Ha legato la sua carriera al , di cui divenne un simbolo sia da giocatore sia da allenatore.
Biografia Cugino dell'arcivescovo Pier Giuliano Tiddia, era soprannominato "Cincinnato" per il fatto di alternare l'attività di allenatore a quella di agricoltore.
Da tempo malato, morì nella sua città natale il 5 agosto 2009. A lui è intitolato lo stadio comunale di Sarroch.
Carriera Giocatore Da giocatore, dopo gli inizi nell', rimase al per oltre un decennio: attraversò il periodo della retrocessione in Serie C nella stagione 1959-1960 e quello della prima promozione in Serie A dei sardi nel 1963-1964, della quale fu uno degli artefici, fino al sesto posto in Serie A nella stagione successiva. In carriera ha totalizzato complessivamente 58 presenze in Serie A e 98 in Serie B.
Con i cagliaritani Tiddia ebbe anche una esperienza nel campionato nordamericano organizzato nel 1967 dalla United Soccer Association e riconosciuto dalla FIFA, in cui i sardi giocarono nelle vesti del Chicago Mustangs, ottenendo il terzo posto nella Western Division.
Allenatore Dopo essere stato per diversi anni viceallenatore del Cagliari, guidò in momenti diversi la squadra rossoblù, sia in esperienze poco brillanti come la retrocessione in Serie B della stagione 1975-1976, sia rendendosi protagonista del ritorno nella massima serie nel 1979. In Serie A ottenne un nono e un sesto posto, quest'ultimo nella stagione 1980-1981.
Oltre al Cagliari allenò anche il in B e la in Serie C2. Nel 1983 fu richiamato dal Cagliari, appena retrocesso in serie cadetta, ma fallì la promozione. Nel 1987-1988 tornò nuovamente sulla panchina dei rossoblù, nel frattempo finiti in Serie C1, subentrando a stagione in corso e ottenendo la salvezza. Riuscì nell'impresa di salvare il , la seconda squadra della città cagliaritana, nella sua unica stagione in C2. Dopo un'ultima esperienza in Serie D con il , chiuse la carriera di allenatore.
Riconoscimenti Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of Fame.
Palmarès Giocatore
Cagliari: 1961-1962 (girone B)
Note
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