Cresciuto nei settori giovanili di prima e poi, emerge tra le file di e vincendo con queste ultime due titoli di capocannoniere, rispettivamente in Serie B (2011-2012) e in Serie A (2013-2014). Alla – club a cui ha legato i maggiori trascorsi della carriera – si afferma tra i migliori attaccanti italiani della sua generazione, trionfando per altre tre volte nella classifica marcatori della Serie A (2017-2018, 2019-2020 e 2021-2022) – divenendo il primo calciatore italiano a vincere il titolo di capocannoniere per quattro volte – e per una in quella della UEFA Europa League (2017-2018): diventa inoltre il migliore marcatore di sempre della squadra biancoceleste in tutte le competizioni.

Nel palmarès annovera un campionato di Serie B (2011-2012) con il Pescara, una Supercoppa di Germania (2014) con il , una Coppa Italia (2018-2019) e due Supercoppe italiane (2017 e 2019) con la Lazio e una Supercoppa di Turchia (2024) con il .

Nel campionato 2019-2020 ha eguagliato il record di reti segnate in Serie A in una singola stagione, 36, le stesse che gli sono valse la vittoria della Scarpa d'oro. Sempre a livello individuale, è stato nominato per due volte miglior attaccante ai Premi Lega Serie A (2019-2020 e 2021-2022) oltreché inserito quattro volte nella squadra dell'anno AIC (2014, 2018, 2020 e 2022) e una nella squadra della stagione della UEFA Europa League (2018).

Biografia È sposato dal 2014 con Jessica, conosciuta durante i trascorsi a Pescara: la coppia ha quattro figli. Nel biennio 2016-2017 è stato presidente onorario del .

Caratteristiche tecniche Centravanti capace di spaziare su tutto il fronte d'attacco, tra i suoi principali punti di forza annoveravano senso del gol, dribbling nello stretto e tiro di prima intenzione, da ogni posizione e con entrambi i piedi. Dotato di buona tecnica di base – «un formidabile stoccatore pur senza avere fondamentali ineccepibili» –, ciò nonostante il fisico possente, l'esplosività e la resistenza nella corsa gli permettevano di eccellere all'interno di sistemi tattici che esaltano queste caratteristiche, cioè volti a creare spazi che Immobile, impiegato al meglio come unica punta centrale, poteva attaccare in verticale; al contrario, risultava meno efficace se costretto a giocare da pivot all'interno dell'area di rigore o al fraseggio coi compagni di squadra.

Nonostante il già significativo score sottorete, nella prima parte di carriera ha continuato a dividere gli addetti ai lavori tra suoi estimatori, che lo vedevano vittima di stereotipi e pregiudizi duri a morire, e altrettanti detrattori; questi ultimi, in particolare, ne riscontravano una certa fragilità caratteriale – ammessa dallo stesso Immobile, nello specifico davanti a difficoltà ambientali – che, a loro dire, ne avrebbe impedito l'affermazione anche al di fuori del contesto italiano o in club con ambizioni di primo livello.

Dopo la vittoria della Scarpa d'oro e il record di gol in una stagione in Serie A, malgrado il persistere di critiche – provenienti soprattutto dalla stampa estera – circa la capacità di esprimersi al massimo solo grazie a una squadra che giochi per lui, c'è chi gli riconosce di avere raggiunto una definitiva maturità, avendo imparato «a caricarsi la propria squadra sulle spalle» oltreché essere diventato più perseverante e in grado di trovare sempre la via del gol, arrivando anche a definirlo «l'attaccante italiano più di talento e più costante» degli anni 2010.

Carriera Giocatore Club Gli inizi, Sorrento e Juventus

Muove i primi passi nella scuola calcio Torre Annunziata '88, per poi trasferirsi nella Maria Rosa Salerno e infine nel vivaio della , dove tuttavia non riesce a emergere. Approda pertanto nelle giovanili del dove, con la squadra Allievi, nella stagione 2006-2007 realizza 30 reti, tra cui una doppietta ai pari età del Torino che impressiona gli osservatori della . Nel 2007, a 17 anni, viene quindi acquistato per 80.000 euro proprio dal club piemontese – su spinta di Ciro Ferrara, all'epoca responsabile del settore giovanile bianconero –, che lo aggrega alla propria squadra Primavera. Il 23 febbraio 2009 contribuisce alla vittoria del Torneo di Viareggio, mettendo a segno una doppietta nella vittoriosa finale contro la .

