Il Vangelo di Tommaso, o meglio Vangelo secondo Tommaso (), è un vangelo che raccoglie i detti di Gesù (114 o 121 a seconda della numerazione proposta dagli studiosi moderni).Il testo non presenta una numerazione interna. La suddivisione di Jean Doresse prevede 114 detti, quella di Marcello Craveri 121 (). È considerato apocrifo da tutte le confessioni cristiane.
L'attribuzione interna del vangelo è all'apostolo «Didimo Giuda Tommaso»;Sia «Didimo» sia «Tommaso» significano «gemello», rispettivamente in lingua greca e aramaica. la visione che emerge dal Vangelo di Tommaso è che il Regno di Dio sia già presente sulla Terra e che la luce divina, presente all'interno di tutti gli uomini, può permettere loro di vedere il Regno ed entrarvi.
Il vangelo è noto in forma completa tramite la versione in lingua copta conservata in uno dei manoscritti di Nag Hammadi, scoperti nel 1945 nell'omonima località egiziana; il manoscritto, un codice, è legato con un metodo ora noto come legatura copta e risale al 340 circa ed è conservato al Museo copto del Cairo. Fu solo dopo il ritrovamento di questo manoscritto completo in lingua copta che gli studiosi si accorsero che diversi frammenti della versione originale in lingua greca erano stati già scoperti: tre erano tra i Papiri di Ossirinco scoperti nel 1897, altri due furono trovati sempre a Ossirinco nel 1903,Robert Grant e David Noel Freedman, The Secret Sayings of Jesus according to the Gospel of Thomas (Fontana Books, 1960). apparentemente provenienti dalla stessa raccolta di detti che conteneva i frammenti in greco del Vangelo di Tommaso (P. Oxy. I 1; IV 654; IV 655) e datati alla prima metà del III secolo, mentre un ulteriore frammento greco scoperto nel 1905 è stato datato a prima del 200.
Secondo il criterio di analisi hapax legomenon, il Vangelo di Tommaso è indipendente dal testo dei vangeli canonici per il 60-70% delle sentenze o detti. Data la sua relazione con questi testi, la sua data di composizione è dibattuta tra gli studiosi: alcuni lo ritengono contemporaneo dei vangeli sinottici, se non addirittura antecedente a questi, risultando in una datazione intorno al 50/60 ma comunque non posteriore alla fine del I secolo; la maggioranza degli studiosiScrive Hultgren: «For a long time the usual judgment had been that the Gospel of Thomas was produced in the middle of the second century, and that view stil has wide support» (Cfr. Arland J. Hultgren, The Parables of Jesus: A Commentary, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2002); Bentley Layton, The Gnostic Scriptures, Garden City, NY: Doubleday and Co., 1987; . ritiene che sia successivo, in quanto mostrerebbe una dipendenza parziale dai vangeli canonici, e lo datano tra il 120 e il 140 circa.
Testimonianze patristiche e manoscritti
Il Vangelo di Tommaso scomparve quando lo Gnosticismo fu soppresso dai proto-ortodossi. Per secoli ne rimasero disponibili solo citazioni indirette da parte di alcuni Padri della Chiesa.
Tra il 222 e il 235, nella sua opera Refutatio omnium haeresium (5.7.20.), Ippolito di Roma riporta una variante del detto 4, che Ippolito dice di aver preso da un testo intitolato Vangelo di Tommaso: «[i Naasseni] [...] conservano una tradizione al riguardo nel vangelo intitolato "Secondo Tommaso", che afferma espressamente: "colui che mi cerca mi troverà in bambini di sette anni e più, poiché lì, nascosto nel quattordicesimo eone, io sono rivelato"». Si tratta dell'unica chiara citazione del Vangelo di Tommaso.
