Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America Est 1984 è stata l'ottava prova della stagione 1984 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 24 giugno 1984 sul Circuito di Detroit. La gara è stata vinta dal brasiliano Nelson Piquet su Brabham-BMW; per il vincitore si trattò del dodicesimo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il britannico Martin Brundle su Tyrrell-Ford Cosworth e l'italiano Elio De Angelis su Lotus-Renault. In seguito alla scoperta di un'irregolarità tecnica della Tyrrell, Brundle venne squalificato, facendo così scalare tutti i piloti giunti dopo di lui, di una posizione in graduatoria. Il secondo posto venne perciò assegnato a De Angelis, mentre il terzo fu attribuito a un altro italiano, Teo Fabi, anch'egli su Brabham-BMW. Per Fabi fu il primo podio in una gara valida per il campionato mondiale di Formula 1.

Gli organizzatori del gran premio vennero premiati dalla FOM col Race Promoters' Trophy per il 1984, quale gara meglio organizzata nella stagione. Già due altre volte una gara disputata negli Stati Uniti d'America aveva vinto tale riconoscimento: il GP Usa Est 1976 e il Gran Premio di Las Vegas 1981.

Vigilia Aspetti tecnici La situazione del manto stradale del tracciato era alquanto critica, con diverse crepe e avvallamenti, dovuti al gelo dell'inverno.

La Williams modificò le sospensioni anteriori della FW09, nel tentativo di combattere il sottosterzo della monoposto; la Ferrari presentò un cofano motore con delle nuove prese d'aria; sulla vettura italiana venne riproposta l'iniezione elettronica Marelli-Weber. A seguito delle ferite riportate, nella vittoriosa gara canadese, ai piedi di Nelson Piquet, dovute dell'alta temperatura del radiatore dell'olio, posto sul musetto della vettura, il radiatore stesso venne modificato. La novità più importante fu il cambio di motore sulla Spirit: la monoposto britannica abbandonò, ma solo per questa gara, il motore turbo della Hart, per sostituirlo con un motore a pressione atmosferica, il Ford Cosworth DFV. Ciò necessitò di una modifica del retro della vettura. Ciò fu deciso anche per la difficoltà della Hart di produrre pezzi di ricambio, in quanto il motorista inglese era penalizzato dallo sciopero dei metalmeccanici in Germania Ovest, in cui erano presenti dei fornitori del motorista. Problemi coi ricambi vi erano anche per Toleman e RAM.

Aspetti sportivi Il gran premio venne definito "degli Usa Est", per distinguerlo dall'altra gara in programma negli Stati Uniti d'America nello stesso anno, a Dallas. La gara venne anche denominata "Gran Premio di Detroit".

A seguito delle precarie condizioni fisiche di Patrick Tambay, che aveva saltato il gran premio precedente per una frattura al perone, la Renault contattò, quale suo sostituto, Mario Andretti; il pilota italoamericano aveva abbandonato la F1 al termine della stagione 1982. Le condizioni del pilota francese erano però, nel frattempo, migliorate, tanto che poté prendere parte alla gara. Anche la presenza di Nelson Piquet, dopo le ustioni patite nella gara precedente, era stata messa in dubbio.

Teo Fabi, dopo aver saltato due gare per contemporanei impegni nella serie nordamericane, tornò al volante della Brabham, in luogo del fratello Corrado. Anche Jonathan Palmer, che non aveva disputato la gara del Canada, in quanto impiegato nella 24 Ore di Le Mans, rientrò nel mondiale, quale pilota della RAM.

Qualificazioni Resoconto Nelle libere del venerdì Derek Warwick sbatté contro un muretto del tracciato. La sospensione entrò nell'abitacolo della sua Renault: il pilota si lamentò dell'accaduto, e Niki Lauda, in qualità di presidente del sindacato dei piloti, chiese che venisse ridotta la potenza dei motori, e che la pedaliera venisse arretrata dietro la linea delle gomme anteriori, per meglio proteggere i piedi dei piloti, a seguito dei tanti incidenti gravi che si erano verificati già in stagione.

