I curdi () sono un gruppo etnico iranico originario del Medio Oriente... Le regioni a maggioranza curda sono anche note come Kurdistan, e comprendono gran parte della Turchia sud-orientale, l'Iran nord-occidentale, l'Iraq settentrionale e la Siria settentrionale.Kurdish Awakening: Nation Building in a Fragmented Homeland, (2014), by Ofra Bengio, University of Texas Press Significative comunità curde sono concentrate anche in Anatolia, nel Khorasan e in Caucaso. A partire dal XX secolo un vasto numero di curdi si è stabilito nelle principali città della Turchia occidentale (in particolare a Istanbul), nonché in Europa occidentale, principalmente in Germania. I curdi sono principalmente di lingua curda e zazaki, queste appartenenti al ramo delle lingue iraniche occidentali della famiglia indoeuropea. I curdi sono per la grande maggioranza musulmani sunniti sciafeiti, mentre vi sono cospicue minoranze sciite duodecimane, alevite, Ahl-e Haqq e yazidi.

In seguito alla prima guerra mondiale e alla sconfitta dell'Impero ottomano, gli Alleati avevano previsto uno stato curdo nel trattato di Sèvres del 1920. Tuttavia questa promessa fu annullata tre anni dopo, quando il trattato di Losanna del 1923 fissò i confini della moderna Turchia e non previde tale disposizione, lasciando ai curdi lo status di minoranza nei rispettivi paesi.Who are the Kurds? by BBC News, October 31, 2017 Questo fatto ha portato a numerose rivendicazioni nazionaliste sfociate in varie ribellioni e attività di guerriglia e in seguito anche a sistematici genocidi (in particolare in Iraq).

Storia Antichità La "terra di Karda" è menzionata su una tavoletta d'argilla sumera del III millennio a.C.. Questa terra era abitata dal "popolo di Su" che viveva nelle regioni meridionali del lago di Van. Altre tavolette d'argilla sumeriche si riferiscono al popolo che viveva nella "terra di Karda" come ai "Qarduchi" e ai "Qurti". "Karda"/"Qardu" è etimologicamente legato al termine assiro Urartu e a quello ebraico Ararat. Tuttavia, alcuni studiosi moderni non credono che i Qarduchi siano collegati ai Curdi.Mark Marciak Sophene, Gordyene, and Adiabene: Three Regna Minora of Northern Mesopotamia Between East and West, 2017. pp. 220-221

I "Qarti" o "Qartas", originariamente insediati sulle montagne a nord della Mesopotamia, sono considerati un probabile antenato dei Curdi. Alla fine del III millennio a.C. gli Accadi furono attaccati da nomadi che passavano per il territorio dei Qartas e li distinsero come Gutei, parlanti una lingua isolata pre-iranica. Conquistarono la Mesopotamia nel 2150 a.C. e governarono con 21 re fino a quando furono sconfitti dal re sumero Utu-hengal.

Molti curdi si considerano discendenti dei Medi e utilizzano persino un calendario che risale al 612 a.C., quando la capitale assira di Ninive fu conquistata dai Medi. La pretesa discendenza dai Medi si riflette nelle parole dell'inno nazionale curdo: «Siamo figli dei Medi e di Kai Khosrow». Tuttavia, alcuni studiosi contestano la relazione della lingua meda con il curdo.G. Asatrian, Prolegomena to the Study of the Kurds, Iran and the Caucasus, Vol.13, pp. 1–58, 2009

Dal punto di vista genetico i curdi sono più affini, dal punto di vista matrilineare, agli europei e agli anatolici. Mentre osservando il Cromosoma Y essi sono più legati agli agricoltori mediorientali pre-indoeuropei e ai popoli dei caucaso meridionale, evidenziando la presenza dominante degli aplogruppi J2 e R1b. Questo va in antitesi con la teoria di un'origine meda.

