Campomarino (Këmarini in arbëreshe) è un comune italiano di abitanti in provincia di Campobasso in Molise. Prima cittadina da sud, al confine con la Puglia, Campomarino è posta sulla costa adriatica; è uno dei quattro comuni molisani di tradizione arbëreshë, insieme a Portocannone, Ururi e Montecilfone, parzialmente conservata nella cultura e nella lingua.

Il territorio comunale, oltre al nucleo principale di Campomarino, comprende le altre località di Campomarino Lido, Nuova Cliternia, Ramitelli e Contrada Arcora .

Il comune, il cui territorio forma un unico tessuto urbano con Termoli, è socio delle associazioni nazionali "Città del vino" e "Città dell'olio", in virtù della sua vocazione agricola e vitivinicola. Campomarino è una delle principali località turistiche della costa molisana, a confine con la Puglia e ospita diverse strutture operanti nel campo del turismo balneare.

Storia Il territorio di Campomarino è abitato sin dal XIX-XVIII secolo a.C. come dimostrano i resti dell'insediamento scoperto nel 1980 in località Arcora.

Gli studi dello storico Cluverio e del vescovo di Larino (CB), monsignor Tria, identificano il territorio di Campomarino, o gran parte di esso con l'antica città di Cliternia Frentana, città appunto frentana, divenuta poi fiorente città romana, attiva sin dal periodo repubblicano fino a tutto il periodo imperiale.

Distrutta più volte durante le invasioni barbariche, in particolare dai Goti, riuscì a risorgere ed a divenire centro di notevole importanza sotto i Longobardi e i Normanni. All'inizio del periodo angioino, il paese apparteneva al feudo della famiglia d'Alneto. Nel XV secolo, passò sotto il dominio dei Monforte per essere successivamente donato da Cola di Monforte alla Corte Regia.

Il terremoto del 1456 danneggiò duramente il paese.

Pochi anni dopo, l'avanzata turco-ottomana nei Balcani determinava una vasta emigrazione albanese in direzione delle coste adriatiche della penisola italiana: numerosi furono coloro che si stabilirono nel feudo di Campomarino e ricostruirono l'abitato. Dal 1461 al 1470, Giorgio Castriota Skanderbeg, eroe albanese Principe di Croia, in Albania, inviò un corpo di spedizione di circa 5.000 albanesi guidati dal nipote Coiro Stresio in aiuto a Ferrante I d'Aragona nella lotta contro Giovanni d'Angiò.

Il 18 agosto del 1461 Coiro Stresio sconfisse le truppe partigiane di Giovanni d'Angiò guidate da Piccinino a Lago di Sangue, presso Celle di San Vito (FG), lungo il tratturello Camporeale-Foggia.

Le popolazioni locali, e anche quella di Campomarino, subirono allora quella che fu nella storia delle colonie albanesi in Italia, la terza migrazione. Per i servizi resi, furono concessi al principe Scanderbeg diritti feudali su Monte Gargano, San Giovanni Rotondo e Trani e fu concesso ai soldati e alle loro famiglie di stabilirsi in ulteriori territori. I coloni albanesi rifondarono i territori e vissero convivendo pacificamente per lungo tempo con la popolazione locale.

Questa ondata migratoria ha impresso un'impronta identitaria indelebile su Campomarino (Këmarini), rendendola una delle storiche comunità arbëreshë d'Italia. Nonostante la progressiva assimilazione linguistica e la soppressione del rito religioso bizantino (avvenuta formalmente nel 1696 sotto la pressione della Curia romana), il paese conserva l'uso dell'arbërisht — una variante dell'albanese antico di ceppo tosco tutelata dalla legge n. 482/1999 — parlata ancora oggi soprattutto tra le generazioni più anziane nel centro storico collinare.

Il legame storico con la cultura d'origine è testimoniato anche dalla toponomastica bilingue e dall'intitolazione del corso principale a Giorgio Castriota Skanderbeg, oltre che dalla presenza della biblioteca comunale intitolata al celebre pittore albanese del novecento Ibrahim Kodra.

