Di seguito viene trattata la storia del Varese FC, società calcistica italiana con sede a Varese, dalla fondazione, avvenuta nel 1910, allo scioglimento avvenuto nel 2019.
Dalla fondazione alla Serie A La fondazione e il primo campionato in Prima Categoria Il 22 marzo 1910 a Varese, si costituì una società per il gioco del calcio, con il nome di Varese Football Club, continuando l'attività locale iniziata due anni prima. La squadra vestiva inizialmente divisa in seta di colore biancoviola ed il campo di gioco era la piazza del mercato. I dirigenti ed i giocatori pagavano la quota associativa di una lira al mese. Nei primi anni di vita la squadra giocò solo amichevoli (Aurora Busto Arsizio, Libertas Gallarate, Luino, Unione Sportiva Milanese e la grande Inter). Il 26 febbraio 1911, sempre in amichevole, sul proprio campo di via S.Vito Silvestro fu battuto per 3 a 1 dal Calcio Club Minerva di Como. Si iniziò a costituire la squadra che nel 1914 prese parte al primo campionato ufficiale, il campionato di Promozione del Comitato Regionale Lombardo, in cui partecipavano 18 formazioni per tre promozioni in prima categoria. Il Varese Fbc si classificò primo nel girone di qualificazione con 15 punti, davanti a (13 punti), Aurora Busto Arsizio (10), Luino (9), Libertas (9) e (2). Nel girone finale fu terzo a 10 punti, preceduto da Pavia (14 punti), Ausonia Pro Gorla (11) e davanti ad Atalanta (8), Saronno (6) e Pro Lissone (5). Nel maggio del 1915, quando mancava ancora una giornata da disputare, la guerra interruppe le attività. Dopo il conflitto, alla ripresa dei campionati nel 1919, venne promosso nella Massima Serie 1919-1920 (allora denominata Prima Categoria); le 18 squadre lombarde vennero suddivise in tre gironi da sei squadre, di cui le prime due venivano ammesse alla fase interregionale successiva e l'ultima retrocedeva. Inserito nel girone C, terminò il campionato ultimo a pari merito con il con soli 4 punti. Per determinare la retrocedente fu necessario uno spareggio che fu disputato a Saronno l'8 febbraio, in cui i rivali del Como furono battuti 2-1 . Nella Massima Serie 1920-1921 le 24 squadre lombarde erano suddivise in sei gironi da quattro, in cui le vincenti partecipavano al girone finale regionale, mentre le ultime retrocedevano. Il gruppo C venne vinto dall'U.S. Milanese (12 punti), mentre il Varese Fbc chiuse a pari merito con la Pro Sesto a due punti. Fu ancora necessario uno spareggio, disputato a Busto Arsizio il 5 dicembre 1920, che vide la Pro sconfitta per 2-1. Per la stagione 1921-1922 il campionato italiano subì la scissione tra la F.I.G.C. e il C.C.I.. La società varesina rimase fedele alla F.I.G.C., dove fu una delle sedici squadre lombarde suddivise in quattro gironi da quattro. Il girone A lombardo venne vinto dal Como (9 punti), seguito dal Chiasso (8), dal Saronno (6) e dal Varese Fbc (1) che, a causa della riforma dei campionati, il cosiddetto Compromesso Colombo, fu condannato alla retrocessione in II Divisione. In questi tre anni in prima categoria disputò 24 incontri, con quattro vittorie, tra cui i due spareggi, tre pareggi e quindici sconfitte.Si confronti la Classifica perpetua del campionato italiano di calcio dal 1898 al 1929
Il 3 febbraio 1923 si trasformò in Associazione Sportiva Varesina, tramite la fusione di Varese F.C., U.S. Varesina, C.S. Varesino e Moto Club Varese ed il 23 luglio 1926 in Varese Sportiva, nata dall'unione di Associazione Sportiva Varesina, Sport Club Luigi Ganna e Polisportiva Mussolini. Nel 1926-1927 i colori sociali diventarono il bianco ed il rosso, i colori della città.
