Il Sole in astrologia è il primo e più importante pianeta del sistema solare. Associato alla coscienza dello spirito, inteso come personalità e individualità,Julius Evola, La Tradizione Ermetica, pag. 61, Mediterranee, 1996. indica la parte virile di ognuno di noi, quella solare e diurna, la figura del padre e per una donna anche quella del marito, è il modo di affrontare il mondo, la realtà, è creatività, autorità e volontà.Renzo Baldini, Trattato tecnico di astrologia, pag. 42, Hoepli, 2013.

La posizione del Sole in un oroscopo determina il segno zodiacale di appartenenza e conferisce alla persona le caratteristiche proprie di quel segno. Essere del segno dell'Ariete significa avere il Sole in Ariete al momento della nascita, e così via per tutti gli altri segni che sono attraversati da questo pianeta luminare.

Caratteristiche e posizioni upright=0.9|thumb|left|L'ideogramma del Sole, simbolo della visione dell'occhio, della coscienza, e nucleo individuale dell'Io Il Sole è domiciliato in Leone, in esaltazione in Ariete, in esilio in Aquario e in caduta in Bilancia.

È il luminare per eccellenza anche se astrologicamente è considerato un pianeta. Percorre all'incirca un grado al giorno all'interno dello Zodiaco e termina il suo percorso nell'arco di un anno, toccando così tutte le costellazioni.

Simbologia solare Il suo simbolo è un punto attorniato dal cerchio zodiacale, in quanto espressione dell'Uno che si espande nelle dodici qualità del cosmo, unendo microcosmo e macrocosmo, il mondo sovrannaturale con quello terreno.Alfredo Cattabiani, Astrolabio, pp. 128-135, Milano, Mondadori, 2015. In alchimia il Sole governa la crescita dell'oro, ritenuto il più nobile dei metalli, nel quale tutta la creazione è destinata a ritornare dopo la caduta nel biblico peccato originale. Vi corrisponde l'elemento fuoco, e in anatomia il cuore.H. Freiherr von Klöckler, Corso di astrologia, vol. 2, pp. 41-42, trad. it. di M. Merci, Roma, Mediterranee, 1980.

Rappresenta le aspirazioni e gli aspetti più elevati della realtà, la coscienza superiore dell'Io, caratterizzata dall'energia maschile del punto centrale racchiuso nella circonferenza dell'uovo femminile cosmico.Giancarlo Infante, L'altra faccia del sole , pag. 18, Armando Editore, 2013. Oltre all'occhio di Ra, altri simboli astrologici del Sole sono la ruota cosmica o la svastica.

Nonostante questo, non c'è un'attestazione particolarmente diffusa del culto del Sole nei popoli dell'antichità, per i quali il principale punto di riferimento era la Luna, ad eccezione dell'antico Egitto, del Medio Oriente, dell'Europa settentrionale, e delle civiltà precolombiane.

Tra le più antiche cerimonie in onore del Sole vi era l'accensione di numerosi falò in occasione dei solstizi estivi, da cui si otteneva la cenere da spargere sui campi come fertilizzante propiziatorio della semina successiva. Al Sole era quindi attribuita anche una natura fecondatrice,Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, pag. 129, Torino Bollati Boringhieri, 1976. sebbene sottomessa alla figura femminile-lunare della Grande Madre. Mircea Eliade associa alla forza generatrice del Sole anche una valenza infera-ctonia, per il fatto che di notte andava a risplendere nel mondo dei defunti.Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, pp. 147-148, op. cit., Bollati Boringhieri, 1976.

Il bacino del Mediterraneo subì gradualmente l'influsso delle teologie solari orientali: il dio mesopotamico Šamaš cominciò ad essere conosciuto nell'antica Grecia col nome di Helios, che però non era un dio olimpico, bensì un titano; solo nel V sec. a.C. fu assimilato ad Apollo. Già negli ambienti esoterici dell'orfismo, tuttavia, il Sole era considerato Intelligenza del mondo, mentre Platone ne parlava come dell'immagine del Bene.Platone, Repubblica, 508, b-c.

