Fu uno degli ultimi grandi assi dell'aviazione della Regia Aeronautica, insignito di Medaglia d'oro al valor militare da vivo. Durante la seconda guerra mondiale gli sono stati accreditati 19 aerei abbattuti, 15 con la Regia Aeronautica e 4 con l'Aeronautica Nazionale Repubblicana. (ma alcuni autori gliene attribuiscono 24), e 9 danneggiati, tra Curtiss P-40, Spitfire, P-38 Lightning, P-47 Thunderbolt e B-17 "Fortezze volanti". Le sue vittorie sono state conseguite ai comandi del biplano Fiat C.R.42 Falco e dei monoplani Macchi C.202 Folgore e Macchi C.205 Veltro. Gorrini è stato il principale asso sui Veltro, con i quali abbatté ben 14 aerei nemici e ne danneggiò sei.Sgarlato, Nico.
Biografia
Nacque ad Alseno, provincia di Piacenza, il 12 luglio del 1917. Sì arruolò nella Regia Aeronautica a 20 anni, nel 1937. Terminato il corso di pilotaggio presso la Scuola di Specializzazione di Castiglione del Lago, Gorrini fece richiesta di essere assegnato al 3º Stormo Caccia Terrestri, inquadrato nella 2ª Divisione Aerea "Borea" con sede presso l'aeroporto di Torino-MirafioriAitollo, Luciana e Sgarlato, Nico. La prima volta di Gorrini in Aviatori Italiani; le imprese epiche. Volume 1°.. Il 17 giugno del 1939 ottenne il trasferimento al reparto ed integrato all'85ª Squadriglia del 18º Gruppo caccia con il grado di sergente pilota. Servì con questa unità fino all'armistizio di Cassibile, l'8 settembre 1943. Poi entrò nelle file dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR) fin quasi al termine del conflitto.
Nord Africa e Grecia
Al 10 giugno 1940 la sua squadriglia era all'Aeroporto di Novi Ligure/Aeroporto di Albenga ed al 22 ottobre successivo era a Maldegem nel Corpo Aereo Italiano fino al 10 gennaio 1941.
Gorrini arrivò in Africa Settentrionale Italiana nel gennaio 1941. ai comandi di un Fiat C.R.42 Falco. "Il CR 42 - ricorda il pilota di Alseno - era una macchina già superata. Un biplano di tela, senza corazze, con apparecchi radio e impianti d'ossigeno malfunzionanti. Era un gran bell'apparecchio quanto a maneggevolezza, armato da 2 mitragliatrici da 12,7, mitragliatrici efficaci, ma gli inglesi ne avevano 8, anche se di calibro 0,30". Nonostante i limiti del C.R.42, fu proprio con questo biplano che Gorrini, in Libia, ottenne la sua prima vittoria aerea, il 16 aprile 1941. Mentre era in volo di protezione nel cielo di Derna, in Cirenaica, intercettò due dei primi cacciabombardieri bimotori Bristol Beaufighter appena arrivati nel teatro del Mediterraneo, diretti verso il campo N 1 di Ftheja, base della sua 85ª Squadriglia.. La pattuglia inglese era quasi fuori tiro, ma Gorrini, aprì il fuoco da 7-800 metri. Colpì la punta dell'ala destra del Beaufighter di testa, mentre serrò rapidamente la distanza grazie alla velocità accumulata con la picchiata. L'altro velivolo si allontanò con una brusca virata mentre il primo Bristol era ormai sul campo di Ftheja. Da 250 metri Gorrini lo centrò con due successive raffiche e l'aereo britannico precipitò subito a sud del campo.. Gli venne, quindi, attribuito un abbattimento individuale e un "danneggiato". I colpi sparati furono 1100. Il 29 maggio, Gorrini, di nuovo in volo di protezione, avvistò due bombardieri Bristol Blenheim sul porto di Bengasi. Dopo una picchiata di tremila metri attaccò l'aereo di testa. Sparò una raffica da 500 metri colpendo il capo pattuglia, nonostante il fuoco difensivo dei due bimotori nemici. Il Bristol di testa, ripetutamente colpito, cadde nelle acque del porto.. Si mise allora all'inseguimento dell'altro Blenheim, scaricandogli tutti i colpi che gli rimanevano, ma il bimotore inglese riuscì ad allontanarsi indenne.Franco Pagliano: Aviatori Italiani. Milano Longanesi 1969. Rimpatriato col suo reparto, il 29 agosto era a Caselle Torinese