Dopo aver disputato le prime partite in alcuni impianti provvisori siti in vari quartieri della città, il club trovò una sistemazione permanente a Masnago, ove nel 1935 venne eretto lo Stadio del Littorio (destinato anche ad accogliere atletica leggera e ciclismo su pista), poi rinominato semplicemente Stadio di Masnago e infine, nel 1950, Stadio Franco Ossola.
I primi decenni di esistenza videro il Varese militare stabilmente tra le divisioni minori.
La Serie C Verso la fine degli anni trenta venne istituita la serie C, strutturata in otto gironi in cui le vincenti si sarebbero affrontate in due gironi da quattro che avrebbero determinato le quattro promozioni in serie B. Nel campionato di serie C del 1938-1939 il Varese concluse al primo posto a pari merito con il Brescia che accedette alla fase successiva per miglior quoziente reti. In questo campionato esordì il varesino Franco Ossola che l'allenatore Janni prontamente segnalò ai dirigenti del , sua ex squadra. L'anno successivo, 1939-1940, il Varese vinse il suo girone con un punto di vantaggio sul Seregno, ma non superò la fase finale (Girone B: Vicenza 11 punti, Macerata 6, Varese 5, M.A.T.E.R. 2). Dopo il terzo posto nella stagione 1940-1941, concluse il campionato 1941-1942 alla pari con il Vigevano, ma stavolta il quoziente reti diede ragione ai "Bosini". . Nonostante un simile attacco, la squadra non riuscì a superare il girone di promozione per peggior quoziente reti rispetto all'Anconitana (Girone B: Juve Palermo 7 punti, Anconitana e Varese 6, Cuneo 5). Nel 1943 la squadra fu promossa in Serie B. Vinto il proprio girone con relativa facilità con 5 punti di vantaggio sul Vigevano, vinse anche il girone di promozione (Girone A: Varese 11 punti, 10, Terni 9, 8, Forlì 2, ritirata). La promozione arrivò il 4 maggio 1943 quando i biancorossi, di Eligio Caronni, allenato da Luisito Monti superarono il Terni grazie ai gol di Garavelli e Panagini. Quella stessa estate il regime fascista cadde e la penisola cominciò ad essere occupata dagli eserciti alleati: il campionato italiano di calcio venne momentaneamente sospeso.
Campionato Alta Italia 1944
Nel 1944, per dare una parvenza di normalità, venne istituito un fantomatico Campionato Alta Italia 1944. Nel Varese del presidente Mario Mentasti, guidati dall'allenatore Zamboni, arrivarono giocatori importanti: i mediani Remondini, serie A con il Milan, ed Arezzi, Venezia con Loik e Mazzola, la mezzala Turconi II dalla Pro Patria, il terzino Boniforti che giocherà nella Juventus e soprattutto Giuseppe Meazza. Si aggiunsero anche il terzino Signoretto e la mezzala Panagini, nella rosa del Varese vincitore del campionato di serie C. Il campionato era strutturato in una prima fase di qualificazione regionale ed il girone lombardo ad otto squadre venne vinto dall'Ambrosiana con 21 punti, seguita da Varese e Brescia con 16 punti. Fu necessario uno spareggio per determinare la seconda qualificata alla fase successiva: Varese-Brescia 1-0 ai tempi supplementari. Nel girone semifinale interregionale il Varese affrontò il Grande Torino (1-2 e 0-6) che vincerà il girone, nuovamente l'Ambrosiana (2-2 e 0-3) e la Juventus Cisitalia (2-1 e 0-6). .
Gli ultimi anni in Serie B Nel 1946 riassunse la denominazione Varese Football Club e partecipò al campionato di serie B 1946-1947, strutturato eccezionalmente in quegli anni in tre gironi. Il Varese partì benissimo con cinque vittorie e due pareggi nelle prime sette partite, ma alla fine cedette il passo, giunse sedicesimo su 22 squadre nel girone settentrionale e si salvò per un punto all'ultima giornata, nonostante la sconfitta casalinga con il Novara e grazie alle sconfitte della a Lecco e della Vogherese a Lodi. L'anno successivo, 1947-1948, si decise che la serie B sarebbe ritornata a girone unico, alla quale sarebbero state ammesse solamente le prime sette di ogni girone. Il Varese terminò quattordicesimo e tornò dunque in serie C. Lo stadio del Littorio venne intitolato il 3 settembre 1950 al giocatore biancorosso Franco Ossola, passato al Torino e vittima della tragedia di Superga.
