Lo squalo bronzeo (Regolamento (CE) N. 1638/2001 della Commissione del 24 luglio 2001 - 17.8.2001 G.U. delle Comunità Europee L 222/29) (Carcharhinus brachyurus ) è uno squalo di grandi dimensioni appartenente al genere Carcharhinus ed alla famiglia Carcharhinidae, unico membro del genere che si trova principalmente a latitudini temperate.
La distribuzione della specie è costituita da popolazioni isolate nell'Oceano Atlantico nordorientale e sudoccidentale, nelle acque sudafricane, nell'Oceano Pacifico nordoccidentale ed orientale, nei pressi di Australia e Nuova Zelanda, con qualche avvistamento nelle regioni equatoriali. La specie abita fiumi salmastri, baie poco profonde e porti, ma anche acque fino a 100 metri di profondità ed al largo. Le femmine vivono separate dai maschi per la maggior parte dell'anno, e conducono migrazioni stagionali.
Si tratta di un grande animale, che raggiunge i 3.3 metri di lunghezza, ed è difficile da distinguere dagli altri Carcharhini. La caratteristica distintiva sono i denti superiori, uncinati e sottili, l'assenza di cresta interdorsale, il colorito bronzeo uniforme.
Questo squalo è un rapido predatore, che si nutre principalmente di cefalopodi, pesci ossei, altri pesci cartilaginei, riunendosi spesso in grandi gruppi per sfruttare il numero come vantaggio. In Sudafrica, la specie si associa per inseguire la migrazione della sardine, che coinvolge milioni di Sardinops sagax. Come gli altri Carcharhini, la specie è vivipara, cioè l'embrione in via di sviluppo viene nutrito attraverso una connessione placentale derivata dal sacco vitellino. La femmina mette al mondo da 7 a 24 squaletti per volta ogni due anni in aree nido presso le coste, dopo una gestazione la cui durata è incerta (da 12 a 21 mesi). I piccoli crescono molto lentamente, e la maturità sessuale non viene raggiunta che a 13-19 anni o 19-20 anni per maschi e femmine rispettivamente.
Benché non sia segnalata come particolarmente pericolosa per l'uomo, questa specie si è resa protagonista di alcuni attacchi non fatali, perlopiù ai danni di pescatori con fiocina e bagnanti. L'animale ha un certo valore per la pesca commerciale e sportiva in tutto l'areale, e viene utilizzato per l'alimentazione umana. Il lento tasso riproduttivo e la lenta crescita rende questi animali molto suscettibili agli agenti esterni, e si crede che i numeri della specie siano in declino in alcune zone. Di conseguenza l'International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha definito la specie come vulnerabile.
Tassonomia Visto l'areale a chiazze, la specie è stata descritta diverse volte da scienziati locali. La più antica descrizione valida è quella dello zoologo tedesco Albert Günther, che lo chiamò Carcharias brachyurus, nel 1870, all'interno dell'ottavo volume del suo Catalogue of the fishes in the British Museum.
Si riteneva in precedenza, che la prima nomenclatura fosse stata quella di Carcharias remotus, proposta da Auguste Duméril nel 1865. Si è poi scoperto che il tipo nomenclaturale associato a quella descrizione era un Carcharhinus acronotus. Questa è la ragione per la quale la specie in questione veniva spesso indicata col nome Carcharias remotus nella letteratura più antica. Un nome ancora più datato è Galeolamna greyi, coniato da Richard Owen nel 1853, ma questo studio tassonomico era basato su un set di mascelle, ora distrutte, che non sono attribuibili con certezza assoluta allo squalo bronzo. Furono autori più moderni a cambiare il genere in Carcharhinus.
L'epiteto specifico brachyurus deriva dal greco brachys (corta) ed oura (coda). Nella lingua inglese, è comune il soprannome whaler shark, nato nel XIX secolo per il fatto che grossi gruppi di questi squali circondavano la baleniere che trascinavano carcasse di balena nel Pacifico.
