La lex regia (in italiano legge regia) è un atto normativo emanato dal rex (con l'appoggio del pontefice) nell'antica Roma. Gli studiosi per tutto il XIX secolo sono stati in dubbio circa la vera autenticità e esistenza della lex regia.
All'inizio del XX secolo addirittura molti erano quasi sicuri che non esistessea titolo di esempio vedi poi nei primi decenni dello stesso c'è stata un'inversione di marcia e ci sono stati molti studiosi che dopo un'analisi molto più accurata si sono resi conto della reale esistenza nell'età regia di Roma di questo atto normativo.
Anche se alcune fonti sono state rielaborate nel tempo o ricche di interpolazioni o glossemi, sono considerati in massima attendibili, così la lex regia venne vista con più attenzione e approfondimento dagli studiosi che scoprirono anche nuove citazioni che prima non si conoscevano, infine si fecero anche vari ritocchi sull'attribuzione ai vari re della tradizione (i sette re di Roma)vedi .
Storia
Nel territorio laziale dove nacque Roma erano stanziate varie tribù distribuite in pagi.. Quando Romolo (per elezione popolare come era in uso a quel tempo) diventò capo del governo divise le tribù in curiaevedi 'Leges regiae' di Gennaro Franciosi pagg 6-12, evento da cui trova origine l'atto normativo della lex regia basato su qualche intervento delle curiae nell'emanazione delle 'leges regiae', secondo quanto attestato dalle fonti pervenuteciPer i frammenti e le traduzioni si veda Leges regiae pagg. 6-12.
Ma oltre alle curiae una delle più importanti innovazioni introdotte da Romolo con le leges regiae riguarda l'istituzionalizzazione del consiglio degli anziani che prese il nome di senatovedi 'Leges regiae' pagg 12-18 (anche questo usato nel sistema di emanazione delle leges regiae).. Importante è mettere in luce la situazione del rex: in tutta l'età regia infatti sarà il capo insieme pubblico-militare-sacro-giudicante. anche se questi compiti saranno affidati ai suoi numerosi ausiliari. Ritornando a Romolo, a questo, secondo tradizione, succedette Numa Pompilio (in realtà come sarà per i re successivi ci sarà un interrex che sorreggerà il governo sino all'elezione del successivo revedi Classi e conflitti nella Roma repubblicana pag 72): anch'egli emanò numerose leges regiae di notevole importanza; infatti gli fu attribuita l'opera del liber commentari regivedi 'Leges regiae e paricidas' pag 19. Una sua grande innovazione per il periodo numeno interessò il diritto criminale concernente i delitti volontari e involontarivedi 'Leges regiae e paricidas' pagg 87-165. Su questo periodo molti studiosi ritengono, con argomentazioni lessicale, che alcune leges regiae soffrivano dell'influenza sabinavedi 'Leges regiae e paricidas' pagg 11-18. Il successore di Numa Pompilio, Tullo Ostilio, denominato dalla tradizione il re guerrierovedi 'Leges regiae' nella premessa pag XVII, celebrava i solenni sacrifici utilizzando l'opera di Numa Pompilio, i commentarii NumaeLiv. 1, 31, 8;L.Piso ap. Plin. 28, 4, 14 oltre ad aver istituito i Fezialivedi 'Leges regiae' premessa pag XVII.
Ancora Anco Marcio fece trascrivere per, il pubblico, norme sacraliLiv. 1, 32, 2 dall'opera di Numa Pompilio, oltre a istituire il ius fetiale e il carcerevedi 'Leges regiae' premessa pagg XVII-XVIII. Da qui gli ultimi re della tradizione non classificabili ancora come rex sacrorum (re che officiava ai riti sacri il quale utilizzava l'auspicium) furono, almeno secondo la tradizione, tre etruschi, il cui ascendente culturale influenzò il testo delle leges regiae di questo periodovedi 'Leges regiae' pag XIX e 'Leges regiae e paricidas' pagg 56-64. Tarquinio Prisco, successore di Anco Marcio, fece varie 'leges regiae' che spaziarono in molti campi: degni di nota il raddoppio dei senatori e delle Vestalivedi 'Leges regiae' premessa pag XVIII.
Servio Tullio poi utilizzò anch'egli l'opera di Numa Pompilio per l'elezione dei consoliLivio, 1, 60, 4; oltre a ciò è da ricordare per l'instaurazione del censo e della costituzione timocratica alla quale si arriverà all'instaurazione dell'età repubblicana. Nel periodo di Tarquinio il Superbovedi 'Leges regiae' premessa pag XIX rilevanti sono leges di tipo repressivo, rapporti internazionali e i libri sibillini (simile per certi aspetti al Vegoe etrusco). Dopo la famosa cacciata dei re, che secondo alcuni studiosi fu un evento che maturò lentamente e non fu improvviso. (questo evento portò all'abrogazione di leges regiaevedi Istituzioni di diritto romano pag 30 ma sicuramente non tutte poiché sopravvisse l'auspicium e la riforma di Servio Tullio dei 18 equitesvedi Crisi della Repubblica in Roma : lezioni pag 18), si giunge ormai all'età repubblicana. Ma siccome c'era bisogno di una personalità che officiasse ai riti sacri (o prendesse decisioni sull'argomento tramite auspicio, istituito appunto con lex regia)., come faceva il precedente rex, si istituì quindi il rex sacrorum: Quest'ultimo verrà eliminato come figura istituzionale da Teodosio I nel 390 d.C. Il potere di quest'ultimo era però molto minore al rex e di certo limitato solo al sacro. Secondo gli studiosi Pomponio nell'Enchiridion si riferisce a questo periodo quando afferma che l'emanazione del re veniva fatta secondo deliberazione delle curiae (poiché il potere del rex era diminuito).