Dal 1503, dopo vari Governi, tra cui spicca quello del conte Manelfrido, il potere passò alla famiglia Di Sangro, la quale fu l'ultima titolare del paese prima dell'abolizione del feudalesimo.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Campomarino fu uno dei comuni del Molise destinati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento civile. Con l'arrivo dell'esercito alleato nell'ottobre 1943, gli internati raggiunsero i territori liberati del Sud Italia.Ebrei stranieri internati in Molise.

Dal 1944 il territorio di Campomarino acquisì un ruolo importante all'interno del Foggia Airfield Complex, la rete aeroportuale alleata che risultò decisiva nelle missioni aeree nelle fasi finali della guerra. Con cinque piccoli aeroporti, tra cui quello di Ramitelli dal quale presero il via le missioni dei Tuskegee Airmen, il territorio di Campomarino diede un importante contributo alle missioni aeree alleate della Fifteenth Air Force, della Desert Air Force e della Balkan Air Force.

La frazione di Campomarino Lido vanta ampie spiagge, costeggiate dal lungomare e da numerosi stabilimenti balneari; vicino vi è la prima collina, detta anche zona Lido - Collina, in contrada Àrcora: gradevole e panoramico colle a poche centinaia di metri dalle spiagge; lì sorge un insediamento turistico in fase di ampliamento, formato da numerose villette.

Le frazioni di Nuova Cliternia e Ramitelli, invece, si basano su un'economia principalmente agricola.

Importante zona agricola e turistico residenziale è anche la località Àrcora, in gran parte posta su una panoramica collina a poche centinaia di metri dalle spiagge, da cui si gode di un'ampia panoramica verso le Isole Tremiti.

Simboli Lo stemma è uno scudo partito: il primo di verde alla torre sormontata da un'aquila; il secondo di rosso, alla quercia che sovrasta il mare d'azzurro, ondoso d'argento. Il gonfalone è un drappo tagliato di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria a Mare

La chiesa di Santa Maria a Mare sorge nel borgo antico di Campomarino. L'edificio ha origini medievali, ma la struttura originaria è andata quasi del tutto perduta a causa dei rovinosi terremoti che hanno interessato l'area molisana nel corso dei secoli. Il Tria descrive la chiesa medievale come "assai deforme, e mal tenuta a tre navi ad opera greca": si può ipotizzare che la chiesa avesse impianto basilicale, a tre navate e triabsidata, con una volumetria esterna che in Molise trova riscontro nelle chiese di Santa Maria della Strada a Matrice e San Giorgio a Petrella Tifernina. Il nome della chiesa sarebbe dovuto alla vicinanza al mare: in epoca medievale la linea costiera dell'Adriatico era piuttosto arretrata rispetto ad oggi e giungeva fin sotto le pendici del colle su cui sorge Campomarino.

L'aspetto attuale della chiesa è frutto della riedificazione voluta nel 1710 dal vescovo di Larino, Carlo Maria Pianetti: rispetto alla chiesa medievale, l'edificio settecentesco si presenta ad aula unica, affiancato da un solido campanile in mattoni. Nella struttura attuale sono presenti elementi superstiti della chiesa medievale: due absidi rivestite di blocchi squadrati in pietra arenaria, con un coronamento ad archetti pensili; sul fianco settentrionale, due finestre monofore che illuminano la cripta, una porta architravata sovrastata da un arco e ora tamponata, due monofore a quote lievemente diverse.

La cripta è stata riscoperta durante i lavori di restauro del 1975. L'accesso alla cripta è consentito da una scalinata posta sul fianco sinistro della navata. Si tratta di un ambiente rettangolare, coperto da volte, in cui si aprono tre absidi che rispecchiano la scansione originaria della chiesa superiore. La struttura poggia su due grossi pilastri, che sostituiscono i perduti sostegni delle volte. L'apparato murario, in blocchi squadrati di pietra arenaria, è scandito da semicolonne e presenta decorazioni di epoca medievale (la doppia ghiera degli archi, le cornici e i capitelli delle semicolonne ornati con motivi vegetali) che richiamano la decorazione delle chiese di San Nicola a Guglionesi e di San Giovanni in Venere a Fossacesia. La vicinanza stilistica con queste chiese lascia supporre che la cripta di Santa Maria a Mare sia stata costruita nel XII secolo. All'interno della cripta vi sono inoltre degli affreschi datati tra XV secolo e XVI secolo che raffigurano San Nicola in abito episcopale e un santo a cavallo, forse San Giorgio, che calpesta un uomo disteso a terra, forse un riferimento alla lotta contro i Turchi che in quei secoli compivano incursioni lungo la costa dell'Adriatico.

