L'aggiramento è una manovra militare tattica o strategica/operativa in cui, mentre una parte delle forze impegna frontalmente il nemico, un'altra aliquota opera sui fianchi (sulle ali) per prendere il nemico sul rovescio.
Può avvenire su entrambe le ali, in quest'ultimo caso la manovra è indicata talvolta come manovra a tenaglia. In genere l'aggiramento è finalizzato a realizzare l'accerchiamento del nemico, cioè a precludergli tutte le sue direzioni operative.
Classificazione Aggiramento d'ala Da quanto risulta storicamente sembra che il primo a predisporre nei piani di battaglia un aggiramento d'ala sia stato Epaminonda nella battaglia di Leuttra, in cui schierò le sue truppe migliori e meglio addestrate in profondità all'ala sinistra, in modo tale da aggirare il nemico su quell'alaBrizzi, op. cit. pag 19 e seg. La manovra d'ala fu teorizzata nel XVII secoloRaimondo Montecuccoli, Delle battaglie, non datato, ma riferibile al 1645, "L'ordinanza e la disposizione della gente", Capo II, punto 5 e fu portata alla massima efficienza da Federico II nella guerra dei sette anni. Dopo Federico II l'azione sul fianco dell'avversario divenne una manovra "classica", abbondantemente usata anche da Napoleone in diverse occasioniChandler, op. cit.pag 251 e seg, Jomini, op. cit. pag 195.
Doppio aggiramento L'aggiramento su entrambe le ali o manovra a tenaglia o (più raramente) attacco a tenaglia intende isolare il centro dell'accerchiato per attaccarlo su entrambi i fianchi. Le due ali di un esercito si portano alla spalle o ai fianchi di un avversario accerchiandolo. L'aggiramento su entrambe le ali venne usato, secondo la tradizione, da Milziade a MaratonaErodoto, Storie, Libro VI Erato, 113. Successivamente fu utilizzato da Annibale a Canne e da Scipione a Campi Magni e ZamaBrizzi op. cit rispettivamente pag 70 (Canne) e pag 80 e seg (Campi Magni e Zama).
Con lo sviluppo della cavalleria e la nascita della staffa nel Medio Evo l'aggiramento su entrambe le ali divenne una manovra usuale della cavalleria quando si trovava di fronte a fanterie prive di armi da lancio.
Accerchiamento Lo sviluppo dell'aggiramento è l'accerchiamento del nemico, mentre l'aggiramento si prefigge di precludere le linee operative su uno o due fianchi, l'accerchiamento si prefigge di chiudere anche le linee operative sul retro del nemico, quindi l'accerchiamento prevede l'annientamento delle forze del nemico, e non semplicemente l'occupazione del territorio inizialmente controllato dal nemico.
L'accerchiamento strategico, quando ottiene il successo, è una delle azioni decisive in una campagna, come l'accerchiamento delle forze austriache ad Ulm o l'accerchiamento della 6. Armee tedesca entro Stalingrado. Notare che, in entrambi i casi indicati sopra, le forze nemiche chiuse entro la sacca furono praticamente annientate. L'aggiramento strategico ha influenza particolarmente sulle linee di comunicazione, costringendo quindi l'accerchiato ad una battaglia in condizioni sfavorevoli o, addirittura a fronte rovesciatoClausewitz, op. cit. pag 454
Esempi Aggiramento d'ala (Leuthen)
Il 5 dicembre 1757, presso Breslavia Federico II fronteggiava con 29000 fanti, 9800 cavalieri e 167 cannoni l'esercito austriaco, che comprendeva 48000 fanti, 10500 cavalieri e 210 cannoni, sotto il comando di Carlo Alessandro di Lorena e del Maresciallo DaunS. Millar, op. cit. pag 62. Il 4 dicembre gli austriaci, sorpresi dalla rapida marcia di Federico, avevano abbandonato la forte posizione di Parchwitz- Neumarkt, accampandosi in terreno aperto. Federico reagì impegnando il nemico in battaglia prima che questi avesse il tempo di preparare posizioni difensive. La manovra di Federico fu un'avanzata con i battaglioni scalati verso l'ala sinistra austriaca, mentre il suo centro (più debole di quello dell'avversario) si impegnava per fissare il nemico, che, incerto sulle intenzioni prussiane, a mezzogiorno inviò un rinforzo alla cavalleria dell'ala destra e lo stesso Daun si portò in una posizione adatta ad esercitare direttamente il comando su quell'ala. Intanto