Günther fece inizialmente riferimento a quattro diversi sinotipi: uno imbalsamato proveniente dall'Antartide ed un altro dalla Nuova Zelanda, che sono andati perduti, e due feti australiani che sono stati poi scoperti appartenere alla specie Carcharhinus leucas. Per assicurare stabilità tassonomica, Jack Garrick ha scelto una femmina di 2.4 metri catturata al largo di Whanganui, Nuova Zelanda, come nuovo tipo nomenclaturale.
Evoluzione I primi sforzi per determinare la storia evolutiva della specie sono stati basati sulla morfologia ed hanno portato a risultati inconcludenti: nel 1982 Jack Garrick ha inserito la specie nel genere Carcharhinus, mentre nel 1988 Leonard Compagno l'ha collocata in un gruppo transitorio informale assieme a Carcharhinus acronotus, Carcharhinus melanopterus, Carcharhinus cautus, Carcharhinus falciformis e Carcharhinus signatus . Gavin Naylor nel 1992 ha condotto uno studio basato su allozimi che ha provato come il parente più stretto della specie sia il Carcharhinus brevipinna, ma non poté risolvere i misteri sui collegamenti agli altri membri del genere. Denti fossilizzati sono stati ritrovati nel fiume Pungo in Carolina del Nord. I resti sono risalenti al Miocene (23–5.3 milioni di anni fa)Heim, B. and J. Bourdon (January 27, 2009). Fossil species: Carcharhinus brachyurus. The Life and Times of Long Dead Sharks. Retrieved on April 11, 2010.. Altri resti, risalenti al Pliocene (5.3–2.6 milioni di anni fa) sono stati scoperti in Toscana ed altri ancora, del Tardo Pleistocene (126000–12000 anni fa), a Costa Mesa in California.
Areale La specie ha un areale piuttosto vasto, ma disgiunto, e le popolazioni regionali si incontrano raramente. Nell'Atlantico, la specie si trova nel Mar Maditerraneo sino al Marocco ed alle Canarie, presso la costa atlantica della Francia, al largo dell'Argentina e del Brasile, del Sudafrica (dove potrebbero esserci due popolazioni separate), della Namibia. Vi sono segnalazioni poco frequenti dalla Mauritania, dal Golfo di Guinea, dal Golfo del Messico. Nella zona Indo-Pacifica, la si trova dal Mar Cinese Orientale sino al Giappone (esclusa Hokkaidō) ed alla Russia meridionale, presso l'Australia meridionale (principalmente nelle zone di Sydney e Perth, ma occasionalmente più a nord) e intorno alle isole neozelandesi, ma non a nord fino alle Isole Kermadec. Vi sono segnalazioni confermate dalle Seychelles e dal Golfo di Thailandia. Nel Pacifico orientale, si trovano dal Cile settentrionale al Perù e dal Messico fino al promontorio di Point Conception in California, nonché nel Golfo di California. Sono più comuni in Argentina, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, e rari altrove. In molte zone gli avvistamenti sono confusi per via della somiglianza ad altre specie.
Habitat
Si tratta di uno squalo costiero, che vive sui margini continentali nella maggior parte dei mari tropicali e temperati caldi. Comunemente entra anche in zone poco profonde come baie, banchi di sabbia, porti e zone di attraccoKailola, P.J., M.J. Williams, P.C. Stewart, R.E. Reichelt, A. McNee and C. Grieve 1993 Australian fisheries resources. Bureau of Resource Sciences, Canberra, Australia. 422 p., nonché zone rocciose ed isole al largo. Occasionalmente si trovano anche su fondali più profondi, fino all'incirca a profondità di 100 metriBrito, A. 1991 Catalogo de los pesces de las Islas Canarias. Francisco Lemus, la Laguna. 230 p..
Unica nel genere, questa specie si trova più abbondantemente in acque temperate piuttosto che in quelle tropicali, a temperature maggiori di 12 °CGarrick, J.A.f. (1982). Sharks of the genus Carcharhinus. NOAA Technical Report, NMFS Circ. 445: 1–194.. La specie tollera salinità diverse, ed è stata osservata in prossimità di estuari e delle foci di grandi fiumi. I giovani abitano acque costiere sotto i 30 metri di profondità, mentre gli adulti tendono ad allontanarsi di più, per riunirsi regolarmente in grandi gruppi sotto costa solo in primavera ed estate.
