Biografia Nacque a MilanoNella zona di Porta Ticinese il 29 aprile 1912, figlio di commercianti benestanti. La sua fu un'infanzia felice, anche nell'assenza dei genitoriIl padre era partito per la guerra e la madre si era trasferita a Vicenza per seguire da vicino la succursale dell'azienda di famiglia, passata nella casa milanese rallegrato dai racconti di favole della nonnaGuido Piovene, Italo Valenti, a cura di Guido Bonfanti, 1943, Novara, Posizione che saranno continua fonte d'ispirazione per la sua arte. A sette anni si trasferì a Vicenza; nella città veneta frequentò la Scuola di Arti e Mestieri e cominciò a lavorare presso un oreficeLavorava anche come miniaturista su smalto. Fu il teosofo Libero Augenti a fargli scoprire che tutte le arti sono in connessione fra di loroDa ricordare anche l'amicizia con Neri Pozza, scrittore ed editore. Tenne la sua prima personale a Valdagnocon Giuseppe Marin nel 1932. Si iscrisse poi all'Accademia di Venezia e poi all'Accademia di Brera dove fu allievo di Aldo Carpi e di Eva Tea. A quest'epoca risalgono anche i primi viaggi a Parigi e in Belgio alla scoperta di Cézanne, e della pittura impressionista e post-impressionistaAl ritorno da questo viaggio gli fu ritirato il passaporto e questo acuì la sua ribellione al fascismo, che lo porterà ad alcuni giorni di carcere nel 1937.

Nel 1937 entròNe parla Beniamino Joppolo in Corrente nel 1940 nel movimento di Corrente con Sassu, Luciano Anceschi, Guttuso, Fontana, Birolli, Cassinari, Raffaele De Grada, Treccani, Beniamino Joppolo, Salvatore Quasimodo, Migneco, Morlotti, Vittorio Sereni ed altriMarco Valsecchi, Gli artisti di Corrente, 1963, Comunità, Milano, che facevano riferimento all'impegno civile e sociale dell'arte espressionista per superare il provincialismo e la retorica dell'arte italiana. La partecipazione di Valenti all'attività del gruppo fu intensa: la cifra distintiva della sua pittura figurativa era da ritrovarsi nel trasognato e onirico lirismo che fece parlare di "primitivismo fantastico", già teso alla stilizzazione della figura che approderà in seguito alle forme astratte.

Nel 1938 cominciò la sua carriera di insegnante presso la Scuola libera del nudo di Brera, dove insegnerà fino al 1952Durante la Repubblica di Salò, fra il 1943 e il 1945 rifiutò di insegnare. Riprese nel 1946, assistente del suo maestro Carpi, quando si trasferì definitivamente in Svizzera, a LocarnoNel corso di un precedente soggiorno, nel 1950, aveva conosciuto la pittrice Anne de Montet, che diventerà sua moglie. Qui entrò in contatto con il gruppo di artisti che si ritrovava in quel periodo ad Ascona (Jean Arp, Ben Nicholson, Remo Rossi e Julius Bissier) e questo lo portò ad un progressivo ripensamento della sua pittura: la dimensione narrativa, più propriamente figurativa, venne progressivamente meno, mentre si affermò sempre più una ricerca sugli effetti cromatici e spaziali che lo portarono ad una fase di "astrazione lirico informale"Silvio Acatos, Italo Valenti, 1987, Lausanne-Paris, La Bibliothèque des Arts. I temi onirici del "primitivismo fantastico" erano ancora presenti: le maghe, la serie dei cerfs volant, delle lune, dei teatrini, delle stazioni, dei battelli; ma lo stile era completamente diverso: la composizione si frantumava in triangoli, trapezi, rombi, simboli primordiali ed enigmatici dotati di una propria "leggerezza pensosa"Italo Calvino, Lezioni americane.

È fra i pittori che l'imprenditore Giuseppe Verzocchi contattò per la sua raccolta di opere sul tema del lavoro: tra il 1949 e il 1950, Valenti realizzò Le locomotive (1949-1950), quadro che, insieme all'Autoritratto, è oggi conservato nella Collezione Verzocchi, presso la Pinacoteca Civica di Forlì.

La sua pittura è sempre più pura, pulita, composta di pochi elementi che galleggiano in un vuoto astratto. Così vengono creati i collages astrattiItalo Valenti, Piccoli collages, con una nota di H.S. Ede, 1980, Milano, Scheiwiller dell'ultima produzione artistica, in cui il fanciullesco, il fantastico, l'onirico trovano il loro definitivo equilibrio con il simbolico, l'enigmatico, l'astrazione, in una sintesi vitale e finale. Nel 1985 viene colpito da ictus cerebrale che lo priva della parola e dell'uso del braccio destro. Per questo motivi i collages che seguiranno appartengono a quella che lui stesso chiama "epoca della mano sinistra". Muore il 6 settembre 1995 ad Ascona.

Opere Le locomotive, 1949-1950, 90x70 cm La guerra, 1950, 27x35,5 cm Le bambine, 1954, 30x35 cm Il traghetto, 1950, 33x33 cm I cervi volanti, 1953, 100x130 cm Chaos gris, 1959, 73x100 cm Concilio delle maghe, 1959, 54x74 cm Amsterdam, 1967, 146x172 cm L'isola d'aria, 1982, 100x110 cm Liuto, 1969 Liuto, 1969, 22,5x27 cm

Collages La magicienne, 1962, 90x120 cm Zigurat, 1978, 120x90 cm Le bateau d'Ulysse, 1981, 19x23 cm Camargue, 1984, 65x65 cm Lune, 1984, 76,5x76,5 cm Equinoxe, 1993, 54x68 cm

Acquarelli - Grafica Les Magiciennes, 1956, 32x42 cm Equinoxe, 1993, 54x68 cm Castore e Polluce, 1971, 170x175 cm Luna o Caos, 1964, 203x248 cm La maga IV, 1975, 205x128 cm

Note

Bibliografia

Manuel Gasser, Henry Bauchau, Italo Valenti, a cura di Franco Vercelotti, Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1970.

Italo Valenti. Carte, dipinti con testi di Anne De Montet, Carlo Carena, Domenico D'Oora, Guido Piovene, catalogo della mostra alla Galleria Folini Arte Contemporanea di Chiasso, Svizzera, 2008.

Voci correlate Milano Accademia di Brera Astrattismo Svizzera Ascona Collage (arte)

Collegamenti esterni

Valenti Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Brera