Fāṭima, detta al-Maʿṣūma, ossia Fatima l'Immacolata, ricordata dagli sciiti per la sua generosità, dopo la morte di suo padre (un vero e proprio martirio, secondo la Shīʿa), fu allevata dal fratello, l'ottavo Imam ʿAlī al-Riḍā. Questi, in seguito all'insistenza di al-Maʾmūn, il futuro settimo califfo della dinastia abbaside sunnita, si trasferì nell'815 a Merv, capitale del Khorasan, dove anche al-Maʾmūn risiedeva. Poco più di un anno dopo, Fāṭima si recò a Marv per visitare l'amato fratello ma, appena la carovana che la trasportava giunse nella città di Sāwa, si ammalò e, trasportata a Qom, morì qui per esservi poi sepolta.

Secondo una tradizione sciita, invece, un gruppo di oppositori dell'Ahl al-Bayt avrebbe teso un'imboscata alla carovana, trucidandone tutti i componenti.

Il suo mausoleo è considerato uno dei più importanti luoghi sacri dell'Islam sciita, secondo solo alla moschea-mausoleo di Mashhad, pur essendo oggetto di venerazione anche da parte dei sunniti, assai devoti alla famiglia del profeta Maometto.Cfr. il lemma «Kum» sull'Encyclopédie de l'Islam (J. Calmard), vol. V.

Oggi il Santuario è sede di una delle principali ḥawza iraniane, centri di studio della teologia sciita duodecimana.

Note

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