La Comunità economica africana (CEA; in francese: Communauté économique africaine - CEA; in inglese: African Economic Community - AEC; in portoghese: Comunidade Econômica Africana - CEA) è un'organizzazione degli stati dell'Unione africana che costituisce la base per il mutuo sviluppo economico tra la maggioranza degli stati africani. Gli obiettivi dichiarati dell'organizzazione includono la creazione di aree di libero scambio, di unioni doganali, di un mercato unico, di una banca centrale e di una valuta comune, venendo così a creare un'unione economica e monetaria.

Pilastri dell'AEC Attualmente esistono molteplici blocchi regionali in Africa, noti anche come comunità economiche regionali (CER, in inglese: Regional Economic Communities - REC), molte delle quali hanno membri che si sovrappongono. Le CER consistono principalmente in blocchi commerciali che, in alcuni casi, prevedono anche la cooperazione politica e militare. La maggior parte di queste CER costituiscono i "pilastri" della CEA, molti dei quali hanno una sovrapposizione di alcuni dei propri stati membri. A causa di questa alta proporzione nelle sovrapposizioni è probabile che alcuni stati con partecipazioni multiple abbandonino alla fine uno o più CER. Alcuni di questi pilastri contengono inoltre sottogruppi con unioni doganali e/o monetarie più ristrette.

I pilastri e i corrispondenti sottogruppi sono i seguenti:

Pilastri Sottogruppi Comunità degli Stati del Sahel e del Sahara (CEN-SAD) Mercato comune dell'Africa orientale e meridionale (COMESA) Comunità dell'Africa orientale (EAC) Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale (CEEAC-ECCAS) Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale (CEMAC) Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (CEDEAO-ECOWAS) Unione economica e monetaria ovest-africana (UEMOA) Zona monetaria dell'Africa occidentale (WAMZ) Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC) Unione doganale dell'Africa meridionale (SACU) Unione del Maghreb arabo (UMA-AMU)

Membri dei pilastri CEN-SAD Stati fondatori (1998):

Adesioni successive: 1999: 1999: 2000: 2000: 2000: 2001: 2001: 2001: 2001: 2001: 2002: 2002: 2004: 2004: 2004: 2005: 2005: 2007: 2007: COMESA Stati fondatori (1994):

Adesioni successive: 1999: 2001: 2006: Membri precedenti: 1994-1997: 1994-1997: 1994-2000: 1994-2004: ECOWAS Stati fondatori (1975): UEMOA-94 UEMOA-94 UEMOA-94 WAMZ-00 WAMZ-00 WAMZ-00 UEMOA-97

UEMOA-94 UEMOA-94 WAMZ-00 UEMOA-94 WAMZ-00 UEMOA-94 Adesioni successive: 1976: Membri precedenti: 1975-2002: UEMOA-94: stati membri dell'UEMOA dal 1994 UEMOA-97: stati membri dell'UEMOA dal 1997 WAMZ-00: stati membri della WAMZ dal 2000

EAC Stati fondatori (2001):

Adesioni successive: 2007: 2007:

ECCAS Stati fondatori (1985):

CEMAC-99 CEMAC-99 CEMAC-99 CEMAC-99

CEMAC-99 CEMAC-99

Adesioni successive: 1999: CEMAC-99: stati membri della CEMAC dal 1999 SADC Stati fondatori (1980):

SACU-70 SACU-70

SACU-70

Adesioni successive: 1990: SACU-90 1990: SACU-70 1995: 1997: 1997: eccetto il periodo 2004-2007 2005: Paesi candidati: 2000: SACU-70: stati membri della SACU dal 1970 SACU-90: stati membri della SACU dal 1990 IGAD Stati fondatori (1986):

Adesioni successive: 1993:

UMA 1 Stati fondatori (1989):

1 L'Unione del Maghreb arabo non partecipa all'AEC, a causa dell'opposizione del Marocco

Altri blocchi

Altri blocchi regionali africani, che non partecipano all'AEC (ma i cui membri possono far parte di altri blocchi regionali che partecipano), sono i seguenti: Area araba allargata di libero scambio (GAFTA) (include anche molti stati mediorientali) Comunità economica dei Paesi dei Grandi Laghi (CEPGL) Commissione dell'Oceano Indiano (COI) Autorità Liptako-Gourma (LGA) Unione del fiume Mano (MRU)

