Le ghiandole di Skene, conosciute anche come ghiandole vaginali (o vulvovestibolari) minori, prostata femminile (v. eiaculazione femminile), U-spotNota. U-spot è sinonimo di Urethral spot, come G-spot (punto-G) sta per Gräfenberg spot e A-Spot per Anterior Fornix Erogenous Zone. o ghiandole parauretrali esocrine, fanno parte dell'apparato genitale femminile e sono situate in prossimità del meato urinario, nella zona superiore rispetto al vestibolo vaginale.

Queste ghiandole sono circondate da tessuto epiteliale che costituisce anche parte del vestibolo vulvare, delle piccole labbra e della clitoride (prepuzio clitorideo), tessuto che si inturgidisce per vasocongestione nello stato di eccitazione sessuale, fase in cui i dotti deferenti cominciano a secernere un fluido viscoso che, unitamente a quello prodotto dalle ghiandole di Bartolini, sembra possa contribuire alla lubrificazione vaginale. È collegata alla vulva tramite il dotto di Skene.

Prostata femminile Le ghiandole di Skene sono considerate le omologhe ancestrali della ghiandola prostatica maschileZaviacic M., Jakubovská V., Belosovic M., Breza J., Ultrastructure of the normal adult human female prostate gland (Skene's gland). In Anat Embryol (Berl), 201(1), 51-61, 2000. PubMed-ID 10603093. I fluidi prodotti durante l'eiaculazione femminile hanno una composizione simile al liquido secreto dalla ghiandola prostatica maschile, contenendo gli stessi marcatori biochimici della funzione sessuale, come la proteina di tipo 1 e l'enzima PDE-5 (fosfodiesterasi di tipo 5)Zaviacic M., Danihel L., Ruzicková M., Blazeková J., Itoh Y., Okutani R., Kawai T., Immunohistochemical localization of human protein 1 in the female prostate (Skene's gland) and the male prostate. In The Histochemical Journal, 29 (3), 219–27, 1997..

All'esame del microscopio elettronico le ghiandole mostrano strutture simili, come pure analoghi sono l'antigene prostata-specifico (PSA) e le fosfatasi secretorie. Seguendo questi risultati, alcuni studiosi della materia stanno pensando di rinominare le ghiandole di Skene con il termine "prostata femminile"Zaviacic M., Ablin R.J., The female prostate and prostate-specific antigen. Immunohistochemical localization, implications of this prostate marker in women and reasons for using the term "prostate" in the human female. In Histol Histopathol. 15 (1), 131–42, 2000. PubMed-ID 10668204Diane Tomalty, Olivia Giovannetti et al.: Should We Call It a Prostate? A Review of the Female Periurethral Glandular Tissue Morphology, Histochemistry, Nomenclature, and Role in Iatrogenic Sexual Dysfunction. In: Sexual Medicine Reviews. Volume 10, Issue 2, April 2022, page 183–194..

Caratteristiche Il numero di queste ghiandole e dei relativi dotti all'interno del vestibolo vaginale è molto variabile: in alcune donne sono completamente assenti, in altre arrivano a 28 (14 per lato), benché nel 50% dei casi siano tutte o in buona parte atrofizzate. In media, comunque, una donna adulta presenta da 3 a 7 ghiandole e relativi dotti per ciascun lato, per un totale di 6 - 14

Il ruolo esatto delle ghiandole vestibolari minori è tuttora discusso e dibattuto; gli scienziati tendono però a paragonare le ghiandole del complesso di Skene alla prostata (per la presenza di antigene prostatico specifico nella secrezione).

Eiaculazione femminile

Alcuni ricercatori ritengono che le ghiandole di Skene siano la sede dell'eiaculazione femminileRabinerson D., Horowitz E., G-spot and female ejaculation: fiction or reality?. In Harefuah Journal, Israel, 146 (2), 145–7, 163, 2007. PubMed-ID 17352286. Nel 2002, alcuni sessuologi dell'Università degli Studi dell'Aquila (Italia) indicarono come spiegare l'eiaculazione femminile in alcune donne e la sua assenza in altreJannini E., Simonelli C., Lenzi A., Sexological approach to ejaculatory dysfunction. In Int J Androl, vol. 25, issue 6, pag. 317–23, 2002.. Le ghiandole di Skene hanno un'anatomia estremamente variabile e, in alcuni casi, sembrano essere parzialmente atrofiche (come del resto sembra esserlo anche il Punto G di GräfenbergGravina G.L., et al., Measurement of the Thickness of the Urethrovaginal Space in Women with or without Vaginal Orgasm. In Journal of Sexual Medicine, Vol. 5 Issue 3, 610-618, 2008.); quindi, se le ghiandole di Skene sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe spiegare l'assenza del fenomeno eiaculatorio in alcune donneJannini E., Simonelli C., Lenzi A., Disorders of ejaculation. In Journal of endocrinological investigation, vol. 25, issue 11, pag. 1006–19, 2002..

Eponimo Le ghiandole hanno preso il nome dal ginecologo scozzese che per primo le descrisse, Alexander Skene, sebbene alcune ricerche avanzino l'ipotesi che esse fossero già state scoperte nel 1672 dall'anatomista olandese Regnier de Graaf (1641-1673) e nella metà dell'Ottocento dal medico chirurgo francese Alphonse François Marie Guérin (1816-1895).

Note

Bibliografia Skene A., The Anatomy and pathology of two important glands of the female urethra. In American Journal of obstetrics and diseases of Women and Children, 13, 265-270, 1880.

Voci correlate Alexander Skene Ghiandole di Bartolini Ghiandola esocrina

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