Gli Immortal sono un gruppo black metal norvegese, formatosi a Bergen nel 1990 per iniziativa dei leader storici Abbath e Demonaz Doom Occulta ed ora in disputa per il nome tra quest'ultimo e il batterista Horgh.

Dopo aver pubblicato vari dischi fondamentali per il black metal, tra cui Battles in the North, i due fondatori trovarono un batterista fisso in Horgh, con cui fu inciso il quarto album Blizzard Beasts. Poco dopo tuttavia Demonaz fu costretto a uscire dalla band a causa di una fortissima tendinite al braccio, e il suo posto alla chitarra venne preso da Abbath. Con una formazione composta dai soli Abbath e Horgh gli Immortal pubblicarono il quinto disco At the Heart of Winter, che segnò un significativo cambio di stile con l'introduzione di elementi thrash metal. Nei mesi successivi ai due si unì il bassista Iscariah, per permettere ad Abbath di concentrarsi solo sulle parti di chitarra.

Dopo aver pubblicato nel 2000 Damned in Black, l'ultimo disco con la Osmose Productions, il gruppo firmò con la Nuclear Blast e pubblicò il settimo album Sons of Northern Darkness, che entrò nelle classifiche di vari paesi europei. Dopo essersi sciolti nel 2003, nel 2006 si sono riuniti per il 7 Dates of Blashyrkh Tour, per poi pubblicare nel 2009 l'ottavo disco All Shall Fall con una formazione composta da Abbath, Horgh e Apollyon degli Aura Noir.

Il loro ultimo album è War Against All del 2023.

Storia Gli inizi e i primi successi (1990-1995) Iniziarono con il nome di Satanael, gruppo death metal di fine anni ottanta in cui militavano Abbath Doom Occulta e Demonaz Doom Occulta insieme a Varg Vikernes; i tre facevano anche parte di un gruppo death metal noto come Old Funeral. I due gruppi furono attivi parallelamente fino a quando Demonaz e Abbath uscirono dai Satanael per fondare gli Amputation, che pubblicarono due demo, Achieve the Mutilation e Slaughtered in the Arms of God, tra il 1989 e il 1990.

Dopo la fine anche di quest'ultima band Demonaz decise nell'autunno del 1990 di fondare gli Immortal assieme ad Abbath, al chitarrista Jørn Inge Tunsberg e al batterista Armagedda, influenzati principalmente da Bathory, Possessed e Celtic Frost e dalla personalità di Euronymous, leader dei Mayhem.. I quattro pubblicarono la loro prima demo nello stesso anno, intitolata The Northern Upins Death. Successivamente il chitarrista Tunsberg fu cacciato dalla band. Grazie a queste prime produzioni il complesso fu notato dall'etichetta francese Listenable Records, che propose la registrazione di un 7"; gli Immortal iniziarono dunque a lavorare alle tracce The Cold Winds of Funeral Frost e Unholy Forces of Evil. La prima pubblicazione ufficiale, l'EP omonimo Immortal, fu edito nell'ottobre 1991 da Listenable Records con una tiratura di sole mille copie. Il disco fu notato dall'etichetta Osmose Productions, con cui il gruppo firmò nel 1992. Nell'aprile dello stesso anno gli Immortal entrarono nello studio di registrazione Grieghallen di Bergen assieme al produttore Eirik Hundvin. A luglio l'album di debutto Diabolical Fullmoon Mysticism, inizialmente intitolato Battles in the North, fu pubblicato da Osmose Productions, e ottenne buoni consensi negli ambienti del metal estremo.

Dal punto di vista dei testi il disco presenta anomalie da quelli che erano i temi dei principali gruppi black metal del periodo, non trattando temi satanici, bensì l'inverno e le leggende nordiche, come quella del Blashyrkh, regno immaginario ideato da Abbath e Demonaz in cui regna il "Mighty Ravendark", ossia il "Corvoscuro".

Anche dal punto di vista musicale si discosta dal black metal dell'epoca, soprattutto a causa del largo uso di chitarre acustiche.

Poco dopo questa pubblicazione Armagedda fu cacciato dalla band, e al suo posto fu ingaggiato temporaneamente Kolgrim, per un unico concerto a Bergen nel dicembre 1992. L'esibizione fu registrata da una tv locale, e mostrò il gruppo in forma non ottimale; Kolgrim fu licenziato poco dopo a causa dello scarso impegno.

