Il Gotico internazionale (o fiammeggiante o tardogotico) è uno stile delle arti figurative databile tra il 1370 circa e, a seconda delle zone, la prima metà del XV secolo o gli albori del XVI.

Come sottolinea il nome, questa fase stilistica ebbe un'estensione internazionale, con caratteri comuni, ma anche con molte variabili locali. Lo stile non si diffuse a partire da un centro di irradiazione, come era stato per esempio per il gotico e l'Île-de-France, ma fu piuttosto frutto di un dialogo tra le corti europee, favorito dai numerosi scambi reciproci.. Tra queste corti ebbe comunque un ruolo preminente quella papale, in particolare quella avignonese, vero centro di aggregazione e scambio per gli artisti di tutto il continente..

Lo sviluppo territoriale del gotico internazionale nei vari paesi europei generò numerose varianti regionali.

Francia Avignone e Provenza

Il centro più vivace della fine del secolo XIV fu sicuramente Avignone, dove alla corte papale soggiornavano artisti da tutta Europa (e con essi gli ambasciatori, i mercanti, i banchieri, i pellegrini), che diffusero un'inesauribile fonte di modelli. L'assenza di una radicata tradizione artistica locale antecedente fece sì che gli artisti lavorassero privi di condizionamenti e in ambiente di reciproci scambi culturali. La scuola pittorica locale era caratterizzata da un'audacia spaziale, da dettagli naturalistici e da una convivenza in equilibrio tra realismo (soprattutto nelle fisionomie) e astrazione raffinata..

Col ritorno del papa a Roma non si arrestò del tutto la produzione artistica, ma divenne meno ricca e meno audace. Le pitture pervenuteci sono scarse, ma restano notevoli esempi di scultura funeraria, come il monumento funebre al cardinale La Grange (1403) nella chiesa di San Marziale, esemplare del ricorrere di temi macabri. Sulla lastra anteriore il corpo del defunto viene rappresentato in avanzato stato di decomposizione, ma ancora più sorprendenti erano le perdute sette teste di rappresentanti dei più alti gradi sociali in vari stadi di putrefazione: si tratta di una delle prime rappresentazioni del genere, che avevano come retaggio le iconografie trecentesche dei trionfi della morte, dell'incontro dei tre vivi con i tre morti e delle danze macabre..

Se la produzione originale andava affievolendosi, la città restò a lungo una miniera di modelli, che si diffondevano in tutta Europa tramite i taccuini di schizzi e disegni copiati e acquistati dalle botteghe artigiane nelle città. Nella seconda metà del XV secolo la produzione artistica, favorita dalle vie di comunicazione con la Borgogna, si orientò verso opere di matrice fiamminga. Tra gli artisti più rappresentativi di questa stagione ci furono il Maestro dell'Annunciazione di Aix-in-Provence, identificato come Barthélemy d'Eyck, ed Enguerrand Charonton..

Parigi

Grande forza di irradiamento artistico ebbero gli atelier di miniatori delle corti francesi, di Parigi e delle corti collegate di Bourges e Digione, dove confluivano, lavorando spesso gomito a gomito, artisti di varie provenienze, tra i quali emergevano i fiamminghi e gli italiani. Il punto di partenza è ravvisabile nelle opere di Jean Pucelle che nella prima metà del XIV secolo fondeva la tradizione lineare francese con la nuova rappresentazione toscana dello spazio. Su queste premesse si innestarono le tavole dipinte da Melchior Broederlam a Digione per la certosa di Champmol, con ampie desunzioni avignonesi e senesi, e le miniature di Jacquemart de Hesdin. Di autore ignoto è il Paramento di Narbona, un telo di seta dipinto a grisaille nel 1375, destinato a paramento d'altare, con scene della passione di Cristo, ugualmente collegato alle esperienze derivate da Pucelle.. Tra i maestri più importanti spiccano il Maestro del Maresciallo Boucicaut (forse Jacques Coene, direttore del cantiere per il Duomo di Milano nel primo decennio del Quattrocento), che elaborò soluzioni espressive avanzate, migliorando la gamma di colori disponibili e rendendoli più brillanti, trasparenti e precisi nel rappresentare i dettagli, tramite la scoperta di nuove sostanze agglutinanti. Fu tra i primi ad usare i cieli di tinte più schiarite all'orizzonte. In opere come le miniature della Demandes à Charles VI spicca, oltre alla precisione ottica nel riprodurre la realtà (le venature del legno, le decorazioni nei pavimenti...) e le fisionomie, una nuova prospettiva spaziale che anticipa gli sviluppi successivi della pittura fiamminga: miniature come l'episodio di Pierre Salomon in conversazione con il re sono delimitate ai lati da due colonnine e un architrave, come se si trattasse di una finestra illusionisticamente aperta sull'episodio, che "buca" la pagina (infatti gli oggetti e i personaggi sono spesso tagliati in parte fuori dalla rappresentazione)..