Le lingue curde, ciononostante, formano un sottogruppo delle lingue iraniche nord-occidentali come il medo. Alcuni ricercatori considerano i Kardouchoi indipendenti come gli antenati dei curdi, mentre altri preferiscono i cirtici. Il termine curdo, tuttavia, si incontra per la prima volta nelle fonti arabe del VII secolo. I libri della prima epoca islamica, compresi quelli che contengono leggende come lo Shahnameh e il medio persiano Kar-Namag i Ardashir i Pabagan, e altre fonti islamiche precoci forniscono una prima attestazione del nome curdo. I curdi hanno origini etnicamente diverse.

Durante l'epoca sasanide, nel Kar-Namag i Ardashir i Pabagan, una breve opera in prosa scritta in medio persiano, Ardashir I viene raffigurato mentre combatte contro i curdi e il loro capo, Madig. Dopo aver subito una pesante sconfitta, Ardashir I riuscì a sottomettere i Curdi.

Analogamente, nel 360, il re sasanide Sapore II marciò nella provincia romana di Zabdicene per conquistare la sua città principale, Bezabde, l'attuale Cizre. La trovò pesantemente fortificata e sorvegliata da tre legioni e da un nutrito corpo di arcieri curdi. Dopo un lungo e combattuto assedio, Sapore II fece breccia nelle mura, conquistò la città e massacrò tutti i suoi difensori. In seguito fece riparare, rifornire e presidiare con le sue truppe migliori la città, che si trovava in una posizione strategica.

Medioevo

Nel VII secolo, gli eserciti del califfo Umar ibn al-Chattab conquistarono i territori curdi e i curdi si convertirono all'Islam. Tra il X e il XIII secolo, sotto il dominio islamico, i curdi fondarono diverse dinastie come i Marwanidi, i Rawadidi, gli Hasanwayhidi, gli Shaddadidi e gli Ayyubidi. I Marwanidi vivevano nel Kurdistan settentrionale e occidentale, con residenza invernale a Diyarbakır ed estiva a Farqin (Silvan), i Rawadidi in Azerbaigian, all'epoca a maggioranza curda, con capitale a Tabriz, gli Hasanwayhidi nel Kurdistan orientale, cioè a nord-est di Kermānschāh, e gli Shaddadidi fuori dal Kurdistan, in Transcaucasia, sul territorio delle attuali Armenia e Azerbaigian. Negli anni dal 1750 al 1789, Karim Khan, a cui alcuni attribuiscono un'origine curda, governò su tutto l'Iran. Altre dinastie curde furono gli Hazaraspidi (1148-1424) e gli Annazidi (dal 991 alla fine del XII secolo).

Nel XII secolo, Saladino, che apparteneva al ramo di Rawendi della tribù degli Hadabani, fondò la dinastia ayyubide di Siria. Questo impero si estendeva su parti del Kurdistan, dell'Egitto e dello Yemen. Tuttavia, l'Impero ayyubide non era affatto un impero curdo; anzi, molti dei suoi abitanti erano arabi o appartenevano ad altri popoli. Molto probabilmente si trattava di un impero islamico, poiché i suoi abitanti si definivano musulmani e non arabi o curdi.

Un importante punto di svolta nella storia curda fu la battaglia di Cialdiran del 1514 tra Ottomani e Safavidi, in cui i curdi a maggioranza sunnita si allearono con gli Ottomani. Gli Ottomani si assicurarono il sostegno dei principi curdi locali offrendo di convertire i loro possedimenti in principati ereditari. Questi domini curdi (Kürt Hükümetleri) non dovevano pagare tributi o fornire soldati al governo centrale ottomano. Inoltre, c'erano i sangiacchi curdi, i cui governatori erano nominati per via ereditaria, ma che tuttavia pagavano le tasse e fornivano soldati come tutti i sangiacchi. Questo non era comune nell'Impero ottomano. Normalmente, le terre venivano distribuite a vita solo ai soldati meritevoli di guerra.

Età moderna Lo scià Ismail I fu sconfitto dal sultano Selim I. In seguito, quasi tutta l'Anatolia orientale passò sotto il dominio ottomano. Mentre si dirigeva verso l'Anatolia orientale, il Sultano fece giustiziare circa 40.000 aleviti nei pressi di Sivas per impedire la collaborazione con i Safavidi. Nel 1596, Şerefhan, principe di Bitlis, scrisse l'opera storica Sherefname (Magnificenza), la prima panoramica completa della storia curda. In esso vengono raccontati gli eventi dei principati curdi fino alla fine del XVI secolo. Importanti principati curdi nell'Impero ottomano erano il Baban con sede a Sulaymaniyya, il principato di Soran, lo Shembo a Hakkâri, il Badinan con sede ad Amediye, l'Azizan a Botan e il principato di Bitlis. Nell'Impero persiano, la più importante era quella dell'Ardalan.

