamento del processo di formazione dello Stato lituano. A Gedimino è riconosciuto il merito di aver plasmato un'identità più consapevole e stabile del Granducato di Lituania, divenuto sotto il suo dominio una delle principali potenze dell'Europa orientale.
Grazie alle efficaci campagne militari intraprese durante la sua parentesi al potere durata un quarto di secolo, Gedimino riuscì a espandere i suoi possedimenti verso est e verso sud, raggiungendo quasi le coste del Mar Nero. Si guadagnò numerosi alleati grazie a un'attenta politica matrimoniale, che coinvolse i propri figli, attuata con potenze limitrofe ostili all'Ordine teutonico.
A lui si deve la costruzione della città di Vilnius, capitale della Lituania, da cui la sua dinastia, quella dei Gediminidi, esercitò il potere nei decenni successivi giungendo, in seguito, a governare anche la Polonia, l'Ungheria e la Boemia.
Un ultimo lascito riguardò il campo religioso, in quanto, tramite il ricorso a una strategia caratterizzata da temporeggiamenti e ambigue promesse di conversione indirizzate alla Santa Sede e ad altri sovrani cristiani, Gedimino permise al paganesimo, in particolare alla mitologia lituana, di sopravvivere ancora nel XIV secolo, respingendo con successo i tentativi di cristianizzazione della Lituania.
Biografia Origini familiari
Gedimino nacque intorno al 1275, in un periodo storico sul quale le fonti scritte inerenti alla Lituania risultano assai lacunose. Tale penuria di testi ha impedito agli studiosi moderni di ricostruire in maniera affidabile l'ascendenza di Gedimino, i primi anni di vita e la sua ascesa al potere. Il legame con il suo predecessore Vytenis (granduca dal 1295 al 1316) è stato oggetto di diverse teorie accademiche, tra cui le ipotesi che Gedimino fosse suo fratello,.... suo figlio, suo cugino o un suo stalliere.. Per diversi secoli, sono però circolate soltanto due versioni relative alle sue origini; secondo una delle due ricostruzioni, frutto di una cronaca redatta molto tempo dopo la sua morte dai Cavalieri teutonici, che furono avversari di lunga data della Lituania, Gedimino fu uno stalliere di Vytenis e uccise quest'ultimo per assicurarsi il trono. Una versione alternativa, che considera Gedimino figlio di Vytenis, è contenuta nelle Cronache lituane, stilate anch'esse dopo la morte di Gedimino. Tuttavia, quando Gedimino divenne granduca aveva quasi la stessa età del suo predecessore, motivo per cui questo legame parentale è da ritenersi improbabile. Entrambe le tradizioni risultano inverosimili: la cronaca tedesca appare infatti una ricostruzione tendenziosa perché stilata da una fazione avversa ai baltici, mentre la cronaca lituana offre una ricostruzione fantasiosa e non avvalorata da prove concrete.
Ricerche recenti individuano il progenitore della dinastia dei Gediminidi in un certo Skalmantas (o Skumantas)... Concentrandosi sugli anni ottanta del Duecento, probabilmente tra i più oscuri della storia basso-medievale della Lituania, lo storico lituano Zigmantas Kiaupa ha ritenuto che non sia possibile escludere l'ipotesi di un legame tra Skalmantas e Traidenis, l'influente granduca lituano rimasto al potere dal 1270 al 1282. È noto che nel 1295 il misterioso sovrano di nome Pukuveras, sovente identificato con Butvydas e ritenuto da taluni il padre di Gedimino,. cedette il trono a Vytenis che rimase al potere fino al 1316. Allo stesso modo della Visuotinė lietuvių enciklopedija, lo storico britannico Stephen Christopher Rowell ha avanzato l'ipotesi secondo cui, nel ventennio 1295-1315, Gedimino visse a Trakai. Egli sarebbe stato poi assegnato alla difesa dei confini settentrionali e occidentali, come risulterebbe dalla menzione dell'assedio di un castello chiamato «Gedimin-Burg» situato in Samogizia, nella Lituania occidentale... Alla morte di Vytenis, la successione al titolo di granduca risultò pacifica; vari studiosi hanno teorizzato che, semplicemente, non si palesarono altri pretendenti che si ritenessero più meritevoli.
Granduca di Lituania
Nel XIII secolo, le sistematiche incursioni degli ordini religiosi cavallereschi (nello specifico, i Cavalieri teutonici e l'Ordine di Livonia) avevano da tempo coalizzato tutte le tribù lituane e cristallizzato il processo di formazione dello Stato baltico.. Queste operazioni belliche erano avvenute nell'ambito di una crociata compiuta in Lituania con il pretesto di convertirla, la cosiddetta crociata lituana. Nel 1316, quando a circa quarant'anni di età Gedimino si insediò al potere,.. il granducato versava in buona salute e includeva porzioni delle odierne Lituania, Bielorussia, Polonia e Ucraina.. Sin dalla sua ascesa il sovrano si dimostrò particolarmente attivo in politica estera, con il proposito di contrastare gli attacchi dei cristiani e al contempo di ampliare i confini soggiogando i fragili principati orientali della vecchia Rus' di Kiev.. In patria cercò frattanto di attuare riforme in ambito militare e amministrativo, occupandosi anche di supervisionare la costruzione di postazioni difensive..
