Sinistra Ecologia Libertà (SEL) è stato un partito politico italiano di sinistra, legato agli ideali del socialismo democratico e alle tematiche dell'ambientalismo.
Il partito era l'erede del cartello elettorale Sinistra e Libertà (SL) nato il 16 marzo 2009 in vista delle elezioni europee e che comprendeva anche la Federazione dei Verdi e il Partito Socialista Italiano.
La nascita di SEL parte dal presupposto che in Italia esistesse un «vuoto drammatico di sinistra». Quest'ultima però non avrebbe potuto più essere quella «delle nostre biografie intellettuali, di tutte le nostre scissioni, del cumulo di torti e di ragioni che ciascuno di noi si porta addosso» e che pertanto occorra «un percorso nuovo», ovvero «un soggetto politico, ecologista e libertario, (...) per costruire un'alternativa al moderno capitalismo» che approdi alla creazione di una «sinistra di un secolo nuovo». I «principi fondamentali» di SEL sono «pace e non violenza, lavoro e giustizia sociale, sapere e riconversione ecologica dell'economia e della società».
Il presidente nazionale del partito era Nichi Vendola.
Il partito in passato si è detto interessato ad entrare nel Partito Socialista Europeo, tuttavia a seguito del congresso di Riccione scelse di sostenere per le elezioni europee del 2014, Alexīs Tsipras, candidato della Sinistra Europea.
Il 17 dicembre 2016 viene decretato lo scioglimento di Sinistra Ecologia Libertà dall'Assemblea Nazionale del partito, che aderisce alla fase costituente e al primo congresso di Sinistra Italiana.
Storia Origini Movimento per la Sinistra
Il Movimento per la Sinistra si era costituito a seguito dei numerosi malumori nati all'interno del Partito della Rifondazione Comunista a causa delle differenti linee politiche, dopo che la corrente di minoranza Rifondazione per la Sinistra capeggiata da Nichi Vendola indisse un seminario nazionale che si tenne a Chianciano il 24 e 25 gennaio 2009. Durante il seminario la maggior parte dei presenti decise di fuoriuscire dal PRC per fondare il Movimento per la Sinistra ed elesse un coordinamento provvisorio nazionale composto da Celeste Costantino, Elettra Deiana, Titti De Simone, Daniele Farina, Nicola Fratoianni, Alfonso Gianni, Beatrice Giavazzi, Gennaro Migliore, Elisabetta Piccolotti, Alì Rashid.
Tuttavia parte della corrente rifiutò la scissione per continuare la propria battaglia di minoranza all'interno del Partito della Rifondazione Comunista. Dal Comitato Politico Nazionale di 281 membri eletto al VII Congresso del PRC, su 134 di RpS aderiscono al Movimento per la Sinistra in 90 (come Elettra Deiana, Peppe De Cristofaro, Michele De Palma, Francesco Forgione, Nicola Fratoianni, Rina Gagliardi, Alfonso Gianni, Beatrice Giavazzi, Franco Giordano, Gennaro Migliore, Roberto Musacchio, Elisabetta Piccolotti, Paolo Pietrangeli, Patrizia Sentinelli, Nichi Vendola), rappresentanti il 16% circa del PRC.
La scelta di Vendola porterà a un rimescolamento interno alle forze della sinistra italiana. L'8 febbraio 2009, infatti, anche l'associazione Unire la Sinistra, già minoranza del Partito dei Comunisti Italiani formata da Katia Bellillo, si separa dal partito per aderire allAssociazione per la Sinistra e al processo costituente del nuovo soggetto unitario insieme a MpS e Sinistra Democratica.
Anche i Verdi sembrano andare in questa direzione: per lo meno per quanto riguarda le elezioni europee ed amministrative del 2009 auspicano la formazione di una lista unitaria.
D'altro lato si arriva a un riavvicinamento di Rifondazione Comunista e PdCI che, assieme a Socialismo 2000 di Cesare Salvi e ai Consumatori Uniti di De Vita, danno vita alla Lista Anticapitalista.