Esordisce in prima squadra e in Serie A a 19 anni, il 14 marzo 2009, in Juventus- (4-1), subentrando nei minuti di recupero ad Alessandro Del Piero. La stagione successiva fa il suo esordio anche nelle coppe europee, rilevando ancora Del Piero al 68' della partita -Juventus (2-0) del 25 novembre 2009, valevole per la fase a gironi della UEFA Champions League; nel corso dell'annata 2009-2010 esordisce anche in Coppa Italia e ottiene due ulteriori presenze in Serie A.

Il 15 febbraio 2010 conquista nuovamente il Torneo di Viareggio, segnando una tripletta nella finale vinta contro l' (4-2): nell'occasione è stato nominato migliore giocatore dell'edizione, ricevendo il "Golden Boy", e ottenuto il titolo di capocannoniere con 10 reti. Nelle due edizioni del Viareggio a cui ha partecipato, con 14 gol totali eguaglia l'allora record di Renzo Cappellaro mentre, con le 10 reti del 2010, stabilisce l'allora primato di marcature in una singola edizione del torneo; entrambi i record saranno successivamente battuti da Andrea Mazia tra il 2022 e il 2023.

Siena e Grosseto Il 1º luglio 2010 passa in prestito al , in Serie B, insieme a Luca Marrone. Esordisce con i bianconeri il successivo 13 agosto in Siena- (2-0), valevole per il secondo turno di Coppa Italia, subentrando al 31' della ripresa a Emanuele Calaiò. Esordisce poi in campionato alla quarta giornata contro il (3-1 per i toscani), rilevando Calaiò al 55'. Segna la sua prima rete tra i professionisti il 27 ottobre 2010 contro il (sconfitta per 3-2), nell'incontro valido per il terzo turno di Coppa Italia. La prima rete in campionato arriva il 20 novembre contro il .

Con i senesi non riesce a trovare spazio sicché il 25 gennaio 2011 la Juventus lo dirotta in prestito, nella stessa categoria, ai corregionali del . Esordisce con i biancorossi quattro giorni dopo, nella trasferta vinta contro il (0-1 il finale), sostituendo Ferdinando Sforzini al 64'. Segna la sua prima e unica rete con i maremmani il 18 febbraio nel derby toscano contro l'.

Pescara Il 17 agosto 2011 viene ceduto in prestito al , in Serie B. Segna la sua prima rete con gli abruzzesi alla prima giornata di campionato contro il (vittoria per 1-2). Frattanto il 30 gennaio 2012, la Juventus cede metà del cartellino al per 4 milioni di euro, lasciando il giocatore in prestito in Abruzzo fino al termine della stagione.

Sotto la guida dell'allenatore Zdeněk Zeman e giocando al fianco di altri promettenti elementi quali Marco Verratti e Lorenzo Insigne, nella stagione 2011-2012 contribuisce alla vittoria del campionato e al ritorno in Serie A del Pescara dopo venti anni di assenza; sul piano personale realizza 28 reti in campionato, laureandosi capocannoniere e diventando il giocatore pescarese ad aver segnato più gol in una sola stagione, superando le 21 reti di Stefano Rebonato nel campionato di Serie B 1986-1987.

Il 18 giugno 2012 la compartecipazione tra Genoa e Juventus viene rinnovata con diritti sportivi in favore dei rossoblù.

Genoa e Torino

Esordisce con la squadra ligure il 18 agosto 2012 nella partita valida per il terzo turno di Coppa Italia persa ai rigori contro il Verona, subentrando al 31' della ripresa al posto di Davide Biondini. Esordisce in Serie A il 26 agosto 2012 contro il (vittoria per 2-0), siglando, a 5' dal termine, la sua prima rete nella massima serie. Conclude la stagione con 34 presenze e 5 gol segnati in totale.