Al comando dei turchi, miliziani curdi parteciparono attivamente al massacro di migliaia di giovani armeni durante il genocidio armeno. ISBN 978-1-4000-7517-1. Con il Trattato di Losanna, il Kurdistan fu diviso tra i quattro Stati di Iran, Iraq, Turchia e Siria dagli Alleati e dalla Turchia alla dissoluzione dell'Impero ottomano. La parte più consistente è andata alla Turchia. In questo modo, più della metà dei curdi divenne cittadino della nuova Repubblica turca.

Lingua

La lingua curda appartiene al sottogruppo nord-occidentale delle lingue iraniche, le quali a loro volta appartengono alle Lingue indoarie, una branca della famiglia delle indoeuropee. Essa detiene lo status ufficiale di lingua nazionale in Iraq, accanto all'arabo; è riconosciuta come lingua regionale in Iran e come lingua minoritaria in Armenia.

L'arabo, il persiano e il turco rappresentano le lingue più conosciute nelle regioni curde, a fianco del curdo.

Il curdo è parlato in tre principali varianti: il pehlewani, il kurmanji e il sorani (che in Iraq riveste il ruolo di lingua ufficiale).Encyclopaedia Iranica : Kurdish languages. accessed: 19 May 2009.

Le lingue appartenenti al ceppo zaza-gorani non sono linguisticamente appartenenti al continuum curdo.

Secondo Mackenzie, sono poche le caratteristiche linguistiche comuni a tutti i dialetti curdi che non si trovino allo stesso tempo in altre lingue iraniche."Kurdish Nationalism and Competing Ethnic Loyalties", Original English version of: "Nationalisme kurde et ethnicités intra-kurdes", Peuples Méditerranéens no. 68–69 (1994), 11–37. Excerpt: "This view was criticised by the linguist D. N. MacKenzie, according to whom there are but few linguistic features that all Kurdish dialects have in common and that are not at the same time found in other Iranian languages."

Commentando le differenze tra i dialetti del curdo, Kreyenbroek chiarisce che in qualche modo kurmanji e sorani sono diversi l'uno dall'altro quanto l'inglese dal tedesco, dando l'esempio che kurmanji ha genere grammaticale e finali del caso, a differenza del sorani, e osservando che riferirsi a sorani e kurmanji come "dialetti" di una lingua è supportato solo dalla "loro origine comune (...) e dal fatto che questo uso riflette il senso di identità etnica e unità dei curdi".Kreyenbroek, Philip (1992). "On the Kurdish Language", in The Kurds: a contemporary overview, eds. Philip Kreyenbroek and Stefan Sperl (p. 69).

Religione La religione più diffusa tra i curdi è l'islam sunnita, praticato nella forma sciafeita; lo sciafeismo distingue i curdi dai vicini arabi e turchi, legati al hanafismo.. Parte dei curdi in Iran pratica l'islam sciita.. In Turchia, parte della comunità zaza aderisce alla dottrina alevita. Molto diffusi tra i curdi sono il sufismo e le confraternite islamiche, in particolare la Qadiriyya e la Naqshbandiyya. Le regioni curde sono tendenzialmente religiose e tradizionaliste e l'islam riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista identitario, sociale e culturale. Il contributo di vari teologi curdi, tra i quali Said Nursi, ha giocato un ruolo fondamentale nella formazione del modernismo islamico. Culti sincretici di derivazione islamica diffusi nelle regioni curde sono lo yazidismo, concentrato principalmente in Sinjar, nella piana di Ninive e in Armenia, e l'Ahl-e Haqq, diffuso tra Iran e Iraq. Vi è poi nel Kurdistan iracheno una comunità di convertiti allo zoroastrismo.

Demografia e distribuzione