Mosasaurus (il cui nome significa "lucertola del fiume Mosa"), conosciuto più comunemente come mosasauro, è un genere estinto di rettile marino mosasauride, dell'ordine Squamata, vissuto nel Cretaceo superiore, circa 70-65 milioni di anni fa (Maastrichtiano), in Europa occidentale, in Marocco in Nord America, ed in Giappone. Il genere conta, attualmente, cinque specie: la specie tipo M. hoffmannii, M. missouriensis, M. conodon, M. lemonnieri e M. beaugei. Il Mosasaurus fu uno dei più grandi generi della sua famiglia, oltre a essere uno degli ultimi mosasauridi a evolversi prima della grande estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene. Contrariamente a come si potrebbe pensare, non è un dinosauro.
Descrizione
Mosasaurus fu uno degli ultimi mosasauridi, oltre a essere uno tra i più grandi. Come la maggior parte dei mosasauridi, gli arti si erano evoluti in corte ma efficienti pinne, e le pinne anteriori erano più grandi delle pinne posteriori. La più grande specie conosciuta, M. hoffmannii, poteva raggiungere una lunghezza pari a 17-18 metri (56 piedi), leggermente più lungo rispetto ai suoi parenti più stretti Tylosaurus e Hainosaurus. Inoltre, Mosasaurus era anche il più robusto tra i mosasauridi, raggiungendo un ragguardevole peso di 25-30 tonnellate negli esemplari maggiormente sviluppati, soprattutto il cranio dotato di una mandibola collegata molto strettamente al cranio. Il corpo era lungo, grosso e a forma di botte. Gli occhi erano relativamente grandi, ma garantivano una scarsa visione binoculare, e i bulbi olfattivi erano poco sviluppati, pertanto gli esperti ritengono che Mosasaurus vivesse vicino alla superficie dell'oceano, dove predava pesci, tartarughe, ammoniti, plesiosauri e anche mosasauri più piccoli. Anche se era in grado di immergersi a grandi profondità, è più probabile che non si avventurasse in acque troppo profonde preferendo rimanere vicino alla superficie, dove era più facile trovare cibo.
Il cranio di Mosasaurus terminava gradualmente in una breve punta conica e le fauci erano armate con enormi denti conici. Le pinne, come quelle dei moderni cetacei, erano sostenute da cinque dita nelle pinne anteriori e quattro in quelle posteriori, unite tra loro a formare un'unica pinna. La coda dell'animale era molto forte e sinuosa, e alcuni fossili di mosasauridi suggeriscono la punta della coda avesse una biforcazione, come la coda degli squali e di alcuni ittiosauri (Lindgren et al., 2010). Durante il nuoto il corpo rimaneva fermo per ridurre la resistenza attraverso l'acqua, mentre l'estremità della coda forniva una potente propulsione.
Uno studio del 2016 ha offerto una nuova diagnosi del genere Mosasaurus: secondo lo studio, Mosasaurus sarebbe caratterizzato da una premascella con un corto rostro conico e privo di denti, una mascella priva di cunetta per la narice esterna, processi posteromediali del frontale che invadono profondamente il parietale, un osso quadrato più alto che lungo con un corto processo suprastapediale, un angolare visibile lateralmente solo per un breve tratto, un surangolare molto alto, un omero con un robusto processo postglenoide, e un pube con un tubercolo rivolto anteriormente (Street e Caldwell, 2016).