Due mesi più tardi, quando ormai il movimento black metal aveva raggiunto una certa notorietà in Norvegia a causa di alcuni fatti di cronaca, un canale televisivo di Bergen propose alla band di registrare un'intervista e un video musicale. Il gruppo accettò, e il video di Call of the Wintermoon fu girato in sole due ore nelle foreste attorno a Bergen, e venne mandato in onda quella stessa sera insieme all'intervista. L'anno successivo gli Immortal pubblicarono il successivo Pure Holocaust, registrato sempre ai Grieghallen insieme a Eirik Hundvin dai soli Abbath e Demonaz, nonostante tra i crediti figurasse Erik Brødreskift come batterista. In realtà fu lo stesso Abbath a suonare tutte le parti di batteria dell'album, e Brødreskift si unì alla band solo durante il missaggio del disco, apparendo nella foto di copertina pur non avendo suonato una sola nota. Riguardo al cambio di stile del disco, in cui erano state completamente abbandonate le chitarre acustiche, il chitarrista Demonaz dichiarò in un'intervista al magazine Tales of the Macabre:

Dopo la pubblicazione l'album causò alcune polemiche a causa del suo titolo, dal momento che gli stessi Immortal definivano il loro stile holocaust metal, ma in seguito la band ha abbandonato del tutto il termine per non essere collegata al nazismo. Il disco fu sostenuto con un tour in Europa assieme a Blasphemy e Rotting Christ, intitolato Fuck Christ Tour '93; grazie al successo di questi concerti il gruppo di Bergen organizzò un'altra serie di live, assieme al complesso black metal svedese Marduk.

Al termine del tour Brødreskift fu cacciato dalla band, e fu così Abbath a registrare le parti di batteria per il terzo album Battles in the North, pubblicato nel maggio 1995. Demonaz dichiarò in un'intervista pochi mesi prima dell'uscita del disco:

Alcune copie del disco furono stampate con i numeri delle tracce errati, costringendo la Osmose Productions a ritirare la prima stampa e a correggere l'errore. L'album fu pubblicato in un momento particolare per il black metal: molti gruppi che avevano fatto parte della scena fin dagli inizi come Emperor, Mayhem e Burzum erano sciolti, mentre band come Ulver e In the Woods... stavano cominciando ad esplorare nuove frontiere per il genere; Battles in the North, in netta controtendenza, presentò un black metal semplice, veloce e aggressivo. Proprio a questo proposito la band inserì all'interno del booklet una dichiarazione che diceva:

Dopo la pubblicazione del disco gli Immortal videro crescere di molto la loro popolarità e trovarono un nuovo batterista temporaneo, ossia Hellhammer, ex Mayhem, che partecipò al tour in supporto ai Morbid Angel e apparve nel VHS Masters of Nebulah Frost. Ben presto anche lo stesso Hellhammer abbandonò il gruppo per dedicarsi ad altri progetti, e fu allora che il batterista Horgh prese contatti con Abbath e Demonaz, che dopo un provino lo ammisero nel gruppo come batterista in pianta stabile.

A questo proposito Demonaz dichiarò nell'autunno 1997:

La defezione di Demonaz e il cambio di stile (1996-1999) Tre mesi dopo, gli Immortal entrarono agli Stigma Studios, meglio equipaggiati dei Grieghallen, per registrare il quarto album Blizzard Beasts agli Stigma Studios, pubblicato nel febbraio 1997. Questo fu l'ultimo lavoro della band assieme al chitarrista Demonaz, che fu costretto a prendersi una pausa dall'attività musicale a causa di una tendinite alle braccia. Horgh e Abbath attesero per diversi mesi un miglioramento della situazione, ma la tendinite di Demonaz non si attenuava, e dopo alcuni mesi l'etichetta della band, la Osmose Productions, fece sapere che le ripresa dell'attività live non poteva più essere rimandata. A questo punto fu lo stesso Demonaz a decidere di rinunciare, continuando tuttavia a far parte degli Immortal come principale compositore e formando un proprio gruppo, i Perfect Visions, in cui svolgeva solo l'attività di cantante. Il suo posto fu preso dallo stesso bassista Abbath, mentre al basso subentrò Ares degli Aeternus. Dopo un tour svoltosi in quello stesso anno fu chiesto ad Ares di entrare nel gruppo come bassista a tempo pieno, ma egli rifiutò l'offerta per concentrarsi unicamente sugli Aeternus.