Probabilmente le leges regiae (o almeno la maggior parte) erano conservate a Roma che però fu incendiata nel 390 a.C. ad opera dei Galli Senoni di Brennio. Importante fu così l'opera di riscrittura dei sacerdotivedi Leges regiae e paricidas pag 64 e la raccolta di 'leges regiae' di Sesto Papirio purtroppo a noi non pervenuta ma che probabilmente era consultabile all'epoca di Pomponiovedi 'Istituzioni di diritto romano - sintesi' pag 32. Le leges regiae nel periodi successivi sparironoo almeno non se ne seppe più nulla, secondo Pomponio furono tutte abrogate ma dagli studi fatti da vari studiosi risulta qualche atto normativo regio ancora in vigore, per esempio la norma dei 18 equites di Servio Tullio, ma Livio ci informa che dopo il 390 a.C. e l'incendio non furono raccolte solo le norme delle XII Tavole dai sacerdoti e dal senato ma anche norme rege alcune delle quali pubblicate altre tenute segrete dai sacerdoti.. Infine le leges regiae vengono nominate nella compilazione giustinianea..
Funzione della lex regia nella società romana e correlazioni con i mores Il motivo della nascita della lex regia non sta semplicemente solo come strumento giuridico che il rex poteva usare, ma nasce dall'esigenza ormai palese delle varie tribù ormai riunite in Roma di una certa lex o certo iusPomp.D 1, 1, 1, 2 come attesta l'opera di Pomponio, e inoltre il re in quell'epoca aveva il compito di garantire la pax deorum., la pace della comunità con gli dei e appunto ciò viene fatto attraverso lo strumento normativo della lex regia, il rex nasce appunto come giudice supremo..
La lex regia aveva come compito di regolare le controversie che si creavano e che non sempre i mores riuscivano a risolvere oltre che dare al rex la possibilità di risolvere in prima persona o per mezzo di qualche ausilium (uno di questi soprattutto in età Tarquinia è il magister populivedi Studi sul magister populi pagg 177-199 predecessore del futuro magister equitum e magister militum della repubblica e del principato) le controversie o le questioni militari o sacre. Ma se da una parte le 'leges regiae' creavano nuovo diritto differente dai mores dall'altra però in parte trasformarono alcuni di questi in leges regiae, alcuni studiosi ritengono che furono usati dai decemviri come strumento di memoria e costruzione per le XII tavole oltre che di intermezzo tra mores e XII Tavole, come richiedeva la società di quel tempo che non si accontentava già più delle semplici rivelazioni del Pontifex Maximus.
Correnti che hanno influenzato la lex regia Le leges regiae ebbero comunque in determinati periodi delle correnti che influenzarono la loro formazione soprattutto in ambito testuale. All'inizio si delinea di certo un'influenza di tipo greca in quanto la tradizione vuole che Romolo abbia studiato a GabiiPlut.Rom. 7, 6; 8, 2; Dion. Hal. 1, 82, 5, ma tralasciando la tradizione è indiscutibile la presenza di cultura greca all'interno della romanavedi Leges regiae e paricidas pagg 16-17 oltre al fatto che già a partire dall'VIII secolo a.C. c'erano tra le due culture relazioni commerciali che poco più avanti sarebbero diventate anche politichevedi Studi sul magister populi pagg 10-11.
Ma andando oltre questa influenza si prospetta che anche la corrente osco-umbra cioè albina ma in maggior misura sabina abbia influenzato non solo i metodi di emanazione attraverso dei precisi strumenti scritti (appunto pelli di animale)vedi Leges regiae e paricidas pagg 18-19 ma anche i caratteri della stessa lex regia. Si può vedere ciò in appunto alcune leges di Servio Tullio e persino con Numa Pompilio (di origine sabina) e lo stesso Romolovedi Leges regiae e paricidas pag 18. Oltre a queste correnti, centrale risulta l'influenza etrusca, sia di tipo politico economico che di tipo giuridico soprattutto nel periodo dei re etruschi, si prenda ad esempio l'atteggiamento di questi nei confronti delle gentes in quel periodo fortemente indebolite da questi revedi Istituzioni di diritto romano - sintesi pag 12.
Legislazione e esecuzione della lex regia