È stata attiva in teatro, cinema e televisione ed è apparsa in più di 70 pellicole cinematografiche dall'era del cinema muto fino alla fine degli anni settanta.
Biografia Il lungo percorso artistico di Joan Bennett può essere suddiviso in tre distinte fasi: durante gli anni trenta interpretò ruoli di accattivante ingenua bionda, mentre nel decennio successivo si rivelò quale bruna e sofisticata femme fatale; dagli anni cinquanta affrontò ruoli più maturi, interpretando figure di moglie/madre espansiva. La sua carriera cinematografica fu danneggiata da uno scandalo nei primi anni cinquanta, quando il suo terzo marito, il produttore Walter Wanger, ferì con due colpi d'arma da fuoco il suo agente Jennings Lang.
Origini Terza delle tre figlie dell'attore Richard Bennett e dell'attrice/agente letterario Adrienne Morrison (morta per un infarto nel 1940), sue sorelle maggiori erano l'attrice Constance Bennett e l'attrice e ballerina Barbara Bennett, madre di Morton Downey Jr.; il nonno materno della Bennett era l'attore shakespeariano giamaicano Lewis Morrison, che intraprese la carriera teatrale alla fine degli anni sessanta dell'Ottocento; aveva retaggio inglese e spagnolo. Dalla parte della nonna materna invece, l'attrice Rose Wood, la professione risale addirittura ai menestrelli itineranti nell'Inghilterra del XVIII secolo.
La Bennett apparve per la prima volta in un film muto nei panni di una bambina insieme ai suoi genitori e alle sue sorelle in un dramma interpretato dal padre, The Valley of Decision (1916), che egli aveva adattato per lo schermo. Frequentò la Miss Hopkins School for Girls di Manhattan, poi la St. Margaret, un collegio di Waterbury, quindi l'Hermitage, una scuola di comportamento a Versailles, in Francia. Il 15 settembre 1926, a soli sedici anni, si sposò a Londra con John Marion Fox. Ebbero una figlia, Adrienne Ralston Fox (nata il 20 febbraio 1928, in seguito conosciuta come Diana Bennett MarkeyLos Angeles Times, Aug. 22, 1936, "Wins Fight Over Daughter's Surname --- Child Given New Name --- Young Daughter Becomes Diana Markey Under Court Decision," p. 3, poi come Diana Bennett WangerLos Angeles Times, Apr. 18, 1944, "Wanger Moves to Adopt Child of Joan Bennett," p. 2). La coppia divorziò il 30 giugno 1928 a Los AngelesLos Angeles Times, July 31, 1928, "Daughter Of Actor Divorced --- Joan Bennett Fox Wins Decree on Charges of Mate's Intoxication," p. A 20.
Carriera
Il debutto della Bennett sulle scene teatrali avvenne all'età di 18 anni, quando recitò con suo padre in Jarnegan (1928), che venne replicato a Broadway per 136 volte e per il quale ottenne ottime critiche. A 19 anni divenne una star cinematografica, grazie a ruoli quali quello di Phyllis Benton nel thriller Cercasi avventura (1929), accanto a Ronald Colman, che fu il suo primo ruolo importante, e quello di Lady Clarissa Pevensey, partner di George Arliss nel biografico Disraeli (1929).
All'inizio degli anni trenta era già una star di prima grandezza e si specializzò in brillanti ruoli di vivace e bionda (il suo colore di capelli naturale) che avrebbe affrontato durante l'intero decennio. Ricoprì il ruolo di Dolores Fenton in Puttin' on the Ritz (1930), musical della United Artists al fianco di Harry Richman e di Faith Mapple, e fu partner di John Barrymore nella prima versione sonora di Moby Dick, il mostro bianco (1930), girato nei Warner Brothers Studios.
Sotto contratto con la Fox Film Corporation, il suo nome fu il primo in cartellone nel film She Wanted a Millionaire (1932), in cui interpretò il ruolo di Jane Miller al fianco di Spencer Tracy. Nello stesso anno recitò nuovamente accanto a Tracy, in Io e la mia ragazza (1932), nei panni della bella cameriera Helen Riley, ruolo che le consentì di prodursi in brillanti e ironici dialoghi. Il 16 marzo 1932 si risposò a Los Angeles con lo sceneggiatore/produttore Gene MarkeyLos Angeles Times, Mar. 17, 1932, "Bennett Sister Weds Here --- Actress Becomes Scenarist's Bride," p. A 2, dal quale divorzierà il 3 giugno 1937Los Angeles Times, June 4, 1937, "Actress' Marital Tie Cut --- Joan Bennett Granted Divorce From Gene Markey, Writer," p. 3. Ebbero una figlia, Melinda Markey (nata il 27 febbraio 1934).
