Biografia
Nato da un farmacista e medico di Jundishapur di etnia siriaca e da madre slavaFonti: il Canone di medicina di Avicenna e gli ʿUyūn al-anbāʾ dello storico medievale arabo Ibn Abī Uṣaybiʿa., si trasferì a Baghdad e studiò sotto Jibrāʾil b. Bakhtīshuʿ. Scrisse per lo più in siriaco e arabo.
A Baghdad fu direttore di un ospedale (māristān), diventando medico personale di quattro Califfi abbasidi.Compose un considerevole numero di monografie di medicina in arabo, su tematiche quali l'oftalmologia, gli stati febbrili, l'emicrania, la depressione, la dietetica, la lebbra, i test medici e gli aforismi medici.
Si dice che Ibn Māsawayh ricevesse regolarmente pazienti, discutendo dei vari problemi coi suoi allievi, tra cui Ḥunayn b. Isḥāq. Tradusse anche varie opere di medicina greca in siriaco. Il califfo abbaside al-Muʿtaṣim gli fece assegnare alcune scimmie perché potesse condurvi i suoi esperimenti di dissezione.
Molti scritti di anatomia e di altri argomenti medici gli furono attribuiti, in modo particolare il "Disturbo dell'occhio" (Daghal al-ʿayn), che è uno dei primi trattati sistematici di oftalmologia araba e gli Aforismi, la cui traduzione latina fu assai popolare nell'Europa occidentale durante il Medioevo.
Opere
Note
Bibliografia J.-C. Vadet, «Ibn Māsawayh» in The Encyclopaedia of Islam, II edizione, 11 volumi + 1 Supplemento, Leida, E.J. Brill, 1960-2002) vol. 3, pp. 872–873 Manfred Ullmann, "Die Medizin im Islam", Handbuch der Orientalistik, Abteilung I, Ergänzungsband vi, Abschnitt 1, Leida, E.J. Brill, 1970, pp. 112–115 Fuat Sezgin, "Medizin-Pharmazie-Zoologie-Tierheilkunde bis ca 430 H.", Geschichte des Arabischen Schrifttums (GAS), Band 3, Leida, E.J. Brill, 1970, pp. 231–236.
Voci correlate Ḥunayn b. Isḥāq Rinascimento del XII secolo
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Collegamenti esterni
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