Politica religiosa Verso l'ortodossia Se da una parte Gedimino intendeva fondare una dinastia che avrebbe dovuto rendere la Lituania sicura, dall'altra desiderava plasmare un'identità più consapevole del proprio Paese nello scacchiere geopolitico europeo.. Un importante risultato raggiunto all'inizio del suo periodo come granduca, verosimilmente agevolato da quanto già fatto da Vytenis, riguardò la costituzione della metropolia ortodossa della Lituania tra il 1315 e il 1317. In passato, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, che deteneva il primato di autorità sulle comunità ortodosse, aveva sempre cercato di preservare l'unità ecclesiastica di tutti i territori della vecchia Rus'.. Tuttavia, forse in cerca di supporto militare ed economico, in quello che sarebbe stato poi giudicato «un momento di confusione storica» e «un'anomalia», si scelse di sedare le dispute tra i vari esponenti religiosi e i giochi di potere in atto nella vecchia Rus' costituendo due metropolie separate. Una di esse era detta «di Kiev e di tutta la Rus'», mentre l'altra, nota come metropolia della Lituania, era compresa entro i confini del Granducato e abbracciava in particolare molte delle regioni soggiogate da Gedimino durante le sue campagne di conquista orientali.. La sede principale del metropolita della Lituania era situata nella Rutenia Nera e la sua autorità si estendeva su tutta la Rus' occidentale inglobata nel Granducato o comunque compresa nella sua orbita, come nel caso di Navahrudak e del Principato di Turov e Pinsk rispettivamente. Tra il 1317 e il 1330 si ha notizia di un solo uomo di chiesa alla guida della metropolia lituana, tale Teofilo, ritenuto uno «strumento politico nelle mani di Gedimino», ma permangono dubbi sul tema.. Il raggiungimento di questo risultato, che consentiva alla Lituania di vantare una metropolia ortodossa in patria, va considerato parte del processo di affermazione dello Stato di Gedimino a livello internazionale..
Nel 1330, il metropolita Teognoste il Greco riuscì a ricucire lo strappo tra le comunità ortodosse situate nella Rus' occidentale e nella Rus' orientale, adducendo come pretesto lo scarso numero di fedeli cristiani circoscritti nel territorio del Granducato di Lituania.. Nel 1355, Algirdas, figlio di Gedimino e granduca dal 1345 al 1377, fu nuovamente in grado di ospitare un metropolita esclusivamente preposto per la Lituania..
Verso il cattolicesimo
La necessità di ottenere le simpatie del mondo cattolico, oltre che di quello ortodosso, spinse Gedimino ad avviare intensi negoziati diplomatici con la Santa Sede, chiedendo l'intervento dell'arcivescovo di Riga in veste di intermediario.<ref name="kia114"/ Negli ultimi mesi del 1322, inviò delle lettere in latino a papa Giovanni XXII (note come le lettere di Gedimino) in cui sollecitava un intervento per fermare le aggressioni dei crociati, informandolo altresì dei privilegi già concessi ai domenicani e ai francescani arrivati a quell'epoca in Lituania per diffondere il cattolicesimo.. Occorre concentrarsi sul significato di un passaggio ritenuto importante dagli storici e contenuto in una delle missive del 1322, nel quale si legge «fidem catholicam recipere».Si riporta un estratto della lettera in esame (Chartularium Lithuaniae res gestas magni ducis Gedeminne illustrans , pp. 114-115): Per un'analisi più approfondita di tutte le lettere di Gedimino, sia pur riportate in lingua inglese, si rinvia a Lituanus (1969) Non è chiaro se il sovrano lituano avesse chiesto agli emissari inviati da Roma di far ritorno soltanto dopo averlo battezzato oppure se volesse semplicemente comunicare, a titolo di gesto compiuto in buona fede, l'intenzione di non compiere repressioni verso i sudditi cattolici residenti in territorio baltico... Interpretando la storia a piacimento, nelle lettere Gedimino ricordava che già Mindaugas, primo e unico re della Lituania a indossare una corona, avesse nel secolo precedente abbracciato il cattolicesimo e avesse convertito «ogni suo suddito». Tuttavia, egli aveva poi ceduto alla tentazione di riabbracciare i riti tradizionali a causa dell'aggressività dei Cavalieri teutonici; in realtà, è ritenuto pacifico che Mindaugas accettò il cattolicesimo principalmente per scopi politici e che non fu pianificato alcun progetto di conversione di massa della popolazione..
Avendo Gedimino, come da lui sperato, suscitato l'interesse della Santa Sede, inviò nel 1323 altre missive, stavolta rivolte alle principali città della Lega anseatica, nelle quali offriva libero accesso ai propri domini a uomini di ogni classe sociale e professione, dai nobili ai cavalieri, dai commercianti agli agricoltori. A tutti prometteva condizioni lavorative uguali a quelle delle terre di provenienza. Come trapela chiaramente dai toni, questa politica di accoglienza rispondeva al proposito di presentare la Lituania agli occhi dell'Europa come una realtà stabile e desiderosa di far crescere la propria economia.. La consapevolezza del fatto che l'isolamento dei baltici non potesse durare per sempre viene ritenuto da Eric Christiansen un grande merito: Gedimino intuì che il processo di crescita del Granducato doveva passare da una politica di apertura dei canali diplomatici con l'estero.. Allo scopo di garantire la pace per la propria terra, egli si lasciò ancora una volta andare a false e vaghe promesse di conversione, tornando a sottolineare come l'aggressività degli ordini cristiani stesse spingendo i Lituani a rigettare il cattolicesimo. Nonostante le ostilità sul fronte stessero proseguendo anche per colpa dello stesso Gedimino, il 10 agosto 1323 vari ordini religiosi, i legati pontifici di Riga e l'Ordine di Livonia si riunirono per discutere della proposta di tregua che il lituano aveva avanzato nelle proprie lettere e per discutere della credibilità delle promesse di conversione in esse contenute.. Per sciogliere il dubbio, si scelse di inviare degli emissari in Lituania a settembre; questi furono accolti cordialmente da Gedimino e gli sentirono dire che «Dio sa quel che vuole il mio cuore», esternazione sibillina che non contribuì a chiarire i suoi reali intenti..