Membri: GAFTA 1 CEPGL COI LGA MRU Membri dal 2005: Membri dal 1976:

Membri dal 1984:

Membri dal 1970:

Membri dal 1973:

Adesioni successive: 1980:

1 Sono elencati i soli membri africani della GAFTA. La GAFTA è il solo blocco attualmente non rimandato.

Obiettivi L'AEC, fondata con il Trattato di Abuja, sottoscritto nel 1991 ed entrato in vigore nel 1994, prevedeva la realizzazione dei suoi obiettivi in sei stadi: (Entro il 1999) Creazione di blocchi regionali nelle regioni in cui ancora non ne esistevano. (Entro il 2007) Rafforzamento dell'integrazione e dell'armonizzazione tra i RECs. (Entro il 2017) Creazione di un'area di libero scambio e di un'unione doganale in ciascun blocco regionale. (Entro il 2019) Creazione di un'unione doganale (e quindi anche di un'area di libero scambio) su base continentale. (Entro il 2023) Creazione di un Mercato comune Africano (African Common Market - ACM) su base continentale. (Entro il 2028) Creazione di un'unione economica e monetaria (e quindi di un'unione monetaria) e di un Parlamento su base continentale. Fine di tutti i periodi di transizione: al più tardi nel 2034.

Stato di avanzamento dei singoli stadi Al settembre 2007 Stadio 1: Completato, solamente i membri dell'Unione del Maghreb arabo e la Repubblica Democratica Araba dei Sahraui non partecipano. La Somalia partecipa, sebbene manchi ancora l'implementazione pratica. Stadio 2: Avanzamento regolare, niente da segnalare. Stadio 3:   Blocchi regionali - pilastri della Comunità economica africana (AEC) Attività CEN-SAD COMESA EAC ECCAS ECOWAS IGAD SADC UMA CEMAC Comune UEMOA WAMZ Comune SACU Comune Area di libero scambio Rimandato In avanzamento1 Pienamente operativo Pienamente operativo Proposto per il 2007 (?) Pienamente operativo Proposto Rimandato Pienamente operativo Proposto per il 2008 Rimandato Unione doganale Rimandato Proposto per il 2008 Pienamente operativo Pienamente operativo Proposto per il 2011 (?) Pienamente operativo Proposto per il 2007 Rimandato Pienamente operativo Proposto per il 2010 Rimandato 1 Membri che ancora non partecipano: Angola, Repubblica Democratica del Congo (trattative per l'adesione in corso), Eritrea, Etiopia, Seychelles (trattative per l'adesione in corso), Swaziland (in deroga finché la SACU non permetterà allo Swaziland di aderire all'Area di Libero Scambio), Uganda (adesione prossima) Stadio 4: Ancora nessun progresso. Stadio 5: Ancora nessun progresso. Stadio 6: Ancora nessun progresso.

Stato di avanzamento complessivo Attività Blocco regionale Area di libero scambio Unione doganale Unione economica e monetaria Libertà di spostamento Patto politico Patto difensivo Mercato unico Unione monetaria Abolizione dei visti Abolizione delle frontiere interne AEC Proposto per il 2019 Proposto per il 2019 Proposto per il 2023 Proposto per il 2028 Proposto per il 2028 (?) CEN-SAD Proposto per il 2010 COMESA In vigore1 Proposto per il 2008 (?) Proposto per il 2018 EAC In vigore In vigore Proposto per il 2009 Proposto per il 2009 Proposto (?) Proposto per il 2010ECCAS CEMAC In vigore In vigore (?) In vigore Comune Proposto per il 2007 (?) Proposto per il 2011 (?) Proposto Proposto Proposto (?) In vigore ECOWAS UEMOA In vigore In vigore (?) In vigore WAMZ (?) Proposto per il 2009 Comune Proposto2 Proposto per il 2007 (?) Proposto In vigore1 Proposto Proposto In vigore IGAD SADC SACU In vigore In vigore In vigore de facto1 (?) Comune Proposto per il 20083 Proposto per il 2010 Proposto per il 2015 Proposto per il 2016 UMA 1 Non tutti i membri partecipano ancora. 2 Telecomunicazioni, trasporti ed energia - Proposto. 3 Le merci sensibili saranno coperte dal 2012.

Area di libero scambio africana (AFTZ) L'Area di libero mercato africana (Africa Free Trade Zone - AFTZ) è un'area di libero scambio annunciata il 22 ottobre 2008 al summit congiunto della Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC), del Mercato comune dell'Africa orientale e meridionale (COMESA) e della Comunità dell'Africa orientale (EAC).

Sottoscrizione I leader dei tre blocchi commerciali (COMESA, EAC e SADC), hanno annunciato lo storico accordo finalizzato alla creazione di un'unica area di libero scambio denominata Area di libero scambio africana, composta da 26 paesi con un PIL stimato pari a 624 miliardi di USD. La speranza è che tale accordo faciliti l'accesso a mercati interni alla AFTZ e ponga fine ai problemi derivanti dal fatto che alcuni dei paesi membri della stessa appartengono a diversi gruppi regionali.

L'Area di libero scambio africana annunciata al summit EAC-SADC-COMESA, noto anche come Summit AFTZ (AFTZ Summit) e Summit Tripartito (Tripartite Summit), rappresenta la realizzazione effettiva di un sogno che risale a più di cent'anni prima: la costituzione di un'area di scambio che si estende lungo il continente africano dal Cairo a Città del Capo, dall'Egitto nell'Africa Settentrionale fino in fondo alla punta più meridionale dell'Africa in Sudafrica. Questo fu il sogno immaginato da Cecil Rhodes e altri imperialisti britannici negli anni '90 del XIX secolo e che si manifestava in molteplici contesti e versioni, incluse, ma non solo, le idee di collegamenti stradali (la cosiddetta Cape to Cairo Road), ferroviari, telegrafici e commerciali tra Città del Capo e Il Cairo.

Sebbene altre potenze, in particolare Germania e Portogallo, avessero colonie o sfere di influenza nelle zone contemplate dall'area commerciale tra Città del Capo e Il Cairo, i principali beneficiari di tale unione sarebbero stati la Gran Bretagna e l'Impero britannico. La maggior differenza tra l'idea originaria e la sua attuale incarnazione è che la Zona di libero scambio africana è creata dagli stati africani per il mutuo vantaggio e sviluppo dei paesi membri, della loro popolazione e dell'intero continente africano, anziché essere un'area commerciale a beneficio della Gran Bretagna. Alla fine, la speranza è che la AFTZ sia una componente chiave verso l'Unità africana e la realizzazione di un'Africa unita sotto l'egida dell'Unione africana.

Un'altra importante differenza tra l'ideale originale e quella attuale è che la AFTZ abbraccia un'area molto più grande di quella che Cecil Rhodes avrebbe mai potuto immaginare. L'idea, oggi come allora, è quella di un'area di libero scambio che si estende lungo l'intero continente da Città del Capo in Sudafrica al Cairo in Egitto. Quella dei tempi di Rhodes avrebbe coinvolto al massimo una dozzina di paesi, mentre l'interpretazione corrente realizzata dalla AFTZ racchiude la maggior parte dell'Africa: quasi la metà dei paesi (26 su 54), più della metà di produzione, commercio, popolazione, territorio e risorse. Se sfruttasse il suo potenziale diventando un'unione economica veramente integrata, la AFTZ potrebbe effettivamente competere con le altre unioni economiche, grazie alle vaste risorse naturali, agli enormi mercati, alla popolazione giovane e al grande know-how tecnico (concentrato soprattutto nella SADC in generale e nella Sudafrica in particolare).

Oltre a risolvere la questione della doppia partecipazione di alcuni stati membri ai blocchi commerciali, a eliminare il problema della partecipazione degli stati membri anche ad altri programmi di cooperazione economica, politica e di difesa regionale, che potrebbero essere in competizione tra loro o minarsi l'un l'altro, l'Area di libero scambio africana si prefigge inoltre di rafforzare il potere contrattuale del blocco nella negoziazione di operazioni di respiro internazionale. Gli analisti ritengono che l'accordo relativo all'Area di libero scambio africana aiuterà il commercio intraregionale e stimolerà la crescita.