Il 21 febbraio dalle colonne de il manifesto viene lanciato un appello per «dar vita a una lista unica della sinistra, Per la democrazia, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla». Fra i primi firmatari spiccano Rossana Rossanda e Pietro Ingrao. Quasi contemporaneamente un altro appello chiede a tutta la sinistra «una lista unica per le elezioni europee allo scopo di superare la soglia di sbarramento» del 4%. Ad entrambi gli appelli Vendola risponderà il 25 «come persona e come esponente del Movimento per la sinistra», mettendosi «a piena disposizione dei promotori dei due appelli». Anche se poi la candidatura di Vendola alle Europee, assieme a quella dei principali leader di Sinistra e Libertà sembra tradire gli intenti dell'invito della Rossanda e di Ingrao che, intanto, annuncia di voler rinnovare la sua iscrizione a Rifondazione Comunista.
Per le elezioni europee del 2009 il MpS si presenta insieme a Sinistra Democratica, ai Verdi, al Partito Socialista e a Unire la Sinistra (fuoriusciti dal PdCI) nel cartello "Sinistra e Libertà".
Sinistra e Libertà
Sinistra e Libertà nasce per dare una risposta sia all'esigenza politica sentita da Partito Socialista, Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra, Verdi, Unire la Sinistra e Nuovo Partito d'Azione di dare forma elettorale alla mai realizzata costituente della sinistra, sia alla necessità di superare lo sbarramento elettorale del 4% dei voti validi introdotto dalla legge 20 febbraio 2009 n. 10; hanno aderito diverse associazioni, tra cui i liberali di sinistra di Spazio lib-lab. Nel frattempo, il Nuovo Partito d'Azione abbandona il progetto SL.
Dopo circa un mese di trattative su nome e simbolo, SL è stata presentata in una conferenza stampa il 16 marzo 2009 alla presenza dei cinque leader alleati, con Riccardo Nencini, vittima di un incidente, sostituito da Marco Di Lello, coordinatore nazionale della segreteria del PSI. Prima di trovare l'accordo sulla denominazione si era ipotizzato Sinistra delle libertà (12 febbraio), Sinistra per le libertà (2 marzo), Sinistra per la libertà (4 marzo). Dalla lista restano fuori i Radicali italiani in seguito a un veto di Vendola e alla iniziale contrarietà di Marco Pannella: da entrambi i leader è stata espressa la volontà di allearsi, ma solo al momento giusto (significativa è la volontà dei Radicali italiani, accolta con entusiasmo da una parte di Sinistra e Libertà, di far risorgere La Rosa Nel Pugno).
Il nome, pur essendo frutto di un accordo fra le parti, è chiaramente ispirato da Vendola, il quale già il 27 settembre 2008 chiamava a raccolta l'allora sua corrente del PRC, Rifondazione per la Sinistra, sotto lo slogan «La Sinistra delle libertà contro la società della paura». Alla conferenza stampa di presentazione hanno presenziato, oltre ai leader di partito, diverse personalità della sinistra italiana, come Achille Occhetto, Giovanni Berlinguer, Dacia Valent e Gianni Mattioli. In particolare, l'intervento di Occhetto ha rivendicato la continuità ideale fra la svolta della Bolognina che portò alla fondazione del PDS e l'attuale SL.
Il 21 marzo si tiene la manifestazione di presentazione di SL, La Primavera della Sinistra, in piazza Farnese a Roma davanti a circa 200 persone. Oltre ai leader dei 5 movimenti erano presenti Bobo Craxi, Franco Giordano, Paolo Cento, Franco Grillini, Moni Ovadia, il regista Mimmo Calopresti, la giornalista Giuliana Sgrena e l'attore Pippo Delbono. Nelle elezioni europee 2009 Sinistra e Libertà ha ottenuto il 3,12% dei voti non superando il quorum del 4%, ma il risultato è stato ritenuto comunque soddisfacente per una lista nata meno di tre mesi prima e, come commenterà Vendola, con «l'ostacolo principale» del «disinteresse del sistema dell'informazione italiano».
