Il Valzer Op. 64 n. 2 in Do diesis minore è una composizione per pianoforte scritta da Fryderyk Chopin nel 1846.

Storia Come gli altri due dell'op. 64, anche questo valzer è stato scritto da Chopin a Parigi nel 1846, prima che il compositore raggiungesse Nohant con George Sand per passarvi l'estate come egli scrisse all'amico Grzymała.Lettera di Fryderyk Chopin a Wojciech Grzymała da Nohant del 26 agosto 1846, in Correspondance de Frédéric Chopin, Richard Masse, Parigi, 1953-1960 I tre valzer furono venduti nel 1847 a Breitkopf & Härtel di Lipsia che li pubblicò nello stesso anno; gli editori Brandus e Wessel li stamparono nel 1848. La composizione fu dedicata da Chopin alla baronessa Charlotte de Rothschild, sua allieva e moglie del noto banchiere Nathaniel de Rothschild, a cui nel 1842 aveva già dedicato la Ballata in Fa minore.

Analisi Sotto l'aspetto formale ripercorre la struttura a rondò (qui secondo le sezioni AB-CB-AB). Il tema d'apertura resta impresso nella memoria per la sua grande dolcezza e armonia. Dopo questa prima parte struggente e melanconica (A) ecco comparire il tema trascinante e concitato della seconda (B) in tempo Più mosso. Compare infine un terzo tema (C) con decelerazione agogica in Più lento, che tocca corde di forte liricità e che strutturalmente assume funzioni di Trio; questo è il momento più romantico e appassionato di tutto il brano e si riallaccia alla melodia accorata con anima presente nello Scherzo op. 31 dopo il Presto iniziale.Gastone Belotti, Chopin, EDT, Torino, 1984 Infine il ripristino capovolto delle due sezioni iniziali (prima B, poi A) e infine ancora B in funzione di coda, a rendere compiutezza a un'architettura sonora di grande equilibrio.

Il valzer, come anche l'op. 64 n. 1, è relativamente facile da eseguire da un punto di vista tecnico e per questo molte volte è suonato con troppa leggerezza. Chopin invece era estremamente severo con i suoi allievi per l'interpretazione tanto che difficilmente lo accontentavano. Soprattutto era importante l'esecuzione del celebre rubato che, anche se non segnato in partitura, veniva eseguito e insegnato da Chopin, ma lasciato poi libero secondo la sensibilità dell'esecutore.

Note

Collegamenti esterni

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