l'ala destra prussiana muoveva verso sud, dando l'impressione di ritirarsi dalla battaglia, invece, una volta raggiunte le alture dietro a Lobenitz, si schierò di fronte all'ala sinistra con fronte nord ovest, quindi con un angolo di quasi 90º nei confronti della linea del centro. Solo a questo punto il comandante dell'ala sinistra austriaca, Nadasty, inviò una richiesta urgente di rinforzi a Daun, che si trovava all'altra estremità dello schieramento. Federico stesso diede gli ordini di marcia ai suoi battaglioni, che dovevano avanzare in formazione a scalare sull'ala sinistra austriaca, con il fianco coperto dalla cavalleria di Zieten. L'attacco, iniziato all'1.00 del pomeriggio, fece ritirare le forze contrapposte (in gran parte unità bavaresi e del Württemberg) ed aprì l'attacco su Leuthen (dietro il centro dello schieramento austriaco). A questo punto della battaglia, con la cavalleria austriaca più volte battuta da quella prussiana, Carlo di Lorena e Daun si ritirarono verso nord, tenendo tuttavia una guarnigione a Leuthen per rallentare l'avanzata prussiana. L'attacco a Leuthen iniziò alle 3.30 del pomeriggio e proseguì con attacchi e contrattacchi, avendo per epicentro la chiesa cattolica del paese, dove si era asserragliato il reggimento imperiale Rot-Würzburg, che tenne testa nei limiti delle sue possibilità ai migliori battaglioni prussiani. Praticamente il combattimento durò fino alla notte, quando gli austriaci abbandonarono le posizioni e si ritirarono a Lissa.
Aggiramento sulle due ali (San Gottardo)
Nel corso della mattina del 1º agosto 1664 l'esercito turco, comandato dal Gran Vizir Ahmed Köprülü, forte di circa 60000 uomini, era riuscito a forzare, con l'appoggio di una notevole superiorità in artiglierie, il passaggio della Raab e ad attestarsi in un'ansa del fiume. Di fronte a lui si trovavano 25000 uomini, guidati da Raimondo Montecuccoli, che comprendevano reparti imperiali, dei principati tedeschi e francesi. Le truppe al comando di Montecuccoli erano riuscite a contenere per tutta la mattina gli assalti delle migliori truppe a disposizione di Köprülü, ma a mezzogiorno, i turchi, ormai saldamente oltre il fiume, stavano preparandosi a fortificare le posizioni occupate e stavano accumulando nell'ansa altre forze per sfondare definitivamente il centro degli avversari. Montecuccoli convocò presso il suo comando tutti i comandanti in sottordine, mettendo bene in evidenza che, senza un intervento deciso, la superiorità numerica degli ottomani li avrebbe costretti ad una ritirata, senza posizioni difendibili fino a Vienna. Un contrattacco avrebbe richiesto l'impiego deciso del contingente francese, fino a quel momento relativamente poco impegnato, cosa che non era gradita al comandante supremo francese Coligny, ma che aveva l'appoggio sia del comandante dei principi tedeschi Holenhole sia dei comandanti in sottordine francesi La Feuillade e BeauvezéRaimondo Luraghi, Introduzione Le opere di Raimondo Montecuccoli, 2ª edizione, 2000 USSME, pag 32, in una nota Luraghi contesta, rifacendosi a fonti austriache dell'epoca, l'ipotesi che in realtà siano stati i francesi a volere il contrattacco. Köprülü stava ammassando nell'ansa 4000 spahi, appoggiati da 10000 fanti, pronti a buttarsi nella breccia, quindi era necessario agire senza indugi. Appena arrestato l'attacco degli spahi tutto l'esercito di Montecuccoli mosse, alternando cavalleria e moschettieri, verso i fianchi della testa di ponte turca, la minaccia alle linee di ritirata e le sconfitte già subite dalla truppe scelte (giannizzeri e spahi) fece crollare le fanterie turche, che, nel tentativo di ritirarsi oltre la Raab si intralciarono a vicenda e perirono sia sotto l'attacco imperiale sia travolti dalle acque del fiume. Sul campo rimasero 15000 ottomani, fra cui tre pascià. Il bottino degli imperiali fu di 40 bandiere, oltre 1000 cavalli e cammelli e una grande quantità di equipaggiamento ed armi, compresa tutta l'artiglieria turca. Le perdite imperiali erano state di circa 2000 uomini fra morti e feriti.