Il gruppo proseguì la propria attività e giunse a pubblicare il quinto disco At the Heart of Winter nel febbraio 1999, registrato agli Abyss Studios assieme a Peter Tägtgren. Fu lo stesso Tägtgren, cantante e chitarrista degli Hypocrisy, a chiedere alla Osmose Productions di produrre il disco ai suoi Abyss Studios, e la proposta fu accettata sia dall'etichetta sia dalla band. Il disco presentò un notevole cambiamento dai lavori precedenti, e fu lodato da molti critici per la fusione di elementi black e thrash metal. Allo stesso tempo fu cambiato il logo della band, e per la prima volta la copertina dell'album non rappresentava i componenti della band bensì un paesaggio mitologico dominato da un castello. Abbath ha spiegato che all'epoca fu deciso di non rappresentare un'immagine della band, proprio perché c'era una band "inesistente ed incompleta". Era infatti il periodo di transizione successivo alla tendinite di Demonaz. L'esperimento, apparentemente abbandonato dopo quel disco, sarà poi ripreso nel 2009 con All Shall Fall. Il disco guadagnò alla band moltissimi nuovi fan, e rese gli Immortal uno dei gruppi metal norvegesi più noti e apprezzati.

Dopo aver contribuito con la traccia To Walk the Infernal Fields all'album di tributo ai Darkthrone Darkthrone Holy Darkthrone, il terzetto riprese l'attività live, per la quale venne ingaggiato come bassista in pianta stabile Iscariah degli Enchanted. Nell'ottobre dello stesso anno, di ritorno dal tour, gli Immortal avevano già varie nuove tracce pronte, e così si recarono nuovamente agli Abyss Studios, dove registrarono le parti di batteria, basso e chitarra, mentre le parti vocali e gli assoli furono registrati nel febbraio 2000.

Lo scioglimento (2000-2003) Il sesto disco Damned in Black uscì a fine marzo del 2000 e riuscì a vendere copie nella sola prevendita e ad entrare nelle classifiche tedesche. Fu l'ultimo album con la Osmose Productions, e gli Immortal decisero di accasarsi in quello stesso anno alla Nuclear Blast, firmando un contratto per un album il 22 novembre. Damned in Black fu pubblicizzato negli USA in un tour assieme a Angel Corpse, Satyricon e Krisiun, oltre che in qualche data anche in Messico. Per celebrare il decimo anniversario della nascita della band, che cadeva proprio quell'anno, fu annunciata la pubblicazione di un box set speciale contenente un album live, varie foto inedite e altre rarità, che però non vide mai la luce. Intanto i componenti erano sempre più occupati in altri progetti: Horgh era anche batterista live dei Pain, Abbath era entrato a far parte dei Det Hedenske Folk e Iscariah contribuiva all'album Ceremony in Flames del supergruppo black metal Wurdulak. Infine, Horgh e Abbath registrarono il demo Ghouls of Grandeur assieme a Frediablo, chitarrista di Deride, Wurdulak e Gorelord, e a Ole Walanet dei Deride.

In quello stesso anno gli Immortal contribuirono con From the Dark Past a una compilation di tributo ai Mayhem pubblicata da Avantgarde Music ed intitolata Originators of the Northern Darkness - A Tribute to Mayhem.

Nel settembre 2001 il complesso tornò nuovamente in studio di registrazione con il produttore Peter Tägtgren per preparare il seguito di Damned in Black: Sons of Northern Darkness fu pubblicato nel febbraio 2002. Il disco fu prodotto in vari formati differenti, in vinile, in edizione limitata e in metal box, che andò presto esaurita. La promozione dell'album fu molto ben curata, in quanto la Nuclear Blast era convinta che potesse arrivare a vendere copie, superando così il suo predecessore che ne aveva vendute 100.000. Anche grazie a questo il disco riuscì ad ottenere piazzamenti in varie classifiche europee, raggiungendo la posizione 58 in Germania e 31 in Finlandia e Norvegia.