In altri autori del Cristianesimo delle origini è citato il titolo del Vangelo di Tommaso, come ad esempio in Origene (Omelia su Luca, 1; 233 circa), mentre nel IV e V secolo, diversi Padri della Chiesa scrissero che il Vangelo di Tommaso era tenuto in gran considerazione da Mani,Nel IV secolo, Cirillo di Gerusalemme menzionò un "Vangelo di Tommaso" per due volte nel suo Catechesis: «I Manichei scrissero anche un Vangelo di Tommaso, che essendo intinto nella fragranza del titolo evangelico corrompe le anime dei semplici» (Catechesis 4.36); «Non fate leggere a nessuno il Vangelo di Tommaso: in quanto questo non è il lavoro di uno dei dodici apostoli, ma di uno dei tre perversi discepoli di Mani» (Catechesis 6.31). anche se potrebbero riferirsi al Vangelo dell'infanzia di Tommaso; altri autori, come Clemente Alessandrino, affermano che vi fossero paralleli tra il Vangelo di Tommaso e altri vangeli non canonici, come il Vangelo degli Ebrei e il Vangelo greco degli Egiziani.Ron Cameron, The Anchor Bible Dictionary, v. 6, p. 535.. Tra gli studiosi pressoché nessuno considera questo vangelo come realmente scritto da San Tommaso.Summers Ray, Le parole segrete di Gesù vivente, Waco, TX: Word Books, 1968, 14
In epoca moderna ne sono stati ritrovati alcuni testimoni frammentari: Papiro di Ossirinco 1: in greco, datato all'inizio del III secoloArland J. Hultgren, The Parables of Jesus: A Commentary, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2002, p. 432, contiene i loghia ("detti") 26-30, 77.2, 31-33. Papiro di Ossirinco 654: in greco, datato alla metà del III secolo, contiene il prologo e i loghia 1-7. Papiro di Ossirinco 655: in greco, datato alla metà del III secolo, contiene i loghia 24; 36-39. nel 1945 tra i Codici di Nag Hammadi è stato rinvenuto un manoscritto copto integro, datato al 340 circa, riferimento principale delle edizioni critiche del testo.
Contenuto
Il manoscritto contiene 114 loghia, ossia frasi attribuite a Gesù, riportate in terza persona ("Gesù disse"), e che richiamano alcuni passi dei vangeli canonici.
Le somiglianze fra numerosi detti riportati nei vangeli canonici con quello di Tommaso ha portato molti studiosi a ritenere che entrambi abbiano una fonte comune, chiamata fonte Q, dal tedesco Quelle, da parte degli studiosi dei vangeli canonici. Questa ipotesi, suggerita da alcuni papiri di Ossirinco che riportano tre frammenti con loghia contenute anche nel Vangelo di Tommaso, sembra ulteriormente confermata da questo manoscritto. In alternativa alla fonte Q si può ipotizzare una comune derivazione dal cosiddetto vangelo degli Ebrei che, a differenza della prima, è citato dai Padri della Chiesa come realmente esistente e scritto in aramaico. La terza posizione, ancora minoritaria ma di sicuro interesse, di una parte della comunità scientifica è riassunta da BruceF.F. Bruce, The Gospel of Thomas, Faith and tought 92,1, (1961) quando afferma che Tommaso si presenta come il prodotto di una tradizione orale dei detti di Gesù unita all'influenza dei vangeli canonici. Una conferma potrebbe arrivare da un parallelo tra Tommaso e alcuni libri canonici, come la Prima lettera ai Corinzi (: «Ciò che occhio non vide e orecchio non udì e mai entrò in cuore d'uomo, questo Dio ha preparato per quelli che lo amano»), simile al detto di Tommaso che dice «Io vi darò ciò che occhio non ha veduto e orecchio non ha udito e mano non ha toccato e non ha mai dimorato nel cuore dell'uomo»Potrebbe però essere un riferimento a Isaia .
Il gruppo di studiosi raccolti nel Jesus Seminar ritiene che il Vangelo di Tommaso contenga più materiale storicamente affidabile del Vangelo secondo Giovanni,Wright, Nicholas Thomas, Five Gospels but no Gospel , 1999, p.5 e infatti lo include tra i "cinque vangeli".. Tale manoscritto è suddiviso in una parte che riporta le frasi attribuite a Gesù e un commento alle stesse attribuito all'apostolo Tommaso.