I tre fratelli Limbourg, originari della Gheldria, furono attivi nello stesso periodo. Dopo essere stati a servizio di Filippo l'Ardito nel 1404, passarono sotto il duca Jean de Berry, uomo dai molteplici interessi alla cui corte vivevano molti artisti, musicisti e scrittori, creando uno degli ambienti più vivaci d'Europa. I Fratelli poterono qui mettere a frutto l'esperienza acquisita, sviluppando ulteriormente i traguardi degli altri maestri. Nel loro capolavoro, le Très riches heures du Duc de Berry, crearono, tra le altre, le miniature dei dodici mesi dell'anno, raffigurando in ciascuna dei magnifici paesaggi con una dilatazione spaziale mai vista prima, grazie anche all'uso di linee di forza diagonali e di delicate sfumature atmosferiche di profondità. Anche qui la cura dei dettagli è altissima, e tutta la rappresentazione è unificata da alcuni elementi stilistici comuni: le proporzioni esili, i contorni dalle linee sinuose e ritmate, i colori tenui e raffinati. Tantissimi i virtuosismi, nella resa dei materiali o nei più suggestivi effetti di luce.

Importante fu anche la manifattura parigina di arazzi (ad Arras), sebbene sempre più scalzata dalla concorrenza fiamminga. Anche in questa forma d'arte i temi privilegiati erano quelli legati al mondo cortese e fiabesco.. Degli ultimi decenni del XIV secolo è lApocalisse di Angers, una serie di sette arazzi realizzata da Hennequin de Bruges e dall'arazziere Nicolas Bataille per il castello di Luigi I d'Angiò.

Nella seconda metà del XV secolo l'ambiente parigino fu dominato dalla figura di Jean Fouquet, che aveva compiuto un lungo viaggio in Italia venendo in contatto con gli artisti prospettici (Angelico, Veneziano, Piero della Francesca). Nelle sue miniature seppe fondere l'eredità gotica con un nuovo linguaggio ispirato all'Umanesimo.

Borgogna

In Francia comunque la produzione artistica di questo periodo non può svincolarsi dalle questioni di prestigio politico, legate alle rivendicazioni dinastiche dei duchi di Berry e di Borgogna..

In Borgogna, sotto Filippo l'Ardito, si sviluppò una scultura caratterizzata da una svolta stilistica, grazie all'opera di Claus Sluter. Il gusto compiaciuto verso gli oggetti preziosi e cesellati venne scosso da nuove opere più monumentali e drammatiche, ispirate a un gigantismo inedito, che pose le basi per una decisiva svolta nella cultura figurativa europea.

Le monumentali figure immobili colpiscono adesso per il semplice volume, sebbene ancora impreziosito da potenti effetti di chiaroscuro e dalla minuziosa resa dei dettagli. Un capolavoro di questo nuovo approccio è per esempio il Pozzo dei Profeti (1395) di Claus Sluter nella Certosa di Champmol, frammento di una complessa Crocefissione gravemente danneggiata nel corso della Rivoluzione Francese, dove le possenti figure (soprattutto i sei profeti) sono caratterizzate da un saldo volume plastico e da una notevole individuazione psicologica. Gli effetti di chiaroscuro sono potenti e notevole è l'attenzione agli aspetti reali, anche dismessi, come le pesanti cinghie in cuoio che stringono i panni lanosi, oppure le vene palpitanti sulle fronti calve.