Il contrassegno elettorale iniziale della lista, rosso e verde, con la scritta "Sinistra e Libertà", include i simboli delle tre componenti del parlamento europeo che animano l'alleanza elettorale: quello della Federazione dei Verdi (ma senza la lunetta in basso con i colori dell'arcobaleno in orizzontale e con la scritta sovrapposta bianca "pace"), quello del gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE-NGL) e quello del Partito del Socialismo Europeo (PSE). Gli eventuali eletti avrebbero aderito ai gruppi di appartenenza dei rispettivi partiti o al gruppo Verdi/ALE. Il contrassegno della lista è stato depositato il 20 aprile al Ministero dell'Interno con il nome completo "Sinistra e Libertà-Federazione dei Verdi", per evitare di raccogliere le sottoscrizioni necessarie quando una lista non fa riferimento a partiti già presenti nell'europarlamento.
Fra i candidati spicca Vendola (unico ad essere candidato in tutti i collegi). Si notano anche i deputati europei uscenti Claudio Fava (leader di SD, presente in tre circoscrizioni), Alessandro Battilocchio e Pia Locatelli (PS), Roberto Musacchio (MpS), Monica Frassoni (Verdi), Sepp Kusstatscher (Verdi) e Umberto Guidoni (UlS). Fra gli indipendenti spiccano Mauro Palma, allora presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura, direttore dell'Enciclopedia Treccani ed ex presidente dell'Associazione Antigone, Sergio Staino (come deluso del PD), la giornalista Giuliana Sgrena, la pacifista Lisa Clark, Imma Battaglia e Alessandro Zan, entrambi esponenti di associazioni per i diritti delle persone LGBT, il leader del Partito Pirata italiano contro il copyright Alessandro Bottoni, l'attore Sergio Troiano e la scrittrice per l'infanzia Bianca Pitzorno.
A SD facevano riferimento 27 candidature su 72 (37,5%), all'MpS 19 candidature (26,4% circa), 15 ai socialisti (20,8%), 8 ai Verdi (11,1%), tre candidati a UlS (4,2%), .
Si decide così di proseguire l'esperienza dando luogo a un seminario nazionale il 3 luglio.
Il seminario ha ufficialmente lo scopo di «avviare un confronto ( [...] ) che possa tracciare un percorso di lavoro politico per i prossimi mesi» e di essere propedeutico a un'assemblea nazionale da farsi in settembre. A confrontarsi è sostanzialmente l'idea di chi vuol subito fondare il partito di SL (SD, MpS, UlS) e chi invece preferirebbe limitarsi a fare una federazione (PS e Verdi).
Il seminario alla fine decide che «il percorso di costruzione di Sinistra e Libertà è iniziato» e che quindi SL deve iniziare a radicarsi nel territorio con propri circoli e partecipare a tutte le elezioni amministrative del 2010, soprattutto le elezioni regionali. Non viene sciolto però il nodo se «Sinistra e Libertà deve essere un partito, una federazione di partiti o che altro».
Il 23 luglio una riunione delle cinque segreterie (60 persone) conferma che tutto quanto attiene SL dovrà essere deciso nell'assemblea nazionale che viene indetta per il 19 settembre a Napoli nell'ambito della festa nazionale di SL (che è dal 16 al 20 settembre).
Tale assemblea getta le basi per la costituzione di un partito vero e proprio. Nel frattempo è costituito il coordinamento nazionale e i rispettivi coordinamenti regionali, una forma di tesseramento o «carta di adesione», mentre per dicembre è programmata una Conferenza programmatica che dovrebbe pure modificare parzialmente il logo inserendo il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti nel semicerchio inferiore.
Il 10 ottobre 2009 la XXX assemblea nazionale della Federazione dei Verdi, a sorpresa, mette in minoranza l'unica mozione favorevole alla costituenda Sinistra Ecologia Libertà. Viene infatti eletto presidente dei Verdi Angelo Bonelli il quale, riunito l'Esecutivo della Federazione, il 14 ottobre delibera «il ritiro immediato dei rappresentanti Verdi dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà» come anche dai coordinamenti locali.
La fuoriuscita dei Verdi suggerisce a diversi esponenti di SL di accelerare affinché si tenga il congresso fondativo del nuovo partito entro la fine dell'anno o comunque entro le elezioni regionali del 2010, ma il PS è nettamente contrario e il 17 ottobre ha la meglio: il 18 dicembre ci si limiterà a costituire Sinistra Ecologia Libertà. Ma a prevalere davvero è l'incertezza e l'ambiguità del percorso che dovrebbe fondere i quattro soci di SEL.