La dafne minore (Daphne petraea Leyb., 1853) è una piccola pianta di tipo cespuglioso appartenente alla famiglia delle Thymelaeacee.
Etimologia Il nome generico di questa pianta (Daphne) lo troviamo usato per la prima volta negli scritti del medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma di nome Dioscoride Pedanio (Anazarbe in Cilicia, 40 circa - 90 circa). Probabilmente nel nominare questa ed altre piante dello stesso genere si ricordò della leggenda di Apollo e Dafne. Il nome Daphne in greco significa “alloro” e le foglie di queste piante sono molto simili a quelle dell'alloro. Mentre L'epiteto specifico (petraea) probabilmente deriva dal suo habitat abituale: in alta montagna facilmente si trova su terreni rocciosi. I tedeschi chiamano questa pianta col nome di Felsen-Seidelbast, oppure Felsrösel; mentre i francesi la chiamano Daphné des rochers.
Descrizione È un piccolo arboscello a portamento prostrato di altezza media tra i 2 e i 5 cm che forma dei compatti cuscinetti a forma emisferica di 1 – 3 dm di diametro. La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo di poche centimetri; le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose. Fusto Il fusto è molto breve ma ugualmente legnoso alla base. La corteccia ha un colore scuro ed è percorsa da cicatrici trasversali. Foglie Le foglie appaiono contemporaneamente alla fioritura (diversamente da altre specie dello stesso genere). Hanno una forma lineare- spatolata. Le foglie sono carenate, ossia sono ripiegate longitudinalmente; sulla parte superiore hanno una scanalatura (sono uninervie). Dimensione media delle foglie: larghezza 1 – 1,5 mm; lunghezza 3 – 5 mm (massimo 12 mm). Infiorescenza
L'infiorescenza si compone di serie compatte di 4 – 6 fiori disposti in fascetti apicali. Alla base di ogni infiorescenza sono presenti delle brattee giallo-limone ad apice acuto. Dimensione delle brattee: larghezza 1 mm; lunghezza 2 mm. Fiori La caratteristica principale dei fiori di questa pianta (ma anche del genere e in definitiva della famiglia) è l'assenza di un perianzio completo (perianzio diclamidato) : il perianzio è monoclamidato (o “apetalo”) ossia è formato solamente dal calice. La funzione vessillifera è svolta quindi dai sepali che sono colorati ed hanno una forma più vicina ai petali che ai sepali veri e propri che in questo caso si dicono petaloidi. I fiori sono tetrameri (a 4 parti), il perianzio è caduco e di colore rosso-purpureo, sono inoltre ermafroditi e attinomorfi. Lunghezza del fiore completo: 8 – 12 mm.
Formula fiorale: * K (4), A 4+4, G 1 (ovario supero)Calice: il tubo calicino è cilindrico, un po' campanulato e termina con 4 lobi (lacinie ovate). Il tubo del perianzio è villoso ed è lungo 10 mm. Dimensione delle lacinie: larghezza 3 mm; lunghezza 4 mm. Androceo: gli stami sono 8 divisi in due verticilli e sono inclusi nel tubo calicino. Non sono saldati fra di loro ma sono liberi. Gineceo: lo stimma è quasi sessile ed è capitato all'apice. L'ovario è supero, uniloculare ed ha una forma tubulosa ed è libero (non aderente agli organi di supporto). Fioritura: normalmente fiorisce in maggio - giugno (ma a quote alte la fioritura può essere ritardata di un mese). Impollinazione: per questa specie è possibile una autoimpollinazione, ma contemporaneamente i fiori sono molto profumati con del nettare secreto alla base dell'ovario per cui è senz'altro possibile anche una impollinazione entomofila (generalmente lepidotteri – farfalle e api).
Frutti Il frutto è una drupa sferica monosperma (con un solo seme di colore chiaro e ricco di sostanze oleose) a esocarpo carnoso e consistenza coriacea; ha l'aspetto di una bacca rosso-corallo con una superficie sparsamente pubescente (l'involucro esterno non è spinoso o rugoso). Il frutto non è avvolto dal perianzio. La bacca si appoggia su un peduncolo pubescente.
Distribuzione e habitat Questa specie è un endemismo dell'Italia settentrionale: si trova nella porzione centrale delle Alpi (province di Brescia e Trento).
Il suo habitat tipico sono le rupi calcaree strapiombanti; ma anche morene e pietraie. Il substrato preferito è calcareo con pH basico e terreni a basso contenuto nutrizionale piuttosto aridi. Si trova dai 700 ai 1800 , quindi frequenta i seguenti piani vegetazionali: montano, subalpino e in parte quello alpino.
Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:Formazione : comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioniClasse : Asplenietea trichomanisOrdine : Potentilletalia caulescentisAlleanza''' : Potentillion caulescentis Tassonomia Ibridi Questa specie forma il seguente ibrido interspecifico :Daphne x reichsteinii Landolt & E. Hauser (1981)Daphne alpina Conservazione Questa specie è inserita nella lista dellAllegato II'' : “SPECIE ANIMALI E VEGETALI D'INTERESSE COMUNITARIO LA CUI CONSERVAZIONE RICHIEDE LA DESIGNAZIONE DI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE” (Direttiva Habitat 92/43/CEE)
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Taxa descritti nel 1853 Categoria:Thymelaeaceae