Nell'antica Roma occorre aspettare l'avvento di Giulio Cesare che, a seguito dei contatti con l'Egitto, introdusse il calendario solare in sostituzione di quello lunare. Solo nella successiva età imperiale il Sole assurse a simbolo di principio cosmico. L'imperatore Giuliano nel suo Inno al Sole Re vi ricondusse tutte le divinità del paganesimo, aderendo a una chiara visione eliocentrica, mentre Macrobio nei Saturnali, rifacendosi all'analogia di Plotino tra il Sole e il culmine di ogni potere, fa dire a Vettio:

Secondo lo stesso Macrobio, grazie al Sole l'anima umana discesa dallo zodiaco del cosmo per incarnarsi sulla Terra riceveva la capacità di sentire (fantastikón) e di pensare (logistikón).Macrobio, Commento al «Sogno di Scipione».

Nell'Occidente latino, comunque, le teologie solari importante dall'Oriente e da altri popoli indoeuropei vennero interpretate sempre più razionalmente, al punto che, secondo Eliade, «in generale vi troviamo ormai soltanto una pallida immagine di quanto significavano un tempo le ierofanie solari, pallida immagine che ci giunge sempre più scolorata dal razionalismo».Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, pag. 157, op. cit., Bollati Boringhieri, 1976.

Tutto il complesso della simbologia solare venne allora adottata dalla nascente religione cristiana, all'interno della quale, in accordo con l'immagine profetica di Malachia, numerosi esponenti assimilarono la venuta di Cristo alla luce del Sole, ad esempio Clemente Alessandrino,Clemente Alessandrino, Cohortatio ad Graecos, XI, 114, 1-4. San Girolamo,San Girolamo, Homilia de nativitate Domini, in G. Morin, Hyeronimi Presbiteri tractatus sive homiliae, in Anecdota Maredsolana, III, 2, p. 397. o sant'Ambrogio.Cfr. la testimonianza di Ilario di Poitiers, Tractatus in Psalmum, commento al salmo 118, ottavo discorso, n. 57. Anche Ilario di Poitiers nel IV secolo fece del Sole il simbolo del Logos, del Cristo Gesù disceso sulla Terra,Ilario di Poitiers, Tractatus in Psalmum, commento al salmo 118, n. 5. il cui giorno di nascita veniva a coincidere con la festa pagana del Dies Natalis Sol Invictus.Jacopo Curzietti, Gaulli: la decorazione della chiesa del SS. Nome di Gesù, pag. LXXXI, Gangemi, 2015.

I primi cristiani pregavano in direzione del sole nascente, e per molti secoli le chiese furono costruite con l'abside orientata verso est.E. Peterson, La croce e la preghiera verso oriente, in "Ephemerides liturgicae" 59 (1945), pp. 52-68.

In seguito, l'identificazione del Cristo con il Sole rimase codificata nei simboli utilizzati nelle chiese, e conosciuta negli ambienti dell'esoterismo cristiano, presso i quali si sapeva che il cristianesimo costituiva una rivelazione in forma esplicita degli antichi misteri solari, celebrati sin dagli albori dell'umanità.Agostino d'Ippona sosteneva ad esempio: «In effetti, quella che ora prende il nome di religione cristiana esisteva già in antico, e non fu assente neppure all'origine del genere umano, finché venne Cristo nella carne. Fu allora che la vera religione, che già esisteva, incominciò ad essere chiamata cristiana» (Agostino d'Ippona, Ritrattazioni, libro primo, 13,3).

Nel Medioevo, la discesa del Cristo-Sole nel calice della Luna diede luogo all'iconografia del sacro Graal.Trevor Ravenscroft, La Lancia Del Destino, pag. 308, Mediterranee, 2001.

