La storia della Geromina comprende una serie di eventi che ha interessato il territorio dell'omonima frazione del comune italiano di Treviglio, provincia di Bergamo, Lombardia, sin dal XIX secolo. In questo periodo nasce come insediamento tessile e successivamente, passando attraverso le due guerre mondiali e le successive crisi del settore, in parte dovute alla conversione e in parte ai cambiamenti imposti dalla società moderna, per arrivare ai giorni nostri quando, a seguito del boom economico, la frazione è divenuta sede di attività agricole e artigianale ad alto valore aggiunto. Negli anni ottanta la frazione è diventata sede parrocchiale e successivamente si afferma anche qui, come nel resto della città, il settore dei servizi.
Età contemporanea
Il XIX secolo Le origini
La frazione Geromina nasce per volere dell'imprenditore tessile Giovanni Marzio, ed è strutturata sui modelli di New Lanark, il villaggio industriale modello realizzato in Scozia dall'utopista Robert Owen e della più vicina Crespi d'Adda..
Prima abitata da semplici comunità rurali simili a quelle del vicino Castel Cerreto, diviene così un piccolo villaggio industriale grazie all'opera di imprenditori tessili quali i Marzio, i Fabris, i Brusadelli e infine i Riva..
Lo sviluppo coincide con la seconda rivoluzione industriale a cavallo alla fine del XIX secolo. Gli insediamenti produttivi sfruttano la naturale pendenza del territorio per deviare una parte delle acque della roggia Vignola soprastante nella roggia Firone per produrre energia elettrica tramite una turbina..
Gli inizi dell'attività
La ditta Marzio e compagni impianta un opificio nel 1873 che già nel 1881 conta 59 operai, 1 telaio meccanico 40 telai semplici e 10 Jacquard la cui forza è fornita da un motore idraulico di 20 cavalli,
Tra i fattori che hanno spinto i Marzio a costruire un'attività in loco abbiamo il nodo ferroviario dotato di due stazioni, lo sviluppo viario e la disponibilità di manodopera.. La provenienza secondo un'indagine d'archivio sembra essere il novarese dal momento per la notevole presenza di tale cognome nell'area.
Non tutti fratelli Marzio vennero ad abitare alla Geromina, ma solo il fratello Giovanni con la moglie Gerolama Baggio e il figlio Carlo.. La famiglia, pur abitando per molto tempo nella frazione non prende mai qui il proprio domicilio, a eccezione del figlio Carlo dopo il matrimonio. Egli ha 4 figli tra il 1892-1895 tutti defunti infanti e la famiglia abbandona la frazione nel 1897, anno da cui non si hanno più notizie della famiglia a Treviglio.
Le sfortunate vicissitudini del figlio Carlo incidono quindi anche sulla principale attività economica della frazione. Già il 2 febbraio 1890 si teme la chiusura dello stabilimento con disastrose conseguenze per i 150 operai che vi lavorano.
Il numero di dipendenti è particolarmente rilevante e non proviene unicamente da Treviglio, ma anche dai paesi vicini, dato l'esiguo numero di abitanti. Nel natale 1892, nonostante le notevoli difficoltà finanziarie, l'azienda dona come sempre aiuti per i poveri e per l'infanzia.
Nel 1893 però la Cronaca Trevigliese annuncia che la banca popolare del circondario di Treviglio (sezione della banca popolare di Bergamo installatasi in zona nel 1873 e successivamente diventata autonoma nel 1883, fallita nel 1908) costituisce la nuova Società Lanificio Trevigliese, anche grazie all'aiuto del sindaco Giuseppe Grossi e del senatore Luigi Facheris..
Le sottoscrizioni per 5.000 lire cadauna sono oltre 400. Durante quest'opera di salvataggio della fabbrica i capannoni e i macchinari sono ormai fatiscenti e molti operai vengono licenziati. Il commendatore milanese Gerolamo Antonio Fabris acquista quindi una "vecchia catapecchia abbandonata ed in parte diroccata". Egli nel 1898 si trasferisce da Milano alla Geromina.
