La cultura di Polada (2200-1600 a.C. circaEncyclopedic Dictionary of Archaeology - Barbara Ann Kipfer pg.446) è il nome con cui ci si riferisce ad una cultura dell'età del bronzo antica, diffusa in gran parte dell'Italia settentrionale.

Il nome deriva dalla località di Polada, nel territorio del comune di Lonato del Garda, dove negli anni tra il 1870 e il 1875 si ebbero i primi ritrovamenti attribuiti a questa cultura in seguito a lavori di bonifica in una torbiera. Altri rilevanti siti archeologici si trovano in un'area compresa tra Mantova e il Lago di Garda e il lago di Pusiano AA.VV., "L'antica età del bronzo in Italia", 1995. p.58.

Cronologia La cultura di Polada viene solitamente assegnata al periodo che va dal 2200 al 1500 a.C. circa, o al 2400-1400 a.C. circa per A.F. Harding (2000); David-Elbiali & David (2009) ne limita la cronologia tra il 2200 e il 1750 a.C. circa.

Le cosiddette tavolette enigmatiche o Brotlaibidole, trovate a Polada e nel Lago di Ledro, sono datate al periodo più recente della prima età del bronzo nel sud delle Alpi e vengono correlate alla cultura di Polada. Secondo la cronologia proposta da Renato Perini, corrispondono al Bronzo Antico II e Bronzo Antico III (contesto Polada-B). Questi oggetti di argilla possono essere datati in Italia ad un periodo che va dal 2050 a.C. (Polada B, Lavagnone 2) al 1400/1300 a.C. (Lavagnone, dell'Isolone di Mincio).

Nel sistema cronologico di Paul Reinecke, la cultura Polada è inclusa nell'età del bronzo BzA2 a BzC2, ma secondo David-Elbiali & David (2009) solo nel BzA1a, BzA1b e BzA2a, cioè nelle prime fasi dell'antica età del bronzo.

L'insediamento di Lavagnone 1 è assegnato a 2080/2050 a.C., Lavagnone 2 esistette per 65 anni (dal 2050 al 1991/1985 aC) e Lavagnone 3 a partire dal 1984 a.C..

Venne succeduta nella media età del bronzo dalla facies delle palafitte e degli abitati arginati.

Origine

Vi sono alcuni punti in comune con la precedente cultura del vaso campaniforme tra cui l'uso dell'arco e una certa maestria nella metallurgiaAn Early History of Horsemanship pg.129. Secondo Barfield la comparsa della facies di Polada è da collegare a movimenti di popolazioni provenienti dalla Germania meridionale e dalla Svizzera..

Contemporaneamente alla cultura di Polada, le seguenti culture erano diffuse nell'arco alpino:

La cultura di Leithaprodersdorf e la cultura di Unterwölblinger in Austria La cultura di Straubing e la cultura di Singen nella Germania meridionale La cultura del Rodano o Rodaniana nel Sud della Francia La cultura di Lubiana in Slovenia

Secondo Bernard Sergent., l'origine della famiglia linguistica ligure - a suo parere imparentata alla lontana con quella celtica e quella italica - sarebbe da ricercare nella cultura di Polada e in quella del Rodano (prima età del bronzo), emanazioni meridionali della cultura di UneticeClaudio Beretta, I nomi dei fiumi, dei monti, dei siti: strutture linguistiche preistoriche p.135.

Diffusione

La maggior parte dei siti attribuibili a questa cultura sono stati scoperti intorno al lago di Garda, tra Lombardia orientale, Trentino e Veneto occidentale. Nella Lombardia occidentale e nel Piemonte orientale, invece, soprattutto intorno al lago di Viverone e al lago Maggiore, si sviluppa, a partire dall'ultima fase dell'età del bronzo antica, la cosiddetta cultura di Monate-Mercurago.

Influenze poladiane si riscontrano nella prima età del bronzo in Liguria, nella Romagna e nell'Emilia. In Toscana sono presenti solo alcune caratteristiche condivise (forma dei vasi e delle anse e certe decorazioni) con la cultura di Polada che potrebbero derivare da un'origine comune dalla cultura del vaso campaniforme o in alternativa potrebbero essere pervenute tramite collegamenti diretti tra l'area tirrenica e quella alpina. Anche in Corsica e in Sardegna (cultura di Bonnanaro) compaiono alcune caratteristiche "poladiane" nella cultura materiale dell'antica età del bronzo, giunte dall'Italia peninsulare, nonché nel Midì francese e in Catalogna (Bronzo pirenaico).

Insediamenti

Gli insediamenti in zona di laghetti e paludi intermorenici sono a palafitte appoggiate su "bonifiche"Una "bonifica" è una palafitta costruita in sponda allo specchio o corso d'acqua, su un impalcato appoggiato al terreno con tronchi infissi nel limo per consolidarlo (vedi immagine sul sito Tragol.it), differente da una vera e propria palafitta "aerea", costruita su impalcature aeree sospese sopra il pelo dell'acqua. di tronchi orizzontali, disposti in piattaforma stratificata o cassonata. Avevano un'estensione abbastanza contenuta, circa un ettaro, e una popolazione che si aggirava fra i 200 e i 300 individui per villaggio.

Economia L'economia delle genti poladiane era basata sull'allevamento, la caccia, l'agricoltura, la pesca e la raccolta in larga scala di frutti di bosco.

In un sito di questa cultura, presso Solferino, è stato rinvenuto il più antico esempio di cavallo addomesticato in Italia.

Cultura materiale

Se la ceramica è di impasto ancora grossolano, le altre attività umane crescono e si sviluppano: industria litica, in osso e corno, legno, metalli. Gli strumenti e le armi in bronzo mostrano somiglianze con quelli della cultura di Unetice e di altri gruppi del nord delle Alpi tra cui il gruppo di Singen e quello di Straubing.

Siti principali Polada (Lonato) Alba Via Bubbio (Alessandria) Arbedo Castione nel Canton Ticino Bande di Cavriana Scavo (Mantova) Barche di Solferino (Solferino) Canàr I (Rovigo) Castello Valsoda (Como) Castione dei Marchesi (Parma) Fiavé 3 (Trento) La Quercia di Lazise Lago di Ledro Lavagnone 4, Lavagnone 3/A e Lavagnone 2/A (Desenzano del Garda/Lonato) Lucone D Palude Brabbia (Varese) Remedello Sopra (Brescia) Romagnano (Trento) Saint-Martin-de-Corléans (Aosta) Savignano (Modena) Sorbara di Asola (Mantova) Torbole (Brescia) Vela di Valbusa (Trento)

Paleogenetica Gli individui maschili del Trentino nell'età del bronzo (Paludei di Volano e Romagnano III) appartenevano principalmente all'aplogruppo G, associato ai primi agricoltori europei.

Secondo uno studio del 2025, il genoma delle popolazioni poladiane derivava principalmente da quello dei primi agricoltori europei e dei cacciatori-raccoglitori occidentali. In tre individui di sesso femminile è stata individuata un'ascendenza dei pastori delle steppe occidentali. Durante questo periodo si registra inoltre la comparsa di un'ascendenza legata agli agricoltori dell'altopiano iranico, che raggiunse le Alpi dall'area egeica o dalla Penisola italiana.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia Anna Maria Bietti Sestieri, L'Italia nell'età del bronzo e del ferro : dalle palafitte a Romolo (2200-700 a.C.). with CD-ROM. Rome: Carocci. 2010. ISBN 9788843052073. L. Barfield, Northern Italy Before Rome. London, Thames and Hudson, 1971 B. Barich, "Il complesso industriale della stazione di Polada alla luce dei più recenti dati", Bullettino di Paletnologia Italiana, 80, 22 (1971): 77-182. Gianna G. Buti e Giacomo Devoto, Preistoria e storia delle regioni d'Italia, Sansoni Università, 1974 John M. Coles, A. F. Harding, The bronze age in Europe: an introduction to the prehistory of Europe, c. 2000-700 BC, Taylor & Francis, 1979 - ISBN 0-416-70650-9 L. Fasani, "L'età del Bronzo", in Veneto nell'antichità, Preistoria e Protostoria, Verona 1984. R. Peroni, L'età del bronzo nella penisola italiana I. L'antica età del bronzo, Firenze, Olschki, 1971

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