Il dibattito sulla data di composizione
La datazione del Vangelo di Tommaso è molto discussa; gli studiosi hanno proposto datazioni alte come il 60 e basse come il 140, «a seconda se il Vangelo di Tommaso sia identificato con il nucleo originario di detti, o con il testo pubblicato dall'autore, o con i testi greci o copti, o con i paralleli con altri testi».Secondo Richard Valantasis «il Vangelo di Tommaso fu composto nel corso del primo decennio del II secolo, ed esso, insieme al Vangelo secondo Giovanni e alle Epistole di Ignazio fa parte di un comune discorso teologico a cavallo tra il primo e il II secolo». Cfr. Richard Valantasis, Il Vangelo di Tommaso. Versione copta integrale commentata, Arkelos, 2005Valantasis, p. 12. Datare Tommaso è difficile in quanto, essendo una collezione di loghia senza struttura narrativa, i singoli detti potrebbero essere stati aggiunti gradualmente nel tempo..
La comunità degli studiosi (fatta eccezione per il Jesus SeminarRiccardo Hayes, che insegna discipline non-evangeliche a Dale, ha pubblicato un articolo per dimostrare come il Jesus Seminar non rappresenta un punto di vista comune della scuola di studi non-evangelici ("The Corrected Jesus", First Things, 43, 1994). Egli afferma che la datazione proposta dal Jesus Seminar per Tommaso è «una datazione straordinariamente antica», una «proposta molto controversa», e che «ha un tremolante fondamento metodologico». E Craig Blomberg aggiunge: «Il vangelo di Tommaso può essere stato scritto non più tardi del 150, ma nessun elemento forte ci permette di portare la datazione al secolo precedente come afferma il Jesus Seminar») concorda su una datazione prossima alla metà del secondo secolo (140).. Arland J. Hultgren elenca il gruppo di coloro che propendono per una datazione anteriore: Helmut Koester (I secolo), Stevan Davies (50-70), Ron Cameron (tra la fine del I secolo e l'inizio del II), Stephen Patterson, Dominic Crossan (componente del Jesus Seminar); tuttavia la maggioranza degli studiosi, tra cui Guillaumont, Puech, Cullmann, Quispel, Wilson, Gartner, Frend, Fieger, Hengel opta per il II secolo, p. 433, e gli scopritori dei frammenti di Ossirinco, Bernard Grenfell e Arthur S. Hunt confermano come possibile data del Vangelo di Tommaso il 140., p. 1 e seg
Le datazioni possono essere quindi divise in due gruppi: le datazioni "alte", nel caso in cui il nucleo del vangelo sia datato tra il 50 e il 100, dunque prima o all'incirca contemporaneamente alla composizione dei vangeli canonici, e le datazioni "basse", successive alla composizione dei canonici..
Datazione alta
La datazione alta è sostenuta in base a diverse argomentazioni, che riguardano la forma o struttura del vangelo, la sua indipendenza dai vangeli canonici e il ruolo di alcuni apostoli.
Forma del vangelo
Gerd Theissen e Annette Merz sostengono che il genere letterario delle collezioni di detti fu una delle forme più antiche in cui il materiale su Gesù fu tramandato. Asseriscono che altre collezioni di detti, come la fonte Q e la collezione sottostante Marco 4, furono assorbiti in narrazioni più ampie e non esistono più come documenti indipendenti, e che nessuna collezione successiva è sopravvissuta. Meyer afferma anche che il genere letterario delle "collezioni di detti" è indicativo di una composizione risalente al I secolo, e che, in particolare, «l'uso di parabole senza amplificazioni allegoriche sembra essere antecedente ai vangeli canonici».
Indipendenza dai vangeli sinottici
Stevan L. Davies sostiene che l'apparente indipendenza tra l'ordine dei detti in Tommaso e dei loro paralleli nei vangeli sinottici, mostra che Tommaso non fu composto a partire da questi e che probabilmente li precedette. Stevan L. Davies, Correlation Analysis Un certo numero di studiosi sostiene che quando i logia di Tommaso hanno paralleli nei sinottici, le versioni di Tommaso sembrano essere spesso più vicine alle fonti; Theissen e Merz ritengono che i detti 31 e 65 siano un esempio di questo fenomeno. Allo stesso modo Earl Doherty sostiene che quando il Vangelo di Tommaso segue la fonte Q o il Nuovo Testamento, mostra una forma meno sviluppata, più "primitiva" o "originale" dei suoi paralleli. Koester concorda, citando in particolar modo le parabole di Gesù contenute nei detti 8, 9, 57, 63, 64 e 65. Nei pochi casi in cui la versione di Tommaso e quella dei sinottici sembrano collegate, ciò dipenderebbe dall'intervento del traduttore dal greco al copto.