La Bennett lasciò la Fox per interpretare Amy, l'irriverente sorellina minore in competizione con la Jo March interpretata da Katharine Hepburn in Piccole donne (1933), diretto da George Cukor per la RKO Pictures. Quest'ultimo film pose la Bennett all'attenzione del produttore indipendente Walter Wanger, che la mise sotto contratto ed iniziò a gestire la sua carriera. In Mondi privati (1935), l'attrice interpretò il ruolo di Sally MacGregor, la giovane moglie di uno psichiatra che lentamente scivola nella pazzia, al fianco di Claudette Colbert, Charles Boyer e Joel McCrea. Successivamente, Wanger e il regista Tay Garnett la convinsero a tingere i capelli dal biondo al bruno per interpretare Kay Kerrigan in Crociera d'amore (1938), con Fredric March.
A seguito del cambio di look, la Bennett avviò una nuova fase della propria carriera, mentre la sua personalità cinematografica si evolveva in quella di affascinante e seducente femme fatale. Interpretò la principessa Maria Teresa in La maschera di ferro (1939) con Louis Hayward, e la gran duchessa Zona di Lichtenburg in Il figlio di Montecristo (1940), sempre con Hayward.
Durante i test per l'assegnazione del ruolo di Rossella O'Hara in Via col vento (1939), la Bennett fece un provino che impressionò il produttore David O. Selznick. Per un breve periodo venne considerata la favorita per quel ruolo, ma Selznick cambiò poi idea, rivolgendo la sua attenzione prima su Paulette Goddard, e infine verso Vivien Leigh, che fu l'interprete prescelta.
Nel 1949 divenne nonna per la prima volta a 39 anni di Amanda, figlia di Diana.
Il 12 gennaio 1940 la Bennett sposò il produttore Walter Wanger a PhoenixLos Angeles Times, Jan. 13, 1940, "Joan Bennett and Wanger Marry in Phoenix Elopement --- Actress and Producer Make Trip by Auto; Announce They'll Return to Hollywood Today," p. 1. Dal matrimonio nacquero due figlie, Stephanie (nata il 26 giugno 1943) e Shelley (nata il 4 luglio 1948). La coppia divorzierà in Messico nel settembre del 1965New York Times, Sep. 21, 1965, "Joan Bennett Divorced," p. SU 3_3. Il nuovo look bruno della Bennett, unitamente alla sensualità dello sguardo e alla voce roca, contribuì a delinearne una personalità meno angelica e più accattivante. Fu lodata per la sua interpretazione di Brenda Bentley nel giallo drammatico L'isola degli uomini perduti (1940), con George Raft, e per quella di Carol Hoffman in The Man I Married (1939), un dramma dai forti toni antinazisti in cui recitò con Francis Lederer.
Durante gli anni 1940 l'attrice ottenne grande successo in una serie di film noir acclamati anche dalla critica e diretti dal regista Fritz Lang, con il quale lei e Wanger formarono una propria casa di produzione. Le quattro pellicole girate sotto la direzione di Lang consacrarono la Bennett tra le maggiori star hollywoodiane dell'epoca: fu la prostituta londinese Jerry Stokes in Duello mortale (1941) con Walter Pidgeon; la misteriosa modella Alice Reed in La donna del ritratto (1944) con Edward G. Robinson; la volgare ricattatrice Katherine “Kitty” March in La strada scarlatta (1945) sempre insieme a Robinson. Fu infine Celia Lamphere in Dietro la porta chiusa (1948), accanto a Michael Redgrave, che secondo molti fu il miglior film hollywoodiano di Lang.
La Bennett venne acclamata anche nei ruoli di Margaret Macomber nel melodramma Passione selvaggia (1947) di Zoltán Korda, con Gregory Peck; di Peggy, la moglie fraudolenta in La donna della spiaggia (1947) di Jean Renoir, con Robert Ryan e Charles Bickford; di Lucia Harper, tormentata vittima di un ricatto in Sgomento (1949) di Max Ophüls, con James Mason.