Durante la sua permanenza qui la frazione si trasforma da squallida campagna a rigoglioso centro abitativo. L'attività dello stabilimento riprende quindi il 1º gennaio 1899 occupandosi stavolta di cascami di cotone.
Il XX secolo La Belle Époque Il commendatore Gerolamo Fabris, arriva alla Geromina dopo una lunga esperienza a Londra, Monaco di Baviera e Marsiglia e qui conduce la sua attività imprenditoriale con l'appoggio iniziale della Banca Popolare fino al 25 agosto 1934, giorno della sua morte..
Il commendatore per i filati riceve la medaglia d'oro alla Mostra Trevigliese del 1903 a soli 5 anni dall'apertura dell'attività.. Nel 1908 arriva la seconda, stavolta dalla Provincia con la seguente motivazione: "Per la più importante filatura cardata". I volumi si aggirano intorno ai 100 quintali di materia prima lavorata al giorno.
Già il 24 giugno 1905Il Campanile del 24 giugno 1905 infatti la Società Anonima Industria Cascami Fabris acquistò 1500 nuovi fusi, portando così anche la manodopera a 400 presenze. L'imprenditore inoltre annuncia, sulla falsariga della Dottrina sociale della Chiesa, la costruzione di case per impiegati ed operai nella frazione, su disegno dell'architetto Sampietro.
L'affitto, pur ridotto, è trattenuto in busta paga, acqua e corrente sono distribuite gratuitamente nelle case, dotate di illuminazione elettrica e di un contatore per famiglia. In autunno è frequente che le lampadine diminuiscono d'intensità e bisogna correre a liberare la griglia del canale dai rami che la ostruiscono per consentire la caduta dell'acqua sulla turbina.
I 2 condomini sono assegnati senza particolari distinzioni tra operai ed impiegati ed è costruita la cooperativa Alimentare Fabris per i dipendenti della Geromina nell'ottobre 1908.Il Campanile del 3 ottobre 1908rogito del dottor Aussita
Per estrarre il materiale necessario all'ampliamento dello stabilimento, è aperta una cava di sabbia posta al di sotto della costa, vicino alla villa Campagnola..
Nel 1906 la Banca Popolare cede le sue quote azionarie a Gerolamo Fabris per sgravarsi dalla lunga immobilizzazione del capitale.. Essa, non resistendo a lungo e il 19 novembre 1908 è posta in liquidazione. Gerolamo Fabris decise quindi di trasformare la sua ditta in società anonima,pagina 12 del Diario Guida di Bergamo, Arti Grafiche, Bergamo, 1909 restando alla guida quale direttore e consigliere delegato.
Il 18 ottobre 1908 viene istituita la scuola rurale nella frazione per l'istruzione obbligatoria per i fanciulli, comprendente prima, seconda, terza elementare; al contempo la signora Giovannina Foppa, maritata Guaitani, è nominata prima insegnante della frazione per l'anno scolastico 1908-1909.il 29 novembre 1909 il consiglio comunale ratifica la delibera della giunta Successivamente alla scuola diurna si aggiunge quella serale per il recupero degli adulti che è posta nel medesimo edificio offerto gratis nel quartiere operaio dalla ditta.
I movimenti socialisti hanno qui scarso successo. poiché le maestranze al completo (oltre 400 operai), offrono a Gerolamo Fabris, in occasione della festa di San Gerolamo del 30 settembre 1909, una medaglia d'oro e una pergamena.. L'incontro tra gli operai e il papà di pöarecc è immortalato da una cartolina dell'architetto Alexovic.cartolina conservata presso la biblioteca civica - segn.I - con.II L'amministrazione comunale è presente con l'assessore Vertova e il segretario Macario per consegnare a Gerolamo Fabris già Cavaliere della Corona d'Italia, la medaglia al merito del Ministero dell'Industria e del Commercio. Nel salone della cooperativa alimentare è quindi tenuto un banchetto su iniziativa di questi. In tale occasione è intitolata anche la piazza della fabbrica a Luisa, moglie di Gerolamo Fabris, tuttavia questa denominazione non è mai stata acquisita dalla toponomastica trevigliese perché il terreno su cui essa sorgeva era ed è tuttora di proprietà privata.
