I corpi militari e di polizia della Repubblica di San Marino comprendono le istituzioni militari e le forze dell'ordine incaricate della difesa delle istituzioni, dell'ordine e della sicurezza pubblica e delle funzioni di polizia nella Repubblica di San Marino.

La legislazione sammarinese non riunisce tali organismi sotto la denominazione giuridica unitaria di «forze armate»: la legge 26 gennaio 1990, n. 15, Regolamento organico e disciplina dei Corpi Militari, individua come corpi militari la Guardia di Rocca, comprendente la Compagnia di Artiglieria e il Nucleo Uniformato, la Milizia, della quale fa parte la Banda Militare, la Guardia del Consiglio Grande e Generale e la Gendarmeria.

Le forze di polizia operative sono invece tre: la Gendarmeria e il Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca, entrambi a ordinamento militare, e il Corpo di Polizia Civile, a ordinamento civile.

Storia Origini delle milizie La tradizione militare sammarinese ha origini molto anteriori alla formazione degli attuali corpi. La presenza organizzata di milizie incaricate della difesa della comunità è documentata almeno dal XVI secolo; la moderna Compagnia uniformata delle milizie fa risalire le proprie origini documentate al 1543. Nel corso dell'età moderna l'ordinamento militare venne progressivamente articolato e affiancato da corpi destinati alla protezione delle istituzioni e alla sicurezza interna.

Nel marzo 1740 fu istituita l'originaria Guardia del Principe Sovrano Consiglio, dalla quale deriva l'attuale Guardia del Consiglio Grande e Generale. Il corpo nacque come formazione scelta destinata alla protezione delle supreme istituzioni della Repubblica e assunse progressivamente funzioni di guardia d'onore e di rappresentanza.

La Guardia di Rocca fu istituita il 26 maggio 1754 con la denominazione originaria di «Squadra di soccorso», formata da un ufficiale e dodici militi incaricati della sicurezza e della custodia dei detenuti nella Rocca. Nel 1755 fu istituita una seconda squadra e nel 1762 al corpo fu affidato anche il servizio di guardia al Palazzo Pubblico.

La Gendarmeria fu istituita il 28 agosto 1842 per deliberazione del Consiglio Principe e Sovrano. Il primo organico era composto da due gendarmi e fu successivamente ampliato con l'aumento delle funzioni di controllo del territorio e di tutela dell'ordine pubblico.

Nel XIX secolo si consolidò inoltre la Banda Militare, stabilmente inserita nell'organizzazione delle milizie e oggi parte integrante della Compagnia Uniformata.

Prima guerra mondiale Nel corso della prima guerra mondiale, pur mantenendo formalmente la propria neutralità, la Repubblica di San Marino organizzò un proprio ospedale da campo destinato all'assistenza dei militari feriti sul fronte italiano. La costituzione dell'ospedale fu deliberata per acclamazione dal Consiglio Grande e Generale il 28 settembre 1916, su iniziativa del medico sammarinese Amedeo Kraus, che ne assunse successivamente la direzione. La struttura, denominata Ospedale di guerra della Repubblica di San Marino e classificata come ospedale n. 74, fu inserita nell'organizzazione sanitaria della Croce Rossa Italiana e posta inizialmente alle dipendenze sanitarie del VII Corpo d'armata della 3ª Armata.

L'ospedale entrò in funzione nell'aprile 1917 presso la scuola elementare di San Lorenzo di Fiumicello, nei pressi di Aquileia. Disponeva inizialmente di cinquanta posti letto, successivamente aumentati fino a 125, e comprendeva strutture destinate alla farmacia, alla radiologia, alle medicazioni e ad altri servizi sanitari. Sulla struttura erano esposte, insieme alla bandiera della Croce Rossa e a quella italiana, anche le insegne della Repubblica di San Marino. Il personale direttivo era costituito principalmente da cittadini sammarinesi, mentre furono impiegate anche infermiere della Croce Rossa Italiana.

