La legge elettorale italiana del 1882 ("legge Zanardelli") fu una legge elettorale adottata dal Regno d'Italia, a partire dalle elezioni del 1882 (XV Legislatura).
Storia La legge, approvata dal IV Governo Depretis, sostituì la legge elettorale del 1860, alterandone sia il sistema che la base elettorale.
Tale sistema, tuttavia, accrebbe l'instabilità delle maggioranze, cosicché nel 1891 la legge venne emendata ripristinando i collegi uninominali. Con tali modifiche, essa restò in vigore sino al 1912, quando venne sostituita sotto il IV governo Giolitti da una nuova legge che estese ulteriormente il suffragio.
Caratteristiche Sotto il profilo del sistema elettorale, la legge era una plurinominale di lista: essa, cioè, sostituì i collegi uninominali previsti dalla norma precedentemente in vigore con collegi plurinominali che eleggevano da due a cinque deputati. Il suffragio venne esteso a tutti i cittadini che avessero compiuto 21 anni, ma avrebbe potuto votare solo chi avesse dimostrato di saper leggere e scrivere, o di avere la licenza del biennio elementare, oppure di pagare almeno 19.80 lire di imposta diretta all'anno. Grazie a queste modifiche il voto venne esteso al 6.9% della popolazione.
Voci correlate Collegi elettorali del Regno d'Italia del 1882 Giuseppe Zanardelli
1882