Impronte di pelle
Nel 2009, sono stati descritti diversi esemplari di mosasauride con impronte di pelle ben conservata, tutti provenienti dal Maastrichtiano, della formazione Muwaqqar di Harrana, in Giordania. Questi fossili mostrano che il corpo dei mosasauri, così come la membrana che univa le "dita", era coperto da piccole scaglie a forma di diamante che si sovrapponevano fra loro. Negli esemplari di Harrana sono presenti due tipi di scaglie in un solo esemplare: scaglie carenate, molto simili a quelle dei moderni varani, che ricoprivano la parte superiore del corpo e scaglie lisce sul ventre. Dal momento che i mosasauri erano probabilmente predatori d'agguato, si suppone che questi animali avrebbero potuto beneficiare notevolmente della mancanza di riflesso delle scaglie carenate (Kaddumi, 2009). Per lungo tempo si è ritenuto che Mosasaurus, come tutti i mosasauri, possedesse una coda appiattita lateralmente e diritta; nuovi studi (Lindgren et al., 2010; Lindgren et al., 2013) hanno dimostrato la presenza di una coda bilobata, molto simile a quella degli ittiosauri e degli squali.
Classificazione
Mosasaurus dà il nome e fa parte della famiglia dei mosasauridae, a sua volta suddivisa in diverse sottofamiglie. Lo stesso Mosasaurus fa parte della sottofamiglia dei Mosasaurinae. Questa sottofamiglia, a sua volta, è ulteriormente divisa in piccole tribù, e in esse Mosasaurus è raggruppato insieme a Clidastes, Moanasaurus e Liodon, nella tribù dei Mosasaurini.
Dal momento che il genere Mosasaurus è stato nominato per la prima volta nel XIX secolo, numerose specie sono stati assegnate al genere, sia che provenissero dal Nord America sia dall'Europa. Molti ricercatori hanno suggerito che alcune specie europee siano in realtà sinonimi delle loro controparti americane. Purtroppo molti fossili sono tuttora incompleti perciò è al momento impossibile stabilire quale specie sia un sinonimo di un'altra. Ad esempio, la specie americana gigante M. maximus è considerato dalla maggior parte dei ricercatori un sinonimo junior della specie europea M. hoffmannii, anche se alcuni scienziati sostengono che i due possono essere specie distinte sulla base di alcune caratteristiche delle ossa del cranio.
Oggi solo cinque specie sono generalmente riconosciute come valide: la specie tipo M. hoffmannii (Mantell 1829), M. conodon (Cope, 1881), M. lemonnieri (Dollo, 1889), M. beaugei (Arambourg, 1952) e M. missouriensis (Harlan 1834).Hallie P. Street and Michael W. Caldwell (2016). Rediagnosis and redescription of Mosasaurus hoffmannii (Squamata: Mosasauridae) and an assessment of species assigned to the genus Mosasaurus. Geological Magazine. in press. doi:10.1017/S0016756816000236.
Il cladogramma riportato qui di seguito mostra l'analisi filogenetica dei mosasauri, secondo gli studi di DV Grigoriev (2013):Grigoriev, D. V. (2013). Redescription of "Prognathodon lutugini" (Squamata, Mosasauridae). Proceedings of the Zoological Institute RAS, 317(3): 246-261.
Specie riassegnate, sinonimi e nomen dubium M. copeanus (Marsh, 1869) = Plioplatecarpus depressus M. crassidens (Marsh, 1870) M. dekayi (Bronn, 1838) = M. hoffmannii M. flemingi (Wiffen, 1990) M. gaudryi (Dollo, 1889) M. gracilis (Owen, 1850) in: ora riassegnato a Russellosaurina. M. hardenponti M. horridus (Williston, 1895) = Mosasaurus missouriensis M. iguanavus (Cope, 1868) M. ivoensis (Persson, 1963) = Taniwhasaurus? ivoensis M. johnsoni (Mehl, 1930) = Amphekepubis johnsoni M. lonzeensis (Dollo, 1904) M. lundgreni (Schröder, 1885) M. mangahouangae (Wiffen, 1980) = Moanasaurus mangahouangae M. meirsii (Marsh, 1869) M. neovidii von Meyer, 1845 M. scanicus (Schröder, 1885)
Storia della scoperta Le prime scoperte
