Tra i tardi esponenti dell'antropologia fisica e della tassonomia razziale classica, è noto principalmente per i suoi studi sulla classificazione fenotipica delle popolazioni continentali, confluiti nel saggio The Races and Peoples of Europe (1977), incentrato sulla distribuzione geografica delle varianti umane europee. Le sue teorie, considerate obsolete dalla moderna genetica, rimangono oggetto di dibattito storiografico.
Studi Nel 1921 si iscrive all'università di Uppsala, ove negli anni di frequenza ottiene una laurea in botanica, geografia e più tardi nel 1925, in meteorologia. Nel 1935 si iscrive a un corso dell'università sulla teologia.
Ottiene un Philosophiæ Doctor nel 1945 per aver scritto Dalaallmogens antropologi, una tesi sull'antropologia. Dal 1947 al 1970 è stato docente di antropologia.
Teorie razziali Inizia ad interessarsi della questione delle razze umane già nel 1930, quando inizia a ricercare un nuovo metodo per ridefinire l'antropologia in base agli studi che decide di condurre sull'uomo moderno.
Nel 1939 stende la prima relazione sulle razze in Europa e la presenta all'università di Uppsala, ove viene mostrata in un annuario insieme ad altre tesi di altri studenti. Nella relazione descrive la storia della razza europea, dalla nascita avutasi grazie a migrazioni di popoli indoeuropei, già mentalmente e fisicamente sviluppati rispetto alle altre razze. Anche le sue teorie, in concordanza con quelle contemporanee dell'epoca, si basano sul presupposto che determinati elementi come altezza elevata, corporatura robusta, capelli biondi e occhi azzurri siano gli aspetti che descrivono la superiorità della razza nordica in confronto alla mediterranea e negroide, descritte come obsolete e inferiori non solo dal punto di vista fisico ma anche intellettuale.
Per la stesura della tesi ha viaggiato in Europa studiando la cultura dell'uomo di Cro-Magnon e piccoli popoli instauratisi in Svezia in età arcaica. Dalle ricerche ha anche indotto differenze tra nordici occidentali (versante atlantico e scandinavo) e orientali (territori slavi e contigui al Mar Caspio).
L'amico e collega Herman Lundborg descrisse Lundman come una persona fantastica, ma con poca credibilità scientifica. L'antropologo statunitense contemporaneo a lui, Carleton Coon, parlò di errori sistematici nelle sue scienze.
È conosciuto per essere stato uno dei pochi svedesi a basare le proprie ricerche antropologiche sul credo razziale, tuttavia, seppur oggi decaduto ogni genere di razzismo scientifico, i testi e le opere di Lundman sono reperibili anche in moltissime biblioteche svedesi e non.Almer och Gustavsson, sid. 30Lundmark, sid. 37Recension i UNT 2006-08-16 av Maja Hagermans bok Det rena landet
Opere Västmanlandstyper, Julläsning, Västmanlands läns tidning (1931) Folktypsundersökningar i Dalarna I-IX, Dalarnas hembygsbok (1932) Nordens rastyper, (1940) Jordens människoraser och folkstammar, (1943) Dalaallmogens antropologi (tesi che gli valse il dottorato, (1945) On the Origin of the Lapps, Ethnos (1946) Nutidens människoraser (1946) Raser och folkstockar i Baltoskandia (1946, ristampato nel 1967) Ergebnisse der anthropologischen Lappenforchung, Anthropos (1952) Umriss der Rassenkunde des Menschen in geschichtlicher Zeit (1952) Stammeskunde der Völker (1961) Blutgruppenforschung und geograpische Anthropologie (1967) The Races and Peoples of Europe (New York: IAAEE. 1977) Minnen (memorie) (1987) Jordens folkstammar (1988)
Note
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