Il 12 luglio 2013, la Juventus risolve a proprio favore la compartecipazione con il Genoa e nello stesso giorno cede la metà del cartellino di Immobile al .

il 17 agosto 2013 esordisce in granata nella sconfitta interna di Coppa Italia contro il Pescara (1-2), e in quella stessa occasione va a segno per la prima volta con la maglia del Toro al 53'. Il 25 agosto 2013 fa quindi il suo esordio in campionato (Torino- 2-0). Il campionato 2013-2014 è particolarmente positivo per il centravanti campano, che – con il partner d'attacco Cerci – conduce la formazione allenata da Ventura alla qualificazione in UEFA Europa League dopo venti anni di assenza dalle manifestazioni europee. Con 22 reti in 33 presenze, Immobile si laurea capocannoniere della Serie A: è il primo calciatore del Torino a riuscirci dagli anni 70, nonché il tredicesimo calciatore ad aver vinto la classifica marcatori sia in Serie A sia in Serie B.

A fine stagione il Torino riscatta dalla Juventus, per 8 milioni di euro, l'intero cartellino del giocatore.

Borussia Dortmund

Il 2 giugno 2014 viene formalizzato il passaggio del giocatore al club tedesco del per 19,4 milioni di euro; Esordisce con la nuova squadra il 13 agosto seguente, nella Supercoppa di Germania contro il , vinta 2-0 dalla formazione giallonera.

Esordisce in campionato il 23 dello stesso mese, nella partita persa in casa per 0-2 contro il . Il 16 settembre, all'esordio in UEFA Champions League coi colori gialloneri, segna il suo primo gol con la maglia del Borussia nella vittoria per 2-0 contro l'. Il 27 settembre evita la sconfitta dei suoi realizzando all'86' la rete, la prima per lui in Bundesliga, del definitivo 2-2 contro lo . Il 28 ottobre mette invece a referto la sua prima marcatura in Coppa di Germania nella trasferta vinta 3-0 sul campo del , fornendo anche l'assist per il gol di Reus.

Il 3 marzo 2015, sempre in Coppa di Germania, mette a segno la sua prima doppietta con la maglia del Borussia nella vittoria in trasferta per 2-0 contro la ; questa vittoria qualifica i gialloneri ai quarti. Immobile conclude quella che rimarrà la sua unica stagione in Germania totalizzando 10 reti tra campionato e coppe, di cui sole 3 in Bundesliga dove, peraltro, spesso si ritrova a partire dalla panchina; ben diverso è il rendimento in Champions dove l'attaccante realizza 4 gol in 6 partite con il Borussia, eliminato agli ottavi dalla Juventus.

Siviglia e ritorno a Torino

Dopo una stagione in terra tedesca con più ombre che luci, dettata anche da problemi ambientali, il 12 luglio 2015, il Borussia Dortmund lo cede in prestito con obbligo di riscatto agli spagnoli del . Esordisce con gli andalusi l'11 agosto seguente, nella Supercoppa UEFA persa 5-4 ai supplementari contro il , subentrando nel secondo tempo e fornendo a Konopljanka l'assist del momentaneo 4-4. Segna il suo primo gol con la nuova maglia l'8 novembre seguente, nella Liga, mettendo nell'occasione fine a un digiuno di gol lungo otto mesi, nella vittoria per 3-2 contro il .

Tuttavia, neanche in Spagna l'attaccante riesce a esprimersi su livelli soddisfacenti, sicché il 14 gennaio 2016 chiude la sua esperienza a Siviglia e, contemporaneamente, viene ceduto in prestito al club dov'era salito alla ribalta diciotto mesi prima, il Torino. Il 16 gennaio 2016 torna al gol al suo secondo esordio in maglia granata, aprendo le marcature su rigore nella sfida vinta 4-2 sul . In seguito realizza due doppiette contro (1-3) e (persa 3-2).

Lazio I primi trofei (2016-2019)

Il 27 luglio 2016, a 26 anni, il Siviglia lo cede a titolo definitivo alla . Il successivo 21 agosto, a Bergamo, esordisce con la squadra capitolina e realizza il suo primo gol, aprendo le marcature nella trasferta di campionato vinta per 3-4 contro l'. Il 1º ottobre 2016 arriva la prima doppietta in occasione della trasferta vinta, per 3-0, contro l'. Il 1º marzo 2017 mette a segno la sua prima rete in un derby di Roma in occasione della semifinale di Coppa Italia vinta 2-0; nella finale del 17 maggio, la sua squadra viene superata per 2-0 dalla Juventus. Termina la stagione con 26 reti realizzate, di cui 23 in campionato e 3 in Coppa Italia.