Mosasaurus è stato il primo genere di mosasauride a essere stato descritto e nominato.Evans, M. (2010). The roles played by museums, collections and collectors in the early history of reptile palaeontology. Pp. 5-31 in: Moody, R.T.J., Buffetaut, E., Naish, D. and Martill, D.M. (eds.) Dinosaurs and Other Extinct Saurians: A Historical Perspective. Geological Society Special Publication 343. Il primo resto fossile noto alla scienza fu un cranio frammentario, ritrovato in una cava di gesso a St Pietersberg, una collina nei pressi di Maastricht, Paesi Bassi, nel 1764, e collezionato dal tenente Jean Baptiste Drouin, nel 1766. In seguito, fu regalato al Museo Teylers, a Haarlem, nel 1784 da Martinus van Marum, il primo direttore del museo, che pubblicò la sua descrizione solo nel 1790. Egli riteneva che il fossile fossero le ossa di un "grande pesce che respira" (Pisces cetacei, in altre parole una balena).van Marum, M. (1790). Beschrijving der beenderen van den kop van eenen visch, gevonden in den St Pietersberg bij Maastricht, en geplaatst in Teylers Museum, Verhandelingen Teylers Tweede Genootschap, 9:383-389. This article was published after Petrus Camper published his 1786 account and Van Marum follows Camper in his findings. Il fossile fa ancora parte della collezione, classificato come l'esemplare TM 7424.Mulder, E.W.A. (2004). Maastricht Cretaceous finds and Dutch pioneers in vertebrate palaeontology. In: Touret, J.L.R. & Visser, R.P.W. (eds). Dutch pioneers of the earth sciences, pp. 165-176. Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences (KNAW), Amsterdam.
Tra il 1770 e il 1774 ("1770", secondo Faujas de Saint-Fond,Faujas de Saint-Fond, B. (1798-9). Histoire naturelle de la montagne de Saint-Pierre de Maëstricht (digitized version on Service Commune de la Documentation, Université Louis Pasteur), , . : start of the history of the head of the "crocodile", and : according to the text, both represent the skull that belonged to Godding, : the skull of Teylers Museum, : the lower jaw that would once have been in the possession of Petrus Camper, according to the legend drawn by Camper himself and now in the possession of his son. "intorno al 1770", secondo CamperCamper, P. (1786). Conjectures relative to the petrifactions found in St. Peter’s Mountain near Maestricht, Philosophical Transactions, 76(2): (digitized version on Gallica). e "en 1780 ", secondo Cuvier nel 1808Cuvier, G. (1808). "Sur le grand animal fossile des carrières de Maestricht", Annales du Muséum national d'histoire naturelle, (Parijs) 12: (digitized version on Biodiversity Heritage Library). The year 1780 is mentioned on p. 148.), venne scoperto e recuperato un secondo cranio parziale. Il nuovo fossile fu ritrovato nel terreno di proprietà del canonico Theodorus Joannes Godding, che aveva la sua casa di campagna sul pendio della collina. Un medico locale in pensione dell'esercito tedesco/olandese, Johann Leonard Hoffmann (1710-1782), raccolse alcuni frammenti che corrispondevano al cranio dell'olandese prof. Petrus Camper. Hoffmann pensava che l'animale fosse un coccodrillo. Nel 1786, tuttavia, Camper rigettò tale ipotesi affermando che i resti erano quelli di "uno sconosciuto odontoceto".Fragmentum Maxillae superioris, lateris dextri capitis Physeteris incogniti ex Monte St. Petri, Traj. [ectum] ad Mosam, as Camper writes in "Conjectures relative to the petrifactions found in St. Peter’s Mountain near Maestricht", Philosophical Transactions, 76: 443-456, on p. 456, in a legend to Tab XVI. The translation of the Latin text is: "Part of the upper jaw of the right side of the head of an unknown toothed whale from St. Peters Mountain, Maastricht." Physeteris incogniti is the genitive case of Physeter incognis. Camper did not name the species this way: Physeter incognis is not to be read as a species name but literally as "an unknown toothed whale". The name Physeter now means sperm whale but as one can read on p. 445 of Camper's paper, he used it in a broader sense: "... a physeter, breathing fish, Delphinus, or Orca, or under whatever genus it may be ranked...".