Nella sessione ufficiale il miglior tempo fu di Nigel Mansell, su Lotus, che precedette Niki Lauda e Nelson Piquet; i tre erano racchiusi in appena tre decimi. Il tempo di Lauda venne poi cancellato in quanto l'alettone posteriore era più largo di un millimetro, rispetto al consentito. Il turno venne interrotto per due volte, per degli incidenti. Il primo coinvolse Teo Fabi e Marc Surer, che si colpirono lateralmente mentre viaggiavano a 200 km/h, per poi finire contro le protezioni. Ayrton Senna, che fino a quel momento aveva il terzo tempo, uscì alla chicane prima dell'arrivo, terminando contro un guard-rail. I piloti continuarono a protestare per le condizioni della pista.

Al sabato Nelson Piquet strappò la pole position al britannico, ottenendo un tempo di 4 secondi più rapido del tempo migliore dell'anno precedente. Il brasiliano precedette di sei decimi Alain Prost, mentre Mansell scalò terzo, davanti a Michele Alboreto, in ripresa rispetto al venerdì. Arnoux chiuse solo quindicesimo, dopo aver anche effettuato un testacoda, nella parte iniziale delle qualifiche. Lauda chiuse decimo: l'austriaco girò molto, per cercare un tempo, dopo l'esclusione del venerdì, ma fu sempre penalizzato dal molto traffico presente in pista. Anche in questa sessione si registrarono diversi incidenti: Stefan Bellof danneggiò la sua Tyrrell, Andrea De Cesaris urtò diverse volte le protezioni.

Risultati I risultati delle qualifiche furono i seguenti:

+PosN°PilotaCostruttoreTempoGriglia 1 1 Nelson Piquet Brabham-BMW1'40"9801 2 7 Alain Prost McLaren-TAG Porsche 1'41"640 2 3 12 Nigel Mansell Lotus-Renault 1'42"172 3 4 27 Michele Alboreto Ferrari 1'42"246 4 5 11 Elio De Angelis Lotus-Renault 1'42"434 5 6 16 Derek Warwick Renault 1'42"637 6 7 19 Ayrton Senna Toleman-Hart 1'42"651 7 8 23 Eddie Cheever Alfa Romeo 1'43"0658 9 15 Patrick Tambay Renault 1'43"289 9 10 8 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche 1'43"484 10 11 3 Martin Brundle Tyrrell-Ford Cosworth 1'43"754 11 12 26 Andrea De Cesaris Ligier-Renault 1'43"998 12 13 18 Thierry Boutsen Arrows-BMW 1'44"06313 14 14 Manfred Winkelhock ATS-BMW 1'44"228 14 15 28 René Arnoux Ferrari 1'44"748 15 16 4 Stefan Bellof Tyrrell-Ford Cosworth 1'44"940 16 17 20 Johnny Cecotto Toleman-Hart 1'45"231 17 18 25 François Hesnault Ligier-Renault 1'45"419 18 19 5 Jacques Laffite Williams-Honda 1'46"225 19 20 9 Philippe Alliot RAM-Hart 1'46"333 20 21 6 Keke Rosberg Williams-Honda 1'46"49521 22 17 Marc Surer Arrows-Ford Cosworth 1'46"626 22 23 2 Teo Fabi Brabham-BMW 1'47"335 23 24 10 Jonathan Palmer RAM-Hart 1'47"743 24 25 22 Riccardo Patrese Alfa Romeo 1'47"974 25 26 24 Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo 1'48"865 26 Vetture non qualificate NQ 21 Huub Rothengatter Spirit-Ford Cosworth 1'49"995 NQ

Gara Resoconto Nella notte tra sabato e domenica un forte acquazzone colpì il tracciato, che così divenne ancora più scivoloso, vista la mancanza dello strato di gomma lasciato dalla vetture nei giorni di prova.