Dante colloca nel cielo del Sole gli Spiriti sapienti, contraddistinti dall'«umana fame di sapere», a cui si contrappongono i golosi dell'Inferno. Il Sole infatti, rappresentando la luce della conoscenza, simboleggiata dall'ideogramma dell'occhio (☉), stimola l'accrescimento dell'Io, del principium individuationis (principio dell'individualità) che tende per natura alla crescita, ad inglobare il macrocosmo,Edy Minguzzi, La struttura occulta della Divina commedia, § 11, pp. 164-179, Scheiwiller, 2007. ma la cui «sacra fame dell'oro»Dante, Purgatorio, XXII, 40-41. può degenerare dalla direzione spirituale in quella materiale, oppure nella vanità o nel travalicamento dei limiti. Il Sole è invece il centro dove la verità rimane congiunta alla fede:

La vista dell'occhio spirituale è dunque quella che consente il godimento delle verità intellettuali simboleggiate dal Sole. Quest'ultimo è paragonato nel Convivio all'aritmetica, che illumina e pervade di sé ogni altra scienza, ma come la luce solare non può essere direttamente sostenuta dall'occhio, così l'infinità dei numeri resta incomprensibile all'intelletto umano.Patrick Boyde, V. Russo, Dante e la scienza, vol. 16, pag. 95, Longo, 1995.

Agli inizi del Rinascimento, col riemergere di correnti ermetico-esoteriche facenti capo ad una prisca theologia di stampo neoplatonico, la centralità assunta dal Sole in ambito filosofico fu determinante nel ripristino di una visione astronomica eliocentrica.K. Ferguson, La musica di Pitagora, pag. 260, Milano, Longanesi, 2009. Pico della Mirandola ribadiva che «il Messia non ci può venir presentato da nessun simbolo meglio che dal Sole»;«Per nullam aliam rem imaginari Christum congruentius possumus quam per solem» (Giovanni Pico della Mirandola, Heptaplus, VII, 4). anche Marsilio Ficino spiegava che «nulla si trova nel mondo che più del Sole rassomigli alla divina Trinità: la fecondità indica il Padre, la luce simile all'intelligenza rappresenta il Figlio concepito secondo intelligenza, il calore lo Spirito d'amore».Marsilio Ficino, De Sole, XII, trad. it. in Franco Picchio, Ariosto e Bacco due, pag. 184, Pellegrini Editore, 2007. All'ideale di un'unica nuova religione si ispirava anche l'Inno al Sole di Giorgio Gemisto Pletone,Così pregava Pletone:«Apollo re, tu che regoli e governi tutte le cose nella loro identità, tu che unifichi tutti gli esseri, tu che armonizzi questo vasto universo così vario e molteplice, o Sole, Signore del nostro cielo, sii a noi propizio.» (G.G. Pletone, Inno al Sole, dal suo Trattato sulle leggi, Forlì, Victrix, 2012). che dando l'avvio a un interesse diffuso per questa religiosità solare, teorizzava, secondo la coeva cultura rinascimentale, un mondo dominato dalla razionalità umana che lo avrebbe reso perfetto sotto la guida di sapienti iniziati del Sole, possessori di quel sapere misterico dove confluivano cristianesimo e islam, le divinità greche e quelle orientali, la filosofia di Pitagora e quella platonica.

Un secolo dopo sarà Giordano Bruno a cercare di ripristinare col suo panteismo neoplatonico l'antico culto del Sole,Giancarlo Infante, L'altra faccia del sole, pag. 65, op. cit., Armando Editore, 2013. mentre Tommaso Campanella scriveva nella sua città del Sole che gli abitanti di codesta utopia servono Dio «sotto l'insegna del Sole, ch'è insegna e volto di Dio, da cui viene la luce, e 'l calore e ogni altra cosa».Tommaso Campanella, La città del Sole, vv. 1085-1088.

Le antiche simbologie solari egizie, pitagoriche e druidiche, entrarono quindi a far parte della Massoneria come testimoniato da Thomas Paine nei suoi Essays on the origin of the free Masonry,Giancarlo Infante, L'altra faccia del sole, pag. 17, op. cit., Armando Editore, 2013. ricorrendo spesso negli emblemi, nei segni di riconoscimento, e nelle sale rituali massoniche:

Mozart nel Flauto magico rappresentò ad esempio il Sole come il regno della luce e della conoscenza governato da Sarastro, contrapposto a quello della Luna e delle tenebre dominato dalla Regina della Notte. Associato al punto cardinale Est, il Sole è diventato simbolo delle forze di realizzazione e di crescita, alternative a quelle degenerative e stabilizzatrici lunari del tramonto.Rudolf Steiner, L'Iniziazione, pag. 36, Milano, Antroposofica, 2013.