Aggiramento sulle due ali (Canne)
Annibale, sulla base delle precedenti esperienze nelle battaglie contro i consoli romani, prevedeva che i Romani avrebbero tentato di sfondare il centro, tenuto da 19.000 tra Galli ed Iberici, approfittando della supremazia numerica (55.000 legionari e 25.000 sociiBrizzi op. cit pag 70 indica in 80000 il numero totale dei romani, di cui 60000 fanti fra legionari e socii). La risposta era quella di creare un centro flessibile che, inglobando la massa romana, ne avrebbe fortemente limitato la mobilità e quindi la spintaBrizzi op. cit pag 70.
Come Annibale aveva previsto, i romani attaccarono il suo centro, ed i Galli presto dovettero soccombere e il centro si inflesse, assumendo una forma concava. Invece sulle ali la cavalleria, disposta in una formazione asimmetrica, l'ala destra di cavalleria numida di 3.600 unità con compiti di contenimento; l'ala sinistra, a nord-ovest di cavalleria pesante di 6.500 cavalieri con compiti di sfondamento, creando così una netta supremazia numerica e tattica sul fianco ovest, dove tra l'altro la cavalleria romana era pressata tra il fiume e le truppe romane in avanzataQuindi in realtà Canne fu una battaglia di aggiramento d'ala, dato che la cavalleria Numida resse solo perché soccorsa dalla cavalleria pesante cartaginese.
La cavalleria pesante di Annibale attaccò su tre direzioni successive: inizialmente distrusse la cavalleria romana sull'ala destra (romana), convergendo poi alle spalle della cavalleria alleata sull'ala sinistra e permettendo alla cavalleria numida di distruggerla; infine, dopo essersi riunita con questa, chiudendo la linea di ritirata con un attacco alle spalle della massa della fanteria romana.
Contemporaneamente, la fanteria pesante libica, iberica e celtica, che si trovava ai due lati estremi dello schieramento di fanteria cartaginese, si trovò nella condizione di poter operare una conversione verso il centro dello schieramento che la portò a chiudere i lati dello schieramento romano completando così l'accerchiamento.
Fu un massacro. Come riferì lo storico Livio i Cartaginesi si fermarono solo quando "furono stanchi di uccidere"T.Livio, Storia di Roma dalla sua fondazione, volume Quinto (Libri XXI-XXIII), p. 333.. Comunque, anche prendendo le stime più caute delle perdite, Roma perse 47500 fanti e 2700 cavalieri, inoltre furono catturati 19000 prigionieri, mentre riuscirono a salvarsi solo 15000 uomini (meno di un quarto del totale)Brizzi op. cit pag 73.
Aggiramento strategico (Stalingrado)
La mattina del 19 novembre 1942 due "fronti" sovietici (equivalenti approssimativamente a due gruppi di armate tedeschi), il Fronte Sud Ovest (generale Nikolaj Vatutin) ed il Fronte del Don (generale Konstantin Konstantinovič Rokossovskij) attaccarono le forze rumene schierate sul Don a protezione delle retrovie della 6ª armata tedesca impegnata contro la 62ª e la 64ª armata sovietiche (appartenenti al Fronte di Stalingrado del generale Andrej Ivanovič Erëmenko) che difendevano la importante città di Stalingrado. Ebbe così inizio la cosiddetta Operazione UranoC.Bellamy, Guerra assoluta, pp. 614-615..