Quindi, cambiando nuovamente immagine, mutò la sua veste cinematografica in quella di una elegante e spiritosa moglie e madre in due commedie classiche dirette da Vincente Minnelli. Nel ruolo di Ellie Banks, moglie di Spencer Tracy e madre di Elizabeth Taylor, la Bennett recitò sia in Il padre della sposa (1950) che nel sequel Papà diventa nonno (1951).
Fece parecchie apparizioni radiofoniche fra gli anni trenta e cinquanta, partecipando a programmi quali The Edgar Bergen and Charlie McCarthy Show, Duffy's Tavern e la serie Lux Radio Theater. Con l'accrescere di popolarità della televisione, nel 1951 la Bennett comparve per cinque volte come guest star, incluso un episodio del Your Show of Shows di Sid Caesar e Imogene Coca.
Nel 1960 per il suo contributo all'industria cinematografica, le venne assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame al 6300 di Hollywood Blvd.
Lo scandalo Per dodici anni la Bennett fu rappresentata dall'agente Jennings Lang, già vice presidente della Sam Jaffe Agency e all'inizio degli anni cinquanta a capo della MCA. L'attrice e Lang si incontrarono il pomeriggio del 13 dicembre 1951 per discutere di uno spettacolo televisivo in produzioneLos Angeles Times, Dec. 14, 1951, "Joan Bennett Sees Mate Shoot Agent --- 'Thought He Was Breaking Up My Home,' Says Wanger --- Jennings Lang Hit by Two Bullets; Actress Denies Any Romance," p. 1. La Bennett posteggiò la sua Cadillac decappottabile nel parcheggio sul retro degli uffici della MCA, e andò via con Lang sull'automobile di lui. Nel frattempo, intorno alle 14:30, suo marito Walter Wanger passò con la macchina e notò la Cadillac di sua moglie parcheggiata presso gli studi. Mezz'ora dopo vide ancora la sua macchina lì e si fermò ad aspettare. La Bennett e Lang rientrarono nel parcheggio qualche ora dopo e lui la accompagnò alla macchina. Mentre lei avviava il motore, accendeva i fari e si accingeva ad allontanarsi, Lang si appoggiò alla macchina con entrambe le braccia alzate e le parlò.
Fu a quel punto che Wanger si avvicinò e sparò due volte, ferendo l'ignaro agente. Un proiettile colpì Jennings alla coscia destra, vicino all'anca, e l'altro penetrò nella zona inguinale. La Bennett dichiarò di non aver notato Wanger inizialmente e di aver visto all'improvviso due lampi, poi Lang curvato al suolo. Non appena riconobbe chi aveva sparato, disse a Wanger “Vattene e lasciaci soli”. Lui gettò la pistola nella macchina di sua moglie. Con l'aiuto del gestore del parcheggio, Lang fu prima condotto dal suo medico e subito dopo trasportato all'ospedale, dove fortunatamente si riprese. La polizia, che aveva udito gli spari, giunse sulla scena, trovò la pistola nella macchina della Bennett, e prese in custodia Wanger. Il produttore fu schedato, gli vennero prese le impronte digitali e venne sottoposto a lunghi interrogatori.
"Gli ho sparato perché pensavo che stesse smembrando la mia famiglia," disse Wanger al capo della polizia di Beverly Hills. Fu accusato di assalto con intenti omicidi. La Bennett tuttavia negò qualunque relazione amorosa. “Ma se Walter pensa che la relazione tra me e il signor Lang sia romantica o di qualunque altro tipo piuttosto che non una relazione d'affari, ha torto”, dichiarò. Lei incolpò i contrattempi finanziari che riguardavano le produzioni cinematografiche in cui Wanger era coinvolto, e disse che lui era sull'orlo di un esaurimento nervoso. Il giorno seguente Wanger ritornò alla loro casa di Holmby Hills, prese i suoi averi e se ne andò. La Bennett, tuttavia, dichiarò che non ci sarebbe stato un divorzioLos Angeles Times, Dec. 15, 1951, "Detectives Shadowed Joan For Months, Says Wanger --- Film Producer Tells Reasons for Jealousy; Divorce Discussed," p. 1.