La chiesa ospita una reliquia di Santa Cristina, patrona di Campomarino la cui celebrazione ricorre il 24 luglio. All'interno dell'edificio è inoltre custodito un busto che raffigura la santa, il quale è portato in processione durante la festa patronale.

Chiesa del Santo Spirito

La chiesa del Santo Spirito è comunemente nota come "chiesa nuova", per distinguerla dalla "chiesa vecchia" o "antica", appellativo popolare con cui si fa riferimento alla chiesa di Santa Maria a Mare. Il luogo di culto, infatti, è di recentissima costruzione: la prima pietra è stata posta nel 1995, in occasione della Domenica delle Palme, mentre l'edificio fu completato nel 1999. Nello stesso anno furono benedette le sette campane del Giubileo, posizionate sui due campanili bianchi che svettano ai fianchi del corpo della chiesa. La chiesa copre un'area di circa 610 metri quadrati ed è stata concepita con un impianto che risponde alle nuove norme liturgiche, per cui è necessario un maggiore coinvolgimento dei fedeli. Accanto alla chiesa sorge un palazzo che ospita un oratorio e un centro giovanile.

Chiesa di Sant'Anna

La chiesa di Sant'Anna si trova nella località di Campomarino Lido. La sua costruzione risale al 1970, quando si rese necessario un luogo di culto per far fronte alle necessità spirituali dei nuovi residenti e dei turisti che in estate raggiungono le spiagge campomarinesi. La chiesa, espressione dell'architettura religiosa contemporanea, ha pianta a croce latina: all'incrocio dei bracci svetta un alto corpo centrale con tetti fortemente a spiovente, che la rendono subito riconoscibile. Le finestre della chiesa sono ornate da vetrate policrome realizzate da Natale De Grandis.

La chiesa è intitolata a Sant'Anna, patrona della frazione e compatrona del comune, la cui ricorrenza è tradizionalmente celebrata il 23 luglio a Campomarino, giorno antecedente alla festa patronale di Santa Cristina, mentre la festa in onore della santa al Lido si celebra il 26 luglio, la data convenzionalmente fissata dalla Chiesa cattolica.

Santuario della Madonna Grande

Il Santuario della Madonna Grande, costruito nel XVII secolo, sorge nella frazione di Nuova Cliternia. Secondo la tradizione, un contadino rinvenne all'interno di una grotta sotterranea un quadro raffigurante la Vergine Maria, che divenne da subito oggetto di sentita devozione. L'icona della Madonna Grande, perciò, fu posta in una chiesa "tutta di mattoni in forma ottagonale di una grandezza smisurata" che divenne meta di pellegrinaggi che partivano non solo dai borghi della diocesi di Termoli-Larino, ma anche da alcune cittadine abruzzesi della diocesi di Chieti, quali Lentella e Fresagrandinaria. Sulla porta del santuario furono incise le insegne araldiche di Diego I d'Avalos, Marchese del Vasto, devoto benefattore che transitava spesso per l'agro cliternino durante i viaggi verso Serracapriola. Il quadro della Madonna Grande è esposto sull'altare maggiore ed è portato in processione durante le celebrazioni del 15 agosto, in occasione della festa dell'Assunta.

Edicola della Madonnina L'edicola della Madonnina si trova lungo via Favorita, nei pressi di un'altra edicola votiva dedicata alla Vergine Maria che un tempo era situata fuori dal centro urbano, ma che con il progressivo ampliamento di Campomarino nel XX secolo è stata inglobata tra le nuove abitazioni.

Architetture civili Palazzo Norante