In pittura si registrano molteplici influenze, come nel caso di Jean Malouel (lo zio dei fratelli Limbourg), pittore di corte dal 1396. Le sue opere riecheggiano nel modellato dei volti e delle mani la scuola italiana e nella monumentalità delle figure l'opera di Sluter (fu Malouel infatti a curare la doratura e la policromia della statue di Champmol).. Dopo la sua morte prese il suo posto Henri Bellechose, che fu più fedele alla tradizione locale, abbondando nelle dorature, nella rappresentazione di stoffe preziose e nei particolari tratti dalla tradizione tardogotica francese. Nonostante rimase pittore di corte dal 1415 al 1445, dopo un inizio molto promettente, ricevette sempre meno commissioni ducali..

Con Filippo il Buono il ducato si estese fino a comprendere le Fiandre, l'Artois, il Brabante, l'Hainaut, il Limburgo, l'Olanda e la Zelanda. In quel periodo le influenze artistici si ampliarono, con apporti soprattutto fiamminghi.

Da tutti questi elementi (nuova spazialità delle miniature parigine, eleganza e fisicità delle sculture di Sluter, ecc.), si sviluppò in seguito la scuola fiamminga, con il suo originale spirito di attenzione al realismo.

Inghilterra In Inghilterra le arti al tempo di Riccardo II erano influenzate soprattutto dalla Francia e dalla Boemia, tramite gli artisti venuti alla corte con sua moglie Anna, come dimostrano le poche testimonianze superstiti, a causa dell'iconoclastia puritana che seguì l'esecuzione di Carlo I. Il migliore esempio è forse il Dittico Wilton della National Gallery di Londra, dove una serie di temi politici e dinastici sono sottintesi dalla raffigurazione sacra, il cui stile elegante ricorda le analoghe produzioni delle corti francesi.

Fiandre

La Fiandre, assoggettate fino al 1477 al ducato di Borgogna, godettero di uno sviluppo economico senza pari, con una borghesia cosmopolita, ricca e colta che per la prima volta acquistava un'importanza pienamente paragonabile a quella del ceto aristocratico..

Ciò permise un prematuro superamento degli stilemi gotici, dando origine al Rinascimento fiammingo, che sul piano culturale contende a Firenze il primato europeo. Lo stile gotico rimase in voga più a lungo per quanto riguarda la scultura, l'intaglio e, soprattutto, l'architettura, come testimonia lo stile "brabantino".. Gli edifici vengono arricchiti di torri altissime, con una prevalenza di finestre sulle pareti in muratura. Tra le migliori realizzazioni il Municipio di Bruxelles (iniziato nel 1402.) e di Lovanio, le cattedrali di Anversa e di Gand, oltre a numerosi edifici di Bruges, la capitale culturale dell'epoca.

La produzione di arazzi ebbe un vertice nella città di Tournai.

Boemia

In Boemia all'epoca di Venceslao IV, nonostante le travagliate vicende politiche e religiose, si ebbe l'apice dello Stile dolce. In pittura e scultura esso era caratterizzato da un'attenzione preminente alla linea, con il movimento ritmico delle pieghe nei panneggi, e da un'idealizzazione spirituale e "purificata" delle fisionomie. Frequente è la produzione delle "Belle Madonne", spesso in legno, ispirate a eleganti modelli gotici francesi ma improntate a una maggiore serenità sorridente (come la Madonna di Krumlov). Esse ebbero un'ampia diffusione anche in tutto l'arco alpino orientale, dalla Germania meridionale all'Italia del nord, passando per l'Austria. Importante è il ruolo del panneggio, che compone ampie falcate sinuose, ora morbide e fluide, ora aguzze e schioccanti, tali da creare giochi di chiaroscuro e masse vaporose che finiscono per assorbire la massa dei corpi. (come nel San Bartolomeo del Germanisches Nationalmuseum, di un maestro boemo del XV secolo).