per iniziare l'addestramento sui nuovi caccia monoplani, il Fiat G.50 Freccia e l'Macchi C.200 Saetta.. Per continuare l'addestramento, Gorrini e il suo 18º Gruppo si trasferirono prima a Mirafiori e successivamente su Ciampino Sud, dove l'addestramento sui nuovi caccia si concluse il 10 dicembre, quando la sua unità, equipaggiata con i Macchi C.200, volò prima all'Aeroporto di Lecce-Galatina e poi alla nuova base di Araxos vicino a Larissos, in Grecia.. Durante l'inverno 1941-42, Gorrini compì voli di scorta a convogli tra l'Italia e la Grecia. Il 17 dicembre, nella zona aerea attorno al porto di Argostoli, a Cefalonia, intercettò due Bristol Blenheim completamente dipinti di nero. Attaccò quello di testa colpendolo ripetutamente e poi mitragliò l'altro. I due Blenheim, si separarono scomparendo tra le nuvole e a Gorrini venne accreditato un aereo probabilmente abbattuto e il danneggiamento del secondo.. Gorrini non ebbe altre occasioni di scontro con velivoli alleati e rimpatriò con il 18°, il 25 aprile 1942. Tornati in Italia, Gorrini e gli altri piloti del 18° vennero addestrati a pilotare il C.200 nella configurazione di cacciabombardiere. L'addestramento durò fino a metà luglio, quando la sua unità volò in Nord Africa per raggiungere l'altro Gruppo del 3º Stormo, il 23º Gruppo, sull'aeroporto avanzato di Abu Haggag (od Aeroporto militare di Sidi Haneish a ad ovest-nord-ovest dal Cairo).. Da quella base avanzata, Gorrini svolse missioni di scorta per naviglio dell'Asse e attacchi al suolo, con le nuove bombe "Mazzolino". Quando, in ottobre, il 4º Stormo Caccia Terrestre, ormai logoro, venne arretrato, consegnò i suoi Macchi M.C.202 Folgore al 3º Stormo. Così, dal 20 di quel mese, il 18º Gruppo poté riprendere i compiti di reparto da caccia.. "Finalmente, con il Macchi 202 avevamo un aeroplano competitivo. Certo che quando ci gettarono, durante l'offensiva, addosso nugoli di P-40 e di Spitfire, anche questa macchina non poteva fare molto. Lo Spit era un osso molto duro... aveva un mucchio di mitragliatrici, più due cannoncini da 20 mm ed era inoltre più veloce. Il 202 gli era decisamente inferiore in velocità ed armamento".Intervista di Andrea Benzi a Luigi Gorrini, STORIA DEL XX SECOLO N. 33. Febbraio 1998. C.D.L. Edizioni srl. Il 2 gennaio 1943, l'intero 3º Stormo, equipaggiato con i Macchi C.202 ceduti dal 4º Stormo, decollò per affrontare due formazioni di Douglas DB-7 Boston e B-25 Mitchell, scortati da Spitfire e P-40. Nella battaglia aerea che ne conseguì, Gorrini abbatté un Curtiss P-40E Kittyhawk della R.A.F., che precipitò ad Ovest di Sirte.. Subito dopo attaccò e danneggiò uno Spitfire che inseguiva un altro Macchi. Gorrini sparò in totale 880 colpi, ma anche il suo aereo fu colpito: c'erano 12 buchi sulla sua fusoliera..
Nove giorni dopo, mentre era di scorta, con altri piloti del 3º Stormo, a C.200 caccia-bombardieri in azione su aeroporti britannici nella zona dello Uadi Tamet, abbatté uno degli Spitfire della squadriglia dell'asso britannico Flying Officer Neville Duke del 92° Squadron e ne danneggiò un altro.Hakan aviation page http://surfcity.kund.dalnet.se/italy_gorrini.htm. Durante la ritirata delle forze dell'Asse, sempre più spesso il 3º Stormo veniva chiamato a missioni di scorta e di attacco a terra. Nella mattina del 26 febbraio, Gorrini decollò per scortare una formazione di Junkers Ju 87 Stuka diretti ad attaccare forze armate alleate nella zona di Ksar-Ghilane e, successivamente, per mitragliare truppe nemiche a terra. Nel pomeriggio, con il tenente Melis ed altri due piloti della sua squadriglia, intercettò quattro aerei alleati su Kébili, in Tunisia. Nel combattimento che ne seguì, Gorrini rivendicò l'abbattimento di un Hawker Hurricane Mk.IID, armato di cannoni Vickers da ..