In tale occasione l'imprenditore istituisce la Società di Mutuo Soccorso denominata La Concordia che opera tra il personale dell'industria cascami.. È inoltre organizzata una pesca di beneficenza alla quale partecipa anche l'onorevole Agostino Cameroni. Lo statuto del mutuo soccorso prevede che ogni operaio ed impiegato versi con la busta paga una piccola somma, al pari della ditta che versava a sua volta una somma, in modo da pagare lo stipendio ai dipendenti malati e infortunati..
Il primo dipendente a beneficiare del fondo è Giovanni Battista Redaelli detto Màs'cio che, nell'anno 1910 all'età di 27 anni, perde un braccio stritolato dai denti di una cardatrice, rimanendo invalido e disoccupato. La società lo liquida grazie al fondo con 4.000 lire che gli permette di aprire un'osteria in cascina e di provvedere alla moglie e ai 3 figli.
Il 3 ottobre 1910 appare un articolo su la Sveglia che segnala pratiche di acquisizione e fusione riguardanti l'azienda, di cui una riguardante la banca Piccolo Credito lecchese, si rivela poi falsa e, assieme alle altre viene smentita la settimana successiva dallo stesso giornale..
La prima guerra mondiale
L'Industria Cascami Fabris ottiene durante il primo conflitto mondiale dal Ministero della Difesa l'esonero dal servizio militare per i suoi operai, dato che lo stabilimento si occupa della sartoria militare per l'armata alleata degli inglesi dall'8 settembre 1915.settimanale La Sveglia.
Alcuni locali sono quindi adibiti adibiti a caserma per i plotoni ispettivi e a convalescenziario. A quest'ultimo è annessa la Casa del Soldato, visto che i convalescenti non sono in grado di raggiungere il capoluogo distante alcuni chilometri. La presenza dei militari porta però la frazione alla ribalta della cronaca.
Già il 4 maggio 1915 succedevano gravi scandali in via Canonica. Il 29 gennaio 1919 i carabinieri requisisce oggetti appartenenti ai soldati di stanza nella frazione durante il conflitto per un valore di 300 lire in gran parte giubbe, cinturoni e quant'altro essi avevano regalato o venduto ai gerominesi al termine della guerra.quotidiano Eco di Bergamo del 29 gennaio 1919
Nel marzo 1917 Gerolamo Fabris si ritira per motivi familiari dall'attività industriale della frazione, lasciandola però in condizioni di perfetta efficienza tecnica e in ottimi rapporti con i propri clienti. Tolto il nome della famiglia, l'impresa diventa semplicemente società anonima Industria Nazionale Cascami.Annuario statistico dell'Industria di lana 1916-1918 l'impresa è indicata "La Girumina (via per Canonica): Società Anonima Industria Nazionale Cascami - sfilacciatura stracci, specie cotone e carderia per cardati di cotone in falda, anche idrofilo"
Il periodo tra le due guerre La lenta ripresa dell'attività nel dopoguerra e gli anni venti Appena terminata la guerra l'azienda sospende la produzione per l'esercito inglese data l'impossibilità di sostenere ulteriori perdite.settimanale La Sveglia del 23 novembre 1918. Con il termine dell'attività e delle commesse statali aumenta bruscamente la disoccupazione.
Tra il 1923 e il 1924 chiude definitivamente l'industria nazionale cascami e s'insediano nella frazione due imprese straniere, di origini tedesche: la Società anonima Diremo per produrre motori d'aereipagina 90 delle Industrie della Provincia di Bergamo, Gaffuri, Bergamo, 1927 e la Società Anonima per l'industria metallurgica Kawè per la produzione di tubi idraulici e biciclette.pagina 87 delle Industrie della Provincia di Bergamo, Gaffuri, Bergamo, 1928
La piegatura dei tubi prevede che questi siano riempiti di segatura per far sì che non si schiaccino. Lo sviluppo di tale attività fa sì che sono qui assemblate biciclette nere modello donna. Nel 1927-1928, anni di diffusa disoccupazione si diffonde la voce di un accordo preliminare, mai firmato che prevede l'insediamento della Dalmine tubi nella frazione.
Il 1929: l'arrivo di Ercole Brusadelli