Nel 1957 venne ammesso in IV Serie d'Eccellenza e riuscì a risalire in serie C, dove rimase fino al 1963. Sotto la guida dell'imprenditore varesino Giovanni Borghi finalmente nel 1964 vinse la Serie B e venne promosso in Serie A.
Dalla Serie A alla fine degli anni 1980 La prima stagione in Serie A Tra il 1964 ed il 1975, partecipò a sette campionati di serie A. Nel 1963 vinse il campionato di serie C sotto la guida di Ettore Puricelli e l'anno successivo, nuovamente guidato dall'italo-uruguagio e trascinato dai 9 gol di Pasquina ed i 13 di Traspedini, vinse il campionato di serie B, approdando per la prima volta in Serie A, 54 anni dopo la sua fondazione.
Per il campionato di Serie A 1964-1965 si rinforzò con due forti centrocampisti stranieri: lo svedese Kurt Andersson e il tedesco Horst Szymaniak, nazionale tedesco con due mondiali alle spalle. Nella prima stagione nella massima serie raggiunse la salvezza matematica a poche giornate dal termine. Alla fine fu undicesima, con 30 punti, due in più del Genoa terzultima retrocessa.
Furono questi gli anni in cui si impose alla testa del club il magnate degli elettrodomestici Giovanni Borghi. La squadra venne parzialmente rivoluzionata, ma arrivarono comunque giocatori importanti come i centravanti Boninsegna, allora ancora una giovane promessa, e il francese Nestor Combin. La squadra venne affidata a Pietro Magni ma, sin dalla prima giornata, il Varese si trovò in ultima posizione. Vinse la sua prima partita alla ventitreesima giornata (2-1 in casa con il Torino) ed alla fine saranno solo due le vittorie e 15 punti in totale.
"Schiacciata la Juve da cinque gol"
Per il campionato 1966-67 in serie B il presidente Borghi affidò la panchina a Bruno Arcari e la rosa dell'anno precedente fu smembrata: tra gli acquisti un giovanissimo attaccante catanese, Pietro Anastasi. Il Varese sorprese tutti e si classificò al secondo posto, guadagnandosi il diritto di partecipare nuovamente alla serie A. Per il nuovo campionato "Mister Ignis" rinforzò la squadra con il celeberrimo libero dell'Inter e della nazionale Armando Picchi, i centrocampisti Mario Mereghetti e Giuseppe Tamborini e l'attaccante Giovanni Vastola, tra gli altri. Tra i risultati ottenuti dai biancorossi nella massima serie spiccano la vittoria per 5-0 contro la Juventus al "Franco Ossola": mattatore della partita fu Pietro Anastasi, autore di tre reti, che l'anno dopo si trasferì alla società bianconera.
Il Varese fu per lungo tempo secondo in classifica. A cinque giornate dal termine Picchi s'infortunò con la nazionale e la squadra non riuscì a riconfermarsi al livello precedente, non vinse più una partita e scivolò al settimo posto, comunque il migliore risultato di sempre ed il ricordo di un campionato memorabile.
Le ultime stagioni in Serie A La stagione successiva non riuscì a ripetere la performance dell'anno precedente e retrocedette all'ultima giornata, con un solo punto dalla soglia della salvezza. La permanenza in serie B durò nuovamente un solo anno: sotto la guida di Nils Liedholm, uno dei primi allenatori che applicavano la zona, il Varese vinse il campionato cadetto. Nella rosa di quell'anno figuravano Ariedo Braida e un giovane Roberto Bettega, quest'ultimo all'esordio tra i professionisti, a fine stagione entrambi capocannonieri del campionato. In quell'annata la squadra raggiunse il suo miglior piazzamento in Coppa Italia: dopo aver eliminato squadre come Milan e , arrivò nel girone finale assieme a Torino, Cagliari e Bologna, dove si piazzò al quarto posto.