Il personale operava nell'ambito dell'ordinamento sanitario militare italiano ed era sottoposto alla relativa disciplina. Gli ufficiali indossavano l'uniforme della Croce Rossa Italiana, sulla quale era autorizzata l'applicazione dello stemma della Repubblica al braccio, quale segno distintivo della provenienza sammarinese. Nel corso della sua attività l'ospedale ricevette visite e attestazioni di apprezzamento da parte delle autorità militari e civili italiane, fra cui Vittorio Emanuele III, Emanuele Filiberto, duca d'Aosta, e Elena d'Orléans, duchessa d'Aosta.

In seguito alla battaglia di Caporetto e al conseguente ripiegamento dell'esercito italiano, il 27 ottobre 1917 l'ospedale dovette essere evacuato da San Lorenzo di Fiumicello e gran parte delle strutture e del materiale andò perduta. Durante l'inverno l'organizzazione venne ricostituita e il 6 marzo 1918 l'ospedale riprese l'attività a Melma, l'odierna Silea, presso villa Varetton. Nel corso del 1918 fu trasferito più volte in relazione all'andamento delle operazioni militari, operando anche a Preganziol, Marocco di Mogliano Veneto, Casier e infine ad Aidussina, dove concluse la propria attività alla fine del conflitto.

Per facilitare il trasporto dei feriti l'ospedale disponeva di mezzi motorizzati. Nel 1918 il Comitato sammarinese ottenne inoltre, attraverso l'ambasciatore statunitense in Italia Thomas Nelson Page e la Croce Rossa Americana, un autocarro Ford, destinato ai servizi logistici della struttura.

Tra i feriti assistiti dall'ospedale vi fu Ernest Hemingway, allora diciannovenne e volontario della Croce Rossa Americana. Nella notte tra l'8 e il 9 luglio 1918 Hemingway rimase gravemente ferito a Fossalta di Piave dall'esplosione di una bombarda austriaca mentre distribuiva generi di conforto ai militari italiani. Dopo le prime cure fu trasportato all'Ospedale di guerra sammarinese, che in quel periodo aveva sede a villa Varetton, a Melma, e successivamente trasferito all'ospedale della Croce Rossa Americana di Milano. Il direttore Amedeo Kraus ricordò successivamente il ricovero dello scrittore nella propria relazione sull'attività dell'ospedale.

La bandiera bianco-azzurra affidata all'ospedale alla partenza da San Marino ne accompagnò i diversi trasferimenti sul fronte. Il 30 novembre 1918, dopo l'armistizio, fu consegnata alla città di Trieste nel corso di una cerimonia alla presenza del duca d'Aosta e delle autorità cittadine, venendo esposta insieme al tricolore italiano.

Il distaccamento dei Carabinieri italiani e il periodo tra le due guerre Il 1º giugno 1921, su richiesta del governo sammarinese, giunse nella Repubblica un distaccamento dei Reali Carabinieri italiani, inizialmente formato da circa venti uomini. Il reparto avrebbe dovuto garantire temporaneamente l'ordine pubblico in attesa della riorganizzazione della Gendarmeria sammarinese, ma la sua permanenza fu più volte prorogata.

Il contingente dipendeva disciplinarmente dal proprio comandante italiano e, per l'impiego, dalle autorità sammarinesi. Il servizio terminò il 2 febbraio 1936 con una cerimonia di passaggio delle consegne alla ricostituita Gendarmeria sammarinese. Il 5 maggio successivo San Marino conferì alla bandiera dell'Arma dei Carabinieri la medaglia al valor militare di prima classe per il servizio svolto nella Repubblica.

Durante il regime del Partito Fascista Sammarinese fu inoltre istituita, con legge 13 luglio 1933, n. 12, la Guardia Repubblicana, formazione organizzata militarmente e politicamente legata al regime. Il corpo cessò di operare con la caduta del fascismo sammarinese nel 1943.

La seconda guerra mondiale Anche durante la seconda guerra mondiale la Repubblica proclamò la propria neutralità. Con l'avvicinamento del fronte alla Linea Gotica il territorio sammarinese accolse più di sfollati provenienti dalle zone circostanti, a fronte di una popolazione residente assai inferiore.

Nel giugno 1944 fu costituita la Milizia confinaria, formazione volontaria destinata alla sorveglianza delle strade di accesso e alla tutela della neutralità e dell'integrità del territorio. Nello stesso contesto operò il Genio pompieri, impiegato nei servizi antincendio, nel soccorso alla popolazione e nel ripristino dei servizi essenziali dopo i combattimenti e i bombardamenti che interessarono la Repubblica. Le formazioni straordinarie create per l'emergenza bellica cessarono progressivamente la propria attività nel dopoguerra.

Dal dopoguerra al riordino contemporaneo Nel 1959 fu ricostituito il Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca, questa volta con personale professionale e compiti permanenti di vigilanza ai confini e di servizio d'onore. Un primo regolamento specifico fu approvato nel 1972; con la legge 13 novembre 1987, n. 132 furono ampliate le attribuzioni del corpo e formalizzate le funzioni di polizia giudiziaria.

Tra il 1962 e il 1984 un nuovo contingente dell'Arma dei Carabinieri italiana collaborò con le autorità sammarinesi: inizialmente composto da trenta militari e successivamente ridotto a ventuno, costituì un nucleo investigativo e di polizia giudiziaria e operò in abiti civili.

Nel settore civile la legge 5 novembre 1963, n. 44 regolamentò il Corpo dei Vigili Urbani, attribuendogli funzioni in materia di circolazione stradale e di disciplina civile, commerciale, tributaria e amministrativa, nonché la possibilità di coadiuvare la Gendarmeria per il mantenimento dell'ordine pubblico. Da tale esperienza si sviluppò successivamente l'attuale Corpo di Polizia Civile.

La disciplina generale dei corpi militari fu riorganizzata con la legge 26 gennaio 1990, n. 15, tuttora fondamentale per la definizione dell'ordinamento militare sammarinese. Nello stesso periodo venne disciplinata la Polizia Civile come corpo a ordinamento civile.

Con la legge 17 marzo 1994, n. 30 venne istituito il Dipartimento di Polizia per coordinare Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile nelle attività di ordine e sicurezza pubblica. Dal 1998 opera inoltre un gruppo interforze di polizia giudiziaria.

Il 19 settembre 2006 San Marino entrò nell'Organizzazione internazionale della polizia criminale - INTERPOL e istituì il proprio Ufficio Centrale Nazionale.

Nel 2017 la Gendarmeria è stata riorganizzata in quattro reparti funzionali, mentre nel 2020 è entrato in vigore un nuovo riassetto organizzativo del Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca.

Servizio di leva (1983-2005)

Nel 1983 fu avviato nella Repubblica un servizio militare destinato, in particolare, a regolare la posizione dei cittadini in possesso contemporaneamente della cittadinanza sammarinese e di quella italiana rispetto agli obblighi di leva previsti dall'ordinamento italiano. La sua istituzione si inseriva nel quadro dell'Accordo aggiuntivo alla Convenzione di amicizia e buon vicinato tra Italia e San Marino del 31 marzo 1939, sottoscritto dai due Stati il 28 ottobre 1980 e ratificato dall'Italia con la legge 10 luglio 1982, n. 488.

L'accordo introdusse nella convenzione l'articolo 39-bis, in base al quale i cittadini italo-sammarinesi residenti nella Repubblica potevano chiedere l'esenzione dal servizio militare di leva italiano. Per i doppi cittadini che avessero invece prestato volontariamente servizio militare effettivo presso uno dei corpi militari sammarinesi per un periodo almeno pari a quello prescritto dall'ordinamento italiano, tale servizio era riconosciuto come equivalente all'assolvimento degli obblighi di leva in Italia.

Il servizio sammarinese fu organizzato nell'ambito della Compagnia uniformata delle milizie e accolse anche doppi cittadini residenti al di fuori del territorio della Repubblica che, essendo soggetti agli obblighi militari italiani, sceglievano di prestare il corrispondente servizio presso i corpi militari sammarinesi. Nel corso della sua esistenza furono utilizzate diverse sedi dotate di alloggi e mensa per il personale.

Il servizio cessò nel 2005, in concomitanza con la sospensione delle chiamate per il servizio militare obbligatorio in Italia, con il congedo degli ultimi militari incorporati.

Struttura attuale