In entrambi gli emisferi questi squali praticano migrazioni stagionali, per rispondere ai cambi di temperatura, a necessità riproduttive, alla disponibilità di cibo. Sesso ed età influenzano le traiettorie di migrazione. In genere femmine adulte e giovani trascorrono l'inverno nelle zone subtropicali e si spostano a latitudini maggiori in primavera. Le femmine inoltre approcciano la costa per mettere al mondo i piccoli. i maschi adulti rimangono nelle zone subtropicali per praticamente l'intero anno, tranne in tardo inverno o primavera, quando si spostano a latitudini maggiori per intercettare le femmine dopo il parto e procedere all'accoppiamento. Alcuni individui sono stati osservati durante migrazioni di 1320 km. Questi squali sono filopatrici, cioè ritornano alle stesse zone ogni anno
Aspetto
La massima massa corporea registrata è di 304.6 kgIGFA 2001 Database of IGFA angling records until 2001. IGFA, Fort Lauderdale, USA., la lunghezza massima è 325 cmRandall, J.E., G.R. Allen and R.C. Steene 1990 Fishes of the Great Barrier Reef and Coral Sea. University of Hawaii Press, Honolulu, Hawaii. 506 p. e l'età massima mai registrata 30 anniWalter, J.P. and D.A. Ebert 1991 Preliminary estimates of age of the bronze whaler Carcharinus brachyurus (Chondrichthyes: Carcharinidae) from southern Africa, with a review of some life history parameters. S. Afr. J. Mar. Sci. 10:37-44..
La specie è di grandi dimensioni, dalla forma appuntita e snella, con un muso piuttosto grande ed è priva di cresta interdorsaleCompagno, L.J.V., D.A. Ebert and M.J. Smale 1989 Guide to the sharks and rays of southern Africa. New Holland (Publ.) Ltd., London. 158 p.. La forma del profilo è leggermente arcuata in prossimità della testa. Le narici sono coperte da membrane, ed i grandi occhi rotondi da membrane nittitanti.
La bocca ha piccoli solchi nascosti agli angoli e contiene da 29 a 35 denti superiori e da 29 a 33 denti inferiori, tutti dotati di cuspidi sottili e vicini l'uno all'altro. I denti superiori sono a forma di uncinoe diventano a mano a mano più inclinati spostandosi verso gli angoli, mentre gli inferiori sono diritti. Nel maschio adulto i denti superiori sono più lunghi, più sottili, più incurvati e più serrati che nella femmina e negli esemplari giovani.
Le cinque paia di fessure branchiali sono moderatamente lunghe.
Il colore è da grigio bronzeo a grigio olivastro sul dorso e bianco sul ventre. Il colore ha emana un luccicore metallico ed a volte presenta una sfumatura rosa che si scurisce verso le punte delle pinne ed i margini, ma non in modo cospicuo. Il colore diventa presto marrone grigiastro dopo la morte. Il bianco del ventre può estendersi sui fianchi.
Le pinne sono a tinta unita, eccezion fatta per le pelviche, che presentano punte scure e per le pettorali, che hanno, oltre alla punta, anche il bordo posteriore scuroCompagno, L.J.V. and V.H. Niem 1998 Carcharhinidae. Requiem sharks. p. 1312-1360. In: K.E. Carpenter and V.H. Niem (eds.) FAO Identification Guide for Fishery Purposes. The Living Marine Resources of the Western Central Pacific. FAO, Rome..
Le pinne pettorali sono ampie, appuntite ed a forma di falce. La prima dorsale è alta, con apice appuntito e margine concavo. Questa pinna si innalza all'incirca nello stesso punto (in lunghezza) delle pettorali. La seconda dorsale è piccola e bassa, posizionata all'opposto della pinna anale. Non c'è di solito cresta interdorsale. La pinna caudale ha il lobo inferiore ben sviluppato ed una tacca ventrale molto profonda in corrispondenza della punta del lobo superiore.
Succede spesso che questo squalo sia confuso con altri grossi Carcharhinus, in particolare il Carcharhinus obscurus, ma può essere identificato per la mascella superiore, l'assenza di cresta interdorsale, l'assenza di ovvie macchie sulle pinne.
Biologia