La difesa di Roma All'inizio del 1943, Gorrini è uno dei piloti incaricati di trasferire i caccia francesi preda di guerra Dewoitine D.520 in Italia, destinati alla difesa della madre patria. "Trasferii diverse dozzine di Dewoitine D. 520 da vari aeroporti francesi e dalla fabbrica di Tolosa", ricordava Gorrini. "A quel tempo, quando volavamo ancora con il Macchi C.200, era una buona macchina, anche se non eccezionale. Paragonata al "Saetta" era superiore solo in un punto: il suo armamento con il cannone da 20 millimetri Hispano-Suiza HS 404." Gorrini, che dal febbraio 1943 aveva ottenuto quattro vittorie confermate e una non confermata, ottiene., all'inizio dell'estate, uno dei tre Macchi C.205V "Veltro" assegnati al 3º Stormo (gli altri due sono affidati all'asso Franco Bordoni Bisleri e al maresciallo Guido Fibbia), rivela le sue non comuni doti di pilota da caccia durante la difesa di Roma.
La sua serie di vittorie aeree ha inizio il 19 luglio del 1943, giorno del primo bombardamento nella storia di Roma. Gorrini, quel giorno, entra in azione con altri 37 colleghi piloti del 3º Stormo contro i 930 bombardieri e caccia di scorta dell'US Air Force impegnati nell'Operazione Crosspoint... Decolla da Cerveteri con la sua 85ª squadriglia, su un Macchi C. 202. Al largo di Ostia, attacca la prima formazione di B-17 Flying Fortress. "L'ho visto cadere, non saprei l'ora precisa perché il combattimento era roba di minuti, ho fatto tre o quattro attacchi contro questo quadrimotore, ho provato a sparargli anche davanti, a tre quarti, e un bel momento l'ho visto andar giù… È caduto nella zona tra Sezze e Littoria.". Secondo altre fonti, il 19 luglio, abbatte, nel corso di una sola missione, un bombardiere quadrimotore Consolidated B-24 Liberator ed un caccia bimotore Lockheed P-38 Lightning (un altro P-38 danneggiato). L'indomani si ripete: "In un altro combattimento, il giorno dopo, martedì 20, un altro è caduto sull'aeroporto di Nettuno… Era un B-17, aveva ancora il carico di bombe. Io gli ho tagliato un'ala dopo due passaggi, però stavolta avevo il M.C. 205, e ho visto un bel momento la sua ala destra staccarsi dalla fusoliera e i motori che giravano e l'ala che andava via e così è andato in vite." Subito dopo veniva attaccato da un P-38 di scorta: "Ho scartato, lui mi è passato davanti al muso… e con tutte le armi, mitragliere e cannoncini da 20, gli ho piantato un rafficone. È scoppiato…"
La caduta del governo fascista non ha decisivi effetti sul morale della Regia Aeronautica. "Dopo il 25 luglio, a dispetto dell'arresto di Benito Mussolini, il morale della mia unità restava alto e la mia personale disponibilità all'azione era totale. Nonostante i rovesci subiti in quel periodo, il nostro Stormo era l'unico ancora pienamente operativo per il combattimento. La mia sezione era stata destinata alla difesa di Roma. La maggior parte degli uomini della Regia Aeronautica non era interessata alla politica o ai partiti. Essi erano innamorati del volo e determinati a difendere la terra natale e dare la loro vita, se necessario, nel tentativo di arrestare il bombardamento delle città italiane.".,
Il 13 agosto, Roma subisce il secondo dei due più pesanti bombardamenti della sua storia. Gorrini e i pochi altri piloti della 83ª Squadriglia e 85ª squadriglia posti a difesa della "città santa" si levano in volo dalle "strisce" di Palidoro, per intercettare i 409 - tra bombardieri e caccia di scorta - velivoli della Dodicesima Air Force.. A 20 chilometri al traverso di Anzio, a metri, intercetta la prima formazione di B-17 con i P-38 di scorta. Gorrini, su un Macchi C.205, attacca uno dei quadrimotori rimasto defilato rispetto agli altri. Dopo diversi attacchi, il B-17 precipita: "Andò a cadere in mare tra Nettuno e Littoria, ma non potei seguirne la caduta perché mi attaccavano dall'alto i Lightning." Gorrini riesce a disimpegnarsi, ma durante la sua seconda sortita contro la terza ondata di bombardieri, viene attaccato dai caccia di scorta ed è costretto a lanciarsi da metri sulla zona Littoria-Sezze, dove atterra incolume..