Al via, Nigel Mansell, dalla seconda fila, cercò di infilarsi tra Alain Prost e Nelson Piquet ma finì schiacciato a tra le due vetture: il francese uscì indenne, mentre il brasiliano finì in testacoda, andando a sbattere contro Michele Alboreto; una ruota si staccò, andando a colpire la Toleman di Ayrton Senna, fortunatamente nella sospensione anteriore: Marc Surer si ritrovò, davanti, la Brabham di Piquet ferma, e non poté evitare l'urto. La gara venne sospesa: Piquet (che aveva preso un colpo al collo e aveva la nuca dolorante), Alboreto e Senna ripartirono con il muletto mentre all'Arrows l'assenza del muletto, costrinse al ritiro Surer. Alla Lotus Mansell prese la vettura di Elio De Angelis, che fu costretto a ripiegare sul muletto. Il gran premio riprese, con la griglia iniziale, e per la distanza prevista.

Al secondo via Piquet prese il comando, seguito da Prost, Mansell e Alboreto. Nei primi giri si ritirarono Jonathan Palmer e René Arnoux, dopo degli errori di guida che li portarono a colpire i muretti attorno alla pista, mentre Andrea De Cesaris fu costretto a una sosta per sostituire un'asta danneggiata; Derek Warwick passò prima Eddie Cheever poi Michele Alboreto, installandosi in quarta posizione. Prost cercò di mantenere contatto da Piquet fino a quando le sue gomme non iniziano a degradarsi e al decimo giro venne superato da Mansell alla Congress. Due giri dopo Cheever prese la quinta posizione ad Alboreto. Al quattordicesimo giro Warwick passò a gomme dure, scendendo in sedicesima posizione.

Mansell si mise alla caccia di Piquet ma, al diciassettesimo giro, iniziò a rallentare a causa di un problema al cambio. Poco dopo Prost si fermò per cambiare gli pneumatici, dopo essere stato passato da Cheever, Alboreto e De Angelis. La gara dello statunitense s'interruppe al giro 22, per un problema al motore. Nello stesso giro ci fu anche il ritiro per Ayrton Senna, dopo essere andato a sbattere contro le protezioni della prima curva. La gara era sempre comandata da Piquet, seguito da Mansell, Alboreto, De Angelis, Boutsen e Rosberg.

Al ventisettesimo giro Mansell si ritirò a causa del cambio, mentre Thierry Boutsen abbandonò per un problema a uno scarico. Ora si trovavano le due Tyrrell di Brundle e Bellof in quinta e sesta posizione. Al giro 33 Martin Brundle si fermò ai box per il cambio gomme, scendendo ottavo, mentre, al trentaquattresimo giro il suo compagno di team Stefan Bellof, arrivò largo all'uscita dell'ultima chicane, urtò il muretto rompendo una sospensione e fu costretto al ritiro. Nello stesso giro Warwick, in rimonta, prese la quarta posizione a Rosberg. Un giro dopo il britannico passò anche De Angelis, entrando sul podio virtuale della gara, dietro a Michele Alboreto. La sua gara venne però irrimediabilmente rovinata da un guasto al cambio che lo costrinse all'abbandono al giro 41.

Al quarantacinquesimo giro Brundle salì fino al quarto posto, dopo aver passato Keke Rosberg e iniziò a rimontare su De Angelis, che soffriva anche lui di problemi al cambio. La gara di Rosberg terminò al giro 48, col motore in fiamme, dovute a una perdita d'olio. Al giro 50 anche Alboreto, secondo, abbandonò il gran premio, anche lui col motore fuori uso.

Al cinquantaseiesimo giro Brundle superò De Angelis, portandosi al secondo posto, con un distacco di 20 secondi da Piquet. Nell'ultimo giro Brundle iniziò a vedere la Brabham di Piquet, ma il carioca controllò senza problemi, andando a vincere davanti a Brundle (al primo podio), De Angelis, Teo Fabi (per la prima volta a punti), Prost e Jacques Laffite. La classifica sarà poi stravolta dopo i controlli tecnici sulla Tyrrell.

Risultati I risultati del gran premio furono i seguenti: