Nota come la Zanzara di Torino, fu soprannominata anche Pél di carota per via del colore rosso della sua capigliatura a inizio carriera. Dotata di una voce da soprano, ha pubblicato i suoi dischi in tutto il mondo, incidendo in sette lingue diverse, ed è una delle otto cantanti pop italiane a essere entrate in classifica nel Regno Unito. In totale, ha venduto circa 50 milioni di dischi in tutto il mondo.

Biografia Gli esordi Nasce e vive i suoi primi anni in via Malta 43, nel quartiere Borgo San Paolo di Torino. La famiglia di origine era composta dal padre Giovanni Pavone, un operaio della Fiat Mirafiori di origini siciliane (1912-1990), la madre Maria, casalinga di origini ferraresi, e i fratelli Piero, Carlo e Cesare. Rita Pavone passava i suoi giorni di villeggiatura nella frazione Grandi Tanze di Mattie (Torino), dove ha fatto costruire una casa per sua madre. Sin da bambina è stata vittima di body shaming.

Rita, terza dei quattro figli della coppia, si iscrive alla prima classe dell'istituto tecnico statale Santorre di Santarosa, ma, nell'inverno 1959-60, la famiglia si trasferisce in un altro quartiere, presso le case operaie della Fiat di via Chiala 19, alle "Basse" di Mirafiori Sud.

Nello stesso periodo, appoggiata e incoraggiata dal padre Giovanni, esordisce al Teatro Alfieri di Torino in uno spettacolo per ragazzini dal titolo Telefoniade, realizzato dall'allora società telefonica Stipel"In scena stasera all'Alfieri la rivista della Stipel", pubblicato su La Stampa del 1º dicembre 1959, n. 285, p. 2. È quella la prima volta che Rita si esibisce davanti a un pubblico e lo fa in due uscite: nel primo tempo, truccata da ragazza nera e con addosso un frac di raso nero nella interpretazione di Swanee, brano reso famoso dal cantante statunitense Al Jolson; poi, nel secondo tempo, nei panni di un'inglesina in visita a Roma cantando il brano di Renato Rascel Arrivederci Roma. Tra la fine del 1959 e l'inizio del 1961 si fa notare esibendosi prima in feste studentesche, poi in alcuni locali torinesi, come l'Apollo DanzeLa Stampa del 5 dicembre 1959, n. 289, p. 4, La SerenellaLa Stampa del 30 gennaio 1960, n. 26, p. 4, La PerlaLa Stampa del 29 aprile 1961, n. 102, p. 4, l'Hollywood DanceLa Stampa del 19 novembre 1960, n. 277, p. 4 o il Principe, guadagnandosi il soprannome di "Paul Anka in gonnella" grazie alla scelta di un repertorio che prediligeva proprio i brani del famoso cantante canadese.

Rita deve aiutare economicamente la famiglia con lavori saltuari presso una camiceria e, allo scopo di ottenere un diploma, si iscrive a dei corsi estivi dell'Istituto Tecnico Commerciale; gli orari di lavoro però, non le consentono di proseguire gli studi.

Nel 1962 partecipa alla prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia, che vince interpretando Moliendo Café e altri brani del repertorio di Mina. Il patron della manifestazione del Festival è il cantante Teddy Reno, che diviene il suo pigmalione e che sposerà sei anni dopo in Svizzera, tra le polemiche a causa della notevole differenza d'età tra i due e per il fatto che all'epoca Teddy Reno era già sposato civilmente con Vania Protti Traxler, dalla quale aveva anche avuto un figlio. Con Teddy, Rita ha avuto due figli: Alessandro (1969) e Giorgio (1974). Risiedono in Svizzera a partire dal 1968.

La vittoria di Ariccia nel 1962 le procura un provino con l'RCA Italiana e le fa ottenere immediatamente un contratto discografico, che la consacra al grande pubblico negli anni a seguireGianfranco Manfredi, La strage delle innocenti, Lato Side, Roma, 1982; p. 30.

Il successo

Dal 1963 Rita raggiunge una vasta popolarità: già nei primi mesi dell'anno le vendite dei suoi dischi superano il milione di copie.Gigi Ghirotti, "Ha venduto oltre un milione di dischi Rita Pavone", La Stampa, 12 aprile 1963, p. 5 Escono alcuni singoli di grande successo: La partita di pallone, che il 16 febbraio 1963 arriva al primo posto in hit-parade e vi rimane per due settimane, e Sul cucuzzolo (scritte da Edoardo Vianello); Alla mia età; Come te non c'è nessuno, che dal successivo 2 marzo resta in vetta per nove settimane; Il ballo del mattone, che l'8 giugno 1963 arriva prima restandoci per tre settimane; Cuore, versione italiana della hit statunitense scritta da Barry Mann e Cynthia Weil e interpretata da Wayne Newton: Heart (I Hear Your Beating), che il 6 luglio 1963 arriva prima per nove settimane; Non è facile avere 18 anni, che arriva prima il 25 gennaio 1964 per due settimane; Datemi un martello (adattamento italiano di Sergio Bardotti di If I Had a Hammer).

Nel 1964 interpreta lo sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, tratto dal romanzo per ragazzi di Vamba e diretto da Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota orchestrate da Luis Bacalov. Sigla di questo programma è il brano Viva la pappa col pomodoro, la cui registrazione si avvale dello zither di Anton Karas. Questa canzone viene incisa dalla Pavone in molte lingue: The Man Who Makes The Music nel Regno Unito, Ich frage meinen Papa in Germania e Qué ricas son la papas in Spagna e nei paesi di lingua spagnola.

Sempre nello stesso anno, la sua popolarità meritò le attenzioni di Umberto Eco nel suo saggio intitolato Apocalittici e integrati. Nel 1965 vince il Cantagiro con Lui. Seguono numerose altre hit a 45 giri: Solo tu, Stasera con te, sigla del programma televisivo Stasera Rita per la regia di Antonello Falqui, Plip, che il 25 dicembre 1965 arriva prima per tre settimane, Qui ritornerà, che il 18 giugno 1966 arriva in prima posizione, Il geghegé, altra sigla delle cinque puntate che la videro protagonista a Studio Uno del 1966, Fortissimo, La zanzara, Gira gira, Questo nostro amore.

In questi anni, è protagonista anche di alcuni film musicarelli di buon successo commerciale: Rita, la figlia americana (1965) con Totò e la regia di Piero Vivarelli; Rita la zanzara (1966) con Giancarlo Giannini e la regia di Lina Wertmüller; Non stuzzicate la zanzara (1967), con Giancarlo Giannini e Giulietta Masina, sempre per la regia di Lina Wertmüller. Nel 1967, Rita Pavone vince il Cantagiro con Questo nostro amore, scritto da Luis Bacalov e Lina Wertmüller e tema del film Non stuzzicate la Zanzara. Nel 1967 escono Little Rita nel West (con 33 giri omonimo per la RCA), film con Terence Hill e la regia di Ferdinando Baldi, e La feldmarescialla, sempre con Terence Hill e la regia di Steno.

I successi all'estero

Grande è stata la popolarità di Rita Pavone a livello internazionale. Molte sono le etichette per le quali Rita incide: Decca nel Regno Unito; Teldec e Polydor in Germania; Barclay, RCA e Phonogram in Francia e infine, RCA Victor per gli Stati Uniti, Giappone e tutto il Sud America. Rita Pavone ha inciso alcuni dischi in francese. Negli Stati Uniti è stata cinque volte ospite della trasmissione Ed Sullivan Show. In una puntata Rita Pavone vi appare sul cartellone quale terzo nome dopo Duke Ellington ed Ella Fitzgerald. Seguono altri spettacoli televisivi come Hullabaloo e Shindig!, che la vedono agire sul palco insieme con nomi dello spettacolo quali The Beach Boys, Marianne Faithfull, Orson Welles, Paul Anka, The Animals e The Supremes.

La RCA Victor Americana pubblica tre album di Rita Pavone: The International Teen-Age Sensation, il cui singolo, Remember Me resta per dieci settimane nelle classifiche Hot 100 di Cashbox e di Billboard, arrivando alla 26ª posizione della classifica; segue il 33 giri Small Wonder, entrambi incisi negli Studi della RCA Victor a New York, e infine Rita Pavone, registrato a Nashville, il cui produttore è il chitarrista Chet Atkins. In quell'occasione Rita Pavone si avvale di musicisti come Floyd Cramer, Al Hirt e il coro di Anita Kerr.

Il 20 marzo 1965 Rita Pavone si esibisce per la prima volta in concerto a New York nella Carnegie Hall, presentata da Ed Sullivan. Nel Regno Unito, nel 1966 il singolo Heart, nell'originale lingua inglese arriva al 12º posto nelle classifiche britanniche.

Inoltre, sempre nel 1967, negli studi televisivi londinesi della BBC, viene realizzato uno special sulla Pavone dal titolo Segni personali: lentiggini, con ospite il gruppo degli Herman's Hermits. Per l'occasione, Rita Pavone è accompagnata dal gruppo dei Collettoni. Notevole è la discografia di 45 giri e album che vedono presente Rita Pavone nel mercato in lingua tedesca e, spesso, tra le prime dieci canzoni più vendute. È del 1964 il suo primo 45 giri di successo in lingua tedesca: Wenn ich ein Junge wär, che porta Rita Pavone in vetta alle classifiche tedesche con mezzo milione di copie vendute.

Altro primo posto per Rita Pavone verrà nel 1969 con Arrivederci Hans ( copie vendute solo in Germania). In Francia, dopo un approccio datato 1963 con Coeur, 45 giri EP prodotto dalla Barclay, e con il brano Clementine Cherie che sarà il tema principale del film francese omonimo, Rita Pavone sale sul podio delle classifiche francesi nel 1972 piazzandosi al 2º posto dei dischi più venduti con Bonjour la France ("La suggestione"), brano scritto per lei da Claudio Baglioni che le fa vendere copie solo in Francia e le apre, per un mese intero, le porte del teatro Olympia di Parigi.

Il matrimonio con Teddy Reno e il passaggio alla Ricordi

Il 15 marzo 1968 il discusso matrimonio con Teddy Reno sembra avere un effetto destabilizzante per la sua carriera: agli occhi del pubblico entrava ora in contrasto la sua figura con la sua scelta di unirsi in matrimonio a un uomo molto più anziano di lei (diciannove anni) e, soprattutto, già sposato e con un figlio. Ad acuire quest'improvvisa inimicizia tra la Pavone e il suo pubblico fu anche il morboso interesse della stampa scandalistica, che si accanì su alcune vicissitudini familiari legate alla separazione fra i genitori della cantante. Rita Pavone firmò tuttavia intanto un contratto con la Ricordi, fondando l'etichetta Ritaland, attraverso la quale incise alcune canzoni per bambini che, però, passarono quasi del tutto inosservate.

In seguito incise, invece, altri tre singoli per un pubblico più adulto; Pippo non lo sa, famoso brano di Gorni Kramer, che faceva da sigla per un programma pomeridiano per ragazzi e altri due dischi, Il mondo nelle mani e Nella mia stanza, che non riuscirono comunque a riportarla nelle zone alte della hit-parade italiana, anche se nello stesso periodo ottenne invece una grossa popolarità in Sud America. Nel 1969 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone Zucchero, ma si classificò solamente al 13º posto. Nel complesso, l'intero periodo trascorso alla Ricordi si rivelò del tutto fallimentare: non vendeva il singolo estivo Per tutta la vita (un vecchio successo anni cinquanta), uscito quasi in contemporanea con la nascita del suo primogenito Alessandro, e neppure Dimmi ciao bambino, traduzione di un brano tedesco che la Pavone portò alla Canzonissima di quell'anno, venendo prontamente eliminata.

In seguito anche alle diverse denunce presentate dalla cantante e da Teddy Reno nei confronti della Rai (non gradirono l'imitazione di Alighiero Noschese a Doppia coppia), diminuirono drasticamente anche le apparizioni della Pavone sul piccolo schermo. L'anno successivo, la Ricordi avrebbe voluto imporle una nuova partecipazione a Sanremo, ma lei si rifiutò, tornando alla casa discografica che l'aveva lanciata diversi anni prima: la RCA. In quel momento le quotazioni della cantante erano al minimo, motivo per cui, rispetto al precedente, il nuovo contratto con la sua «storica» etichetta non era, per la Pavone, altrettanto vantaggioso dal punto di vista economico. Inoltre, la RCA la mandò ugualmente a Sanremo col brano (da lei mai apprezzato) Ahi ahi ragazzo!, che ottenne comunque un certo successo discografico in Spagna e in altri paesi di lingua spagnola.

Gli anni settanta